I prodotti equi e solidali vincono anche per qualità e convenienza.

Foto tratta dal sito di Altromercato

Foto tratta dal sito di Altromercato

Su questo blog ho sempre difeso e promosso i prodotti del commercio equo e solidale: sono ottimi, spesso provenienti da Agricoltura biologica, hanno prezzi tutto sommato accettabili e portano con sé un surplus di giustizia e solidarietà verso il Sud del Mondo che purtroppo altri prodotti non hanno. Per una volta non sto a raccontarvi delle storie di lavoro minorile e sfruttamento al limite dello schiavismo che spesso stanno dietro al caffè o alla cioccolata delle multinazionali ma voglio dedicarmi al gusto e al rapporto prezzo/qualità di questi prodotti.

Nel numero di Dicembre 2014 del mensile dell’Associazione dei consumatori “Altroconsumo” sono stati testati i migliori cioccolati fondenti e il risultato è stato che il miglior cioccolato non è svizzero ma italiano, biologico, etico, equo e solidale. I relatori del test hanno premiato come migliori cioccolati nella categoria con cacao tra il 70% e il 75% tre tavolette tutte e tre fatte con cacao del commercio equo e solidale:

Al primo posto con 66/100 la tavoletta MASCAO 70% prodotta da Altromercato con il seguente giudizio:

Questo cioccolato equo-solidale e biologico è premiato dai degustatori esperti e dal laboratorio, da cui raccoglie valutazioni decisamente lusinghiere.

Al secondo posto, sempre con 66/100, la tavoletta COOP SOLIDAL Cacao 70% col seguente giudizio:

Un prezzo conveniente per questa tavoletta equo-solidale e biologica, che non delude in alcuna analisi tecnica e convince i palati esperti.

Al terzo posto conclude il podio con 65/100 la tavoletta, sempre biologica ed equa e solidale di Alce Nero Extra Fondente Biologico.

Ad onor del vero Altroconsumo ha fatto anche una classifica delle cioccolate fondenti con cacao tra il 44% e il 50%. Qui il podio è composto da “Novi fondente”, “Lindt Fondente Classico” e “Ritter sport Fondente 50% cacao”, semplicemente perchè non esistono tavolette del commercio equo e solidale con percentuali così basse di Cacao.

Se siete amanti del fondente mi permetto di consigliarvi una golosità: il “Mascao 73% Fondente Extra con Fave di Cacao”, sempre di Altromercato che è analogo alla tavoletta che ha vinto il primo premio ma con l’aggiunta di pezzettini di fave di cacao nell’impasto.

Non è la prima volta che Altroconsumo testa e premia i prodotti equi e solidali. Nel numero di Luglio – Agosto 2014 sono stati testati i migliori caffé e nella categoria caffè in polvere il primo premio è andato con 80/100 al caffè biologico equo e solidale Biocaffé 100% arabica di Altromercato, seguito al 2° posto con 77/100 da Illy Espresso Tostatura Media e, al terzo posto ma con lo stesso punteggio, da Vergnano Espresso Casa.

Foto tratta dal sito di Altromercato.

Foto tratta dal sito di Altromercato.

P.S. Pur avendo nomi simili Altroconsumo e Altromercato non sono assolutamente legate fra di loro. Altroconsumo è un’associazione italiana di consumatori senza fini di lucro, la prima e la più diffusa, con oltre 300.000 soci. Il Consorzio Ctm Altromercato invece è la prima centrale di importazione del commercio equo e solidale in Italia, e la seconda nel mondo, per dimensioni e fatturato. E anch’io non sono legato a nessuno dei due… sono però un consumatore entusiasta delle cioccolate di Altromercato mentre mia moglie lo è anche del Biocaffé…

Assente…

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Foto “Fahrtwind” by simonzryd – flickr

Buona giornata  a tutti,

mi scuso per essere assente sul blog ma purtroppo ho dei piccoli problemi di salute che da alcune settimane mi impediscono di seguire come vorrei, sia il blog che altri hobby. Non vi preoccupate, non si tratta di niente di grave ma è sufficiente a far girare gli zebedei e a far passare la voglia di fare un sacco di cose. Per questo il blog, a differenza degli anni scorsi, non ha ancora assunto la consueta veste natalizia… Chissà forse arriverà anche qui lo spirito del Natale ma per ora temo che giri alla larga…

Nel frattempo, visto che vi ho stressato tanto sugli aquedotti in amianto, vi stresso un’ultima volta chiedendovi di diffondere e magari firmare la petizione sottostante.

Grazie a tutti! A presto!

Petizione al presidente della Regione Toscana “Eliminare l’amianto dai tubi di Publiacqua Spa” su change.org

p.s. se a qualcuno avanzassero un paio di etti di spirito del Natale me li metta da parte… Saluti!

L’acqua all’amianto è un problema Nazionale. Bologna e Pisa messe peggio di Firenze.

Torno sul tema dell’acqua che scorre nelle tubature in eternit e cemento-amianto perchè il problema, sollevato a Firenze alcune settimane fa, è in realtà un problema Nazionale.

Prima di parlare della situazione in varie città vi segnalo un articolo apparso sul sito Senzasoste.it dove il coordinamento toscano di Medicina Democratica illustra le ultime ricerche sulla contaminazione da amianto e dove si scopre che, non solo l’amianto sarebbe pericoloso se inalato o ingerito, ma addirittura semplicemente lavandosi, in particolar modo tutti gli orifizi che comunicano fra l’interno e l’esterno del corpo… Se volete leggerlo tutto questo è il link: “Medicina Democratica: “Sostituire tutte le tubazioni di amianto” .

Mentre le provincie di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, tutte insieme hanno circa 225km di tubazioni incriminate ci sono città messe molto peggio. Bologna ad esempio possiede circa 1.800 km di queste tubature che disperdono ben 10mila fibre di amianto per ogni litro d’acqua che esce dai rubinetti. Se avete una mezz’oretta di tempo guardatevi questo documentario del 2013 sulla situazione a Bologna. E’ un bel video creato dal basso tramite il crowdfunding.

La Nazione di Pisa (qui l’articolo) riporta invece la notizia che nella città della Torre Pendente conterrebbero amianto ben il 52% di tutte le tubature dell’Acquedotto. Per quanto riguarda Firenze il dibattito nel Consiglio Comunale e in città continua, passando da posizioni in cui si minimizzava il problema a posizioni che vanno verso la richiesta di sostituzione dei tubi. (qui l’articolo dal Nove da Firenze “Acqua e Amianto, Firenze cambia idea e pensa alla sostituzione delle tubature” ). In compenso Arpat Toscana ha fatto un comunicato stampa in cui afferma di non aver competenza in materia (qui il comunicato) e dove ricorda che l’unico studio mai fatto in Toscana sull’amianto nelle acque risale ormai al  periodo 1995-1997 (qui si può scaricare lo studio del 1997). Infine, da indiscrezioni di stampa, pare che la Regione Toscana intenda normare i limiti di amianto nelle acque col rischio che, mettendo limiti alti, le acque diventino “sicure” per legge e si chiuda la faccenda nel peggiore dei modi…

Eppure basterebbe imporre a Publiacqua di sostituire quei 225 km di tubi al più presto visto tra l’altro che, come rilevato da Altroconsumo e riportato in quest’articolo pubblicato da Altracitta.org: “A Firenze l’acqua più cara d’Italia mentre Publiacqua non investe e spartisce 47 milioni di profitto

E così mentre tutti loro discutono io intanto ho ricominciato a comprare l’acqua in bottiglia… Sigh!

Precedenti miei post sul tema: qui e qui

Prezzi differenziati per sesso: in Francia la tassa sulle donne.

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Foto “Monoprix, après l’averse” by Damien Roué – flickr

Su change.org ho trovato una petizione francese che ha destato la mia curiosità. La storia parte dalla catena di supermercati Monoprix e in particolare dai rasoietti bilama in plastica da gettare. In questo supermercato sono in vendita gli stessi rasoi, fatti dalla stessa ditta, ma differenti per colore: azzurro per lo sbarbamento dei maschietti e rosa per la depilazione delle femminucce. I sacchetti dei rasoi costano rispettivamente 1,72€ quello azzurro e 1,80€ quello rosa, ma c’è una piccola differenza: nel sacchetto dei maschi ci sono 10 rasoi mentre in quello delle femmine ce ne sono soltanto 5 e perciò le signore pagano il doppio per lo stesso rasoietto di plastica, solo per averlo di color rosa.

Il collettivo femminista Georgette Sand ha fatto due conti e ha verificato su molti oggetti una differenza di prezzo basata sul sesso: dal gel per la rasatura ai deodoranti, dai saponi agli shampoo per finire con i giocattoli. La situazione è subdola perchè i prodotti spesso non sono affiancati ma in scaffali e reparti separati per cui è difficile fare il confronto. In media i prodotti femminili costano di più di quelli maschili e alla fine dell’anno le signore spenderebbero circa 1.130€ in più dei maschi nonostante anche in Francia gli stipendi delle signore siano più bassi di quelli dei signori.

A questa differenza di prezzo il collettivo Georgette Sand ha dato il nome di Womantax e ha aperto il blog http://womantax.tumblr.com/ dove raccoglie tutte le foto e dove potete confrontare le differenze di prezzo fra articoli maschili e femminili. Ci trovate veramente di tutto: perfino gli ovetti kinder!

La catena Monoprix si è giustificata dicendo che le differenze di prezzo non dipenderebbero dal sesso ma dai volumi di vendita e perciò i maschi spenderebbero meno perchè si radono di più e consumano più rasoi…

A questo link potete firmare  la petizione su change.org

Foto tratta dal Blog http://womantax.tumblr.com/

Foto tratta dal Blog http://womantax.tumblr.com/

Ancora sull’acqua all’amianto in Toscana.

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Foto “Che sete!” by Lara – flickr

Dopo il post della scorsa settimana (qui) torno nuovamente sul tema dell’acqua all’amianto in Toscana postando un’intervista di Panorama.it alla professoressa Ginevra Lombardi, docente di Economia ed Estimo Rurale presso il Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze che per prima ha diffuso i dati sulla rete di tubi in eternit e cemento-amianto nelle Province di Firenze, Arezzo, Prato e Pistoia.

Nell’insicurezza dovuta alla totale mancanza di informazioni da parte delle istituzioni ai cittadini, io e la mia famiglia abbiamo deciso (con molto rammarico) di ricominciare a bere la minerale in bottiglia. Purtroppo vicino a dove abitiamo noi le mappe segnano sia tubi in eternit che in cemento-amianto e non sapendo che strada che fa l’acqua per arrivare a casa nostra, siamo abbastanza preoccupati. Non che mi fidi dell’acqua in bottiglia ma almeno variamo un po’ il menù degl’inquinanti che beviamo…

“Acqua cancerogena? Una denuncia fa tremare la Toscana. Nella regione ci sono 225 chilometri di tubature di eternit e cemento-amianto. Per il gestore dell’acquedotto però non esistono rischi” di Nadia Francalacci – Panorama.it

In Toscana l’eternit finisce a tavola. L’acqua di Firenze, Pistoia e Prato scorre in tubazioni di eternit e cemento amianto. Non si tratta di acqua destinata all’irrigazione dei campi bensì di quella che finisce nei bicchieri, nelle pentole e nei bagni del capoluogo toscano e di due province limitrofe.

L’area interessata è servita da una rete idrica lunga 225 chilometri realizzata interamente con tubazioni di eternit o cemento-amianto. Il 36% di queste condotte sono rami principali, ovvero tubi che portano l’acqua dagli impianti di prelievo ai rami secondari.
E il gestore toscano che cosa intende fare? Ha un piano di sostituzione? Publiacqua, l’azienda che gestisce l’acquedotto, ha dichiarato di non avere nessun piano di sostituzione delle condotte in amianto e che interverrà su di esse solamente quando si verificheranno perdite di acqua. E al tempo stesso tranquillizza i cittadini toscani serviti dai propri acquedotti.

A portare alla luce i chilometri e chilometri di tubazioni “cancerogene” è stata una denuncia effettuata da una professoressa dell’Università di Firenze, Ginevra Virginia Lombardi sulla rivista online “Città invisibile”, dove ha pubblicato non solo la mappa dei tubi da sostituire ma anche tutti i quartieri delle città interessate e tutti gli studi sulla pericolosità per la salute dei cittadini che quell’acqua cono costretti ad usarla e a pagarla cifre astronomiche.

“Publiacqua, che fa pagare una delle bollette più care d’Italia, ha le reti peggiori della Toscana e perde il 51% dell’acqua che immette in rete – spiega Lombardi a Panorama.it – inoltre gli interventi di manutenzione sulla rete non garantiscono una gestione efficiente del problema delle perdite di acqua e sembrano assolutamente inadeguati ad affrontare e risolvere il problema delle condotte in amianto”.
Publiacqua fino al 2014 avrebbe riscosso dalle bollette dei cittadini toscani, 69 milioni di euro per investimenti che pare non ha mai realizzato.

Ginevra Virginia Lombardi, docente e membro del Forum dell’acqua, secondo quanto dichiarato Publiacqua non esistono pericoli per la salute di chi beve l’acqua che arriva gli in casa da tubazioni in eternit o cemento amianto. È possibile?

Il parlamento Europeo nel marzo 2013 ha approvato una risoluzione che riconosce tra le cause di tumore dovute all’amianto anche quello causato da ingestione di fibre. Al punto 37 tale risoluzione recita testualmente:
“Si sottolinea che tutti i tipi di malattie legate all’amianto, come il tumore al polmone e il mesotelioma pleurico – causati dall’inalazione di fibre di amianto in sospensione, abbastanza sottili da raggiungere gli alveoli e abbastanza lunghe da superare la dimensione dei macrofagi, ma anche diversi tipi di tumori causati non soltanto dall’inalazione di fibre trasportate nell’aria, ma anche dall’ingestione di acqua contenente tali fibre, proveniente da tubature in amianto, sono stati riconosciuti come un rischio per la salute e possono insorgere dopo alcuni decenni, e in alcuni casi addirittura dopo oltre”.
Questo punto della risoluzione recepisce integralmente il parere della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza del Parlamento Europeo, organo in cui la componente politica si confronta con aspetti tecnico-scientifici acquisendo documenti e ascoltando esperti. Se l’amianto ingerito non rappresentasse un rischio per la salute, perché il parlamento europeo avrebbe evidenziato tale rischio nella risoluzione?
Va ricordato inoltre che nel 2005 viene pubblicato il risultato di una ricerca norvegese, che conclude riconoscendo una correlazione fra ingestione di amianto attraverso acqua contaminata dalla rete e incremento del rischio di tumori gastrointestinali e specificatamente allo stomaco .
Se non esistono ancora indicazioni da parte OMS in merito alla pericolosità dell’amianto ingerito, a livello Europeo l’attenzione su questo problema sta progressivamente crescendo ed il Parlamento Europeo, con la risoluzione, invita gli stati membri a considerare fra i rischi per la salute anche quello da amianto ingerito. Non ci sono dubbi che in casi come questo il principio di precauzione dovrebbe essere applicato con la massima convinzione. In questi territori l’acqua produce un utile lordo sul fatturato che oscilla tra il 20 e il 25%, con questi risultati economici non deve essere impossibile programmare un piano di sostituzione che elimini tutto l’amianto nei Comuni serviti da Publiacqua.

Secondo la sua ricerca Publiacqua preleva 167 milioni di metri cubi presenti sul territorio per fatturarne solo 85 milioni. Esattamente il 51%. Perché? Che cosa sospetta?

Non abbiamo dati accessibili che dettaglino questo enorme impatto sulla risorsa idrica, certo sappiamo che il 51% dell’acqua pompata non arriva agli utenti e viene persa lungo la rete. Sarebbe interessante che ci venisse spiegato, con dati certi ed oggettivi, il perché di questa enorme spreco.

Publiacqua ha dichiarato che è estremamente oneroso sostituire le tubazioni “cancerogene”. Ma, secondo una sua ricerca, sembra che i conti non tornino…

Publiacqua ha dichiarato pubblicamente su un giornale locale che la sostituzione dei 225 km di tubature sarebbe costata all’azienda 20 miliardi di euro, in una successiva dichiarazione la stessa Publiacqua ha indicato in 200 milioni di euro l’importo da stanziare per la sostituzione. Sarebbe necessario avere maggiore chiarezza ed attendibilità sul costo di un piano di sostituzione, per poterne valutare la fattibilità reale.
Allo stato attuale non abbiamo una cifra di riferimento soprattutto se consideriamo che a Carpi viene quantificata una spesa ancora diversa e non confrontabile con quelle indicate da Publiacqua: AIMAG, azienda multiutility di Carpi, indica in 60 milioni di euro il costo della sostituzione di circa 290 km di condotte in amianto.
Il problema diventa di difficile risoluzione dato che il piano degli investimenti 2014-2021, non riporta nessun intervento sulle condotte in amianto. Dei 500 milioni di euro che l’azienda incassa dalle nostre bollette per effettuare investimenti niente viene destinato ad un eventuale piano di sostituzione, mentre circa il 20% del totale (quasi 100 milioni di euro) viene destinato alla macchina aziendale.
Le cifre, e sono solamente alcune, forse possono rendere meglio l’idea…Ad esempio, 20 milioni di euro per software; 16 milioni per il Sistema informatico territoriale (mappe); 4.750.000 euro Ristrutturazioni e nuove sedi; 4,550,000 euro per gestione interventi; 1.200.000 euro manutenzione immobili; 4,000,000 euro per aggiornamento e manutenzione parco automezzi; 640,000 euro per acquisto mobili e arredo.
In totale 99.158.468 su 495.258.442 di euro che verranno investiti saranno consumati per la “macchina” aziendale… il 20% di tutti gli investimenti saranno destinati a Publiacqua.

tratto dall’articolo “Acqua cancerogena? Una denuncia fa tremare la Toscana. Nella regione ci sono 225 chilometri di tubature di eternit e cemento-amianto. Per il gestore dell’acquedotto però non esistono rischi” di Nadia Francalacci pubblicato il 6 Novembre 2014 su Panorama.it

Per approfondire

(aggiornamento del 18 e 19/11/2014)

(aggiornamento del 24/11/2014)

Per ora i Sindaci vogliono solo monitorare, verificare, studiare etc… Nessuno ancora parla di sostituire i tubi. Spero di sbagliarmi ma ho la sensazione che si voglia solo prendere tempo per vedere se nel frattempo la notizia si sgonfia…

Venite in Toscana che vi offro un bel sorso di amianto…

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Foto “Blue Drops 2″ by yngwiemanux – flickr

Pare che a Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo beviamo e ci facciamo la doccia con l’acqua che scorre in 225 km di tubi d’amianto e pare che aprendo i rubinetti si potrebbe rischiare che le fibre di amianto si liberino nell’aria delle nostre abitazioni. Tutto è cominciato da un brevissimo articolo del Gruppo fiorentino “Perunaltracittà – Laboratorio Politico” che è stato poi ripreso da Il fatto quotidiano” e da altre testate…

Questo ad esempio è quanto scrive Il fatto quotidiano.

“Toscana, acquedotti eternit in 46 Comuni: forniscono oltre 1 milione di abitanti.” di Melania Carnevali.

Chilometri e chilometri di acquedotto in eternit passano sotto i Comuni della Toscana. Per la precisione 225 e fanno parte della rete idrica gestita da Publiacqua Spa, società che serve 4 province (Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo) per un totale di 46 Comuni e un terzo della popolazione della regione (1,3 milioni di abitanti circa). A denunciare il fatto è il laboratorio politico fiorentino Perunaltracittà, che nella sua rivista online, ha pubblicato un report con tanto di mappatura degli impianti, denunciando la cattiva gestione del servizio idrico. “Publiacqua – scrive – fa pagare una delle bollette più care d’Italia, ma ha le reti peggiori della Toscana e perde il 51% dell’acqua che immette in rete”.

Ma non è solo una questione di ottimizzazione e risparmio. Per il laboratorio il problema principale rimane il rischio per la salute. Secondo i dati pubblicati infatti il 36% delle tubature sono adduttrici, cioè rami principali della rete che collegano gli impianti di prelievo alle tubature secondarie di quartiere. Le zone in cui si concentra la percentuale maggiore di tubature in cemento-amianto sono Scandicci (con il 18% delle tubature in eternit), Pistoia (15%) e Sesto Fiorentino (12%). A seguire Montevarchi (10%), Agliana (10%) e Montale (5%). Una ventina i comuni interessati, alcuni con piccole percentuali.

L’azienda si difende precisando che le tubature in eternit hanno dai 40 ai 60 anni, che non ha mai utilizzato il materiale e che ha già provveduto a sostituirle con tubazioni in ghisa “ogni qual volta le preesistenti non risultavano più efficienti”. La sostituzione massiva delle tubature, poi, – fa sapere Publiacqua  – comporterebbe un impegno di circa 200 milioni di euro. Rimane il fatto che per 225 chilometri l’acqua, che esce dai rubinetti dei cittadini, scorre nell’amianto. La società, citando l’Oms, sostiene che non costituisca un pericolo per la salute. “L’Oms – commenta Publiacqua – ha confermato di non ravvisare la necessità di stabilire valori guida di riferimento per le acque destinate al consumo umano, in quanto non esiste consistente evidenza che le eventuali fibre ingerite siano dannose per la salute”.

Diverso il parere di Gian Luca Garetti di Medicina democratica, secondo il quale le condotte in amianto, con l’usura, tendono a rilasciare fibre che contaminano l’acqua, esponendo l’organismo al rischio di contatto. “Le acque che scorrono nelle tubature di cemento amianto possono cedere fibre di amianto in vari modi – commenta l’esperto – sia per l’aggressività delle acque condottate che possono erodere le tubazioni e liberare le fibre, sia per opere di manutenzione della rete, sia per rotture dei tubi. Se nelle tubature degli acquedotti c’è l’amianto a contaminare l’acqua potabile, le fibre possono essere ingerite, oppure anche inalate, in quanto si può determinare evaporazione dell’acqua e quindi aerodispersione delle fibre. Le fibre di questo minerale killer sono uno dei più potenti agenti cancerogeni noti in medicina. La contaminazione può avvenire sia per via inalatoria che per ingestione”.

tratto dall’articolo “Toscana, acquedotti eternit in 46 Comuni: forniscono oltre 1 milione di abitanti.” di Melania Carnevali pubblicato sul sito de “Il fatto quotidiano” del 24 Ottobre 2014

Come vi potete immaginare questo e altri articoli hanno generato tanti dubbi in molti cittadini e anch’io non so più se bere o lavarmi. Bisognerebbe fare la doccia bollente trattenendo il respiro e ricordarsi di tapparsi il naso quando ci affacciamo sulla pentola per  vedere se l’acqua della pasta bolle! A parte gli scherzi il problema è serio e i dubbi sono tantissimi anche perchè, oltre che una battaglia sulla salute, c’è in ballo una battaglia politica… e quando entra in mezzo la politica ci si capisce davvero poco…

Qui metto le poche cose che mi pare di aver capito e le tante di cui proprio non ho capito niente…

  • Non si capisce quanto il pericolo sia reale o meno perchè, a quanto mi risulta, finora nessuno a Firenze abbia analizzato la presenza di amianto nelle acque e pare che Publiacqua, il gestore dell’acquedotto, non abbia proprio intenzione di fare le analisi. I promotori di queste lodevoli iniziative e i medici a cui fanno riferimento hanno fatto qualche analisi per cercare le tracce di amianto e quantificare il rischio?
  • Non si capisce se ci sono dei comportamenti che possano aumentare il rischio. Ad esempio noi “ecologisti” abbiamo installato ai rubinetti dell’acqua i famosi riduttori di flusso che, per risparmiare acqua, mescolano aria e acqua all’uscita del rubinetto. Questo rimescolio di aria-acqua può aumentare il rischio di rilascio di fibre di amianto nell’aria? Dopo le campagne sull’uso dell’acqua del rubinetto in brocca e/o in borraccia sarebbe forse più salutare tornare a bere l’acqua in bottiglia?
  • Perchè sul sito di perunaltracitta (qui) non si accede più alle analisi del medico Gianluca Garetti?
  • Ho capito che l’amianto non causa solo il mesotelioma per inalazione ma che molte ricerche scientifiche associano l’amianto a diversi tipi di tumore, anche se assunto per ingestione (qui c’è un bell’elenco di tumori).
  • Ho capito che il problema non è solo di Publiacqua e non è solo di Firenze, Arezzo, Prato e Pistoia. Pare che sia un problema che riguardi tutta Italia e che stia allarmando molti cittadini.  Ad esempio a Livorno pare che siano messi peggio di Firenze, mentre a Carpi (Mo) il Comune pare abbia deciso di sostituire in blocco quasi 260 km di tubazioni con l’amianto, visto che lì le analisi sono state fatte e le fibre di amianto nell’acqua c’erano eccome.
  • Ho capito che in commissione Ambiente del Comune di Firenze si stia andando verso una scelta attendista molto preoccupante. La mozione che chiedeva un piano straordinario per la sostituzione delle tubature contenti amianto è stata bocciata dalla maggioranza del PD e dal non voto di Forza Italia (unici favorevoli M5S, Scaletti e Fratelli d’Italia, più “Firenze riparte a Sinistra” che aveva presentato la mozione), mentre è stata approvata la mozione del PD che si accontentava solo dell’istituzione di un tavolo tecnico che di fatto rimanda qualsiasi decisione a chissà quando… e intanto noi beviamo e ci laviamo….

Altri articoli per approfondire:

Mappe delle tubature incriminate.

Le linee rosse si riferiscono alle tubature in eternit e quelle verdi alle condotte in cemento-amianto

(mappe e distinzione fra i colori scaricate da questo articolo sul sito di “Perunaltracittà – Laboratorio Politico”)

Fairtrade Italia: the Power of you!

Come ogni anno aft_gA_240x400_giulio_1 metà Ottobre torna la campagna promozionale del Commercio Equo e solidale organizzata da Fairtrade Italia. Lo slogan di questa’anno è: “The power of you” ed è molto importante perchè si svolge in occasione del 20° compleanno di Fairtrade Italia.

Ognuno di noi ha un piccolo potere per cambiare il mondo, per renderlo più giusto e sostenibile, proteggendo l’ambiente e garantendo a tanti piccoli produttori un futuro migliore. E’ il potere che esercitiamo col carrello della spesa, acquistando i prodotti del commercio equo e solidale certificati Fairtrade: caffè, tè, cioccolato, zucchero di canna, banane, biscotti, rose, artigianato e molti altri articoli.

Si tratta di prodotti creati e commercializzati nel rispetto dei diritti dei lavoratori dei Paesi in via di sviluppo. Grazie al Fairtrade, produttori e lavoratori ricevono un prezzo equo e stabile e un margine aggiuntivo da investire per la crescita delle loro comunità con iniziative nel campo dell’istruzione, della salute e della tutela dei diritti.

Inoltre sono prodotti ottimi e gustosi che tutelano anche l’ambiente perchè in molti casi sono di origine biologica. Infatti Fairtrade promuove l’impiego di pratiche di coltivazione sostenibili, incentivando la conversione all’agricoltura biologica.

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In queste settimane i prodotti equi e solidali di Fairtrade Italia sono in offerta speciale in molti supermercati italiani, nei negozi biologici e nelle botteghe del commercio equo e solidale…

I prodotti  della linea Solidal Coop saranno in promozione nei supermercati Coop dal 9 al 22 ottobre mentre negli ipermercati Coop dal 16 al 29 ottobre.

Nei punti vendita Carrefour troverete il nuovissimo zucchero di canna bio e Fairtrade della linea Carrefour BIO. Oltre allo zucchero di canna, troverete banane, cacao amaro e tavolette di cioccolato al latte e fondente sempre bio e Fairtrade.

Noci, noci dell’Amazzonia, anacardi e uva passa morena della cooperativa Chico Mendes di Modena saranno disponibile negli Interspar, i supermercati di grande metratura del gruppo Despar del Veneto e delle province di Udine e Bolzano.

Inoltre chi si registrerà alla mailing list di Fairtrade Italia e  aderirà alla campagna “The power of you” riceverà un gustoso e profumatissimo omaggio in edizione limitata…