Indigente Marocchino consegna alla Polizia di Firenze un portafoglio con denaro e documenti.

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Foto “Le Maroc” by pietroizzo – flickr

Se L’Italia non fosse uno stato dove tutto va alla rovescia questa notizia non sarebbe una notizia. Invece, in uno stato dove un italiano miliardario, corruttore, evasore e frodatore del fisco pretende l’impunità e tiene in ostaggio l’intera repubblica, è encomiabile il gesto di un indigente marocchino che ha restituito alla polizia un portafoglio integro, perso da una turista americana in visita a Firenze.

Ecco il comunicato stampa della Questura di Firenze. Berlusca, leggi e impara!

Nella serata di ieri [Giovedì 26/09/2013], un cittadino marocchino di 38 anni, regolare sul territorio nazionale, dedito a lavori precari ed in difficoltà economiche, ha riconsegnato agli agenti del Commissariato San Giovanni di Firenze un portafogli contenente denaro e documenti, di proprietà di una cittadina americana, dalla stessa smarrito nei pressi di Piazza Santa Croce.

Gli uomini del Commissariato, diretti dal Primo Dirigente Dr. Solimene Giuseppe, dopo avere ringraziato lo straniero per la condotta ineccepibile tenuta, hanno rintracciato immediatamente la turista, in viaggio per Venezia. Il denaro, circa 160 euro e 20 dollari, ed i documenti sono stati messi a disposizione del Consolato Usa a Firenze che provvederà alla riconsegna alla legittima proprietaria.

27/09/2013 15.12 Questura di Firenze

tratto dal comunicato stampa della Questura di Firenze

Una giornata in ricordo di Mor Diop e Samb Modou.

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Foto “13 Gennaio 2012 – Presidio in Piazza Dalmazia” by {to} bead free -flickr

Il 13 Dicembre 2011 la mano fascista e razzista di Gianluca Casseri uccise Modou Samb e Mor Diop e ferì Sougou Mor, Mbenghe Cheikh e Moustapha Dieng, in quella che rimane una delle pagine più tristi della cronaca fiorentina del terzo millennio. Ad un anno di distanza la città di Firenze ricorda le vittime con due eventi:  un presidio alle ore 17.00 in Piazza Dalmazia organizzato dalla ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario) e un concerto al Mandelaforum organizzato dal Comune di Firenze i cui proventi andranno alle famiglie delle vittime e dei feriti dell’attentato dello scorso anno.

Il presidio e l’appello dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.

Il 13 Dicembre in Piazza Dalmazia alle 17 si terrà un presidio sui fatti avvenuti per esprimere solidarietà alla Comunità Senegalese e la totale condanna di ogni comportamento, di ogni aggressione fascista e razzista. In tale occasione la Comunità Senegalese chiederà ai cittadini e alle istituzione di aderire all’appello in memoria di Samb Modou e Mor Diop: le adesioni potranno essere inviate anche per e-mail ai seguenti indirizzi: kebeazu@hotmail.comassoc.deisenegalesefirenze@yahoo.com.

Testo dell’appello per ricordare Modou Samb e Mor Diop

Il 13 dicembre di un anno fa in Piazza Dalmazia furono assassinati Modou Samb e Mor Diop; furono feriti in modo grave Sougou Mor, MbengheCheikh e Moustapha Dieng (che non potrà più essere autosufficiente).

Nell’appello che come cittadini e cittadine senegalesi facemmo per invitare la Firenze antifascista e antirazzista a reagire a tale crimine dicemmo con chiarezza che non si trattava del gesto isolato di un folle ma del frutto orrendo di un clima diffuso di intolleranza e di ostilità nei confronti dei migranti, degli stranieri, dei “diversi”, un clima alimentato da leggi, provvedimenti, ordinanze mirate a colpire, a reprimere, a perseguire chi non rientrava nello schema “ordine e sicurezza” prescritto dalle forze dominanti. Ed in cui i veleni razzisti si intrecciavano strettamente con i germi estremamente pericolosi dei vecchi e dei nuovi fascismi.

Ebbene, dodici mesi dopo, non molto è cambiato. Non vi è stata quella reazione corale che avrebbe dovuto mobilitare tutte le energie e le risorse positive, tutte le forze culturali, sociali, politiche che hanno come baricentro la Costituzione, tutti gli anticorpi ai veleni razzisti e fascisti presenti nella società italiana.

Ancora oggi sono ancora in vita strutture indegne di un Paese civile come i CIE, continuano a morire in mare profughi e richiedenti asilo che cercano di raggiungere le coste italiane, non vengono prese in considerazione le proposte di legge per dare il voto ai migranti e la cittadinanza ai figli d’immigrati che nascono in Italia, restano in vigore normative come quella denominata Bossi-Fini, nè sono scomparse le ordinanze securitarie che avevano avuto larga diffusione a livello comunale.

E Casa Pound, dal cui ambito proveniva l’assassino di Piazza Dalmazia, prosegue nelle sue vergognose imprese: l’ultima, di qualche giorno fa, l’interruzione violenta di un incontro – di una festa -, a Pontedera, per l’attribuzione della cittadinanza onoraria alle figlie ed ai figli dei migranti nate/i in quel comune. I pericolosi ritorni fascisti e nazisti non sono peraltro una prerogativa italiana, ma un morbo che si sta diffondendo in altri Paesi europei (vedi Alba Dorata in Grecia).

Per questo vogliamo ricordare, sul luogo dell’atto criminoso, i nostri fratelli assassinati. Si tratta di un ricordo che ci vedrà stringerci insieme, noi e tutte/i coloro che vorranno essere con noi, vicino alla lapide in Piazza Dalmazia con i loro nomi, ma anche dell’occasione per rinnovare l’impegno, rendendolo più efficace, a cambiare le normative che alimentano l’intolleranza ed il razzismo, a contrastare i fascismi risorgenti, avvertendone finalmente tutta la pericolosità, a costruire un clima diverso – di apertura, di accoglienza, di solidarietà. Per una città ed un Paese civili, in cui non siano più possibili atti come quelli di un anno fa.

ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario)

Appello girato in internet a cura dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.

Il concerto-spettacolo Jokko al Mandela Forum di Firenze

Locandina

Locandina “Jokko” dal sito del Comune di Firenze

Firenze non dimentica. A un anno di distanza dall’attentato che ha colpito al cuore la  città, il 13 dicembre Firenze ospiterà un grande evento di musica per ricordare Mor Diop e Modou Samb. Al Mandela Forum andrà in scena “Jokko! Firenze – Senegal per non dimenticare”, musica e parole per ribadire concetti universali come fratellanza, integrazione e rispetto. Grandi nomi della musica italiana e senegalese si esibiranno insieme in un concerto che vuole essere un’occasione di solidarietà, un momento di incontro tra artisti senegalesi e italiani e al tempo stesso un modo per ribadire, in modo collettivo, che la città non dimentica. In lingua wolof JOKKO infatti vuol dire “dialogo, comunicazione”. Il costo del biglietto è stato fissato in 10 euro e il ricavato della serata sarà interamente devoluto ai feriti e alle famiglie delle vittime dell’attentato.

Artisti presenti alla manifestazione:

  • Youssou Ndour (sia in veste di cantante che di Ministro del Turismo della repubblica del Senegal)
  • Omar Pene
  • i Super Diamono
  • Yoro Ndiaye
  • Souleymane Faye
  • Bandabardò
  • Elio
  • Ginevra Di Marco
  • Paolo Hendel
  • Giobbe Covatta
  • Scena Muta

Buon Natale 2011!

Foto "Black Baby Jesus" by Peter Blapps - flickr

Foto "Black Baby Jesus" by Peter Blapps - flickr

Se oggi nascesse Gesù Bambino, nascerebbe un’altra volta ultimo fra gli ultimi…

… nascerebbe dopo un lungo viaggio per sfuggire alla carestia, fatto a piedi  o su un barcone della speranza.

… nascerebbe in una tenda di quelle che  raccolgono i profughi che fuggono dalla fame o dalla guerra o in una di quelle prigioni nostrane che vanno sotto il nome di Centro di Identificazione ed Espulsione oppure in una delle roulotte sporche e  sgangherate che, nelle nostre periferie, cerchiamo di nascondere dietro i cartelloni pubblicitari 6 metri per 3.

… nascerebbe di nuovo bisognoso: di un pugno di riso per sfamare i suoi genitori, di una coperta o anche solo di un cartone per coprirsi, ma soprattutto bisognoso di rispetto e di calore umano.

… nascerebbe indifeso, preda degli Erode dei nostri giorni: sfruttatori del lavoro minorile, pedofili, mercanti di armi, seminatori di mine anti-uomo, fanatici razzisti.

… nascerebbe indio, di colore, rom o di una qualche etnia fra quelle più disgraziate: in questo caso potrebbe anche rinascere palestinese, magari in un luogo infernale come Gaza.

Ma soprattutto, se nascesse oggi, noi saremmo sicuri di riconoscerlo come a suo tempo fecero i  pastori?

Buon Natale a tutti!

Marco

Un gesto di solidarietà concreta ai senegalesi uccisi e feriti a firenze.

Foto "Flag Senegal" by erjkprunczyk - flickr

Foto "Flag Senegal" by erjkprunczyk - flickr

Avrei voluto scrivere qualcosa sul barbaro crimine razzista perpetrato lo scorso martedì a Firenze e che ha portato all’uccisione di  Samb Modou e Diop Mor e al ferimento di Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike. Purtroppo non riesco a trovare le parole adeguate ad esprimere i miei sentimenti di fiorentino e allo stesso tempo di cittadino del mondo. Vi basti sapere che se invece di Martedì la sparatoria fosse successa il giorno dopo, a quell’ora e tra quella gente ci sarebbe stata anche mia figlia…

Perciò preferisco non scrivere niente ma girarvi l’appello fatto da alcuni amici dell’Associazione GAS Equobaleno di Sesto Fiorentino, per un aiuto concreto alle vittime di questa tragedia. Conosco personalmente Lapo e Simona e mi sento di garantire sulla loro onestà e sul buon fine dei fondi…

L’Associazione GAS “Equobaleno“, in nome di tutta la cittadinanza solidale e con la collaborazione della filiale di Firenze di Banca Etica, ha aperto un conto corrente per raccogliere le donazioni che saranno effettuate da chiunque vorrà fare un gesto concreto di solidarietà. Le donazioni saranno girate IN TOTO ai congiunti dei senegalesi uccisi e feriti dalla pazzia di un personaggio che vogliamo pensare folle, piuttosto che un lucido xenofobo.

La raccolta di denaro non deve servire per lavarci la coscienza ma vuole essere un gesto concreto, preciso e rapido nei confronti di chi adesso probabilmente si trova in uno stato di bisogno. I membri del gruppo di acquisto solidale “Equobaleno”, i fiorentini ed i cittadini del mondo vogliono così  esprimere un netto rifiuto ad ogni espressione di razzismo insieme ad un gesto di solidarietà.

 Per versamenti:

IBAN:

IT 70 P 05018 02800 000000141080

Intestato ad: : EQUOBALENO GAS IN NOME DELLA CITTADINANZA SOLIDALE

Per maggiori informazioni:

info@equobaleno.org

3288339346 oppure 3460336696 Lapo

346 575 9675 Rinaldo

347 827 89 24 Simona

appello lanciato in rete dall’Associazione GAS Equobleno di Sesto Fiorentino

Mentre stavo preparando il post mi è arrivata un’ulteriore mail di Lapo, che vi riporto:

Ringrazio tutti per l’impegno che ognuno di voi sta mettendo.

Non importa a nessuno di noi prendersi il merito dell’azione; credo che quel che noi tutti speriamo sia una risposta seria, motivata, forte ad un gesto di un razzista che ripeto voglio pensare folle prima che lucido.

Chiedo veramente di diffondere il piu’ possibile la notizia… vorrei veramente che tutti gli sforzi di noi tutti ci premino con una risposta solidale.

grazie a tutti dell’interessamento, manteniamo tutti aggiornati

ciao
Lapo

mail ricevuta dall’Associazione GAS Equobleno di Sesto Fiorentino

Festa di Primavera Shalom: un breve resoconto (terza e ultima parte)

passport

Foto "passport" by megoizzy - flickr

Concludo con questo articolo le riflessioni circa il pomeriggio di Sabato 9 Aprile sul dibattito sull’immigrazione, tenutosi all’interno della festa di Primavera della sezione Fiorentina del Movimento Shalom (qui il post sull’iniziativa qui la prima parte, qui la seconda).

Se sei ricco (e bianco) viaggi, altrimenti rimani a casa tua…

Questa è la testimonianza che mi ha impressionato di più fra tutte quelle ascoltate nel pomeriggio e proviene da una normalissima ragazza italiana che, un po’ di tempo fa,  ha avuto la semplice idea di far conoscere il suo ragazzo ai propri genitori. La storia è lunga ed ingarbugliata: cercherò di metter giù quello che ricordo ma giuro che sarebbe da scriverci un libro, una sorta di…”Promessi sposi del terzo millennio”.

Questa ragazza si laurea (se non ricordo male in biologia) e parte per lavoro con una organizzazione umanitaria che opera in Madagascar. Durante la sua permanenza sull’isola si innamora di un ragazzo del luogo con cui lavora e nasce una bella storia d’amore. Al termine della sua esperienza lavorativa questa nostra “Lucia” torna in Italia e vorrebbe far conoscere  il suo “Renzo” ai propri genitori, per cui inizia a fare le pratiche e i documenti per fargli ottenere un visto turistico di 3 mesi per venire a trovarla in Italia (alla scadenza dei 3 mesi il fidanzato sarebbe tornato a lavorare in Madagascar).

Se sei occidentale, bianco e mediamente benestante puoi andare all’estero per turismo in tutta tranquillità: basta riempiere un po’ di fogli, pagare il visto (talvolta anche all’aeroporto) e … buon viaggio! Se invece sei africano e provieni da un paese povero non puoi fare il turista… per la burocrazia sei per forza uno che vuole approfittare del visto turistico per poi darsi alla clandestinità e allora le ambasciate faranno di tutto per metterti i bastoni fra le ruote…

I due fidanzati vogliono fare tutto legalmente alla luce del sole e perciò preparano tutti i documenti come Dio comanda: “Lucia” dall’Italia si informa con le ambasciate, telefona, etc… “Renzo” invece lascia il suo villaggio e si trasferisce nella capitale per presentare tutta la documentazione… Passano i giorni e il visto viene negato per ben due volte, con le ambasciate che non sono tenute a dare alla coppia nemmeno le motivazioni del diniego. Sembra un caso internazionale: Francia, Italia, Madagascar, Sud Africa è il balletto degli uffici e degli stati contattati dai fidanzatini… Il tempo passa e quella che noi chiamiamo “Lucia” riparte e va a lavorare in Sudan per un’altra organizzazione umanitaria: spera così di riunirsi col suo ” Renzo” per poi fare questo sospirato viaggio dai suoceri in Italia. Coinvolgono di nuovo le ambasciate di metà Africa (Sudan, Sudafrica, Kenya, Egitto) fino a quando il buon “Renzo” parte in aereo per il Sudan, via Egitto. Fra le richieste delle ambasciate, lui deve presentarsi agli aeroporti con 900€ in contanti per testimoniare che ha i soldi per pagare il viaggio di ritorno. Al suo scalo al Cairo viene fermato dalla polizia e per una serie di documenti che non sembrano in regola gli vengono presi i 900€, viene scortato da due guardie  (o meglio “bravi” di Manzoniana memoria) e come un delinquente  viene rispedito in Madagascar…

Come in un brutto gioco dell’oca la storia riparte dal “via” fra bolli, fogli e ambasciate. Alla fine i due ragazzi riescono a vedersi in Sudan e poi finalmente a venire in Toscana a conoscere la famiglia di lei… Ma, mentre ad un cittadino italiano che va all’estero, per un visto turistico,  sarebbe bastato  il passaporto, un po’ di soldini  e qualche timbro,  questo novello “Renzo Tramaglino”, per venire in Italia ha dovuto:

  • Presentarsi all’aeroporto con i soldi in contanti per pagare il biglietto di ritorno (900€).
  • Portare le prove che in Madagascar aveva un conto corrente con almeno 10.000€ e un lavoro.
  • Presentare un invito degli alberghi dove avrebbe alloggiato nei vari paesi dove faceva scalo.
  • Un contratto d’affitto o di comodato registrato all’agenzia delle entrate fatto con la famiglia della sua ragazza che l’ospitava per il periodo del soggiorno.
  • In più i consueti fogli, timbri e pagamenti che ogni cittadino occidentale  “normale” deve fare per avere  un visto turistico.

p.s. Se avete letto fino a qui è giusto darvi anche il lieto fine… La coppia adesso abita in Toscana ed è in attesa del loro primo bimbo!

Festa di Primavera Shalom: un breve resoconto (parte seconda)

Raw Greed On Visage Of Italian 'Deal Or No Deal' Equivalent Contestant (Photo By Biotron)

Foto "Raw Greed On Visage Of Italian Deal Or No Deal Equivalent Contestant (Photo By Biotron)" by Mot - flickr

Continuo le riflessioni sul pomeriggio di Sabato 9 Aprile dedicato  al dibattito sull’immigrazione all’interno della festa di Primavera della sezione Fiorentina del Movimento Shalom (qui il post sull’iniziativa , qui la prima parte delle riflessioni).

Ci rovina tutti la televisione.

Alessandro Martini (Direttore Caritas Diocesana di Firenze) ci ha raccontato la sua esperienza diretta con i 15 migranti tunisini appena arrivati da Lampedusa ed ospitati in una struttura della Caritas a Sesto Fiorentino. Vi tralascio le disavventure della traversata, i soldi dati agli scafisti e tutta una serie di notizie sulla vita di tutti i giorni nel centro di accoglienza, per raccontarvi un piccolo aneddoto molto significativo. Nel periodo che Alessandro passa quotidianamente con questi tunisini c’è un orario in cui tutti questi ragazzi si riuniscono insieme per guardare appassionatamente la tv. Alessandro per primo si sarebbe aspettato che guardassero il Tg o il calcio e invece la trasmissione che attira tutti i tunisini davanti alla tv sono i pacchi di  “Affari tuoi”! Parlando con loro Alessandro ha scoperto che, anche in Tunisia,  guardano “Affari tuoi” su Raiuno  e effettivamente credono che in Italia basti aprire un pacco per diventare tutti ricchi! In pratica la nostra tv, tra pacchi, milionari, eredità, servizi sul calcio e il gossip fa credere agli extracomunitari che viviamo tutti in un mega Luna Park con soldi facili per tutti, tanto che molti affrontano tutte le insidie possibili pur di venire a prendersi una fetta, o anche solo le briciole, di questa splendente torta alla panna!

La conferma a questa situazione ci è venuta da una ragazza eritrea che era in sala e che ha portato la sua esperienza. L’Italia vista in tv dall’estero sembra un paradiso e queste persone ci credono talmente tanto che quando arrivano qui e scoprono che la situazione è molto diversa rimangono profondamente deluse. La ragazza eritrea ha candidamente confessato di essere andata in crisi quando, una volta arrivata a Firenze, ha scoperto che anche qui ci sono i mendicanti a chiedere l’elemosina per la strada!

La stessa ragazza ci ha però mostrato che anche noi occidentali siamo ingannati dalla televisione e pensiamo sempre ad un’Africa fatta solo e completamente di capanne, di poveri, analfabeti e straccioni. In realtà ci ha detto che anche da loro, accanto alle capanne,  ci solo i villoni, le ville, i condomini e le casette, così come ci sono persone istruite e laureate (lei se non ricordo male è laureata in giurisprudenza), lavoratori, studenti, persone ricche e poveracci. Anche le tecnologie come radio, tv e internet sono presenti in molte parti dell’Africa. Logicamente, in tutti questi casi,  le proporzioni sono molto diverse  rispetto all’Italia e la forbice fra ricchi e poveri è molto più ampia, ma l’inganno perpetrato dai mass media è lo stesso.

Solo la conoscenza, il rispetto e il dialogo ci consentono di liberarci da questi stereotipi e di affrontare i problemi e le situazioni realmente, per quello che sono…

Festa di Primavera Shalom: un breve resoconto (parte prima)

I colori della cittadinanza #3

Foto "I colori della cittadinanza #3" by Noemi Bisio - flickr

Sabato scorso ho assistito al dibattito sull’immigrazione che si è tenuto nel corso della festa di Primavera della sezione Fiorentina del Movimento Shalom (qui il post sull’iniziativa). Abbiamo ascoltato le testimonianze dirette degli stessi immigrati e delle associazioni che lavorano con loro.  Logicamente non posso riassumervi oltre due ore di discussione ma posso raccontarvi 3 semplici storie che parlano di queste persone e del loro rapporto con l’Italia, perchè non dobbiamo dimenticare che dietro i numeri che appaiono sui mezzi di comunicazione ci sono delle persone, tutte con una loro storia… Comincio dalla prima: le altre due nei prossimi giorni…

L’articolo 1 della Costituzione.

La prima testimonianza è venuta da Adam, un senegalese che lavora nelle concerie di Santa Croce sull’Arno e che è intervenuto come rappresentante della Comunità senegalese di Fucecchio. Il suo intervento è stato incentrato sul rispetto e sull’uguaglianza fra le diverse culture e sui benefici che nascono dalla conoscenza reciproca e dallo scambio di esperienze culturali. L’incontro con l’altro permette di crescere insieme, cogliere le parti più belle di tutte le culture ed andare verso la multiculturalità, senza però rinunciare alle proprie radici. Adam ha sostenuto che lui, nonostante  viva in Italia da tanti anni, si sente sempre senegalese e ci ha illustrato questo sentimento con un proverbio della sua terra che recita: “Il tronco d’albero può rimanere in acqua per molto tempo, ma non diventerà mai un Coccodrillo.” Nonostante questo apprezza e stima la nostra cultura, le nostre tradizioni e le cose belle che contraddistinguono l’Italia e gli italiani.

Adam a questo punto ha rivelato la cosa più bella che lui ama della nostra nazione. E’ stato spiazzante perchè io mi sarei immaginato il classico elenco che fanno tutti gli stranieri che arrivano in Italia ovvero arte, cucina, paesaggio, musica etc… Invece lui ha detto che ama e apprezza soprattutto la prima parte dell’articolo 1 della nostra Costituzione, ovvero il fatto che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Per noi può sembrare banale, ma una nazione che si basa sulla democrazia e sul lavoro tutela due dei diritti fondamentali che sono negati in tante altre parti del mondo. Adam ci ha fatto proprio notare che gli immigrati che stanno arrivando da noi o che stanno manifestando nel Nord Africa e nel Medio Oriente alla fine dei conti reclamano, in patria o all’estero, queste due necessità primarie: democrazia e lavoro!

Firenze: Festa di Primavera Shalom.

Pane e Coraggio

foto "Pane e Coraggio" by kiki99 - flickr

Come ogni anno, la sezione fiorentina del Movimento Shalom, organizza la consueta  FESTA DI PRIMAVERA “SHALOM” che si terrà Sabato 9 Aprile 2011 dalle ore 15.30 c/o il salone Chalet dell‘SMS di Rifredi in via V. Emanuele II 303 a Firenze.

Il tema dell’incontro di quest’anno sarà purtroppo di estrema attualità (anche se era stato deciso e programmato ben prima degli ultimi fatti di Lampedusa). Discuteremo di:  “MIGRANTI: ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE”.

Saranno presenti con le loro testimonanze:

Moderatore : Don Andrea Cristiani (fondatore del Movimento Shalom)

Al termine del pomeriggio si terrà un momento conviviale per tutti curato dalla sezione fiorentina del Movimento Shalom.

Visita alla Mostra Risate Antirazziste: breve e triste resoconto.

Foto "rar_eyecatcher" tratta dal sito www.comics-against-racism.eu

Foto "rar_eyecatcher" tratta dal sito http://www.comics-against-racism.eu

Come vi ho scritto nel post di Venerdì scorso,  ieri pomeriggio sono stato alla 2° Mostra Mercato del Fumetto di Scandicci dove erano esposti i pannelli  con le vignette realizzate all’interno del progetto europeo Risate Anti Razziste, curato per l’Italia dal Cospe.

La Mostra Mercato del Fumetto, pur non essendo grandissima, garantiva una bella qualità con degli stand molto interessanti ed era frequentata da un sacco di gente. Io, che non colleziono fumetti, ho cercato un po’ di roba per le mie collezioni e sono tornato a casa con un pin della Bonelli rappresentante Martin Mystère ma soprattutto con un bel libro del 1960 dedicato alle Olimpiadi di Roma e scritto dai due grandi giornalisti sportivi del passato: Nando Martellini e Paolo Valenti.

Purtroppo la Mostra sulle Risate Anti Razziste è stata una mezza delusione. L’esposizione di per sé è molto bella e interessante, con tante vignette che fanno riflettere e ridere (in modo amaro) sul razzismo: si va dai grandi vignettisti (Vauro, Altan, Disegni etc…) ai ragazzi delle scuole d’arte italiane. Malgrado ciò la collocazione dei pannelli era molto infelice: mentre la folla si assiepava fra gli stand sul parquet del palasport, i pannelli (sinceramente un po’ piccolini) erano sistemati sulle tribune e i visitatori dovevano arrampicarsi sulle gradinate del pubblico per andare a vederli. Nell’ora e mezza in cui sono stato al Palasport, l’unico che si è preso la briga di salire le scale per leggere i pannelli sono stato solo io.

Ma la cosa che mi ha deluso maggiormente è stata la (non) presenza del Cospe, ovvero della Onlus curatrice della Mostra. Non uno stand, non un tavolino, ma solo un po’ di volantini abbandonati alla rinfusa sulle scale che conducevano alle gradinate: in pratica quasi buttati in terra. E’ triste dirlo ma in una fiera con tanti visitatori, un’associazione seria come il Cospe era rappresentata da alcuni volantini abbandonati e da un tristissimo foglio e una penna dove gli interessati avrebbero dovuto lasciare i propri dati per poi essere ricontattati. Insomma, nel periodo in cui ho visitato la mostra, non ho visto nessun umano del Cospe (che tra l’altro ha la sede nazionale proprio a Firenze). Sarò stato particolarmente sfortunato io o magari i volontari erano  impegnati in cose più serie da altre parti, ma a questo punto io avrei evitato di farmi rappresentare da un po’ di carta abbandonata su alcuni scalini di cemento… Che peccato!

Due mostre interessanti da visitare nel weekend.

rar_eyecatcher

Foto "rar_eyecatcher" tratta dal sito http://www.comics-against-racism.eu

Vi segnalo due mostre interessanti da visitare nel prossimo weekend.

Risate Anti Razziste – nell’ambito della Mostra del Fumetto di Scandicci.

Sabato 26 e Domenica 27 marzo si terrà c/o il palasport del Comune di Scandicci (Fi) la 2° Mostra Mercato del Fumetto organizzata dal Comune di Scandicci in collaborazione col Gruppo Amici del Fumetto e con l’Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione. Nell’ambito della Mostra verranno esposti i pannelli con le vignette realizzate all’interno del progetto europeo Risate Anti Razziste, curato per l’Italia dal Cospe e dedicato a stimolare i giovani, attraverso l’umorismo, nella lotta contro il razzismo. La mostra, ad ingresso libero sarà aperta Sabato 26 dalle 14.00 alle 19.00 e domenica 27 dalle 9.00 alle 18.00.

Black & Water – Burkina Faso: Il paese dove l’acqua si misura in chilometri

Lo scorso 21 Marzo è stata inaugurata ad Empoli, c/o il Chiostro del Cenacolo degli Agostiniani la Mostra Fotografica Black and Water del fotografo pisano Pierpaolo Pernici, che svela la parte più intensa del suo reportage in Burkina Faso, al seguito di un viaggio umanitario con la onlus Movimento Shalom. La mostra si inserisce nel quadro delle iniziative per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2011, che come ogni anno, è stata celebrata celebrata il 22 Marzo. L’esposizione rimarrà aperta dal 21 Marzo al 3 Aprile, tutti i giorni dalle ore 16 alle 19.

Questa la presentazione dal blog dell’autore

Black & Water

Locandina "Black & Water" dalla pagina su facebook della Mostra Fotografica

[…] Con le 35 immagini in bianco e nero cerco di raccontarVi il mio (troppo) breve viaggio nella terra degli uomini integri.  Ne sono veramente rimasto folgorato ed in particolare dal Popolo Burkinabe, così povero di beni (e di acqua!) ma così grande dentro.

Sì! esiste un modo di vivere che in noi ormai è seppellito… seppellito dal lavoro, dai soldi, dalla fretta e dallo spreco… dalle cose “futili”. Il Burkina mi ha risvegliato un po’ e a distanza di 2 mesi sento ancora tantissimo il sapore di quello che potrebbe essere un più alto livello dell’esistenza. Mi sento un estraneo a casa…

tratto dal Blog di PierPaolo Pernici

A questo link la mostra su Facebook

http://www.facebook.com/event.php?eid=116894495053993