Il barista che ammazzò decine di libri…

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Foto “Romeo & Juliet” by Emerson Utracik (EP) – flickr

Nel mio post “Un libro non è diamante, casomai è una trottola…” del 24/5/2013 vi raccontavo della mia passione per il bookcrossing e di come avevo trovato, nel quartiere 4 di Firenze, un bel posto dove scambiare i libri… Visto che nei commenti mi fu chiesto, misi anche l’indirizzo del centro culturale: New Staz in via Attavante, zona Ponte a Greve…

Newstaz non era l’unico luogo del quartiere 4 di Firenze dove fare bookcrossing: ci sono la Biblioteca di Via Canova, il Circolo Arci dell’Isolotto, la Coop del Ponte a Greve, alcune palestre comunali, e non molto lontano, la Biblioteca di Scandicci. Newstaz però era diversa: c’era una parete intera di libri, la rotazione dei testi era costante, trovavi sempre nuovi volumi e c’erano perfino Dvd, Cd e Vhs. Visti tutti i corsi che si tengono a Newstaz (teatro, musica, danza, lingue, yoga, etc…) i libri presenti erano davvero interessanti: insomma, non c’erano solo Wilbur Smith e gli Harmony… E poi l’ambiente era carino: la parete del bookcrossing era nel bar e mentre sceglievi i libri potevi, a seconda dell’ora, sorseggiare un caffè, un succo di frutta o mangiare un gelato.

Parlo al passato della parete del bookcrossing di NewStaz perchè purtroppo, dalla riapertura del centro culturale dopo le ferie estive, questa non c’è più.  Alcuni giorni fa sono passato dal centro per lasciare 6 libri che avevo letto durante le ferie e ho scoperto che è stata sostituita da una scaffalaturina con alcune bottiglie di vino e da un frigo dei gelati.

Ho chiesto informazioni alla segreteria del centro e mi è stato risposto che il nuovo gestore del bar non l’ha più voluta e perciò han dovuto sbaraccare tutto e adesso i libri del bookcrossing sono chiusi in una stanza e attendono una nuova collocazione in altri spazi. Collocazione che, mi è parso di intuire, sarà alquanto difficile, se non addirittura impossibile. E così, un piccolo servizio culturale, gratuito, solidale, di riuso e riciclo, aperto al buon cuore di tutti gli amanti del bookcrossing è stato ucciso dai voleri di un barista…

Caro barista, i miei libri li porterò in uno degli altri luoghi del bookcrossing del quartiere 4, uno di quelli più piccoli e con meno scelta. Tu invece i miei soldi dei succhi di frutta e dei gelati che prendevo mentre sceglievo i libri, te li puoi scordare… Mah! Hai appena iniziato la tua attività e hai subito perso un cliente! …Contento tu!

Eataly: il lavoro secondo gli amici di Matteo Renzi.

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Foto “Penne Napoli at Eataly” by Muy Yum – flickr

Oscar Farinetti è il fondatore e padrone di Eataly. Ma è anche un grande amico e finanziatore delle campagne elettorali di Matteo Renzi il quale, nelle sue prediche su rottamazione e svolta dell’Italia, porta Farinetti come esempio di imprenditore di successo nonostante la crisi.

In vista delle tanto annunciate riforme del lavoro renziane, può valere la pena dare un’occhiata a come vengono trattati i lavoratori di Etaly e purtroppo, a vedere da quello che succede a Firenze, non c’è da stare allegri. Sabato 30 e domenica 31 agosto 2014 i lavoratori e le lavoratrici di Eataly Firenze sciopereranno per chiedere il ripristino di sane relazioni sindacali con l’azienda di Oscar Farinetti e soprattutto, scrivono in una nota, “il diritto ad un lavoro che sia dignitoso”. Alcuni siti come Altracittà.org invitano i consumatori, in occasione dello sciopero dei dipendenti di Eataly di domani e domenica, a boicottare e non comprare da Eataly (e nemmeno dopo se non rispettano i diritti dei lavoratori).

Questo il comunicato stampa dei lavoratori di Eataly con le motivazioni dello sciopero.

Abbiamo deciso di scrivere queste righe, da dipendenti di Eataly, conseguentemente alla notizia del nostro “licenziamento”, o, più formalmente, al non rinnovo del contratto. Andando con ordine, vorremmo cominciare sottolineando tre punti molto forti tratti dal Manifesto dell’Armonia di Eataly:

2. il primo modo per stare in armonia con le persone è saper ascoltare cercando spunti per cambiare o migliorare le proprie idee.

7. il denaro può allontanare dall’armonia. Bisogna avere sempre ben presente che il denaro è un mezzo e non un fine. Deve essere meritato.

9. l’armonia con le cose si ottiene ben sapendo che le cose sono di gran lunga meno importanti delle persone. Molto importante è invece la natura. Il primo modo per esserne in armonia è rispettarla.

Frasi semplici alla comprensione: le persone sono importanti, vanno sapute ascoltare, il denaro non è che un mezzo. Lasciando per ultimo il tema “monetario” ci chiediamo se le parole, queste parole, abbiano un senso. Eataly Firenze non ha mai conosciuto un’assemblea aziendale, mai e sotto nessuna forma. L’ultima volta che siamo stati tutte e tutti nella stessa stanza è stato il primo giorno di lavoro. Ricordiamo come siamo stati informati, tra una nozione di sicurezza antincendio e una di normative Haccp, del fatto che, appena possibile, avremmo avuto anche la possibilità di darci una rappresentanza sindacale. Ma se non sono previste assemblee aziendali, figuriamoci assemblee sindacali!

Eppure, di motivi per riunirci, l’azienda ne avrebbe in quantità: informarci dei cambiamenti in atto, renderci partecipi delle scelte riguardarti il personale, comunicarci anche sinteticamente il progetto dell’azienda… Non è normale infatti che un azienda, un’azienda fiorente ed in piena espansione, conti all’inaugurazione oltre 120 dipendenti e che, a meno di un anno dall’apertura, ne conti la metà. Su questo drastico taglio nessuna spiegazione è stata data a noi lavoratori. Né sui motivi per cui si debba venire a sapere dei turni settimanali con sole 24 ore di preavviso, né su tanti altri cambiamenti che si sono susseguiti da quel 14 Dicembre 2013 ad oggi.

Eppure siamo persone, e dovremmo, secondo la filosofia dell’azienda, essere importanti. Di gran lunga più importanti delle cose. E meno importanti delle cose, ci verrebbe da dedurre, sono i soldi… in fondo, sono solo un mezzo. Però la realtà non sta affatto così: noi siamo solo soldi, numeri, voci di spesa. Nessuno ci ha mai considerato davvero persone, ma ingranaggi da inserire nel “modello Eataly”, un modello basato sulla grande distribuzione di prodotti alimentari, una macchina in crescita che non può incepparsi sugli individui.

Ed è qui che arriva il discorso monetario. Eataly prevede nuove aperture a Piacenza, Verona e Trieste. E poi Londra, Mosca, San Paolo… insomma, parrebbe che quel che si dice sulla nostra azienda sia vero. Perché si parla di Eataly come di un’azienda modello, che cresce mediamente nel fatturato di oltre il 33%, un’azienda “che vince tutte le sfide”, per citare i giornali. Ma vogliamo proprio prendere le parole rilasciate dal nostro datore di lavoro, Oscar Farinetti: “Eataly fattura in Italia 100 milioni di Euro. Prevediamo di arrivare a 200 milioni nel 2014.”  L’ottimismo è il profumo della vita!

Ma allora perché il negozio di Firenze è aperto meno di un anno fa con più di 120 dipendenti, ora ne conta solo una sessantina? Perché si sta contraendo sempre di più il personale, costringendo talvolta a turni estenuanti i colleghi che si trovano a dover coprire il lavoro (che non manca!) dei dipendenti espulsi, mentre in altri reparti non si concede un’ora di straordinario neanche a chi la richiede?

Solo nell’ultimo mese accanto al nome di oltre 13 dipendenti è stato scritto “OUT”. 13 persone sono state lasciate, senza troppi fronzoli, senza lavoro. Abbiamo il diritto di sapere in che direzione va la nostra azienda, ce lo abbiamo in quanto dipendenti, ma ancora di più ce lo abbiamo se vediamo negato il nostro diritto di lavorare. Purtroppo alle continue richieste l’azienda ha sempre risposto freddamente e duramente, rifiutandosi non solo di convocare un’assemblea aperta a tutte e tutti i dipendenti così da avere risposte sul nostro futuro e, magari, potere anche dire la nostra, ma per di più la notizia del mancato rinnovo ci è stata fatta pervenire tramite i responsabili di reparto.

Quale serietà dimostra la dirigenza di Eataly rifiutandosi di incontrare i dipendenti che decide di licenziare? Per tutto ciò abbiamo deciso di convocare uno sciopero per le giornate di Sabato e Domenica 30 e 31 Agosto, per richiedere il ripristino delle condizioni di una sana relazione tra azienda e lavoratori, tramite una rappresentanza sindacale che possa evidenziare le numerose problematiche riguardanti le condizioni di lavoro e l’organizzazione dei turni, e soprattutto per difendere il diritto ad un lavoro che sia dignitoso.

Comunicato stampa dei dipendenti licenziati da Eataly – Firenze

Questa è la situazione dei lavoratori di Eataly Firenze, ma la cosa più triste è leggere su Wikipedia chi sono i proprietari di Eataly…. al 60% Oscar Farinetti (amico e finanziatore di Matteo Renzi ma soprattutto figlio del partigiano socialista Paolo Farinetti, comandante della 21ma Brigata Matteotti “Fratelli Ambrogio”, tra i fondatori della Repubblica Partigiana di Alba) e al 40%  Coop Liguria, Novacoop e Coop Adriatica (si, proprio “la Coop sei tu“). Non so perchè ma mi è venuta in mente una canzoncina di una volta. Come faceva quell’inno? Ah si!… “Compagni avanti, il gran Partito noi siamo dei lavoratori…”

p.s. per i più giovani l’inno è quello dell’Internazione e lo trovate qui

Matteo Renzi, vai a far la spesa alla Despar di Scandicci… ma sbrigati!

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Foto “simply, alone” by batintherain – flickr

La voce si è sparsa in città col passaparola: «Vai presto alla Despar di Scandicci a fare la spesa: stanno fallendo e questa settimana c’è lo sconto del 40% su tutto.» A me l’ha detto un collega d’ufficio: «E’ quasi finito tutto, vai a prendere le ultime cose scontate e porta la macchina fotografica: vedrai scene da Unione Sovietica degli anni ’70, quando i nostri connazionali andavano a “comprar” moglie con 3 paia di collant…».

Ieri sera con mia moglie siamo andati a fare un po’ di spesa: non credevo ai miei occhi. Scaffali vuoti e commessi che giravano come zombie. I reparti del fresco (macelleria, verdura, pesce, salumeria) erano desolatamente deserti e nel banco frigo, che fino a qualche settimana fa ospitava metri e metri di yogurt e latticini, restavano solo una decina di confezioni di strutto e tre o quattro di margarina. Nel reparto della pasta c’era solo la minestrina da brodo di una sola marca. Tutto quello che era durevole era già stato portato via da giorni: niente detersivi, niente carta igenica e da cucina, niente birre. Immaginate un supermercato di due piani con centinaia di metri di scaffali dove pochi articoli giacciono tristemente in qua e là alla rinfusa. Abbiamo preso delle marmellate biologiche, del tonno, del riso,  un po’ di alimenti per il cane, dei biscotti, del caffè, della cancelleria, la penultima scatola di corn flakes e dei surgelati. Chissà perchè i gelati erano l’unica cosa che era ancora disponibile in più varietà e più marche.

Non ho avuto il coraggio di tirar fuori la macchina fotografica: era troppo triste e mi sembrava di mancar di rispetto a quei commessi e a quelle famiglie che ancora non conoscono il loro futuro. Anzi, portando il carrello alla cassa, mi sono quasi vergognato e, come facevano altre persone, ho chiesto agli addetti alle casse della loro situazione. Stanno chiudendo 36 punti vendita di Despar fra Toscana, Umbria e Lazio con oltre 800 dipendenti che non sanno che fine faranno. Sembra che Conad rileverà circa 2/3 dei supermercati ma nessuno sa quali saranno, quanti dipendenti saranno riassunti e quanti verranno licenziati.

Matteo Renzi trova un po’ di tempo e fai un salto al Despar di Scandicci. Forse troverai ancora del tonno col 40% di sconto, ma sbrigati perchè quasi sicuramente tra oggi e Sabato prossimo tireranno giù la saracinesca. Definitivamente. Matteo, son queste le cose che ti chiedono gli italiani, non di riformare il Senato trasformandolo in un bivacco non elettivo per consiglieri regionali indagati… e per favore risparmiaci la balla che col nuovo Senato ripartirà l’economia!

Per approfondire:

Sono diventati a pagamento i servizi Recall e Chiamami di Vodafone e Lo sai e Chiama ora di Tim.

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Foto “McLaren Pit Practice” by ph-stop – flickr

Proprio mentre gli italiani vanno in ferie, usano di più il cellulare e magari allentano i controlli, due servizi telefonici di Tim e Vodafone, che erano sempre stati gratuiti, sono diventati a pagamento. Dal 21 Luglio si pagano i servizi “Lo sai” e “Chiama Ora” di Tim, “Chiamami” e “Recall” di Vodafone. Si tratta di quei servizi che ci segnalano chi ci ha cercati quando avevamo il telefono spento e che ci dicono che una persona che noi abbiamo cercato è adesso disponibile.

Questi servizi costeranno ai clienti TIM 1,90€ ogni 4 mesi per un totale di 5,70€ all’anno mentre per i clienti Vodafone costeranno 0,06€ al giorno, per ogni giorno in cui si utilizza il servizio. Se un cliente Vodafone utilizza il servizio tutti i giorni, alla fine dell’anno spenderà 21,90€. Dal momento che i gestori abilitano automaticamente questi servizi sulle Sim, chi non li vuole pagare, deve darsi da fare per disattivarli.

Per disattivare i servizi da Tim basta chiamare il numero gratuito 42070 e seguire le istruzioni.

Per disattivare i servizi da Vodafone ci sono 3 opzioni: chiamare il numero gratuito 42593 oppure il 42070 oppure collegandosi all’area “Fai da te” nel sito della Vodafone.

Secondo le due multinazionali i clienti dovrebbero essere stati avvertiti del cambiamento tramite un SMS. A casa mia siamo in 3, tutti  con Sim Vodafone e solo mia figlia ha ricevuto l’SMS incriminato. Le associazioni dei consumatori (Repubblica parla di Federconsumatori e Codacons) sono già sul piede di guerra mentre su change.org è già partita una petizione per chiedere a Vodafone di rendere di nuovo gratuiti questi sevizi.

Firma qui la petizione su Change.org per chiedere a Vodafone il Re-call gratuito come è sempre stato.

Sei mesi di ritardi postali…

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Foto: “Poste Italiane” by Robin Good – flickr

Da tantissimi anni (penso circa una ventina) sono abbonato alla rivista de Consumatori “Il Salvagente” che esce in edicola tutti i Giovedì. Secondo l’editore nello stesso giorno dovrebbe arrivare a casa  la copia agli abbonati ma, quando sono coinvolte le Poste Italiane, tra il dire e il fare… spesso c’è di mezzo il mare. Mediamente ogni anno uno o due numeri spariscono e me li devo far rispedire dall’editore, mentre la maggioranza arriva con un certo ritardo. Ormai stufo di questa situazione ho deciso di annotarmi e pubblicare su questo blog i giorni di ritardo con cui mi arriva la rivista. Questa è la situazione dei primi 6 mesi del 2014… Traete da soli le conclusioni, tenendo conto che il tragitto che deve fare la rivista è banalmente Roma-Firenze.

Devo anche dire che nell’ultimo anno il servizio delle Poste Italiane è peggiorato ulteriormente e lo posso testimoniare perchè, oltre a “Il Salvagente“, sono abbonato ad altre riviste e, più o meno tutte arrivano in ritardo. Per intere settimane non arriva nessuna corrispondenza, poi la buca delle lettere si riempie improvvisamente: ad esempio, dopo una settimana in cui non mi è arrivato niente, ieri pomeriggio ho trovato ben 4 riviste, due lettere e 1 bolletta. Almeno un paio di queste riviste erano in ritardo di quasi  una settimana. Stranezze postali…

Numero rivista Il Salvagente Data uscita in edicola Data arrivo a casa Giorni di ritardo
1 02/01/2014 09/01/2014 +7
2 09/01/2014 09/01/2014 OK
3 16/01/2014 18/01/2014 +2
4 23/01/2014 23/01/2014 OK
5 30/01/2014 31/01/2014 +1
6 06/02/2014 10/02/2014 +4
7 13/02/2014 14/02/2014 +1
8 20/02/2014 20/02/2014 OK
9 27/02/2014 27/02/2014 OK
10 06/03/2014 06/03/2014 OK
11 13/03/2014 17/03/2014 +4
12 20/03/2014 24/03/2014 +4
13 27/03/2014 27/03/2014 OK
14 03/04/2014 08/04/2014 +5
15 10/04/2014 10/04/2014 OK
16 17/04/2014 MAI ARRIVATO (*)
17 24/04/2014 26/04/2014 +2
18 01/05/2014 07/05/2014 +6
19 08/05/2014 12/05/2014 +4
20 15/05/2014 15/05/2014 OK
21 22/05/2014 22/05/2014 OK
22 29/05/2014 29/05/2014 OK
23 05/06/2014 05/06/2014 OK
24 12/06/2014 MAI ARRIVATO (*)
25 19/06/2014 23/06/2014 +4
26 26/06/2014 01/07/2014 +5

Aggiornamento del 17/07/2014

(*) I due numeri mai arrivati (16 e 24) li ho richiesti all’ufficio abbonamenti che nel giro di 5 giorni me li ha rispediti senza nessuna spesa a mio carico. Mi hanno anche ringraziato per avergli inviato questa tabellina con la quale hanno hanno fatto una segnalazione a Poste Italiane per disservizio sulla tratta Firenze-Roma. Tenuto conto che l’ufficio abbonamenti paga alle Poste una tariffa per la consegna in 24 ore (Postapress24ore) ogni segnalazione di disservizio serve per far monitorare le linee problematiche alle Poste. Sul numero 28 del 10/7/2014 due lettere pubblicate sulla rivista segnalano analoghi disservizi a quelli che ho io: una viene da Pistoia mentre l’altra lettera viene da Roma… e se i disservizi sono presenti anche sulla tratta da Roma a Roma…. vuol dire che siamo davvero messi bene! Viva le poste!

Post scriptum.

P.S. (1). Se disgraziatamente qualcuno delle poste leggesse questo articolo, faccio presente che il CAP a cui dovrebbe arrivare la posta è il 50143.

P.S. (2). Mi scuso con i miei lettori abituali ma in questo periodo sono assente dal mio e anche dai vostri blog per impegni lavorativi e familiari. Appena avrò un po’ di tempo libero tornerò a leggervi e a commentare…

P.S. (3). Sono in ritardo anche nella programmazione delle ferie estive: c’è qualcuno che ha consigli da darmi per fare un po’ di mare nel Sud della Francia? Grazie.

L’album delle Figurine dei Mondiali: è on line, è divertente ma soprattutto è GRATIS!

Album Panini on line - foto by unpodimondo

Album Panini on line – foto by unpodimondo

Premessa

Come potete intuire dai post di questi giorni, io sono una contraddizione. Da una parte, come consumatore etico e critico capisco che questi eventi globali come i Mondiali di calcio o le Olimpiadi sono pieni di lati oscuri, di ingiustizie, di sfruttamento e di strapotere delle multinazionali e perciò condivido tutte le proteste. Dall’altra parte, il mio lato di sportivo, di appassionato e di collezionista di gadgets e cimeli sportivi ama questi eventi che riuniscono tutto il pianeta. In fondo, è una festa quando paesi come USA e Iran si confrontano su un rettangolo d’erba con una palla, invece che con le bombe! Per cui scusatemi… amo i mondiali di calcio e riconosco pure di essere una contraddizione…

L’album è on line, è divertente  ma soprattutto è GRATIS.

E’ tempo di mondiali e di febbre da goal che prende grandi e piccini. Una delle componenti che hanno sempre fatto compagnia a questi eventi del pallone è il mitico album delle figurine: quello della Panini, quello del “celo, celo, manca, manca…” In un periodo di crisi come questo, anche fare la raccolta delle figurine può essere un lusso piuttosto costoso e allora perchè non offrire ai bambini e agli adulti un’alternativa, semplice, divertente e soprattutto gratuita?

Ci ha pensato la Fifa con l’album virtuale delle figurine Panini al quale potete accedere registrandovi sul sito ufficiale dei mondiali a questo link: http://it.stickeralbum.fifa.com/. Una volta registrati potrete accedere al vostro album: si tratta di una versione ridotta dell’album ufficiale con 424 figurine virtuali (quello cartaceo ne ha più di 600, vi immaginate il costo per farlo tutto?). Per completarlo ogni giorno  il sito vi regalerà 3 bustine di figurine virtuali che potrete attaccare al vostro album. Partecipando ad un quiz sulla storia dei mondiali e rispondendo a almeno 5 risposte esatte su 10, ogni giorno potete sbloccare un’altra bustina di figurine ed infine potete richiedere altre bustine immettendo i codici che trovate in fondo a questo post… Ogni codice sblocca una bustina. Insomma, avete modo di raccogliere gratuitamente un sacco di figurine ma, per far durare il gioco, non potete aprire più di 5 bustine al giorno… Una volta aperte le bustine troverete le figurine, del tutto uguali a quelle cartacee, da incollare virtualmente sul vostro album oline. E con i doppioni? I doppioni si scambiano con altri collezionisti, come si farebbe nella vita reale, ma con la differenza che le persone con cui potete scambiare le figurine sono oltre 2.500.000.  Quando scambiate on line, per la  prima volta, una figurina di una nazionale riceverete in omaggio una figurina dei tifosi di quella nazionale che andrà a riempire due pagine speciali dell’album virtuale dedicate ai tifosi. Per ogni nazionale completata avrete in omaggio altre bustine e al termine del gioco è previsto anche un concorso che sorteggerà dei premi fra i più fortunati. Ma il regalo più bello, anche per chi non vincerà il concorso,  è che comunque ha partecipato ad un bel gioco, completamente gratuito!

Per chi volesse giocare, vi metto la lista dei codici che sbloccano le bustine di figurine… se nel frattempo ne troverò altri aggiornerò la lista… Buon divertimento!

  • FIFA-PANINI-PACK
  • FREE-PACK-2014
  • WORLDS-CUP
  • COCA-COLA
  • OPEN-HAPPINESS
  • COKE-REWARDS
  • IGOT-IGOT-NEED
  • FREE-FIFA-STICKERS
  • OPEN-2014-PACK
  • FAN-REWARDS
  • I-WANT-MY-FIFA-PACK
  • YOUR-PANINI-PACK
  • MORE-PANINI-PACK
  • YOUR-2014-PACK
  • YOUR-FIFA-PANINI-PACK
  • COPA-FIFA-BRASIL
  • TODAY-NEW-FIFA-PACK
  • MY-NEW-FIFA-PACK
  • ALBUM-FIFA-CODE
  • 2014-GIFT-PACK
  • FIFA-BRAZIL-2014-STICKERS
  • TROPHY-TOUR
  • MY-FIFA-PANINI-STICKERS

Aggiornamento del 23/06/2014

Dal momento che tutte le squadre di collezionisti a cui ho tentato di iscrivermi erano piene e non accettavano nuovi componenti, ho creato una mia squadra per scambiare le figurine…. Se qualcuno è interessato può unirsi a questo gruppo:

Team ID : 416461

Password : 112233

La bolla speculativa degli spumini…

Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax  - flickr

Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax – flickr

Avrei voluto scrivere dei risultati elettorali ma farlo adesso, a quattro giorni dalle votazioni, non ha più senso in quanto avete già letto tutto e il contrario di tutto e io non aggiungerei niente che non sia già stato scritto. Purtroppo quando gli italiani votano e poi si stravaccano sul divano in attesa dei risultati elettorali, io sto lavorando duro… proprio a quelle cifre a cui tutti ambiscono.

Solo oggi ho un po’ di respiro e posso dedicarmi al blog: quindi niente notizie elettorali, ma un curioso articolo di Repubblica che mi è stato segnalato da un amico la settimana scorsa. Fatevi adesso delle meringhe (o spumini come si chiamano dalle mie parti) perchè in futuro potrebbero diventare un lusso… Se potessero leggere, mi piacerebbe conoscere il parere delle galline. Siamo alla follia…

Scoppia la “bolla dell’albume”. Vola il prezzo, è sorpasso sul tuorlo. di Ettore Livini (La Repubblica)

[...] Tutti pazzi per l’albume. La mania delle diete a basso contenuto di colesterolo rivoluziona le gerarchie interne all’uovo e manda in fibrillazione i mercati delle materie prime alimentari. Le regole, al riguardo, sembravano scolpite nella pietra. Il prezioso cibo monocellulare – dice la storia della gastronomia dall’Artusi in giù – è fatto di due parti: il bianco, considerato per secoli una sorta di scarto, e il tuorlo. Più saporito, ricco di vitamine (assenti nella chiara) e da sempre ingrediente base di migliaia di ricette, dalla pasta fino ai dolci. E l’economia ha da sempre replicato in fotocopia queste considerazioni, facendo pagare il dovuto per il “giallo” e svendendo a prezzi di saldo la sua povera pellicola protettiva.

Il mondo però è bello perchè è vario. E così da un paio di anni a questa parte è partito l’albume-pride. I medici, manuali del wellness e i guru dell’alimentazione bilanciata hanno iniziato a mettere in guardia il pianeta dalle diete troppo ricche di colesterolo. E il tuorlo (un uovo di 60 grammi contiene due terzi della razione giornaliera consigliata della molecola di sterolo) è finito dritto-dritto sul banco degli imputati. Che fare? Le multinazionali dell’alimentazione, grande consumatrici, hanno fatto di necessità virtù. L’uovo non può essere escluso dalle ricette dei loro prodotti. Ma per evitare di finire nelle liste di prescrizione dei salutisti hanno ripudiato il giallo e si sono convertite all’improvviso all’uso dell’albume.

La svolta – come ha raccontato il Financial Times – ha avuto effetti economici devastanti in un mondo diventato ormai globale. McDonald è stata la prima a lanciare il White delight McMuffin, tutto a base di chiare. Molti si sono messi in scia e la domanda di albume ha fatto saltare il banco. Il suo prezzo è balzato in un anno dell’80% a oltre una sterlina per libbra, calcola la società di rilevazioni Urner Barry. E con una svolta copernicana ha superato per la prima volta quello del tuorlo. La salute, ovvio, non ha prezzo. E il boom dell’albume, che ha il pregio di non intasare le nostre arterie dell’odiato colesterolo, non pare destinato ad arrestarsi a breve. Le scorte di materia prima seccata o congelata sono crollate del 46% nell’ultimo anno. Oggi rappresentano solo un terzo del totale, mentre i magazzini sono pieni di tuorli che non vuole più nessuno. “Siamo a livelli che garantiscono solo la domanda standard” dicono alla Urner Barry. Così bassi come non si vedevano dal 2004, anno del boom della dieta Atkins. La bolla continua, il colesterolo trema e sul mercato dell’alimentazione – con i tempi che corrono – c’è una sola certezza: meglio un bianco d’uovo oggi che una gallina domani.

tratto dall’articolo di Ettore Livini pubblicato sul sito di Repubblica il 20/05/2014