Eataly: il lavoro secondo gli amici di Matteo Renzi.

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Foto “Penne Napoli at Eataly” by Muy Yum – flickr

Oscar Farinetti è il fondatore e padrone di Eataly. Ma è anche un grande amico e finanziatore delle campagne elettorali di Matteo Renzi il quale, nelle sue prediche su rottamazione e svolta dell’Italia, porta Farinetti come esempio di imprenditore di successo nonostante la crisi.

In vista delle tanto annunciate riforme del lavoro renziane, può valere la pena dare un’occhiata a come vengono trattati i lavoratori di Etaly e purtroppo, a vedere da quello che succede a Firenze, non c’è da stare allegri. Sabato 30 e domenica 31 agosto 2014 i lavoratori e le lavoratrici di Eataly Firenze sciopereranno per chiedere il ripristino di sane relazioni sindacali con l’azienda di Oscar Farinetti e soprattutto, scrivono in una nota, “il diritto ad un lavoro che sia dignitoso”. Alcuni siti come Altracittà.org invitano i consumatori, in occasione dello sciopero dei dipendenti di Eataly di domani e domenica, a boicottare e non comprare da Eataly (e nemmeno dopo se non rispettano i diritti dei lavoratori).

Questo il comunicato stampa dei lavoratori di Eataly con le motivazioni dello sciopero.

Abbiamo deciso di scrivere queste righe, da dipendenti di Eataly, conseguentemente alla notizia del nostro “licenziamento”, o, più formalmente, al non rinnovo del contratto. Andando con ordine, vorremmo cominciare sottolineando tre punti molto forti tratti dal Manifesto dell’Armonia di Eataly:

2. il primo modo per stare in armonia con le persone è saper ascoltare cercando spunti per cambiare o migliorare le proprie idee.

7. il denaro può allontanare dall’armonia. Bisogna avere sempre ben presente che il denaro è un mezzo e non un fine. Deve essere meritato.

9. l’armonia con le cose si ottiene ben sapendo che le cose sono di gran lunga meno importanti delle persone. Molto importante è invece la natura. Il primo modo per esserne in armonia è rispettarla.

Frasi semplici alla comprensione: le persone sono importanti, vanno sapute ascoltare, il denaro non è che un mezzo. Lasciando per ultimo il tema “monetario” ci chiediamo se le parole, queste parole, abbiano un senso. Eataly Firenze non ha mai conosciuto un’assemblea aziendale, mai e sotto nessuna forma. L’ultima volta che siamo stati tutte e tutti nella stessa stanza è stato il primo giorno di lavoro. Ricordiamo come siamo stati informati, tra una nozione di sicurezza antincendio e una di normative Haccp, del fatto che, appena possibile, avremmo avuto anche la possibilità di darci una rappresentanza sindacale. Ma se non sono previste assemblee aziendali, figuriamoci assemblee sindacali!

Eppure, di motivi per riunirci, l’azienda ne avrebbe in quantità: informarci dei cambiamenti in atto, renderci partecipi delle scelte riguardarti il personale, comunicarci anche sinteticamente il progetto dell’azienda… Non è normale infatti che un azienda, un’azienda fiorente ed in piena espansione, conti all’inaugurazione oltre 120 dipendenti e che, a meno di un anno dall’apertura, ne conti la metà. Su questo drastico taglio nessuna spiegazione è stata data a noi lavoratori. Né sui motivi per cui si debba venire a sapere dei turni settimanali con sole 24 ore di preavviso, né su tanti altri cambiamenti che si sono susseguiti da quel 14 Dicembre 2013 ad oggi.

Eppure siamo persone, e dovremmo, secondo la filosofia dell’azienda, essere importanti. Di gran lunga più importanti delle cose. E meno importanti delle cose, ci verrebbe da dedurre, sono i soldi… in fondo, sono solo un mezzo. Però la realtà non sta affatto così: noi siamo solo soldi, numeri, voci di spesa. Nessuno ci ha mai considerato davvero persone, ma ingranaggi da inserire nel “modello Eataly”, un modello basato sulla grande distribuzione di prodotti alimentari, una macchina in crescita che non può incepparsi sugli individui.

Ed è qui che arriva il discorso monetario. Eataly prevede nuove aperture a Piacenza, Verona e Trieste. E poi Londra, Mosca, San Paolo… insomma, parrebbe che quel che si dice sulla nostra azienda sia vero. Perché si parla di Eataly come di un’azienda modello, che cresce mediamente nel fatturato di oltre il 33%, un’azienda “che vince tutte le sfide”, per citare i giornali. Ma vogliamo proprio prendere le parole rilasciate dal nostro datore di lavoro, Oscar Farinetti: “Eataly fattura in Italia 100 milioni di Euro. Prevediamo di arrivare a 200 milioni nel 2014.”  L’ottimismo è il profumo della vita!

Ma allora perché il negozio di Firenze è aperto meno di un anno fa con più di 120 dipendenti, ora ne conta solo una sessantina? Perché si sta contraendo sempre di più il personale, costringendo talvolta a turni estenuanti i colleghi che si trovano a dover coprire il lavoro (che non manca!) dei dipendenti espulsi, mentre in altri reparti non si concede un’ora di straordinario neanche a chi la richiede?

Solo nell’ultimo mese accanto al nome di oltre 13 dipendenti è stato scritto “OUT”. 13 persone sono state lasciate, senza troppi fronzoli, senza lavoro. Abbiamo il diritto di sapere in che direzione va la nostra azienda, ce lo abbiamo in quanto dipendenti, ma ancora di più ce lo abbiamo se vediamo negato il nostro diritto di lavorare. Purtroppo alle continue richieste l’azienda ha sempre risposto freddamente e duramente, rifiutandosi non solo di convocare un’assemblea aperta a tutte e tutti i dipendenti così da avere risposte sul nostro futuro e, magari, potere anche dire la nostra, ma per di più la notizia del mancato rinnovo ci è stata fatta pervenire tramite i responsabili di reparto.

Quale serietà dimostra la dirigenza di Eataly rifiutandosi di incontrare i dipendenti che decide di licenziare? Per tutto ciò abbiamo deciso di convocare uno sciopero per le giornate di Sabato e Domenica 30 e 31 Agosto, per richiedere il ripristino delle condizioni di una sana relazione tra azienda e lavoratori, tramite una rappresentanza sindacale che possa evidenziare le numerose problematiche riguardanti le condizioni di lavoro e l’organizzazione dei turni, e soprattutto per difendere il diritto ad un lavoro che sia dignitoso.

Comunicato stampa dei dipendenti licenziati da Eataly – Firenze

Questa è la situazione dei lavoratori di Eataly Firenze, ma la cosa più triste è leggere su Wikipedia chi sono i proprietari di Eataly…. al 60% Oscar Farinetti (amico e finanziatore di Matteo Renzi ma soprattutto figlio del partigiano socialista Paolo Farinetti, comandante della 21ma Brigata Matteotti “Fratelli Ambrogio”, tra i fondatori della Repubblica Partigiana di Alba) e al 40%  Coop Liguria, Novacoop e Coop Adriatica (si, proprio “la Coop sei tu“). Non so perchè ma mi è venuta in mente una canzoncina di una volta. Come faceva quell’inno? Ah si!… “Compagni avanti, il gran Partito noi siamo dei lavoratori…”

p.s. per i più giovani l’inno è quello dell’Internazione e lo trovate qui

Quanto dura? Lo posso mangiare? Still Tasty: un sito sulla conservazione del cibo.

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Foto “In Your Fridge” by pyoorkate – flickr

Quante volte abbiamo sprecato del cibo e lo abbiamo buttato via perchè scaduto o conservato male? Oppure, di fronte ad una data di scadenza appena passata  ma ad un cibo che ci sembra ancora buono, quante volte ci siamo chiesti: «E se lo mangiassi lo stesso?» E le confezioni aperte quanto durano? E la frutta, quanto dura di più mettendola in frigo piuttosto che lasciandola all’aria aperta?

A questa e a tante altre domande sulla durata e sulle modalità di conservazione dei cibi risponde in modo facile e preciso un’interessante sito statunitense che si chiama http://www.stilltasty.com/  Il sito contiene un grandissimo database di prodotti alimentari e bevande con tutti i consigli sulla loro durata e conservazione, distinguendo tra prodotti chiusi ed aperti e tra durata in dispensa a temperatura ambiente, in frigo o nel congelatore. Ad esempio una tabellina grafica vi dirà che una banana intera può stare all’aria aperta fino a 5 giorni o a completa maturazione, in frigo fino ad altri 7 giorni e nel congelatore fino a 3 mesi. Se la banana invece è tagliata non potete tenerla all’aria aperta, i giorni in frigo si riducono a 5, mentre nel congelatore durerà sempre 3 mesi.

Oltre a queste tabelline ci sono anche tutta una serie di consigli e articoli sulla conservazione del cibo. Lo sapevate che le cipolle durano in dispensa fino a 3 mesi ma se le conservate insieme alle patate entrambe marciranno molto prima? E che il miele non ha scadenza e, anche se cristallizza e cambia colore,  rimane sicuro e si può  conservare quasi all’infinito? E che, seguendo le opportune istruzioni,  è possibile congelare anche alimenti come le uova, il vino, il pane? E che le patate non vanno mai messe in frigo perchè altrimenti in cottura diventaneranno scure e troppo dolci?

Il sito http://www.stilltasty.com/ è curato dalla sede centrale dei Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Centers for Disease Control and Prevention), importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America.

Un libriccino economico ma interessante: “Gli alimenti segreti & virtù”

Copertina del Libro "gli Alimenti: segreti e virtù" dal sito de "Il salvagente"

Copertina del Libro “gli Alimenti: segreti e virtù” dal sito de “Il salvagente”

Come ho scritto più volte su questo blog, da anni sono abbonato alla rivista dei consumatori “Il Salvagente“. Allegato al numero in edicola questa settimana, con un piccolo sovrapprezzo, è possibile comprare un interessante libriccino di 100 pagine dedicato alle caratteristiche dei vari alimenti che portiamo in tavola e che si intitola  “Gli alimenti segreti & virtù“. La coppia rivista-libro costa 3,90€ mentre la rivista da sola costa 2,20€.

Il libriccino pubblica circa 85 schede dedicate ognuna ad un alimento: in pratica riunisce circa due anni di recensioni pubblicate all’interno della rivista, nella pagina dell’alimento della settimana. Per ogni cibo viene indicata la storia, la tabella nutrizionale, le virtù ed eventualmente alcune controindicazioni che lo riguardano e viene poi fornita una serie di consigli su come scegliere le varietà migliori. Non è un libro di ricette ma un libro che aiuta a scegliere i prodotti con maggiore consapevolezza.

Il libretto è interessante proprio per l’ottimo rapporto prezzo/qualità, comunque, per chi non fosse convinto, vi posto una delle tante schede pubblicate nel libriccino… almeno vi fate un’idea. Per ulteriori informazioni vi rimando a questa pagina del sito de “Il salvagente”.

L’alimento della settimana: IL CARCIOFO, UN GUSTOSO AIUTO PER L’ORGANISMO.  di Roberto Quintavalle

Un bocciolo amaro ma dolcissimo per le nostre diete. Il carciofo (Cynara scolymus) che cogliamo e mangiamo prima che divenga un bel fiore di colore indaco è esattamente questo: un alimento insostituibile e un gran piacere per il palato. Certo, di carciofi ce ne sono tanti e ognuno ha una peculiarità. Gli spinosi – tra i quali quelli di Albenga e di Palermo e il Masedu sardo – sono particolarmente apprezzati per la tenerezza e il sapore gustoso delle foglie e, dal punto di vista strettamente produttivo, sono più resistenti agli agenti atmosferici. La loro forma è affusolata e si distinguono dalle altre varietà per le lunghe e robuste spine poste alla sommità delle brattee (che impropriamente chiamiamo foglie o squame) di colore violaceo. Sono i più indicati per essere consumati crudi.
Il carciofo non spinoso – una famiglia in cui spiccano il Violetto di Toscana e di Catania, il romanesco Campagnano, il campano Castellammare e Macau – ha invece una taglia più piccola, brattee prive di spine, colore più accentuato, e risulta essere tenero e saporito al gusto.
A prescindere dalla varietà, dal punto di vista nutrizionale il carciofo ha caratteristiche uniche: è ricco innanzitutto di fibre, potassio, fosforo, calcio e magnesio. Ha un bassissimo contenuto di calorie, ed è dunque molto indicato per i regimi dietetici. Al momento dell’acquisto deve avere il gambo sodo e dritto, la punta ben chiusa e le foglie carnose e croccanti. Se il gambo è molle e le foglie sono striate di marrone, sono raggrinzite o hanno perso la brillantezza del colore, non è fresco. Si conserva in frigo per 4-5 giorni o si può sistemare con il gambo immerso in acqua. Una volta cotto il carciofo si deteriora rapidamente, per cui va mangiato prima possibile. L’ideale, per conservare le sue proprietà, sarebbe gustarlo crudo in insalata.

La cinarina

Il carciofo è uno di quegli alimenti le cui proprietà benefiche sono conosciute e apprezzate da millenni. Protagonista di molti di questi benefici è la cinarina, un principio attivo in grado di stimolare la secrezione biliare, che può aumentare anche del 90%. Purtroppo, però, questa sostanza viene inattivata dalla cottura e dunque ha un effetto solo se il fiore viene consumato crudo.
Il carciofo ha anche un effetto benefico sull’apparato digerente e sul fegato. Altro effetto importante (anche grazie alla presenza di sali minerali) è l’azione diuretica e depurativa. Agisce inoltre come controllore del colesterolo, regolatore dell’insulina e cardioprotettore.
Per il contenuto di fibra indigeribile e di tannino, questo alimento può risultare irritante per i bambini molto piccoli. Per questo si consiglia di introdurlo gradualmente nella dieta dei più piccoli. Stessa cautela viene suggerita a chi allatta: la cinarina potrebbe rendere il latte amaro e per questo meno gradito al neonato.

TABELLA NUTRIZIONALE (PER 100 GRAMMI DI PARTE EDIBILE) Fonte Inran

Calorie 22 kcal
Proteine 2,7 g
Lipidi 0,2 g
Carboidrati 2,5 g
Fibra totale 5,5 g
Sodio 133 mg
Potassio 376 mg
Calcio 86 mg
Ferro 1 mg
Fosforo 67 mg
Magnesio 45 mg
Vitamina A (ret. eq.) 18 mcg

Articolo pubblicato a pag. 28 del n.10 della rivista “Il salvagente” del 6 marzo 2014 e ripubblicato a pag.18 del libro “Gli alimenti segreti & virtù”.

p.s. Di solito non pubblico due post nello stesso giorno… oggi l’ho fatto giusto perchè chi è interessato possa cercare la rivista col libro il prima possibile. Domani il blog riposerà… quindi Buon fine settimana a tutti!

Dal Friuli Venezia Giulia: Salviamo il pane!

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Foto: “Pane” by Jano Fistialli – Flickr.com

Salviamo il pane! Dal Friuli Venezia Giulia, prima regione ad aver legiferato sul pane artigianale, è partita la campagna per salvare il pane tradizionale: quello fresco, a lievitazione naturale, prodotto con farine locali senza nessun additivo e fatto artigianalmente dai fornai che lavorano di notte.

20 ristoranti, aderenti alla Via dei sapori del Friuli Venezia Giulia, si sono uniti in questa battaglia contro il pane surgelato e poi riscaldato (spesso proveniente dall’estero) e contro il pane fatto con farine addizionate di sostanze auto lievitanti, che riducono i tempi di panificazione ma allungano e rendono più difficile la digestione, perchè il lavoro che normalmente avrebbero dovuto fare i lieviti è demandato ai nostri poveri stomaci. Una bella battaglia che, mentre promuove un prodotto artigianale, tutela anche la nostra salute.

Ogni ristorante propone i propri tipi di pane che sono preparati direttamente in cucina o fatti artigianalmente da fornai di fiducia, ai quali aggiunge una o più ricette a base di pane. Ogni commensale trova poi al proprio tavolo un depliant-segnaposto che spiega tutto il progetto. Qui sotto tutti i ristoranti aderenti: per maggiori info vi rimando alla pagina sul sito “Via dei sapori”.

  • Al Bagatto di Trieste
  • Al Ferarùt di Rivignano
  • Al Gallo di Pordenone
  • Al Grop di Tavagnacco
  • Al Lido di Muggia
  • Al Paradiso di Paradiso
  • Al Ponte di Gradisca d’Isonzo
  • All’Androna di Grado
  • Campiello di S. Giovanni al Natisone
  • Carnia di Venzone
  • Costantini di Tarcento
  • Da Nando di Mortegliano
  • Da Toni di Gradiscutta
  • Devetak di San Michele del Carso
  • Là di Moret di Udine
  • La Primula di S. Quirino
  • La Subida di Cormòns
  • La Taverna di Colloredo di M. Albano
  • Sale e Pepe di Stregna
  • Vitello d’Oro di Udine

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

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Foto “14/52 – Value” by whatmattdoes – Flickr

Nell’unico post che ho fatto la settimana scorsa  (Granelli di sabbia… per una nuova economia.) scrivevo che, per uscire dalla crisi, dovremo cambiare  i nostri consumi spostando i nostri soldi dall’economia liberista e di mercato verso un’economia solidale e rispettosa dei diritti di tutti, magari anche di qualità. Senza saperlo avevo scritto una cosa che già facciamo e che è oggetto di studio di Università e di Agenzie di Marketing. Vorrei perciò condividere con voi l’articolo seguente pubblicato sulla rivista “Il Salvagente” di questa settimana e che è stato scritto dalla Presidente di una delle più note agenzie di Marketing di Milano.

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade  e pubblicato sul nr. 14/2014 de “Il salvagente

La contrazione delle capacità di spesa ha indotto cambiamenti significativi in molti comportamenti dei consumatori, come conferma anche l’ultima ricerca dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma dalla quale risulta che per risparmiare i consumatori indugiano 6 minuti in più rispetto al passato davanti agli scaffali pur di scegliere in modo più conveniente. Il mito della “quantità” (che reggeva il concetto di consumismo) è stato sostituito da quello della “qualità” (consumo meno, ma meglio, cerco benessere e valore).

Ne consegue che le modalità di acquisto nei punti vendita cambiano: meno frenesia sulle promozioni e meno impulso, più attenzione e analisi sui prodotti prima di metterli nel carrello. Comprando meno ma spendendo in modo più ragionato.

Se questo è il quadro dello shopping, ne consegue che anche i motivi di attrattività cambiano: diminuiscono in modo significativo le persone che amano lunghe visite nei negozi, alla ricerca di impulsi di acquisto non pianificato, di un “passatempo” giocato sulla merce e sul piacere di comprare. Aumentano invece le persone che ricercano il piacere di “consumare”.

La disponibilità di tempo nei negozi si comprime: si vuole perdere meno tempo a cercare il prodotto e più tempo per valutarlo e giudicarlo. I format più performanti in questo momento sono quelli che riescono a offrire un assortimento facile da leggere, con poche sovrapposizioni, ma stimolante, ricco di novità, qualitativo. Non dimentichiamoci che le tipologie di acquisti in maggiore aumento sono quelle del biologico, della tipicità locale o a chilometro zero, dell’etico e del solidale. Il mercato del food retail biologico cresce di oltre il 12% annuo a fronte di un mercato in generale contrazione.

Meno tempo per lo shopping, più tempo per la qualità della vita e per godersi i minori ma migliorati consumi.

Ben diverso è il tema dei discount. Qui la velocità del processo di acquisto è più garantita della semplicità dell’assortimento che dall’assenza di stimoli per acquisti di impulso. Manca in questo caso anche la maggiore accuratezza di valutazione qualità dei prodotti. Ma rimane una sicura convenienza unita a una grande facilità di acquisto.

Probabilmente questo ultimo caso non segna il futuro dei consumi, sembrerebbe ancora legato ai meccanismi del mondo del consumo che fu, se non fosse fortemente giustificato dall’esistenza di coloro che proprio non riescono ad arrivare alla fine del mese. E allora che risparmio sia. La qualità della vita e del consumo è rimandata a tempi migliori.

tratto dall’articolo “La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.” di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade pubblicato a pag. 8 de “Il Salvagente” n.14/2014

Piantate fiori, per non far scomparire le api…

Mi scuso con tutti i lettori ma in questo periodo non ho molto tempo da dedicare al blog e perciò gli articoli si stanno facendo sempre più radi e corti… Oggi comunque voglio presentarvi un video che mi ha segnalato un’amica (grazie Susanna), che spiega come mai le api stanno scomparendo e cosa possiamo fare noi per aiutarle. E’ solo un quarto d’ora di video ma è molto interessante e vale la pena di vederlo (…ci sono i sottotitoli in italiano)!

Non è mai simpatico svelare il finale di un film, però se proprio qualcuno non ha 15 minuti per vedere il video, vi lascio con l’esortazione finale… Piantate dei fiori nei vostri giardini e nei vostri balconi e non usate pesticidi! Le api vi ringrazieranno….

Cioccolato equo e solidale: energia alternativa per tutti!

Locandina

Locandina “Energia Alternativa” da sito di Altromercato

Altromercato, il più importante consorzio italiano del Commercio equo e solidale,  quest’anno compie 25 anni e per festeggiare ha creato l’iniziativa “Energia alternativa – Equo per tutti”, quindici giorni dedicati al cioccolato che si terranno in tutte le Botteghe del Commercio Equo e solidale con eventi, incontri e offerte speciali.

Fino al 26 Ottobre è possibile partecipare a questa festa e acquistando almeno 4 tavolette di cioccolato prodotte da Altromercato delle linee Mascao, Compañera, Blocco cioccolato, Nocciolato o Quetzal si ricevono in omaggio due tavolette di cioccolato della linea Bribon e una borsina di tela fatta a mano da artigiani del Bangladesh (sempre del commercio equo e solidale). Avete ancora una settimana di tempo per fare scorta di buonissima  cioccolata…

Per approfondire:

Questa è una parte della mia spesa fatta qualche giorno fa al Bottegotto-Equobi, la bottega del commercio equo del quartiere Isolotto di Firenze: a destra le 4 tavolette al cioccolato acquistate, a sinistra la borsina e le due cioccolatine Bribon ricevute in omaggio…

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Foto “Commercio equo e solidale altromercato” by unpodimondo – flickr