Un calendario per il 2013: Caras di caffé – Volti di caffé.

La copertina del Calendario Caras de Cafè  - dal sito dell'Associazione Tatawelo.

La copertina del Calendario Caras de Cafè – dal sito dell’Associazione Tatawelo.

Una delle realtà più belle che ho conosciuto nel mondo del commercio equo e solidale è quella dell’Associazione Tatawelo che importa e vende il caffé biologico, equo e solidale prodotto dalle Comunità Zapatiste messicane del Chiapas. Nata nel 2003 e costituitasi legalmente nel 2005, l’Associazione Tatawelo sostiene le comunità indigene che lottano da anni per l’affermazione del diritto a vivere dignitosamente sulle proprie terre e secondo la propria cultura, nel raggiungimento di una reale autonomia e di uno sviluppo sostenibile.

Dalla sua costituzione l’Associazione ha sempre seguito tutta la filiera del caffè: dalla produzione, alla torrefazione, fino alla commercializzazione finale, coinvolgendo molti altri soggetti, tutti appartenenti a cooperative sociali con sede sia in Italia che nel Sud del mondo. Ultimamente oltre al Chiapas, l’Associazione si sta occupando anche del caffè del Guatemala prodotto all’interno del progetto “El bosque”.

Dietro ad una Associazione bella come il Tatawelo non potevano esserci che delle splendide persone, molto impegnate e non potevano che essere donne. Senza togliere niente a Cecilia, Stefania e agli/alle altri componenti dell’associazione, l’anima di tutto il progetto Tatawelo  è la splendida Clara Daffra, una delle persone più impegnate nel mondo del volontariato fiorentino che si occupa di economia solidale, consumo critico e commercio equo e alla quale va tutta la mia stima e il mio affetto.

Ora, quando io trovo Clara o affronto il tema del caffé Tatawelo mi sento terribilmente in colpa, per un motivo molto semplice: per motivi di salute non bevo caffè. In casa consumiamo pochissimo caffé: a parte quando vengono degli amici, mia moglie beve una sola tazzina al giorno a colazione. Come aggravante ho pure il fatto di essere un podista e ogni tanto di trovare, nei pacchi gara che ci vengono regalati del caffé di altre marche. Insomma, siamo pessimi sostenitori dell’Associazione… comprando solo due o tre pacchetti all’anno.

E’ stato con immensa gioia che quest’anno ho potuto sostenere l’Associazione Tatawelo, senza comprare il caffè ma comprando il bel Calendario “Caras di Caffè – Volti di caffè” che ora fa bella mostra di sé nel mio studio casalingo. Potete trovare i Calendari nelle Botteghe del Mondo della Cooperativa Mondo Solidale presenti in tutta la regione Marche, presso l’Emporio dell’Altreconomia a Fano, presso l’Associazione Tatawelo in via Scipione de’ Ricci 6/R a Firenze oppure potete richiederli direttamente inviando una mail a info@shadhilly.com o a info@tatawelo.it

Ecco la presentazione del calendario, nelle parole della stessa Associazione Tatawelo.

CALENDARIO CARAS DE CAFE’ – VOLTI DI CAFFE’

Uomini, donne, bambini…una comunità intera che vive al ritmo della coltivazione del caffè. Terreni impervi plasmati dalle mani esperte dei “cafficultori” in armonia con la Madre Terra.

Il commercio equo attraverso relazioni umane dirette promuove i diritti dei piccoli produttori e dei singoli, lo sviluppo comunitario, soprattutto in ambito sanitario ed educativo.

“Volti di caffè” nasce dal desiderio di trasmettere e condividere l’amicizia nata tra Valentina e Lorenzo ed i soci della Cooperativa Nueva Esperanza del Bosque e gli abitanti di questa piccola Aldea.

La coltivazione, la produzione, l’esportazione del caffè rappresentata con i volti dei lavoratori durante la vita quotidiana, delle difficoltà, dei successi e dello sviluppo di una comunità intera.

Da mostra di fotografia presentata a Città del Guatemala e nella sede della Cooperativa stessa, si è trasformata nel calendario 2013 per festeggiare i 10 anni di importazione del caffè da “El Bosque” e soprattutto per sostenere il progetto “Coopsalud” iniziato nell’agosto 2011 che garantisce un’assistenza sanitaria di base agli abitanti dell’Aldea.

Con il contributo minimo di 5 € si intende dare continuità al progetto garantendo lo stipendio dell’infermiera Manuela e l’acquisto di medicinali di base.

Per approfondire e conoscere il progetto di salute a El Bosque “Coopsalud”: www.mondosolidale.it

Per leggere i racconti di viaggio della missione in Guatemala: www.tatawelo.it

Per informazioni sul calendario: www.shadhilly.com

testo tratto dalla presentazione del Calendario a cura dell’Associazione Tatawelo.

Lo spot del caffé Tatawelo

Questo spot l’ho messo io volutamente ed è l’unico tipo di spot che mi piacerebbe vedere su questo sito. Purtroppo WordPress ogni tanto sporca questo blog mettendo altri spot che non sopporto e che non posso rimuovere. :-( Sigh, abbiate pazienza…

La festa per il compleanno del Bottegotto!

Locandina della festa di Equobì dal sito di Equobì

Locandina della festa di Equobì dal sito di Equobì

Giovedì 8 Settembre 2011 il Parco di Villa Vogel a Firenze ospiterà la II° Festa di Equobì e il Primo compleanno del Bottegotto, il negozio del Commercio Equo e Solidale  del quartiere dell’Isolotto (sede in via Modigliani 51 ).

Programma:

Dalle 18.00 alle 24.00

Dalle ore 21.00 alle ore 24.00

Durante tutta la serata sarà possibile cenare a prezzi modici con prodotti del commercio equo e solidale, da filiera corta e biologici.

La festa è ad ingresso libero e in caso di maltempo si terrà al chiuso nei locali interni al Parco.

Possono un astuccio (o una tazzina di caffè) avere un’anima?

Astuccio Messicano / Mexican Pencil case

foto "Astuccio Messicano / Mexican Pencil case" by unpodimondo - flickr

La scorsa settimana abbiamo avuto la consueta riunione del nostro Gruppo d’Acquisto Solidale (vedi questo post). In realtà è stata una riunione molto particolare perchè abbiamo avuto un incontro con Clara e Consuelo dell’Associazione Tatawelo dedicato al prefinanziamento del Caffè Tatawelo Excelente prodotto dagli indios zapatisti del Chiapas in Messico. E’ stato un incontro piacevole fatto davanti ad un thermos bollente di caffè (mi dicono ottimo, io non l’ho provato perchè non bevo caffè) durante il quale abbiamo scoperto cosa c’è dietro ad una semplice tazzina di caffè…

Consuelo ci ha raccontato la sua esperienza fatta lo scorso anno vivendo per tre mesi  in Chiapas, descrivendoci le condizioni dei piccoli produttori di caffè messicani. In breve: gli indios sono poverissimi, i servizi essenziali (acqua potabile, scuola, sanità, etc…) sono tutti a pagamento e nei villaggi non possono permetterseli. La raccolta del caffè è un lavoro faticosissimo e gli indios (contadini proprietari delle terre)  sono costretti ad orari di lavoro durissimi  con almeno due ore di cammino per recarsi sulle montagne a raccogliere il caffè per poi tornare ai villaggi, al termine della giornata, con altre due ore di viaggio con i sacchi sulle spalle… In questa situazione di miseria i contadini sono preda dei coyotes, gli intermediari delle multinazionali che, approfittando delle necessità degli indios, acquistano il caffè a prezzi irrisori,  forniscono  prestiti da strozzinaggio e spesso li fregano sui contratti e sulle quantità di caffè contando sul fatto che la maggioranza dei contadini sono analfabeti e non parlano lo spagnolo, ma solo dialetti locali.

In questa situazione il lavoro delle comunità zapatiste e dell’Associazione Tatawelo è estremamente prezioso perchè raggiunge i seguenti obiettivi.

  • Paga il caffè un prezzo equo e non irrisorio.
  • Grazie al prefinanziamento paga il caffè in anticipo (a dicembre viene pagato il caffè che berremo a luglio) dando ai contadini la possibilità di non indebitarsi con i coyotes, consentendo anche di poter comprare i mezzi per la  coltivazione e la lavorazione senza rientrare nella spirale del debito.
  • Fornisce con altre istituzioni la possibilità ai contadini di avere formazione con tecnici agronomi per migliorare la coltivazione del caffé (tutta fatta secondo i criteri dell’agricoltura biologica e tradizionale).
  • Il prezzo del caffè comprende anche una quota per la comunità che viene usata per l’istruzione dei bimbi, per fornire servizi come la sanità e l’acqua potabile e per far nascere altre attività artigianali come ad esempio la produzione di astucci per la scuola come quello che vedete nella foto.

Insomma, una tazzina di caffè che noi sorseggiamo pacatamente, può fare la differenza fra un futuro dignitoso ed uno di miseria… e non solo in Messico ma anche in Italia. Infatti Clara ci ha raccontato un’altra solidarietà, quella  che il Caffè Tatawelo Excelente mette in moto anche quando arriva in Italia. Infatti nella torrefazione, nel confezionamento e nella distribuzione sono coinvolte altre persone svantaggiate come i carcerati ed ex-carcerati di Torino che curano la torrefazione e il confezionamento a cui vanno aggiunte altre realtà del commercio equo e solidale che curano la distribuzione del caffè.

Niente male per l’Associazione Tatawelo, che pur essendo una piccolissima associazione, è riuscita a creare una rete di persone e  di altre associazioni intorno  a questo progetto, come è ben descritto nel libro “L’altra spesa” di Michele Bernelli e Giancarlo Marini

[…] Sessantasette tra associazioni, cooperative, gruppi di acquisto, agriturismi. Tre container di caffè biologico importati, 40 mila euro di prefinanziamento raccolti. Sono i numeri 2009 del progetto Tatawelo nato nel 2003 per sostenere le battaglie di autonomia delle comunità zapatiste attraverso la commercializzazione in Italia di quello che è sempre stato il loro principale prodotto.[…]

tratto  dal libro “L’altra spesa” di Michele Bernelli e Giancarlo Marini

Alla fine della serata i miei amici gasisti si sono comprati alcuni pacchetti di caffè per la moka. Io, con un senso di colpa per non bere caffè, ho acquistato due astucci artigianali: quello nella foto per me e l’altro per mia figlia, ma prenoterò delle cialde per la macchina da espresso di prossima produzione (l’amante del caffè è mia moglie).

Oggi rigirandomi fra le mani il mio nuovo astuccio mi è tornato in mente lo sguardo commosso di Consuelo mentre ci parlava della dignità di questi uomini e queste donne che lo hanno fabbricato e ho scoperto che anche un banale astuccio ha un’anima e può contenere, insieme alle matite, anche la speranza di un popolo…

Mi sono chiesto quale sarà la storia che sta alle spalle degli altri oggetti che abbiamo in casa… Purtroppo temo che spesso non si tratti di belle storie…