Tante idee per regalare un Natale solidale.

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Foto “Feliz navidad!” by Ronald Zúñiga – flickr

Tempo di Natale, tempo di regali… e di ultime corse a cercare il “pensierino” per amici e parenti. E allora perchè anche in queste Feste non pensare ad un regalo solidale, equo che possa far la gioia de nostri cari e allo stesso tempo offrire una speranza per una vita ed un mondo migliore a tante persone? Purtroppo anch’io sono di corsa e perciò vi faccio un post cumulativo con alcune delle iniziative più interessanti che si svolgono qui in Toscana (e non solo…)

  • Negozi di Natale di Emergency: Milano, Roma, Bologna, Brescia, Ferrara, Firenze, Genova, L’Aquila, Livorno, Reggio Emilia, Torino e Trento sono le città che ospitano i negozi di Emergency. In queste speciali botteghe potrete trovare oggetti provenienti dalle zone del mondo dove lavora Emergency e tanti prodotti offerti dalle aziende e dalle imprese che sostengono le attività di Emergency. A Firenze il negozio di Emergency è aperto da sabato 8 a lunedì 24 dicembre in Via De’ Ginori 14 con il seguente orario: dal lunedì al giovedì 14.00 – 20.00 / venerdì 14.00 – 22.00 /sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 20.00 (info: natale.firenze@emergency.it). Venerdi 21 dicembre alle ore 21 il negozio di Natale di Firenze ospiterà un incontro con Paola Stillo (infermiera pediatrica al Mayer, che ha lavorato con Emergency nei Centri di maternità e di primo soccorso in Afghanistan e nel Centro pediatrico  in Repubblica Centrafricana) e con Chiara Peduto (infermiera in terapia intensiva di emergenza a Careggi, ha prestato servizio nel Centro “Salam” di cardiochirurgia di Emergency vicino a Khartoum in Sudan)
  • Mercatino della Solidarietà in Piazza S. Maria Novella: dall’8 al 22 Dicembre Piazza Santa Maria Novella a Firenze ospita il Mercatino della Solidarietà con orario dalle 10 alle 20. I banchi del mercatino ospiteranno a rotazione tante associazioni di volontariato fiorentino che potranno presentare le proprie attività e vendere i prodotti del proprio lavoro. Al mercatino si alterneranno le seguenti realtà fiorentine: Associazione Amicizia Italia Palestina, A.C.S.I. Onlus (Asso.cult. di solid. intern), Associazione Gabriele Borgogni Onlus, Associazione A.S.S.C.A, Associazione Frates Firenze, Associazione LILT – Firenze Onlus, Associazione Vivere Insieme Onlus, Associazione music Island’s, Associazione Scientifica PALLIUM-onlus, Associazione A.PE.S onlus, Associazione Italiana Parkinsoniani ONLUS, Casa Elios – Caritas Firenze, Movimento Shalom Onlus, Onlus AIL Associazione Italiana contro le leucemie, Palestra Informatica – Servizio Civile, Oxfam – Wipala, Associazione Ayni ONLUS, Associazione diritti anziani A.D.A. Toscana Firenze, Associazione Congolese in Toscana ACOT, Associazione Nazionale oltre le Frontiere ANOLF, Associazione casa Alessia ONLUS, Assaggiatori Grappa e acquaviti ANAG, Associazione piccolo coro Melograno, Associazione culturale i chiari segni Onlus, Associazione toscana Etica, Comunità del Messaggio di Silo, Arci Firenze Jacopo Forconi, LAV lega antivivisezione Firenze, ANOLF, Differenze Culturali, Ass. Donne in movimento, Ass. SOS Telefono azzurro, Villaggio dei Popoli, Alice Toscana sezione di Firenze onlus, Associazione Progetto S. Agostino, Comitato solidarietà Giappone, Ronda della carità e della solidarietà, Ass. Davide e Golia / coop Il Girasole, OAMI, Famiglie per l’Accoglienza Regione Toscana, JAPO (Senegal), Associazione POP point of presence, La Nuova Tinaia onlus, Damanhur (Musica delle Piante), Associazione G. Barberi, Centro Internazionale G. La Pira, LIDA Firenze (diritti animali), Progetto PONTEROSSO Solidarietà Firenze, COSPE, Associazione Trisomia 21, Bambini in Movimento (NPM), Gruppo Elba, Cinque Pani, Misericordia Rifredi, CNGEI Scout, TETHYS, ADRA, ACISJF, Casa Alessia, EduEDA, Auser, AIAU,Pantagruel, Ass. Angolana in Toscana Venacio, ANFFAS, HYPATIA, Telefono Voce Amica, Amici di Daniele, Amici dei Musei Fiorentini, Cavaliere Azzurro, Fratellanza Militare, Anelli Mancanti, AVSI.
  • A Natale regala dignità: La cooperativa Il villaggio dei popoli che si occupa di commercio equo e solidale, oltre all’apertura straordinaria delle proprie botteghe (a Empoli e a Firenze in via dei Pilastri 45/r e in via Modigliani 51), per queste festività ha organizzato due vendite natalizie sotto il motto “A Natale regala dignità“. Un tendone equo e solidale sarà aperto a Scandicci in Piazza Matteotti dall’8 al 24 Dicembre mentre un’altra vendità sarà ospitata, sempre dall’8 al 24 Dicembre a Sesto Fiorentino c/o la Sala Sa Sebastiano in Piazza della Chiesa (dietro a Piazza del Mercato).

Un SMS al 45508 per sostenere l’ospedale di Emergency a Kabul.

Un SMS per Emergency

E’ in corso  la campagna SMS solidale di Emergency “SOS EMERGENCY. Sostieni il nostro ospedale di Kabul”. Fino al 19 febbraio 2012, inviando un SMS al numero 45508 o chiamando allo stesso numero da rete fissa, si può sostenere il Centro chirurgico per vittime di guerra a Kabul, in Afghanistan, e i 9 Posti di primo soccorso/Centri sanitari di riferimento nell’area di Kabul.

Gli utenti Tim, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Nòverca possono inviare un SMS al numero 45508 del valore di 2 euro; è possibile donare 2 euro anche chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali.

Volontari in piazza per Emergency

Sabato 11 e domenica 12 febbraio i volontari di Emergency, condizioni  meteorologiche permettendo, saranno presenti in numerose piazze italiane per far conoscere il numero 45508 e presentare i programmi umanitari e le iniziative dell’associazione.

A questo link trovate l’elenco delle città con le piazze che, neve permettendo, dovrebbero ospitare i volontari di Emergency…

La situazione in Afganistan

[...] La guerra, in Afghanistan, ha causato un milione e mezzo di morti e quattro milioni di profughi. Le mine, le cluster bombs e gli ordigni inesplosi che infestano il territorio sono una minaccia costante. Negli ultimi 10 anni, le condizioni di vita della popolazione sono drasticamente peggiorate: il tasso di povertà assoluta è salito dal 23 al 36 per cento; l’aspettativa di vita è scesa da 46 a 44 anni (in Italia è di 81); la mortalità infantile è salita dal 147 al 149 per mille (in Italia è il 3 per mille). Denutrizione, scarso accesso ad acqua sicura, infezioni gastrointestinali e alle vie respiratorie non trovano risposte in un sistema sanitario nazionale inadeguato ai bisogni della popolazione.

Il Centro chirurgico di Kabul è stato aperto nell’aprile 2001 per portare cure gratuite e di elevata qualità alle vittime di un conflitto che durava da decenni. Nell’ospedale, aperto sotto il regime dei talebani, oltre il 40 per cento dello staff locale era femminile. All’inizio dell’ultima guerra contro l’Afghanistan, nell’autunno 2001, Emergency era l’unica Ong internazionale presente nel paese e il suo ospedale di Kabul era il centro di riferimento per i feriti di guerra. Negli anni, il centro si è specializzato anche in traumatologia; da luglio 2010, per far fronte all’aumento dei feriti, i criteri di ammissione sono stati limitati alla sola chirurgia di guerra. La linea del fronte, infatti, si è spostata sempre più vicina alla capitale e sono sempre più frequenti gli attentati in città.

Dall’aprile 2001 a dicembre 2011, il Centro chirurgico di Kabul ha curato oltre 100 mila persone, per oltre il 90% civili. Uno su tre era un bambino. L’ospedale di Kabul è il centro di riferimento per i pazienti visitati presso i Centri sanitari e i Posti di primo soccorso di Emergency di Azra, Ghazni, Logar, Maydan Shahr, Mirbachakot, Said Khil, Sayad, le cliniche di Emergency all’interno degli orfanotrofi maschile e femminile, del riformatorio Juvenile Rehabilitation Center di Kabul e nelle principali prigioni della città. Dal 1999, Emergency ha curato in Afghanistan oltre 3 milioni di persone nei Centri chirurgici di Kabul, di Lashkar-gah e Anabah, nel Centro di maternità di Anabah e nella rete di 30 Centri sanitari e Posti di primo soccorso che ha costruito in tutto il Paese.

tratto dal Comunicato stampa di Emergency per la campagna dell’SMS Solidale

Due articoli su Runforlife.

E’ da quasi un paio di mesi che devo pubblicare sul blog questi due articoli dedicati a Runforlife. All’inizio non li ho pubblicati perchè prima di metterli su internet volevo inviarli a Max, il fondatore di Runforlife, in modo da non sciupargli la sorpresa, poi fra una cosa e l’altra mi sono dimenticato… Oggi colmo la lacuna e li posto entrambi… Se cliccate sulle foto vi si aprono in una versione più grande, così potete leggere agevolmente, senza rovinarvi la vista….

Articolo pubblicato sul numero di Novembre  2011  di

“PODISMO E ATLETICA LA RIVISTA DEI RUNNERS”

Si ringrazia il nostro amico Cristiano per aver messo a disposizione il suo fisico prestante per la  foto di corredo all’articolo!

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Pagina pubblicata all’interno della BROCHURE UFFICIALE DELLA MEZZAMARATONA DI SIGNA, gara tenutasi il 2/10/2011 a Signa (Fi)

Qui invece va ringraziato Adriano per la foto della sua canottiera!

Una cena per il progetto “+Donna” del Cospe.

Stand: COSPE

foto "Stand: COSPE" by sharoNicotera - flickr

Il Cospe ( Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi Emergenti) è una Onlus che dal 1983 si occupa di progetti nel sud del mondo e in Europa per il dialogo interculturale, lo sviluppo equo e sostenibile, i diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli.

Fra le varie iniziative portate avanti dal Cospe la campagna “+Donna, per i diritti delle donne del mondo” si occupa di iniziative concrete a favore delle pari opportunità per le donne di Afghanistan, Albania, Egitto, Palestina, Senegal e Somalia. Lo scopo è quello di dare potere alle donne, per porre fine alle disuguaglianze, e per promuovere e valorizzare il loro ruolo sociale e i saperi di cui sono portatrici. (qui il sito dell’iniziativa +Donna, qui la brochure di +Donna) .

Sabato 6 Novembre 2010 alle ore 20.00 presso il circolo Arci di Ponte a Greve (via Pisana 809, Firenze) si terrà una Cena per il progetto +Donna i cui proventi saranno devoluti a favore del Centro per l’alfabetizzazione e la formazione per le donne di Kabul (Afghanistan) nel quale le donne  possono ricevere istruzione, organizzare incontri sui loro diritti e produrre artigianato per garantire  la sussistenza economica alle loro famiglie.

Il costo della cena è di 15€ a persona. Il menù prevede due primi,  le favolose pizze del ristorante dell’Arci, dolci e bevande. Per maggiori informazioni e prenotazioni: Anna 055 7322332 – Gabriella 3332107963 – raccoltafondi@cospe-fi.it

Aggiornamento del 5.11.2010

Mi hanno appena scritto dal Cospe dicendo che ci sono ancora dei posti liberi per la cena e mi hanno inviato la testimonianza di Debora che ha visitato il centro di formazione in Afghanistan. Questa intervista verrà pubblicata sul numero di Novembre del mensile del Cospe.

Nel maggio del 2010 mi sono recata, con una piccola delegazione di donne italiane, a Kabul in visita al “Centro di alfabetizzazione, formazione professionale ed educazione ai diritti per donne”, un progetto che nasce dalla lunga collaborazione fra COSPE e la società civile afghana.

Il Centro sorge in un quartiere povero di Kabul dove non vi sono scuole pubbliche  e, come spiega Latifa, la giovane direttrice del Centro, gli ostacoli sono molti e di varia natura: i mullah che tuonano dalle moschee contro l’istruzione delle donne, molti degli uomini non istruiti che vivono come un disonore l’istruzione di una donna della famiglia, le pressioni governative, i possibili attacchi da parte dei fondamentalisti e la mancanza di fondi. Ma nonostante le difficoltà ciò che è stato realizzato nei due anni di apertura del Centro è davvero ragguardevole. La struttura è bella, a due piani, con un giardino fiorito. La delegazione ha incontrato sul posto le donne che frequentano  i corsi e le loro insegnanti.

Le docenti dei corsi di alfabetizzazione sono tre, tutte hanno insegnato nelle scuole clandestine sotto il dominio dei talebani. Oltre a insegnare alle allieve a leggere e a scrivere affrontano con loro temi come la salute e l’igiene di base, i diritti umani, i diritti di genere, la violenza domestica e stimolano le studentesse alla condivisione dei problemi.

Le insegnanti sanno di essere, in molti casi, l’unico motivo di speranza per  le loro allieve e che soltanto la consapevolezza dei propri diritti e l’istruzione possono portare un cambiamento positivo nella vita delle donne e nel futuro del paese.

Le parole delle studentesse lo confermano: bambine, ragazze e donne adulte strette in piccole aule spiegano di aver trovato in questi corsi l’occasione della loro vita, l’unica occasione per imparare qualcosa e non rimanere nel buio dell’ignoranza. Alcune delle più piccole raccontano di frequentare il Centro di nascosto dal padre o dal fratello; con la complicità della madre si assentano da casa affrontando i pericoli del tragitto fino a scuola. Come osserva Latifa, è importante lavorare anche sugli uomini. Spesso gli uomini si lasciano convincere dei benefici, si fanno coinvolgere e arrivano ad incoraggiare le figlie a frequentare la scuola.

Fino ad oggi oltre 300 donne si sono formate nel Centro. Sono ora alfabetizzate e hanno acquisito competenze nella produzione dell’artigianato frequentando i corsi di cucito e di ricamo. Ciò che adesso è previsto come passo successivo è la ricerca dei fondi per il rafforzamento del Centro, il miglioramento della qualità dei manufatti e la loro commercializzazione, sia per il mercato afgano  sia per quello estero. Il nostro obiettivo è riuscire a garantire alle donne formate una possibilità di sostentamento di sé e dei propri figli e di offrire loro le condizioni per accrescere la propria consapevolezza e autostima.

testimonianza di Debora del Cospe.

 

 

Un libro: “Nel mare ci sono i coccodrilli”.

"Nel mare ci sono i coccodrilli" - copertina

In Italia un bambino di 10 anni di solito fa la quinta elementare, ha una mamma che lo porta e lo riprende da scuola e lo accompagna amorevolmente a tutte le attività che si fanno a quell’età (dal calcio alla scuola di musica, dal catechismo alla piscina). Anche Enaiatollah è un bambino di 10 anni ma è nato in Afghanistan ed è di etnia hazara (chi ha letto Il cacciatore di aquiloni conosce le persecuzioni a cui sono soggetti gli hazara in Afghanistan). Anche lui ha una mamma, con la differenza che lei lo accompagna e lo abbandona da solo in Pakistan, facendo un gesto d’amore estremo per salvare la vita del proprio figlio, che se fosse rimasto in Afghanistan, nella migliore delle ipotesi, sarebbe forse diventato lo schiavo di alcuni pashtun.

La storia vera di Enaiatollah Akbari  inizia proprio la mattina in cui il bambino si sveglia da solo in Pakistan e prosegue con un’odissea di 6 anni che alla fine porterà il protagonista ad avere una nuova famiglia a Torino, perchè in Pakistan, a dieci anni e in un colpo solo, si può diventare adulti improvvisamente: dalla sera alla mattina.

Enaiatollah deve prima di tutto risolvere i suoi problemi  quotidiani (sopravvivere fra mille lavoretti, sperare  di trovare un giaciglio dove dormire la sera e qualcosa da mangiare) ma anche cercare un luogo dove ritrovare una vita normale e costruirsi un futuro. Da questa esigenza nascerà il viaggio che, con molte peripezie, lo porterà dal Pakistan all’Iran, alla Turchia, alla Grecia per approdare finalmente in Italia.

Trafficanti di uomini, poliziotti corrotti, marce a piedi nudi tra la neve sulle montagne, viaggi nel doppiofondo di camion o su gommoni bucati,  rimpatrii, pericolosissimi lavori a nero, sparatorie, morti, feriti e tutte le vicende drammatiche che vivono moltissimi immigrati che cercano di arrivare in Occidente, sono qui vissute e raccontate con la semplicità, l’innocenza e l’ottimismo che solo un bimbo può avere. Un forte istinto di sopravvivenza, una certa incoscienza,  l’aiuto di un po’ di coetanei nelle stesse situazioni e l’incontro con alcuni “angeli” (come la signora greca, il ragazzo di Venezia, la famiglia di Torino), accompagnano Enaiatollah verso un lieto fine, che inizialmente era tutt’altro che immaginabile.

Un libro gradevole da leggere e far leggere ai nostri ragazzi, per far scoprire il lato dell’immigrazione che la tv non racconta mai. Ringrazio Margherita del Blog Risonero.com per avermi consigliato questo libro.

Fabio Geda e Enaiatollah Akbari raccontano il libro.

Save the children: la solidarietà sulle maglie della Fiorentina

Maglia della fiorentina -

Maglia della Fiorentina - foto da Violachannel - Flickr

In principio fu il Barcellona che, rinunciando allo sponsor sulla maglia (e alle entrate economiche relative), offrì lo spazio sulla casacca blaugrana al logo dell’Unicef. Da domani sarà la Fiorentina che, prima squadra in Italia e seconda al mondo, dedicherà lo spazio sulle proprie maglie ai progetti di Solidarità di Save the Children.

Su La Gazzetta dello Sport di oggi scrive Luca Calamai:

[...] Andrea Della Valle ha spiegato, orgoglioso, questa nuova sfida. «Rinunciare allo sponsor non è un sacrificio economico ma una scelta precisa  che avevamo in mente da tempo. Vogliamo portare un messaggio diverso e speriamo  di essere imitati in futuro da altri presidenti. L’accordo, per il momento, ha la durata di un anno ma avrà successivi sviluppi.»

Tratto dall’articolo “E sulla maglia ecco «Save the Children» di Luca Calamai pubblicato a pag. 18 de  “La Gazzetta dello Sport” del 28 Agosto 2010.

Invece questo è un breve estratto dal Comunicato Stampa di “Save the Children“:

La Fiorentina sceglie la solidarietà e si lega a Save the Children per dire basta alla mortalità infantile.

La Fiorentina e Save the Children scendono in campo insieme, la squadra viola sosterrà infatti Every One, la più grande campagna mai lanciata da Save the Children nei suoi 90 anni di storia con l’obiettivo di contribuire a ridurre drasticamente la mortalità infantile entro il 2015, salvando ogni anno 500.000 bambini e raggiungendo con programmi di sensibilizzazione, salute e nutrizione circa 50 milioni di donne in età fertile e minori.

“E’ la prima volta che un’importante squadra di serie A come la Fiorentina sposa la missione di una grande organizzazione internazionale come Save the Children, in nome di una causa ancora più grande e responsabilizzante, che è quella di strappare ad una morte banale ed evitabile, e quindi ancora più assurda, milioni di bambini che ancora oggi, in quasi 70 paesi del mondo, perdono la vita per una polmonite, il morbillo o la diarrea,” ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children per l’Italia.

Per tutto il 2010 – a partire dalla prima partita in programma domenica 29 agosto al Franchi contro il Napoli – la divisa ufficiale con cui i giocatori della Fiorentina scenderanno in campo porterà sul petto il logo di Save the Children in evidenza.
“E’ già da tempo che collaboriamo con Save the Children; oggi abbiamo deciso che il nostro sostegno a questa organizzazione internazionale, per un progetto importante come Every One, doveva crescere di livello ed abbiamo deciso di offrire, fin dall’inizio del Campionato, la più visibile piattaforma di comunicazione che abbiamo a disposizione: la nostra maglia. Potranno essere tante altre le iniziative da studiare insieme, per sostenere questa campagna e per aiutare Save the Children a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di Every One” ha commentato il Vice Presidente della Fiorentina, Mario Cognigni.

[...]La Campagna Every One è stata lanciata nell’ottobre 2009 in tutto il mondo perché ognuno può e deve fare qualcosa per impedire la morte di milioni di bambini sotto i 5 anni. 36 i paesi in cui si sta dispiegando (Egitto, Malawi, Etiopia, Mozambico, Nepal, Cina, India, Nigeria, Pakistan, Sierra Leone, Afghanistan, Angola, Bangladesh, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo, Indonesia, Kenya, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Tanzania, Uganda, Zambia, Bolivia, Brasile, Cambogia, Guatemala, Guinea, Haiti, Liberia, Birmania, Sud Africa, Sud Sudan, Tajikistan, Vietnam, Yemen, Zimbawe). [...]

dal Comunicato Stampa apparso sul sito Internet di “Save the children”.

Sarei stato contento se questo gesto l’avesse fatto qualsiasi squadra, ma visto che l’ha concretizzato la squadra della mia città, ciò mi riempie ancora più di gioia (pur non essendo un tifoso sfegatato)…

Le crisi dimenticate.

Il video qui presente è stato fatto da Medici Senza Frontiere a sostegno della campagna a favore delle 10 più importanti crisi dimenticate del 2009. L’iniziativa prevede anche un sito web www.crisidimenticate.it, un libro di 160 pagine acquistabile qui e  un rapporto di 27 pagine che è liberamente scaricabile a questo indirizzo, la cui lettura è abbastanza sconvolgente… perchè, oltre a descrivere la drammatica situazione delle 10 crisi, mette in confronto lo spazio dedicato dai TG a queste emergenze, rispetto al gossip, agli scandali e a vari atti criminali, mostrando quali sono le priorità dei nostri mezzi di (dis)informazione di massa.

Queste sono le 10 crisi:

  1. Afghanistan: la politica degli aiuti impedisce a molti civili l’accesso all’assistenza umanitaria.
  2. AIDS: i finanziamenti sono bloccati nonostante milioni di persone ne abbiano bisogno.
  3. Repubblica Democratica del Congo: il clima di violenza non dà tregua ai civili nelle regioni orientali.
  4. Malnutrizione infantile: i fondi assolutamente inadeguati minano i risultati ottenuti nel trattamento di questa malattia.
  5. Malattie dimenticate: la scarsità di fondi investiti nella ricerca e sviluppo e nella diffusione nel trattamento dei pazienti.
  6. Pakistan: Civili intrappolati nella violenza.
  7. Somalia: civili in trappola tra violenza e mancanza di accesso alle cure.
  8. Sri Lanka: migliaia di feriti nell’ultimo atto di una guerra che infiamma il Paese da più di 10 anni
  9. Sudan: condizioni drammatiche per le popolazioni del Sudan meridionale e del Darfur.
  10. Yemen: civili intrappolati in una guerra brutale  nella parte settentrionale del Paese.

Perchè queste crisi sono dimenticate

Queste crisi appaiono molto di rado fra le notizie dei nostri telegiornali e perciò sono “dimenticate”. Il rapporto analizza i dati, raccolti dall’osservatorio di Pavia, sui telegiornali delle tre reti rai e delle 3 reti mediaset con risultati a dir poco sconvolgenti… Ad esempio, nei tg dei 6 canali…

Nel 2007 sulle crisi in Somalia, Darfur, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e sul Ciad sono state date 41 notizie… su Paris Hilton 63 notizie.
Nel 2008 sulla Malnutrizione sono state date 110 notizie… su Carla Bruni 208. Sulla situazione in Sudan sono state date 53 notizie… sul caldo estivo 81 notizie. Sul colera in Zimbabwe sono state date 12 notizie… sulla coppia Briatore-Gregoraci 33 notizie.
Nel 2009 il delitto di Garlasco (585 notizie) supera le notizie dal Pakistan (225), il delitto di Perugia (536 notizie) straccia la guerra in Sri Lanka (53 notizie), mentre i saldi (122 notizie) e il caldo (246 notizie) sopravanzano la malnutrizione e la fame nel mondo (116 notizie).

dati tratti dal Rapporto crisi dimenticate 2009

Cosa fare

I Medici senza frontiere chiedono a tutti di adottare queste crisi, cercando di dare visibilità a questi fatti. Basta collegarsi a questa pagina per dare il proprio contributo: i privati possono adottare queste crisi tramite facebook, mentre Scuole, le Università, i giornali, i blog e i  media in generale possono impegnarsi a diffondere le notizie sulle crisi.