Sorpresine mondiali…

Magnete e trottola sorprese uovo cioccolata equo e solidale  Spinning top and magnet surprises from fair trade chocolate eggs

foto "Magnete e trottola sorprese uovo cioccolata equo e solidale Spinning top and magnet surprises from fair trade chocolate eggs" by unpodimondo - flickr

Nel post dello  scorso 20 Aprile vi invitavo a comprare Uova di cioccolata e colomba del Commercio Equo e solidale e vi avevo promesso la foto delle sorprese che avrei trovato… Quindi eccomi al resoconto finale:

Intanto per cominciare niente colomba… La bottega del commercio equo dove mi sono rivolto (per ben due volte) le aveva esaurite e non le ha riportate (la foto che accompagnava il post del 20 Aprile era dello scorso anno). Ho invece comprato due uova di Altromercato: una fondente e una al latte… Vediamo un po’ quanto erano mondiali queste uova…

  • Cacao e Burro di Cacao erano prodotti dai gruppi di coltivatori locali Concado della Repubblica Dominicana.
  • lo Zucchero di Canna proveniva dal gruppo Manduvirà in Paraguay.
  • Confezione in carta-seta  fatta dal Gruppo di donne Mcc del Bangladesh.
  • Sorpresa nr.1: Magnete da frigo in legno dipinto a mano creato dai gruppi Pekerti e Mitra Bali dell’Indonesia.
  • Sorpresa nr.2: trottola in legno dipinta a mano proveniente da Gospel House e Sarvodaya dello Sri Lanka (purtroppo doppione identico di un’altra trottola dello scorso anno…).

Due uova ottime e un giusto ed equo compenso per tante persone….

Se il comandamento più grande… passa da Fukushima.

fukushima damage left, unit 3, right, unit 4

foto "fukushima damage left, unit 3, right, unit 4" by daveeza - flickr

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” (Gv. 15, 13).  Secondo il Vangelo di Giovanni il comandamento più grande di tutti sarebbe proprio questo: donare gratuitamente la propria vita per salvare le vite degli altri. Questa frase mi è venuta in mente pensando a quei 180 volontari che, a turni di 50 per volta, stanno lavorando nella centrale nucleare di Fukushima per ridurre i rischi radioattivi ed evitare il peggioramento di una situazione già molto drammatica e preoccupante.

Mentre migliaia di persone scappano dalla zona, mentre l’imperatore esprime “grande tristezza” (link), mentre le istituzioni e la La Tepco ammettono  di aver omesso alcune verifiche alla centrale nucleare di Fukushima (link), 180 anonimi lavoratori e pensionati giapponesi si sottopongono a forti radiazioni per salvare una nazione e il mondo intero.

L’unica cosa che sappiamo di loro è che molti sono prossimi alla pensione e che sperano che i tumori che li colpiranno arrivino quando saranno molto anziani, perchè il loro eroismo non è  quello di chi  muore all’improvviso per un colpo di pistola, ma quello di chi dovrà soffrire molto e a lungo a causa di uno o più cancri che sicuramente li colpiranno negli anni a venire.

Quando leggiamo che a Fukushima qualcuno cerca di  gettare acqua su quei reattori o di far ripartire l’energia elettrica, dobbiamo ricordare i 180 volontari che stanno  dietro a  queste operazioni che, nell’immensa tragedia del popolo giapponese, a volte ci  sembrano assurde come svuotare il mare con un cucchiaino. Forse non conosceremo mai i loro nomi e i loro volti,  non sapremo niente della loro vita e delle  loro famiglie ma dobbiamo  pregare per loro e considerarli come veri eroi (molto più di chi in Libia, anche in queste ore, sparge bombe in nome della democrazia).

In certe situazioni bisognerebbe trovarsici, ma temo che come cittadino non sarei stato altrettanto coraggioso e perciò mi sento in dovere di ringraziare questi volontari e di fare in modo che questi fatti non succedano più. Sarà anche in ricordo di queste persone che il prossimo 12 Giugno voterò SI al Referendum contro il Nucleare.

Ganbare Nihon! Forza Giappone!

Forza Giappone!

A Firenze il Giappone coincide con Lailac, l’associazione culturale italo giapponese che dal 1999 promuove in tutta Italia le tradizioni, la cultura e lo stile di vita giapponese. Se ho scoperto molte di queste tradizioni lo devo, oltre che all’amore che mia figlia ha per tutto quello che viene dal Giappone, a tutte le iniziative che la Lailac ha fatto in questi anni in Toscana:  dal Festival Giapponese di Firenze alle varie partecipazioni a Lucca Comics e a molte fiere che si tengono un po’ in tutta la regione.

Dopo il disastroso terremoto, lo tsunami e la catastrofe nucleare che si sta delineando, è stato naturale per me andare a cercare notizie di prima mano sul sito della Lailac e sulla pagina di Facebook della stessa associazione. Vi voglio perciò postare tutto il messaggio che Erii Nakajima ha messo sul Forum dell’Associazione Lailac e di seguito, le modalità per aiutare il Giappone.

Come già tutti voi sapranno il venerdì 11 marzo 2011 il Giappone è stato colpito da una serie di terremoti che hanno interessato tutta l’area nord del paese e nelle ore seguenti altissimi tsunami hanno devastato le aree costiere di tutta la parte nord orientale. Adesso, quando le scosse sembrano allentare la presa e le acque si sono ritirate per offrire occasione ai soccorritori di avvicinarsi alle aree devastate arriva il terrore nucleare. Proprio lungo quelle coste colpite sia dai terremoti che dagli tsunami ci sono tante centrali nucleari e adesso una in particolare è in una fase molto critica e l’emergenza si sta allargando di giorno in giorno.

Le immagini e le notizie che telegiornali e giornali riportano sono strazianti, colpiscono il cuore di tutto il mondo e il dolore è condiviso veramente da tutti e di questo siamo profondamente grati, perchè la comprensione e l’affetto sono un immenso conforto per chi soffre.

Allo stesso tempo ci colpisce profondamente quanto i giapponesi stessi stiano riscoprendo l’orgoglio e la forza del proprio paese. Tutti cercano di incoraggiarsi a vicenda e di non arrendersi davanti a una tragedia di queste dimensioni. Ognuno, nel suo piccolo, fa tutto il possibile per rendersi utile e ognuno con i propri gesti offre conforto, affetto e soprattutto tocca nel profondo i cuori dei giapponesi che spesso non trovavano nessun motivo di essere fieri del proprio popolo e del proprio paese.

Adesso le cose stanno cambiando, una tragedia così grande è riuscita a unire un popolo che fino a pochi giorni fa sembrava aver perso la stima in se stesso.

Qui voglio riportare le parole commosse e finalmente fiere di giapponesi colpiti direttamente da questo immenso evento.

GANBARE NIHON! = FORZA GIAPPONE!
UN BLOG DI GIAPPONESI PER DARE FORZA AI GIAPPONESI

Dal blog http://blog.15jam.com/?eid=1075171 i giapponesi vogliono farsi coraggio tra loro, far capire che non è finita e che grazie al gesto di tutti i cittadini stanno dimostrando di avere “qualcosa di buono”, noi di Lailac abbiamo selezionato alcune delle tantissime voci citate:

I love you Sia la CNN che la BCC hanno detto ai telegiornali che il terremoto ha colpito il paese più preparato a questo tipo di calamità. Non esistono altri paesi pronti a questo e grazie al loro carattere dettato dalla propria cultura e tradizione, i giapponesi riescono a sopprimere i loro sentimenti primari per unirsi in un popolo forte.
Quando ho letto questo mi sono sentito fiero di essere giapponese.

I love you A Disney Land i negozi distribuivano caramelle e dolci dopo il terremoto ed ho visto delle ragazzine giovanissime vestite alla maniera di ora arraffare tanti sacchetti e li per li mi sono turbata della loro ingordigia ma poi le ho viste portare queste caramelle ai bambini sfollati e mi hanno commosso.

I love you Al semaforo verde, c’è talmente tanto traffico che passa solo una macchina ad ogni scatto di verde, ma non ho visto nessuno arrabbiarsi e tutti facevano passare gli altri. Tutti gli incroci erano intasati, ma in 9 ore passate nel traffico ho sentito solo i clacson suonare dolcemente per ringraziare. Mi sono sentito fiero di essere giapponese.

I love you Mio figlio di 2 anni si è messo le scarpe per uscire mentre ancora la terra tremava. Gli ho chiesto “Dove vai?” E lui mi ha risposto: “A fermare questo terremoto”
In un corpo così piccolo c’è già tanto coraggio e un gran senso della giustizia ed io ho ricevuto da lui tanta forza e voglio darla anche a tutti voi. Ganbarimasho (= facciamoci forza!)

I love you Un terremoto così grande ha colpito il nostro paese ma per fortuna il paese e il popolo è preparato. Tutti hanno camminato ordinatamente per le strade, gli sfollati, chi doveva tornare a casa non ha perso la calma e hanno camminato fianco a fianco. I negozi per la strada invitavano le persone a usare i propri bagni e la gente comune invitava gli sfollati a riposare da loro. Sono fiera dei miei compaesani.

I love you Il Palazzo Imperiale ha aperto le sue porte per accogliere gli sfollati. Mi viene da piangere. Sopravviviamo e gambero (= forza)!

I love you Con questo terremoto ho l’impressione di essere riuscita a rivalutare il popolo giapponese. La disciplina, l’ordine, la gentilezza e la mancanza di gesti di sciacallaggine mi hanno fatto aprire gli occhi e riscoprire che anche noi giapponesi abbiamo qualcosa di buono. Sono profondamente commossa e sto piangendo.

I love you Il Giappone ha superato tante difficoltà, la guerra, la bomba atomica, tutti i terremoti e i tifoni… i nostri antenati hanno superato tante immense difficoltà. Ci andrà bene anche a noi. Daijoubu (andrà tutto bene).

I love you In Giappone il popolo è stato istruito ad aprire le porte durante i terremoti (è una forma di sicurezza perché se le case o gli edifici crollano le porte non si aprono più).
Cascavano i lampadari e crollavano i vetri, ma un uomo si è avvicinato trascinandosi carponi all’ingresso per spalancarlo per tutti quelli che erano dentro. Quando ho visto questo mi sono commosso profondamente.

I love you Un anziano, tra i tanti sfollati, si è lasciato sfuggire le parole: “che ci succederà…” ma un ragazzo delle superiori che era accanto a lui gli ha accarezzato la schiena e ha detto: “Non preoccuparti, quando sarò grande rimetterò tutto a posto”.

I love you Un mio amico tedesco durante il terremoto si trovava a Shibuya, era spaventato ma un giapponese lo ha aiutato e intorno a lui ha visto negozianti e civili fare quello che dovevano fare in caso di terremoto, senza panico. Gli è sembrato di vedere dei militari.

I love you Nei binari aspettavamo i treni che però non arrivavano ed alcuni senza tetto si sono avvicinati a noi per offrirci i loro cartoni dicendoci: “vi farà freddo”.
E noi che li abbiamo sempre guardati di sbieco…

I love you La Cina ci ha lodato dicendo: Il Giappone è stato colpito da un’enorme tragedia ma adesso stanno dimostrando quanto il popolo sia forte e preparato e questo è solo merito dell’educazione che da generazioni i giapponesi hanno tramandato. In Cina non basterebbero neanche 50 anni per arrivare a questo.

I love you Uscita dall’università sono dovuto tornare a casa a piedi, sono passato vicino ad un negozio che a quell’ora sarebbe dovuto essere già chiuso ma ho visto la signora del negozio fuori dalla porta che distribuiva il pane gratuitamente. Ognuno compie piccoli gesti e cerca qualcosa di utile da poter fare per gli altri. Diciamo sempre che la gente di Tokyo è fredda ma mi sono ricreduto.

I love you Ho parlato con i tassisti, i ferrovieri, le signore per la strada e tutti abitavano lontano e avevano ancora tanta strada da fare per tornare a casa e nonostante la confusione, il caos, la stanchezza nessuno ha mancato di essere gentile, educato e dicevano “tper tutti è dura” e mi sono reso conto che “tutti” hanno una coscienza ed io mi sento di voler tramandare questa eredità culturale.

I love you Un ragazzino mio vicino di 15 anni dopo il terremoto ha preso al volo la bicicletta per fare il giro di tutto il quartiere e affacciarsi uno ad uno a controllare le case. A quell’ora c’eravamo solo noi anziani e casalinghe e vedere un giovane interessato e preoccupato a noi mi ha scaldato il cuore. Grazie.

I love you Io mi sono commosso quando ho visto un cartello attaccato su di un motorino che diceva: “se vi va bene il motorino io vi do un passaggio” Oggi giorno pensavo fosse tutto perduto ma invece c’è speranza! Provo gran rispetto e anche io per la prima volta ho pensato di voler essere utile agli altri.

I love you Alle 9 di sera stavo camminando per tornare a casa. Ho trovato un ufficio aperto e con i suoi impiegati dentro che invece di tornarsene a casa sono rimasti li per lasciare aperto l’ufficio e chiamavano tutti i passanti per invitarli ad entrare, riposare e usare il bagno. Mi è venuto da piangere ma non sono riuscito a farlo lì. Ma lo sto facendo adesso. Grazie.

I love you Nel giornale inglese ho visto in copertina la bandiera giapponese e una grande scritta Don’t give up, Japan.Dont’t give up Tohoku

I love you All’addetto alla metropolitana che ha lavorato tutta la notte correndo su e giù ho detto: “E’ dura per te!” e lui mi ha risposto con un sorriso e semplicità: “in momenti così…” Parole da non buttar via! Mi ha commosso!

I love you Tutti abbiamo sempre detto che nelle grandi città la gente è fredda e indifferente, ma dopo questa tragedia ho potuto sentire il calore di tutti e ho scoperto che i giapponesi, nel momento del bisogno sanno essere profondamente solidali.

I love you Ho camminato tantissime ore per tonnare a casa ma per la strada ho visto tantissimi negozi, un sacco di uffici aperti nonostante l’orario, per offrire riposo e le toilette a tutti i passanti. Anche il Giappone non è un paese da buttare!

I love you Le stazioni, le piattaforme erano affollatissime, ma la gente era in coda ordinata, senza bisogno di corde o divisori. La gente camminava educatamente e lasciava passare gli altri. Sono giapponese ma vedere questa perfetta organizzazione mi ha profondamente commosso e colpito.

I love you (In Giappone all’inizio del lavoro tutte le mattine il superiore apre la giornata con un discorso) Il discorro di stamani è stato: “Qualsiasi cosa succeda, non mostrate inquietudine nei volti. Se siete in negozio non dimenticate il sentimento di voler offrire accoglienza e gentilezza e cercate di confortare le persone che entreranno in negozio”. Ascoltarlo dire queste cose mi ha commosso. Mi darò da fare! Apriamo!

I love you Il Giappone è stupendo. Vedo cittadini comuni, dirigenti, camionisti, gente dello yakuza che si sta dando da fare per aiutare tutti gli altri, in un modo o nell’altro. Io non ero orgoglioso di essere giapponese ma adesso grazie a quanto sta succedendo mi sento fiero. Grazie Giappone. Gambarimasho (facciamoci forza)!

p.s.: la traduzione è stata frettolosa… scusate gli errori!

tratto dal messaggio postato da Erii Nakajima sul forum della Lailac

La Lailac si sta muovendo per fare una raccolta fondi per aiutare il Giappone. Essendo essenzialmente un’associazione culturale credo che sia la prima volta che si occupa di una cosa del genere e col caos che regna in Giappone forse è ancora difficile capire dove indirizzare gli aiuti. In ogni caso, pur non conoscendo bene l’associazione  mi sembrano onesti e meritevoli e perciò vi segnalo  il messaggio apparso sul Forum della Lailac.

In questi giorni abbiamo ricevuto tanti, tantissimi messaggi, telefonate e visite da tutti voi amici, soci e conoscenti. Vogliamo dirvi grazie, da parte nostra e da parte di tutti i giapponesi. Le vostre preghiere ci sono di immenso conforto in un momento difficile come questo. La vostra stima ci da coraggio e forza.

RACCOLTA FONDI DI LAILAC
Molti di voi ci hanno chiesto informazioni per una raccolta fondi.
Ci siamo informati tramite i nostri amici e contatti in Giappone ed per il momento la situazione è molto caotica e tante associazioni stanno già intervenendo.
I soldi serviranno anche tra qualche giorno, perciò abbiamo deciso di organizzare una raccolta fondi e inviare poi direttamente alle città più colpite il denaro, senza farlo passare da organizzazioni che per spese di gestione ecc… trattengono parte del ricavato.
Da oggi raccoglieremo i fondi di tutti coloro che vorranno partecipare, anche noi di Lailac invieremo i pochi fondi della nostra associazione e le donazioni di tutti noi volontari per poi portare o inviare direttamente a una delle città più devastate quanto raccolto.

Se siete d’accordo vorremmo elencare le donazioni volta volta ricevute con importo e nome per rende la cosa trasparente e poi pubblicare l’invio e tutto il resto.

Se volete partecipare ricordate di citare sempre nella causale “FORZA GIAPPONE!” e il nominativo per la lista:

1. Con Bollettino postale o Postagiro intestato a LAILAC c/c 43881572
2. Con Bonifico bancario intestato a LAILAC – IBAN: IT 37 Y 07601 028000 00043881572
3. Con carta di credito o account PayPal Dal bottone rosso della nostra Homepage

Per qualsiasi chiarimento non esitate a contattarci!

tratto dal messaggio postato da Erii Nakajima sul forum della Lailac

 

Made in Cesvi.org: un regalo solidale on line.

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Natale: tempo di regali e di scambio di doni fra amici e parenti. E cosa c’è di più bello di un regalo che, nel momento in cui fa felice una persona che vi sta a cuore, offre calore e amicizia anche a qualcuno più lontano e sfortunato noi, magari all’altro capo del mondo?

E’ con questa idea che è nata da poco la piattaforma online www.madeincesvi.org, un sito di e-commerce di prodotti solidali organizzato dal Cesvi (Cooperazione E SVIluppo), l’organizzazione umanitaria bergamasca attiva da 25 anni e che opera in più di 30 paesi di Africa, Asia, America Latina, Balcani e Medio Oriente. I progetti portati avanti dal Cesvi si occupano di  infanzia, salute, sviluppo sostenibile, accesso alle risorse idriche e igiene ambientale, aiuti umanitari e imprese sociali. Solo nel 2009 sono state aiutate 2.721.583 persone attraverso 140 progetti di sviluppo in tutto il mondo.

Un regalo comprato su www.madeincesvi.org è uno dei tanti modi per finanziare i progetti del Cesvi: donate  ad un  amico un bonsai,  un calendario, una bottiglia di vino, un libro o una t-shirt e magicamente questi diventano cibo, acqua, istruzione, per tanti bambini a cui viene garantito un futuro migliore. E poi i regali non si esauriscono solo con le feste natalizie: www.madeincesvi.org ha tante idee carine e graziose anche per le vostre cerimonie: battesimi, matrimoni, comunioni, lauree, cresime, anniversari di matrimonio e compleanni… C’è sempre un’occasione per festeggiare e far felici tanti amici in tutto il mondo!

Una frase di Rajiv Gandhi.

Using cows to plow fields, Tambhol Village, India

foto "Using cows to plow fields, Tambhol Village, India" by World Resources - flickr

Quando il trattore potrà essere munto, quando il suo sterco potrà essere usato come concime e come combustibile, lo preferirò alla vacca.

Rajiv Gandhi (1944 – 1991) politico e statista indiano.

Altra musica: una mostra di strumenti musicali dal mondo.

Strumenti musicali dell'Asia dalla pagina di Equoland su Facebook

foto "Strumenti musicali dell'Asia" dalla pagina di Equoland su Facebook

Sabato scorso, 20/11/2010 alle ore 16.00 presso la sede di Equoland in Via delle Bartoline 41 a Calenzano (Fi) è stata inaugurata la mostra  “ALTRAMUSICA: Strumenti musicali dal mondo.”, un’esposizione di oltre 300 strumenti musicali etnici, provenienti da America Latina, Asia e Africa.

La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta fino all’inizio del nuovo anno seguendo gli orari di apertura  di Equoland (dal Lunedì al Sabato ore 10,00 – 13,00 e 14,00 – 19,00 e la seconda domenica del mese dalle ore 11,00 – 13,00 e 14,00 – 19,00).

Purtroppo, per improvvisi problemi lavorativi, mi si è scombinato tutto lo scorso week-end e non ho potuto partecipare all’inaugurazione della mostra dove sono intervenuti  dei musicisti che hanno dato voce agli strumenti etnici oggetto dell’esposizione. Per gli stessi imprevisti lavorativi anche questo post giunge con estremo ritardo ma lo faccio lo stesso per due motivi: primo perchè la mostra resterà aperta fino alla fine dell’anno e poi perché ritengo molto bello il fatto che  Equoland, fabbrica di cioccolato e cooperativa impegnata nel commercio equo e solidale, ospiti questa interessante  mostra dedicata alla musica. In fondo anche la cultura può essere un ponte verso la conoscenza di altri popoli e delle loro usanze perchè… non c’è solo il cioccolato o lo zucchero di canna… ma anche le note musicali possono diventare eque e solidali.

Vi lascio col testo di presentazione della mostra e mi scuso con Rossana di Equoland perché ho saltato l’inaugurazione  (comunque immaginatevi la soddisfazione di dover correre urgentemente in ufficio di Sabato mattina…)

Una mostra da vedere, da ascoltare, da suonare.. per capire: il linguaggio universale della musica ci avvicina ad altre culture.

Questa mostra è stata concepita come una introduzione all’universo rappresentato dagli strumenti musicali delle culture di interesse etnologico. Il progetto di valorizzare saperi e competenze musicali delle popolazioni in questione si inserisce in un più ampio progetto di cooperazione e valorizzazione di risorse economiche e culturali, ed è teso ad una concreta solidarietà fatta di un rapporto commerciale definito “equo e solidale”. Un pezzo di canna e un battente di legno sono oggetti tanto semplici che a malapena riescono ad essere riconosciuti come oggetti. Eppure possono diventare un importante mezzo di comunicazione culturale: l’uso appropriato, da parte di un suonatore, di colui cioè che ne conosce e ne determina a sua volta il valore conferendogli la voce, il suono, lo trasforma in uno degli oggetti culturalmente più complessi: lo strumento musicale. Vi aspettiamo numerosi!

tratto dalla presentazione della mostra a cura dell’ufficio comunicazione di Equoland

Un dubbio amletico… pubblicare o non pubblicare?

Chimp Does Hamlet

foto "Chimp Does Hamlet" by King Chimp (Soon to be Riley Bobs) - flickr

Questo blog, fra tutte le cose di cui si occupa, dedica ampio spazio alla solidarietà e alla beneficenza.  Spesso cerco di riportare iniziative ed eventi di raccolta fondi che per la maggior parte sono organizzati in Toscana da associazioni  e persone che conosco e nelle quali ripongo la mia  fiducia.

Purtroppo  non si è mai del tutto  sicuri del buon esito della beneficenza e una volta mi è capitato di fare un post su un’iniziativa che in buona fede ritenevo meritevole (qui il post) ma che poi mi è stata segnalata come  non proprio “trasparente” (qui il post successivo).

Da questa brutta figura, fatta in assoluta buona fede, ho appreso una serie di lezioni:

  • Mi sento una certa responsabilità verso i miei lettori e perciò prima di fare un post preferisco vagliare  per bene ogni segnalazione e ogni evento per evitare pessime figure (anche involontarie) ed essere bacchettato da qualcuno più informato o esperto del sottoscritto …che tanto in rete si trova sempre!
  • Cerco di privilegiare eventi (anche piccoli e locali) organizzati da associazioni  o enti che conosco personalmente o dove lavorano o prestano volontariato persone di mia conoscenza o di mia fiducia (magari anche amici di amici ma che comunque  mi garantiscono una certa affidabilità).
  • Per tutti gli altri casi cerco di informarmi su internet con ricerche fatte su vari motori di ricerca, nazionali ed internazionali per avere il più informazioni possibili e alla fine decido secondo coscienza, scegliendo di non pubblicare un appello o un evento su cui nutro dei dubbi…

Perchè vi ho scritto tutta questa storia? Perchè mi è successo un caso particolare che vi voglio raccontare… Da un po’ di tempo capita che il blog venga contattato dagli uffici stampa di alcuni enti di beneficenza (anche grandi) che  mi chiedono di pubblicare appelli per varie iniziative di raccolta fondi. Questa settimana mi ha scritto un’organizzazione importante  ma che  io non conosco: l’appello è accorato e serve a raccogliere dei fondi, attraverso un SMS solidale, per varie iniziative a favore di bambini poveri del Benin, della Cambogia e del Brasile.

Inizio perciò a fare delle ricerche… partendo da alcuni motori di ricerca italiani. L’associazione  è grande e organizza un sacco di eventi e di raccolte per aiutare l’infanzia abbandonata, ha tante adozioni a distanza in vari paesi del mondo e alcuni personaggi famosi dello sport offrono la loro immagine a favore di queste iniziative! A primo avviso sembra  che non faccia una piega ma ad un certo punto mi imbatto in un link in cui qualcuno solleva dei dubbi e sposto la mia attenzione sulla Spagna dove ha sede la casa madre di questa Onlus… Due click su Google.es e wikipedia.es e … Boooom! Scopro una serie di  scandali giudiziari che nel paese iberico hanno coinvolto questa associazione… Leggo articoli di stampa del 2007 e del 2008 in cui si parla di  presunte distrazioni di fondi dalle adozioni a distanza verso aziende e conti privati e  altri articoli di giornale che trattano di bambini adottati a distanza che sono stati assegnati a più adottanti contemporaneamente (senza che gli adottanti lo sapessero)… Morale della favola: secondo  la versione spagnola di wikipedia  dopo questi presunti scandali quasi un terzo dei sostenitori spagnoli ha abbandonato questa associazione che ha visto passare i propri soci da 350.000 a 250.000. Leggo però anche articoli di smentite e, successivamente al 2008,  tanti articoli di iniziative benefiche nel mondo che sembrerebbero veramente lodevoli.

Alla fine mi ritrovo con tanti dubbi e tanta confusione… Magari la sede italiana non è stata nemmeno sfiorata da questi scandali e quindi merita fiducia. Magari dal 2007  ad oggi le cose, sia in Spagna che in Italia, sono evolute e lo scandalo forse si è ridimensionato. Magari la dirigenza incriminata si è dimessa e adesso sia la casa madre spagnola che la sede italiana sono trasparenti e linde come non mai e i nuovi dirigenti sono onestissimi. Chi può fugare tutti questi dubbi?

Ma soprattutto mi assale un dubbio veramente amletico.

Che faccio, lo pubblico sul blog  l’appello per l’SMS solidale che mi hanno inviato oppure no?

E voi cosa fareste: lo pubblichereste sui vostri blog?

La mia domanda è generica, comunque  lascio un po’ di link per chi volesse approfondire il caso specifico…

 

Letterina dall’India.

Letterina in malayalam / Letter in malayalam

foto "Letterina in malayalam / Letter in malayalam" by unpodimondo - flickr

Quello che vedete nella foto è il testo della letterina che abbiamo ricevuto  da Angel, la bimba di dieci anni che abbiamo adottato a distanza in India col Movimento Shalom. La lingua in cui è scritta è il malayalam che è la lingua ufficiale dello stato del Kerala ed una delle 23 lingue parlate in India. Logicamente la letterina è arrivata accompagnata dalla sua traduzione in inglese…

Per i miei nuovi lettori posso ricordare che la mia famiglia ha due adozioni a distanza, fatte entrambe col Movimento Shalom: una in Burkina Faso e questa fatta nel villaggio di  Palliport – Pallippuram che si trova sull’ isoletta di Vypin (stato del Kerala – India) e la cui storia potete leggere  in questo post che ho pubblicato nel 2008.

Questa letterina, scritta lo scorso Febbraio, ci è arrivata nella scorsa estate ed è stata veramente tanto attesa perchè, per una serie di circostanze, era parecchio tempo che non ricevevamo posta dall’India. Il nostro referente in India ci diceva per e-mail che le bambine stavano tutte bene ma la posta non arrivava: pare che almeno un paio di pacchi di letterine e foto delle bimbe siano spariti nel viaggio fra l’India e l’Italia. Insomma, mentre dal Burkina le letterine arrivavano e arrivano regolarmente, dall’India  si era interrotto lo scambio di posta e di questo infatti parla la bambina nella prima parte sua della letterina…

Fortunatamente, con questa lettera e con la nostra risposta speriamo di aver riannodato i fili di questo bellissimo rapporto! Un consiglio:  se non l’avete mai avuta, fate un’adozione a distanza: è un’esperienza bellissima!

Mia cara zia,

questa lettera ti arriva da Angel. Io spero, con la grazia di Dio, che voi stiate tutti bene. Qui io e le mie amiche stiamo bene. Zia ti ho mandato due lettere ma non ho ricevuto nessuna risposta e mi dispiace molto. Forse zia non hai mai ricevuto le mie due lettere. Io prego per te e la tua famiglia tutti i giorni.

Dalla scuola siamo andati a vedere un film e mi è piaciuto molto. Adesso dobbiamo fare un tema sul film. La prossima settimana andremo a fare un picnic a Veega Land (*): là ci divertiremo molto. Al primo quadrimestre ho avuto buoni voti.

Il 18 Febbraio abbiamo fatto la nostra festa annuale e ho ballato molto. Grazie a Dio posso ballare molto bene. A scuola mi trovo molto bene con le suore. Presto arriveranno le sessioni annuali di esame  e avrò molto da studiare. Perciò  chiedo le vostre preghiere perchè possa studiare bene.

Vi auguro una buona stagione di Quaresima e di Pasqua e aspetto con emozione una vostra risposta. Per favore zia.

Con affetto la tua bambina Angel.

tratta dalla letterina di Angel della scuola Little Flower di Palliport – India

(*) Se cercate Google Veega Land o cliccate su questo link scoprirete che si tratta del più importante parco giochi indiano che si trova proprio nello stato del Kerala!

XXXV Festa della Pace a Collegalli (Fi)

Manifesto Festa della pace

Manifesto Festa della pace dal sito del Movimento Shalom

Il Movimento Shalom, in collaborazione con la Regione Toscana e il Cesvot organizza a Collegalli – Montaione (Fi) la

XXXV Festa della Pace

Programma

30 Aprile 2010
Ore 21.00      Ricordando Marco. S. Messa e fiaccolata

1 Maggio 2010

Ore 9.30 Apertura stand: cultura, gastronomia e artigianato. Apertura del Luna Park per bambini con giochi gonfiabili, saltimbanchi, teatrino dei burattini, calcio balilla umano.

Musica con il gruppo Egoiste

ore 10,30 INFANZIA AFFAMATA. Assemblea nazionale genitori adottanti a distanza e internazionali con testimonianze dal Burkina Faso, dall’Eritrea, dall’India e dal Pakistan.

ore 12,00 Preghiera  per la Pace

Pranzo sociale & Musica

ore 15,00 Conversazione sotto il tendone: ANCORA ARMI? NO GRAZIE! con  Massimo Toschi,  Piergiulio Biatta – presidente Osservatorio permanente armi leggere, religioso  Francescano – Moderatore Andrea Cristiani – fondatore Movimento Shalom

ore 17,30 Musical Pinocchio realizzato dal gruppo Shalom di San Miniato e a seguire merenda del contadino

BUS NAVETTA GRATUITO DA CORAZZANO (come alternativa potete fare una bella passeggiata a piedi da Corazzano a Collegalli)

Durante la festa saranno venduti i biglietti della consueta lotteria annuale che prevede in premio le opere d’arte donate dagli “Artisti per la Pace”. I pittori che hanno aderito sono: Alessandro  Taccini, Andrea  Meini, Dilvo  Lotti, Fulvio  Taccini, Giorgio  Giolli e Sauro  Mori

Concerto del Coro Gospel “The Pilgrims” per la Thailandia

Locandina concerto

Locandina Concerto

Venerdì 5 Febbraio 2010, alle ore 21.00 si terrà nella Chiesa di San Salvatore al Monte alle Croci (Firenze zona Piazzale Michelangelo) un Concerto Gospel del coro dei Pilgrims a favore del progetto Baan Unrak (Thailandia) .

I fondi raccolti serviranno per l’ampliamento di un orfanotrofio in Thailandia dove vengono accolte madri e bambini profughi,  che fuggono dalla ormai ventennale guerra civile in corso nella vicina Birmania (Myanmar).

L’ingresso è ad invito con offerta minima di 10€ (5€ per bambini tra 5 e 10 anni, gratuito per i più piccoli) e può essere ritirato presso il  negozio ANANDA SAMGHAM Borgo Pinti 91r Firenze (Tel: 055 2341243).

Il concerto è organizzato dall’associazione Amurt, dal coro dei Pilgrims e dalla Onlus Obiettivo Francesco.

Se volete una breve anticipazione di quello che potrete ascoltare vi lascio un video di un’esibizione dei Pilgrims su Rai Tre…