Aggiornamento sui 4 volontari del Movimento Shalom bloccati in Burkina Faso.

Foto "Enrico Spinelli  e Stefano Piemontese in un precedente viaggio in Burkina" dal sito del Movimento Shalom

Foto “Enrico Spinelli  e Stefano Piemontese, due dei 4 volontari, in un precedente viaggio in Burkina” dal sito del Movimento Shalom

Vi aggiorno sulla situazione dei 4 volontari toscani del Movimento Shalom bloccati in Burkina Faso a causa del Golpe Militare in atto nel paese. Grazie a tutti per la vicinanza a queste persone.

Comunicato stampa del 2 Novembre 2014

4 Volontari Shalom in Burkina: stanno bene, ma sono ancora bloccati a Fada N’gourma. Oggi grande manifestazione nella capitale e dissensi fra manifestanti e esercito. Spari nei pressi della TV nazionale.

1- LA SITUAZIONE DEL PAESE: Oggi grande manifestazione a Ouagadougou, capitale del Burkina. La popolazione non vuole un militare al comando del governo di transizione. Abbiamo notizie di scontri nei pressi della tv di stato perché i militari della guardia presidenziale sembrano non essere d’accordo nella scelta di un civile per il governo di transizione. Speriamo che possa prevalere il buonsenso perché fino al momento l’insurrezione popolare, a parte alcuni episodi, si è svolta in modo complessivamente pacifico. Ancora dunque una situazione imprevedibile che può cambiare di ora in ora. Tutto dipende da cosa farà l’esercito o una parte di esso.

2- I NOSTRI VOLONTARI: anche oggi  raggiunti telefonicamente, ci hanno assicurato che stanno bene, non si sono ancora spostati dalla città di Fada N’gourma perché anche loro attendono l’esito della giornata. A Fada abbiamo una locale sezione del Movimento con uno dei panifici realizzati da Shalom grazie alla Fondazione Il cuore si scioglie. Entro domani dovrebbero spostarsi a Ouargaye vicino al confine con il Togo, sempre che ci siano le minime condizioni di sicurezza per spostarsi sulle strade del paese. Dalle 22 della sera alle 6 di mattina vige il coprifuoco su tutto il territorio del Burkina e le frontiere sono chiuse.

3- L’IMPEGNO DI SHALOM BURKINA: tutti i membri di Shalom in Burkina Faso sono impegnati insieme alle altre organizzazioni della società civile per favorire una svolta nonviolenta della transizione. “Auspichiamo che questo non sia un colpo di stato dei militari ma un’insurrezione popolare – ha dichiarato al telefono Jean Paul Moné coordinatore nazionale di Shalom Burkina – che porti ad una vera svolta democratica del paese”.

Comunicati stampa tratti dal sito del Movimento Shalom

Quattro volontari del Movimento Shalom bloccati in Burkina Faso dal golpe militare.

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Foto “Enrico e Maria Spinelli con M.me Bernadette della Casa famiglia di Nouna” dal sito del Movimento Shalom

Quattro volontari toscani del Movimento Shalom sono da ieri bloccati in Burkina Faso a causa del Golpe Militare in atto nel paese. La situazione è delicata: chi crede dedichi loro una preghiera, chi non crede dedichi un pensiero di affetto. A seguire i comunicati stampa del Movimento Shalom di oggi e di ieri.

Comunicato stampa del 1° Novembre 2014

4 Volontari Shalom in Burkina. Stanno bene. Situazione ancora complessa con sbocchi imprevedibili.
1- LA SITUAZIONE DEL PAESE: “Oggi in città c’è una certa calma, quasi surreale” ha detto al telefono pochi minuti fa il coordinatore di Shalom Burkina Jean Paul Monè. “Non sappiamo bene – ha continuato – che piega prenderà. Ci sono una parte di militari ancora fedeli al presidente Compaorè. In ogni caso i rivoltosi non sono d’accordo con un governo militare di transizione”. Effettivamente la situazione è ancora molto incerta, speriamo che vinca il buon senso ma la gente povera è veramente stanca. C’è poi anche il pericolo che in questa fase ci siano infiltrazioni dell’Isis, visto che in Burkina Faso i musulmani sono la maggioranza della popolazione.

2- I NOSTRI VOLONTARI: raggiunti telefonicamente in mattinata ci hanno assicurato che stanno bene e sono al sicuro insieme agli Shalom locali. In accordo con la Nunziatura Apostolica del Burkina e con il nostro Ministero, abbiamo valutato l’impossibilità di farli rientrare in Italia tramite il Niger, perché questo sarebbe troppo pericoloso a causa dei fondamentalisti che negli ultimi giorni hanno ucciso 12 persone. Impossibile anche rientrare tramite l’unico aeroporto del Burkina, quello di Ouagadougou che resta chiuso. Abbiamo convenuto di spostarli nel sud del Burkina a Ouargaye in piena campagna, dove abbiamo il centro del progetto Jatropha, una bacca dalla quale estraiamo olio combustibile alternativo al petrolio che spesso è causa di guerre e conflitti. Nel primo pomeriggio accompagnati da Garba, un ex militare in congedo e membro del Movimento Shalom locale, si sposteranno in questo luogo, a circa 90 Km dal confine con il Togo. Vedremo poi nei prossimi giorni cosa fare in base all’evoluzione degli avvenimenti.

3- RISPETTO DI TUTTE LE OPERE DI SHALOM: anche nella capitale Ouagadougou come nel resto del paese tutte le opere di Shalom come l’università, le case famiglia, i panifici sociali, i depositi del miglio sono stati risparmiati dalla furia della protesta che invece ha dato al fuoco il parlamento e i palazzi del potere.

4- VICINANZA DELLE ISTITUZIONI. Grande riconoscenza delle istituzioni della Toscana, del governo e non solo che si sono fatte sentire vicine al nostro Movimento: ricordiamo il Nunzio Apostolico del Burkina Faso, il sindaco Nardella di Firenze (che ci ha chiamato dalla Cina), il suo vicesindaco, quello di Fucecchio, di San Miniato, la senatrice Di Giorgi, l’on. Gelli e l’on Parrini, Massimo Toschi della Regione, etc.. . Tutti i volontari e i membri Shalom, in particolare i credenti pregano per la riconciliazione e per il ritorno della pace in Burkina

5- MESSAGGIO DI DON ANDREA CRISTIANI. Don Andrea, molto conosciuto e stimato in Burkina Faso per tutti i progetti realizzati, ha inviato un messaggio ai membri Shalom del Burkina e alla popolazione che sarà diffuso sui mezzi informatici e sulle radio locali. Ne riportiamo il testo tradotto in Italiano: “ Vicinissimo a tutti voi e carico di apprensione per la violenza che sta attraversando il paese, invito ciascuno di voi a prodigarsi per il ristabilimento dell’ordine sociale e ad operare per ricostruire una vera democrazia, fondamento per ogni libertà e per il progresso del popolo. Come appartenenti ad un Movimento nonviolento vi invito ad attivare le armi del dialogo, della ragione e la forza della preghiera.

Comunicato stampa del 31 Ottobre 2014

Preoccupazione per la situazione in Burkina Faso. Anche 4 Volontari Italiani di Shalom sono sul campo. Al momento tutti i nostri progetti e attività sono sicuri e funzionanti.

Movimento Shalom – Mentre la rivolta montava il volo della Turkish Airlines di ieri con 4 volontari Shalom era già partito per il Burkina Faso. Sono Enrico e Maria Spinelli di Prato, Stefano Piemontese di Firenze e Nico Russoniello di Fucecchio. Ieri sera sono stati fatti atterrare a Niamey in Niger e con un pullman – poiché l’aeroporto di Ouagadougou (capitale del Burkina) nel frattempo era stato chiuso – sono entrati in Burkina. Al momento sono nella città di Koupela, ospiti della diocesi e della locale sezione del Movimento Shalom. Gli abbiamo ovviamente consigliato di non andare nella capitale. A Ouagadougou il coordinatore di Shalom Burkina, Jean Paul Monè con il quale siamo in contatto telefonicamente ci ha confermato che il presidente Blaise Compaore è ancora in Burkina protetto da un gruppo di militari fedeli. Questo naturalmente complica la situazione e si temono altri scontri.

I 4 volontari italiani erano andati per monitorare i progetti di sostegno dei bambini, in particolare la casa famiglia di Nouna e le adozioni a distanza e per dare avvio al progetto Jatropha, che prevede la realizzazione di un frantoio per l’estrazione di olio combustibile dalle piantagioni di Jatropha che sono state realizzate in questi ultimi 3 anni.

Dalla sede centrale di Shalom seguiamo costantemente l’evoluzione dei fatti. Questa sera a Fucecchio alle 18.00 nella chiesa Collegiata faremo anche un momento di preghiera per la pace. Abbiamo inoltre informato il Ministero degli esteri della presenza dei volontari italiani e della situazione locale.

Aggiornamento delle ore 17.00 del 31 Ottobre 2014

Ore 17.00 Aggiornamenti dal Burkina faso. I 4 Volontari sono a Fada N Gourma una cittadina a circa 150 Km da Ouagadougou. Sono stanchi e provati, ma stanno bene. Li abbiamo sentiti al telefono pochi minuti fa. Si sono dovuti fermare a Fada N Gourma poiché gli autisti non se la sono sentita di proseguire fino a Koupela a causa della difficile situazione che sta destabilizzando non solo la capitale ma anche altre città del Burkina. Sono ospiti del centro Shalom a Fada N Gourma, dove abbiamo realizzato un panificio e un centro di formazione artigianale della locale sezione del Movimento. Stiamo cercando di farli rientrare attraverso il Niger, ma non è semplice muoversi e spostarsi. Nella capitale le ultime notizie dicono che il presidente si è fatto definitivamente da parte e il capo dell’esercito ha preso il comando. La situazione è ancora molto fluida per cui bisogna essere molto cauti. In questo clima così destabilizzato si temono anche infiltrazioni dei jihadisti presenti in Mali e Niger.

Comunicati stampa tratti dal sito del Movimento Shalom

Voglia di Pace: Festa per i 40 anni del Movimento Shalom.

Il Movimento Shalom compie 40 anni e li festeggia il prossimo 18 Ottobre 2014 a Firenze nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio con un pomeriggio dal titolo emblematico: “Voglia di Pace”

Hanno già aderito molte personalità tra cui il cantante Paolo Vallesi, il comico-iena Andrea Agresti, il disegnatore Sergio Staino, i giornalisti Lili Vera Gutmann e Benedetto Ferrara, la presidente di Unicoop Firenze Daniela Mori, il fondatore del Movimento Shalom Don Andrea Pio Cristiani, il sindaco di Firenze Dario Nardella e poi ancora Stefania Saccardi, Federico Gelli, Massimo Toschi e Bellarmino Bellucci. L’evento sarà presentato da Francesco Selvi, direttore dell’emittente televisiva Rtv38, e durante il pomeriggio verrà presentato il video inedito “Bracconieri per la Pace” di Walter Daviddi.

Per l’accesso al Salone dei 500 di Palazzo Vecchio è necessario un pass gratuito che può essere richiesto all’indirizzo mail shalom@movimento-shalom.org

Per chi non potrà essere a Firenze sarà possibile seguire l’evento in streaming dal sito Movimento Shalom.

Il Movimento Shalom  nato nel 1974 da un piccolo gruppo di giovani di Staffoli, frazione di S. Croce sull’Arno (Pi) oggi conta 25.000 soci in tutto il mondo e si occupa di educazione dei giovani, cooperazione internazionale e difesa dei diritti umani. In questi 40 anni ha costruito scuole, università, centri per l’infanzia, presidi medico-sanitari, panifici nel Terzo Mondo e, tramite le adozioni a distanza, ha garantito la possibilità di studiare ed avere un’infazia serena  a decine di migliaia di bambini in Burkina faso, Congo Brazzaville, Eritrea, Etiopia, Kenya, India, Pakistan e Uganda. Accanto a queste realizzazioni infrastrutturali il Movimento Shalom ha svolto e continua a svolgere un’importante azione formativa e culturale sui temi della pace, dei diritti umani, della fratellanza e della cooperazione.

La felicità è una bicicletta di seconda mano.

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Foto “1358” by Sévère FOSSI – flickr

Quello di oggi è un post speciale e perciò vorrei tornare a un tema che mi sta molto caro: quello delle adozioni a distanza. Come sanno i miei più vecchi lettori, nella mia famiglia abbiamo due adozioni a distanza fatte col Movimento Shalom e che portiamo avanti ormai da 7 anni: una in India a nome mio e di mia moglie ed una in Burkina Faso fatta da mia suocera. Con 200€ all’anno (ovvero meno di 0,55€ al giorno) si aiuta un bimbo poverissimo ad andare a scuola, mangiare ed essere curato in caso di malattia, ma soprattutto si creano dei legami e si sperimenta una relazione di amicizia e affetto che unisce una famiglia del nord del mondo ad una del sud. E spesso da questa amicizia ne esce “arricchita” affettivamente e spiritualmente più la famiglia del Nord che quella del Sud.

Una settimana prima di Pasqua mia suocera trova nella buca delle lettere una strana busta piuttosto voluminosa. La apre e scopre che arriva da Laurentine, quella che lei chiama “la sua bambina in Africa”. Dentro c’è la letterina in cui Laurentine ci racconta come sta, ci manda la sua pagella scolastica, alcune foto e anche dei regalini: tre portachiavi-portaspiccioli artigianali in pelle fatti a mano e molto belli. Nella letterina ci vengono spiegate le foto (non le ho messe nel post perchè sono a casa di mia suocera e non ho potuto scannerizzarle). In una  c’è lei con i fratelli e la sorellina: in tutto sono 5, tre maschi e due femmine, figli di una coppia in cui la madre fa lavoretti saltuari e il padre fa il contadino. Laurentine ci aggiorna anche su come vanno i lavori in campagna: in una precedente lettera ci diceva che il padre aveva seminato delle noccioline mentre stavolta ci racconta che ha seminato dei fagioli e che una parte del raccolto verrà donata alla mensa della scuola come contributo per i pasti dei figli.

C’è poi un’altra foto che ha fatto commuovere tutta la nostra famiglia. Ogni volta che mia suocera scrive una letterina a Laurentine (di solito due volte l’anno: a Pasqua e a Natale) allega una piccola somma: a volte 10€ a volte 20€. La somma non è dovuta dall’adozione ma è un gesto che mia suocera fa di sua spontanea iniziativa ed è il modo più semplice per far avere un regalino alla ragazzina, in quanto sarebbe complicato spedire giocattoli, vestiti o altro… Le volte precedenti Laurentine ci aveva fatto sapere che con quei soldi la famiglia aveva comprato le scarpe ai bambini mentre stavolta ci fa sapere che, mettendo insieme i soldini di due letterine, il padre le ha comprato una bicicletta e ci invia una foto in cui lei sorride felicissima sul suo nuovo “Vélo”… Oddio, anche lei ammette che la bici proprio nuova non è: ad andar bene sarà di seconda o di terza mano, è senza parafanghi, con evidenti tracce di ruggine ma con le manopole e i pedali nuovissimi. Sembra proprio come quella della foto che ho trovato su internet e che ho messo ad inizio post, con la differenza che nella nostra foto c’è Laurentine a cavalcioni, con i piedi che a malapena toccano terra e che ride felice come una regina… D’altra parte volete mettere la differenza tra fare due volte al giorno 6 km per andare e tornare da scuola a piedi o farli in bicicletta anche se… come diremmo dalle mie parti la bici è “marca Ruggine e modello Scotch”?

Ecco, il sorriso di Larentine in bici è il regalo più bello che potevamo ricevere per questa Pasqua e di ciò ringraziamo lei e il Movimento Shalom. Se ancora non l’avete, pensate all’emozioni che vi potrebbe regalare un’adozione a distanza… Fateci un pensierino: sono tantissime le onlus che vi permettono questa esperienza…

p.s. Perchè il post di oggi è speciale? Perchè è il numero 1.000… Grazie a tutti voi per questo traguardo!

8 Marzo: aiuta una bambina a diventare una donna.

Tratto dal Sito del Movimento Shalom.

Tratto dal Sito del Movimento Shalom.

Domani è la festa della donna e per questo 8 Marzo vorrei presentarvi la campagna che il Movimento Shalom ha lanciato per le adozioni a distanza delle bambine nel sud del Mondo. Mezzo caffè al giorno può trasformare una bambina povera in una donna istruita, sana  e consapevole dei propri diritti.

Solo alcuni dati per rendere tangibile la condizione femminile in Africa, in particolare in quella sub sahariana:

  • 16 milioni di bambine e adolescenti diventano madri prima che il loro corpo sia pronto alla maternità, con gravi problemi per se stesse e per i nascituri.
  • 3 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni muoiono annualmente per malnutrizione.
  • 125 milioni di bambine e donne nel mondo hanno subito una forma di mutilazione genitale, la maggioranza quando non aveva ancora compiuto 5 anni.
  • Dei 775 milioni di adulti completamente analfabeti i 2/3 sono donne.
  • Oltre 11 milioni di bambine lavorano come domestiche sfruttate in casa d’altri. Tra di loro, 7,5 milioni sono quelle costrette a lavorare in casa di estranei in condizioni inaccettabili, come vere e proprie schiave domestiche, sottoposte ad ogni tipo di abuso psicologico e fisico.

Questi sono alcuni dati raccapriccianti presi dal rapporto 2013 di Terre de Hommes, che tracciano un quadro veramente preoccupante della condizione delle bambine e delle future donne soprattutto in Africa.

Il Movimento Shalom da 40 anni lavora per la difesa delle bambine, per l’alfabetizzazione, per la difesa dei loro diritti, contro la terribile pratica della mutilazione genitale, per promuovere la loro dignità attraverso il microcredito e la loro formazione.  “Lanciamo questa campagna – dichiara don Andrea Cristiani fondatore di Shalom – proprio in occasione della festa della donna per promuovere il sostegno a distanza soprattutto delle bambine.”  In questi ultimi 20 anni attraverso Shalom oltre 18.000 bambini, hanno potuto avere accesso alla scuola, avere un sostegno alimentare ed essere curati.  “In fondo con 55 centesimi al giorno – continua don Andrea – si consente ad una bambina di diventare una donna dignitosa e cosciente dei propri diritti. Seppur in un momento di crisi come quello attuale della nostra società italiana cosa sono 55 centesimi: il costo di mezzo caffè, o di appena 2 sigarette”.

La festa della donna del prossimo 8 marzo potrebbe essere una bella occasione per ridare dignità e diritti a tante bambine del mondo. Dai nostri referenti in Congo, Etiopia, Eritrea, Burkina Faso, Pakistan, Uganda e India abbiamo ricevuto migliaia di richieste di sostegno a distanza.  Non sono casi generici, ma bambine con un volto, un nome e una storia sempre difficile, di povertà e di degrado. Aspettano solo di essere aiutate. Per fare questo sono sufficienti 55 centesimi al giorno.

Chi volesse fare qualcosa può sottoscrivere direttamente online la richiesta di adozione a distanza di una bambina cliccando qui , oppure telefonare a Shalom allo 0571-400462  Confermata la propria volontà di attivare il sostegno a distanza si riceverà la foto della bambina, la sua storia e si potrà conoscere periodicamente la sua situazione di vita. Chi lo vorrà potrà persino incontrarla di persona recandosi in questi paesi con i nostri viaggi per garantire la massima trasparenza e verificare con i propri occhi la concretezza dell’operato del Movimento Shalom.

testo tratto dalla presentazione della campagna per l’8 Marzo 2014 dal sito del Movimento Shalom.

p.s. tra i widget qui a lato e nella pagina apposita (qui) ho messo la versione pdf dell’ultimo numero del giornale di Shalom… Si, lo so il giornale è uscito lo scorso Novembre, ma io m’ero dimenticato di aggiornare la pagina… meglio tardi che mai…

Natale solidale: Illumina una capanna (col Movimento Shalom)

Natale solidale

Natale solidale

Dopo la parentesi di ieri sera riprendo la pubblicazione delle idee solidali per fare (anche all’ultimo minuto) un regalo di Natale diverso dal solito.

Oggi vi presento “Illumina una capanna“, un’iniziativa del Movimento Shalom che, con soli 50€,  vi permette di illuminare la capanna di una famiglia del Burkina Faso o dell’Uganda grazie ad un kit composto da una luce al led alimentata da un piccolo pannello fotovoltaico. Potete donare un kit intero oppure una cifra inferiore e potete richiedere alla Sede del Movimento di inviarvi (o inviare ad una persona a voi cara) una pergamena che attesti la vostra donazione. Lo sapevate che un quarto della popolazione mondiale ancora non ha la luce elettrica?

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Presentazione dell’iniziativa tratta dal sito del Movimento Shalom:

Come sarebbe la nostra vita di tutti i giorni senza la luce? Probabilmente ci sembrerebbe di tornare indietro al Medioevo. Difficile pensare che tanti uomini e donne ancora oggi vivono in queste condizioni: senza luce e senza acqua.

Ed è stato proprio dall’incontro con gli uomini, le donne e i bambini che vivono nei villaggi e nelle capanne sparse nella savana del Burkina Faso che è nato il nuovo progetto di Shalom “ILLUMINA UNA CAPANNA”, per donare la luce a chi non ce l’ha. Per accendere un piccolo faro di speranza dove di speranza ce n’è assai poca. Un progetto, questo, figlio degli ideali che animano il Movimento: quelli di dare strumenti per permettere uno sviluppo autonomo a chi, per causa delle difficili condizioni del contesto in cui vive, ha difficoltà a migliorare la propria qualità di vita, la propria condizione sociale, culturale ed economica.

 E quale migliore supporto per questo auspicabile sviluppo se non la possibilità di utilizzare l’energia che si ha a disposizione? Lo sviluppo di una società è legato alla disponibilità di energia. Ma, ad oltre un secolo dall’invenzione della lampadina, un quarto della popolazione mondiale non ha accesso all’elettricità. Questa situazione è particolarmente diffusa nell’Africa sub-Sahariana dove, in media, oltre il 90% della popolazione rurale si trova in questa condizione. Qui vengono utilizzate solo lampade a kerosene, con gravi rischi proprio per la possibilità di generare incendi, per la nocività dei fumi prodotti e, in aggiunta, con un costo molto elevato (10 volte di più di quanto costi la stessa quantità di luce ad un cittadino della California!).

In realtà quest’area è naturalmente ricca di energia solare, che potrebbe essere resa disponibile attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici.  In questo caso l’energia fotovoltaica sarebbe doppiamente vantaggiosa, perché agli aspetti positivi legati alla sostenibilità e alla riduzione dell’inquinamento si aggiungerebbero quelli legati al miglioramento della sicurezza e alla salubrità dell’ambiente domestico.

 Il kit necessario per l’illuminazione è composto da un modulo fotovoltaico di piccole dimensioni, con una potenza di 1,7 W, da una luce a led, e da una batteria al litio che serve ad accumulare l’energia durante il giorno per renderla sempre disponibile. Questa energia permetterebbe di illuminare una capanna per oltre 8 ore. Inoltre, attraverso una presa USB, come quella presente sui computer, questa stessa energia potrebbe anche essere utilizzata per ricaricare i cellulari, molto diffusi anche nelle aree più periferiche del pianeta.

L’uso del cellulare sta conoscendo in Africa un notevole sviluppo e sta contribuendo a cambiare in profondità la vita della gente. Qui il cellulare non è solo comunicazione ma è anche strumento di supporto allo sviluppo di attività micro-imprenditoriali, e perfino nuovo mezzo di pagamento (le compagnie telefoniche africane si stanno attrezzando, creando veri e propri conti correnti telefonici, in cui possono essere depositati soldi sul conto telefonico ed essere spediti, attraverso un messaggino, come un bonifico bancario). Ma la carenza di una rete elettrica, fino ad oggi, ne ha ostacolato la piena diffusione, mentre questo kit renderebbe utilizzabile il cellulare ovunque e in modo continuativo.

2 kit completi sono già stati spediti presso la sede di Shalom nella capitale del Burkina Faso in modo da verificarne l’effettiva rispondenza alle necessità e alle aspettative di chi abita nelle capanne della savana.  Il prezzo del kit, grazie alla sorprendente diminuzione del costo dei moduli negli ultimi anni, è di poche decine di euro, questo lo rende accessibile ad un’ampia fascia di popolazione.

Tuttavia per favorire maggiormente la distribuzione, il kit potrà essere acquistato anche attraverso il microcredito operato dalle cooperative di donne di Shalom. Il progetto prevede di formare queste stesse donne per spiegare i numerosi benefici legati all’uso del kit e per promuoverlo nelle capanne e nei villaggi del Burkina Faso e dell’Uganda.  Una sfida entusiasmante che Shalom vuole sostenere con l’aiuto di tutti, promuovendo una campagna per contribuire all’acquisto di un kit per realizzare una prima spedizione i cui proventi possano mettere in moto un meccanismo che auto-sostenga il progetto.

Per fare la donazione di un kit: direttamente online http://natale.movimento-shalom.org/ oppure un bollettino di ccpostale n 11858560 intestato a Movimento Shalom – causale: illumina una capanna. Per ulteriori informazioni www.movimentoshalom.org tel. 0571400462.

presentazione tratta dal sito del Movimento Shalom

Come sono andate a finire le Mele della Pace 2013.

Particolare locandina Mele della Pace.

Particolare locandina Mele della Pace.

Come vi avevo racontato nel post dello scorso 24 Ottobre  negli scorsi tre week-end è tornata l’iniziativa del Movimento Shalom intitolata “Mele della Pace” i cui proventi erano destinati a creare delle Borse di Studio per permettere a studenti poveri del Burkina Faso di frequentare l’Università IPS di Ouagadougou.

Sono stato, nel pomeriggio di Sabato scorso, con i volontari del Movimento Shalom a vendere i sacchetti di mele in un ipermercato della provincia di Firenze. Ad inizio pomeriggio le sensazioni erano abbastanza pessimistiche in quanto molti segnali  remavano contro di noi… L’affluenza delle persone era molto più scarsa che in passato, il supermercato aveva le mele come le nostre in offerta speciale e infine dovevamo condividere il lungo corridoio  con i promoter Telecom che già stressavano chi aveva appena fatto la spesa… Oltretutto l’argomento per cui vendevamo le mele non era di quelli che attiravano la sensibilità delle persone: se parli di adozioni  a distanza di bambini piccoli a cui viene garantito l’accesso all’asilo e alle elementari le persone si inteneriscono, quando invece parli di garantire a studenti poveri l’accesso all’Università le persone storcono la bocca, ti dicono che i problemi sono altri e che anche molti italiani non possono permettersi l’accesso all’Università…

La strada si presentava tutta in salita ma noi ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo con gentilezza offerto le nostre mele… Tante persone hanno rifiutato, altri si sono scusati perchè avrebbero voluto contribuire ma erano senza lavoro o con pensioni minime che non consentono loro di arrivare a fine mese, qualcuno si è inventato delle scuse alquanto bislacche o si è finto povero (nonostante vestisse abiti firmatissimi o avesse cellulari di ultima generazione in mano) infine un paio di persone si sono infervorate contro di noi perchè… “voi pensate solo all’Africa, etc etc…”

In tanti però hanno accettato la nostra offerta ed hanno comprato il sacchettino di mele. Quando sono andato via, dopo 3 ore e mezza dall’inizio, avevamo venduto oltre 110 sacchetti di mele a testimonianza che, nonostante la crisi feroce, gli italiani continuano ad essere un popolo sensibile e generoso. Se mi avessero chiesto, ad inizio serata, di fare un pronostico sui sacchetti venduti non sarei andato oltre i 30… Grazie a tutti per aver smentito le mie previsioni!

Per approfondire