Trovata proteina antibatterica nel miele!

Bienenwabe

foto Bienenwabe by k_millo- flickr

Ai primi raffreddori o al minimo pizzicorino in gola prendete del miele? In questi casi, prima di ricorrere alle medicine convenzionali, preferite i consigli della nonna e vi curate con cucchiaini di miele o mega tazzone di latte e miele? Fate bene perchè la scienza ha confermato quello che  le nostre nonne già sapevano e consigliavano…

I ricercatori della Academisch Medisch Centrum Universiteit di Amsterdam hanno scoperto nel miele una proteina, chiamata defensina-1, che ha spiccate funzioni antibatteriche e che di fatto è una sorta di antibiotico naturale. La proteina, che viene prodotta dal sistema immunitario delle api, migra anche nel miele ed uccide i batteri creando dei pori nella membrana cellulare del batterio che di conseguenza muore. La ricerca, pubblicata sulla rivista Faseb journal della Federazione delle Società americane di Biologia sperimentale, ha dimostrato, isolando i vari componenti del miele, che quasi tutte le proprietà antibatteriche del miele provengono da questa singola proteina…

I prossimi sviluppi della scienza andranno verso uno studio maggiore del sistema immunitario delle api e soprattutto verso l’uso della proteina defensina-1  per creare nuovi antibiotici e per trattare infezioni e ustioni della pelle.

A noi basterà  continuare a seguire i consigli della nonna mangiando ogni tanto del buon miele biologico! Io, ormai da anni, ma maggiormente da quando sono a dieta, ho abolito totalmente lo zucchero bianco e uso rarissimamente quello di canna integrale. I dolcificanti che uso di più (anche se sempre con una certa moderazione) sono proprio il miele e le foglie di stevia!

Novità alla mensa e in cucina… Pangasio al veleno…

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Sulla rete sta riscuotendo attenzione un pesce nuovo, mai sentito nominare… il Pangasio. E’ apparso nei menù di mense aziendali, mense scolastiche e tra i surgelati in vendita nei discount e nei supermercati, tanto che il blog Trashfood di Gianna Ferretti ha intitolato un post “Una invasione di nome Pangasio”

Cerchiamo di capire di che pesce si tratta e perciò vediamo cosa dice Wikipedia:

Questo pesce, nativo del Mekong, del Chao Phraya e dei loro affluenti, è diffuso in Asia: abita le acque dolci dei grossi fiumi [...] Questo pesce ha dieta onnivora, si nutre di vegetali così come di invertebrati, crostacei e altri pesci. E’ un importante fonte di cibo ed è allevato in molte parti del mondo, specialmente in Tailandia e Vietnam.

tratto dalla voce Pangasius hypophthalmus su Wikipedia

Abbiamo capito che il pesce è allevato nel fiume Mekong in Vietnam: leggiamo adesso cosa scrive, sempre Wikipedia a proposito del fiume Mekong:

Il Mê Kông è il fiume più lungo e importante dell’Indocina e uno dei maggiori dell’Asia, è l’undicesimo fiume più lungo del mondo [...] Il fiume Mekong presenta gravi problemi di inquinamento dovuto agli scarichi di oltre 210 siti industriali, in particolare si rileva la presenza di metalli pesanti e di arsenico. E’ inserito nella lista dei dieci fiumi più inquinati al mondo. In Vietnam il problema dovuto all’arsenico interessa anche le acque di pozzo destinati all’uso potabile. Contrariamente a quanto spesso si afferma, la pesca abbondante e l’attività di acquacultura svolta nel delta del Mekong non sono indici di salubrità delle sue acque.

tratto dalla voce Mekong su wikipedia

Basterebbero queste notizie per evitare di mangiare il Pangasio ma purtroppo, dato che il costo di questo pesce è notevolmente inferiore ai pesci di allevamento europei, il Pangasio ha invaso la ristorazione italiana tanto da entrare nei supermercati, nei ristoranti e perfino nelle mense scolastiche… Vi lascio alcuni stralci di articoli e commenti su questo pesce:

«Negli Usa ci invidiano i nostri sistemi di controllo e noi facciamo entrare un pesce così?». Il presidente dell’Associazione nazionale piscicoltori, Pierantonio Salvador è sulle barricate contro quei filetti bianchi candidi che nei supermercati hanno un prezzo fin troppo invitante: meno di dieci euro al chilo, per un parente stretto del pesce gatto[...]. Il Mekong dall’altopiano del Tibet attraversa la provincia cinese dello Yunnan, il Myanmar, la Thailandia, il Laos, la Cambogia e il Vietnam, gli scarichi industriali sono più di 200. Il Wwf internazionale ha già da tempo lanciato l’allarme sulle condizioni del fiume e sulla presenza di antibiotici nelle acque dove viene allevato il pangasio . «E questo pesce ce lo troviamo spacciato per sogliola – tuona Salvador – abbiamo le foto, ci sono truffe in corso in diverse rivendite e ristoranti. Spesso non ha l’etichetta regolamentare, perchè forse la gente non lo comprerebbe.

tratto dall’articolo “Dal Vietnam alla mensa” di Antonella Mariotti e pubblicato sul quotidiano “La Stampa”

[...]La Cina ha già costruito sul fiume [Mekong] 3 dighe, ed altre 8 sono in costruzione. Lungo il fiume ci sono 203 aree industriali nel tratto cinese, altre 7 più a valle, per un totale di 210 aree industriali che scaricano i loro reflui nel fiume. Il 70% di queste aree industriali, infatti, non ha un sistema di smaltimento centrale ed anche il 90% di tutte le fattorie scaricano le loro acque senza alcun trattamento. La cosenguenza è che il livello di Arsenico, metallo pesante estremamente tossico e responsabile della breve durata di vita del popolo vietnamita, è sempre altissimo: una media di 39 microgrammi al litro, ed un valore massimo di 845 microgrammi al litro. E tutto questo Arsenico, va a finire dove? Nel delta del fiume, nelle province Vietnamite di An Giant, Can Tho e Dong Thap, che usano proprio le acque del delta del Mekong… per far cosa? Per allevare il Pangasio. Che poi viene congelato, e spedito in Italia con aggiunta di E451, nei nostri centri commerciali. Nonostante sia uno dei pesci più avvelentati (non solo da Arsenico ma anche da metalli pesanti) del pianeta. Capito ora perchè costa meno degli altri tipi di pesce?

tratto dall’articolo “Il pesce Pangasio: …il veleno è servito.” dal sito Fai notizia

Il menù della mensa scolastica di Termoli prevede che ai bambini venga servito il pesce Pangasio (vedi ad esempio il menù di venerdi 31 ottobre 2008) [...] I forum su internet sono inondati da domande da parte di cittadini e genitori in cerca di chiarezza. [...] Numerose sono state infatti le segnalazioni arrivate alla redazione di Info@Consumatori da parte di genitori che, disponendo del collegamento ad internet, si dicono preoccupati, anche perchè, dubbi sul pesce pangasio servito nelle mense scolastiche, sono arrivati da importanti organi nazionali d’informazione quali, solo per fare alcuni esempi: Rai Uno, il quotidiano on line La Stampa.it, La Repubblica Salute del 13 novembre 2008 ecc [...] CHIEDIAMO pertanto all’amministrazione comunale di eliminare dal menù della mensa scolastica di Termoli il pesce pangasio sostituiendolo con altra specie, allo scopo di tranquillizzare i genitori dei bambini da ogni possibile dubbio relativo alla qualità dello stesso.

tratto dall’articolo “Info@Consumatori chiede di sostituire il pangasio dal menù della mensa scolastica” pubblicato sul sito Primapaginamolise.it

Sul blog Tashfood di Gianna Ferretti si era già parlato di pangasio anche in passato. Un frequentatore del sito, un certo Fabio, aveva postato il seguente commento, purtroppo senza citare le sue fonti. Prendetelo così com’è ovvero come il pensiero personale di questo Fabio, che nessuno conosce ma che probabilmente potrebbe essere uno che lavora nell’ambiente dell’alimentare…

Il pangasio è un pesce della famiglia del pesce gatto. E’ estremamente resistente in condizioni ambientali impossibili per la maggior parte degli altri pesci.
Viene allevato soprattutto lungo il mekong, dove i metalli pesati ed i residui del napalm americano…
Il pangasio è un pesce onnivoro, viene alimentato con gli scarti degli impianti di filettatura del pangasio stesso.
Ovvimente in Vietnam si possono utilizzare una quanità e varietà di antibiotici ed additivi che in europa neppure immaginiamo.
Spesso il filetto di pangasio viente “iniettato” di acqua mediante l’utilizzo di una macchina che è molto simile ad un letto per fachiri: al posto dei chiodi c’e’ una miriade di aghi tipo siringa. gli aghi scendono sul filetto ed iniettano:
1)acqua
2)sostanze atte ad aumentare il tempo di conservazione
3)sostanze atte ad aumentare la capacità di ritenzione idrica della carne
4)sostanze correttrici di sapore

a questo punto ne avremmo abbastanza ma non basta!
sulla superfice del filetto sembra venga utilizzata un’altra sostanza atta a rendere “bella” e “compatta” la superfice… Vi basta?

Aggiungo che ci vuole un bel coraggio a presentare il pangasio in un menù, foss’anche di una trattoria per camionisti!
Ma ho sentito dire che vi siano “ristoranti” che camuffano il pangasio ottenendo tre “falsi” pesci, ovviamente molto piu’ costosi…
Ovviamente moltissime mense lo acquistano, all’ingrosso costa meno di due euro al kg!!!!!Scritto da Fabio, il 6 Agosto, 2008 at 20:59

tratto dai commenti al post “Gamberetti fuorilegge” pubblicato su Trashfood

Mi dispiace solo per il fotografo tedesco autore della foto abbinata a questo articolo… lui il Pangasius se l’è mangiato davvero (e forse anche volentieri)!

*** foto ganz zum schluss noch coke zero dazu by jmtosses flickr