Le Domus Romane di Palazzo Valentini.

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Foto “Library.I Love It! Meeting in Rome” by Tuomo Lindfors – flickr

Come vi ho accennato, durante le scorse ferie siamo stati a Roma e fra tutte le cose che abbiamo visto vorrei segnalarvi le Domus Romane di Palazzo Valentini. Luca, il proprietario del Bed & Breakfast dove alloggiavamo, ce l’aveva detto: «Prima di vedere qualsiasi rovina della Roma antica, andate a vedere le Domus Romane. Dopo ammirerete tutto con occhi diversi e maggiore consapevolezza.» Sul momento pensavamo che esagerasse ma ci siamo fidati e alla fine dobbiamo ammettere che aveva ragione!

Palazzo Valentini è il palazzo della Provincia di Roma che si trova in via IV Novembre 119/a, giusto accanto a Piazza Venezia. Alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un paio di domus patrizie comprendenti le abitazioni e un impianto termale con tanto di palestra, oltre ad altre zone più recenti che vanno dal medioevo fino ad un bunker della seconda guerra mondiale nel quale arriveremo alla fine del percorso, con affaccio davanti alla colonna traiana.

A rendere particolari le Domus Romane di Palazzo Valentini è la visita guidata multimediale con tanto di effetti speciali e ricostruzioni 3d. In pratica si viene portati nel sottosuolo del Palazzo dove cammineremo in stanze semibuie su un pavimento di vetro, proprio sopra alle rovine. La voce di Piero Angela descriverà le varie stanze e giochi di luce ed effetti speciali illumineranno le rovine sotto i nostri piedi e un po’ alla volta le ricostruiranno come erano ai tempi degli antichi romani. E’ una specie di viaggio nel tempo affascinante e fatto molto bene: in tanti musei che ho visitato in Europa non ho mai visto niente di simile. Assomiglia un po’ ai “Son et lumière” in uso in Francia ma è molto più coinvolgente e più informativo. Anche mia moglie, che quando vede in tv Alberto e Piero Angela cambia subito canale, ha dovuto ammettere che la visita è stata molto bella.

Le visite durano quasi 1 ora e mezzo e vanno prenotate perchè alcuni spazi sono ristretti e quindi i gruppi non possono essere numerosi (noi l’abbiamo prenotata la sera prima per il giorno dopo).

All’interno non si possono fare ne’ foto e nemmeno video, per cui vi ho messo una delle poche foto che ho trovato su Flickr. A dire il vero se andate su youtube potete trovare diversi filmati sulle Domus Romane, tra cui un bel servizio di Superquark di 16 minuti. Anche se i video non trasmettono le stesse emozioni di essere sul posto, se avete intenzione di andare a visitare Palazzo Valentini, non guardateli per non rovinarvi la sorpresa… Sarebbe come andare a vedere un giallo sapendo già chi è l’assassino!

Il sito ufficiale di Palazzo Valentini

(da questo sito è anche possibile prenotare le visite in italiano, francese e/o inglese)

Aggiornamento del 5 Settembre 2014

A quanto pare non sono l’unico ad essersi entusiasmato davanti alle Domus Romane. Secondo quanto riporta “Il Fatto quotidiano” le Domus Romane risultano come 1° attrazione della Capitale nella classifica delle Top 25 Destinations World di Tripadvisor. Non solo: sono  anche al 3° posto nella classifica di Tripadvisor fra le attrazioni turistiche a Roma. Questa classifica vede al 1° posto San Paolo Fuori Le Mura, al 2° posto San Giovanni in Laterano a cui seguono altre basiliche, tutte ad ingresso gratuito. Le domus romane, al terzo posto di questa classifica sono il primo sito a pagamento fra tutte le attrazioni romane a cui segue, come 2° luogo a pagamento il Colosseo (7° in classifica generale) il che significa che chi ha visitato le Domus romane ritiene di aver speso bene i suoi soldi…

Gino Strada: ‘Nel 2003 sinistra contro la guerra. Ora al governo ha cambiato idea’

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Foto “Io Sto con Emergency” by Francesca Minonne – Flickr

Stamani il sito de “Il Fatto quotidiano” ospita un’intervista a Gino Strada sulla situazione dell’Isis e su questa strisciante Terza Guerra Mondiale. Ricondivido l’articolo in toto perchè finalmente sulla stampa appare una voce (oltre a Papa Francesco) che dice come stanno le cose e che ci ricorda che la guerra rimane una cazzata e che non c’è differenza tra chi taglia le gole e chi bombarda con i droni: sempre assassini sono…

Isis, Strada: “Nel 2003 sinistra contro la guerra. Ora al governo ha cambiato idea” tratto da “Il fatto quotidiano”.

Una volta che ho deciso di andare ad ammazzare qualcuno, la modalità è secondaria perché sto facendo la più grande cazzata che un essere umano possa fare”. Gino Strada vive e lavora in Sudan, ma è in contatto quotidiano con i medici della sua Emergency che gestiscono ospedali e campi profughi ad Arbat e Choman (nel Kurdistan iracheno), dove sono confluiti migliaia di sfollati in fuga dalle regioni sotto attacco dell’Isis e dalla guerra civile in Siria.

Che cosa sta succedendo in Medio Oriente?
Ho vissuto tre anni e mezzo nel kurdistan iracheno. Era il 1996 ed era in corso una guerra civile tra le due fazioni curde: il Pdk di Masoud Barzani (l’attuale presidente del Kurdistan iracheno, ndr) e l’Upk di Jalal Talabani. Quando il Pdk stava per essere sconfitto, chiamò in aiuto i carri armati di Saddam Hussein. E quella era una guerra tra curdi. Quello che intendo è che in quello spicchio di mondo lì chi oggi è un nemico forse tra quattro mesi diventerà un alleato. Guardi quello che sta accadendo con al-Assad in Siria.

Noi cerchiamo sempre di dividere il mondo in buoni e cattivi.
Non è semplice. Faccio un altro esempio: nel 2003, prima dell’invasione Usa, andai a parlare con il ministro della Sanità iracheno e con Tareq Aziz (vice primo ministro sotto Saddam, ndr). L’incidenza di tumori e leucemie infantili era aumentata di dieci volte a causa delle armi chimiche e radioattive della guerra con l’Iran e del Golfo del ‘91, ma i medicinali non erano disponibili a causa dell’embargo. Proposi di fare arrivare un aereo 747 carico di anti-tumorali, ma mi disse di no.

Preferiva usare l’embargo come tema politico contro gli Usa?
Non ho più voglia di occuparmi delle ragioni degli uni e degli altri. Ciò che conta è che sono morti mezzo milione di bimbi.

E quindi cosa dovrebbe fare, oggi, l’Occidente?
Tenere a mente che ogni volta che si decide di combattere una guerra – che significa andare ad ammazzare qualcuno – si peggiorano situazioni spesso già disastrate. Non è bastata l’esperienza delle primavere arabe? Tre anni dopo, cos’è rimasto? In Egitto si condannano a morte i civili a cinquecento alla volta. In Libia c’è una guerra civile di cui non frega più niente a nessuno.

Ma le immagini che arrivano da Iraq e Siria sono raccapriccianti. Tagliano le gole, e non solo al giornalista americano.
Non mi illudo che l’Isis sia democratico e liberale, figurati! Ma in questo disastro c’è tutto il Medio Oriente, un’area completamente esplosa. Il punto è che quando uno decide di ammazzare qualcun altro, la modalità è secondaria. C’è chi taglia la gola, chi usa armi chimiche, chi bombarda coi droni: ognuno con le sue armi cerca di fare la pelle a qualcun altro.

L’Italia cosa dovrebbe fare?
Se io ragionevolmente credo che tu sia un pazzo scatenato, dal punto di vista della sicurezza del mio Paese sono più sicuro se metto in mano le armi al tuo nemico o se non gliele do? Se vogliamo che tra due anni qualcuno ci faccia un attentato, siamo sulla strada giusta. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, usa argomenti assurdi per giustificare la decisione di dare quella ferraglia ai curdi.

L’arsenale della Maddalena?
È folle! Come cavolo è possibile che la Marina militare abbia disobbedito alle decisioni della magistratura, che ordinò la distruzione di quelle armi di contrabbando? Oggi quella roba lì, che non dovrebbe nemmeno esistere, è il regalo per gli amici del momento. Non rispettano la Costituzione, le convenzioni internazionali né la buona pratica di non vendere armi ai Paesi in guerra.

Il pacifismo che fine ha fatto?
Quando, nel 2001, il governo Berlusconi decise di invadere l’Afghanistan erano quasi tutti d’accordo. Solo Emergency e pochi altri parlavano ad alta voce contro quella guerra. Due anni dopo, c’è stata Piazza del Popolo, la più grande manifestazione pacifista di sempre in Italia. Tanti politici di centrosinistra si erano ravveduti: quelli che avevano votato per la guerra in Afghanistan, avevano scelto di dire “no” a quella in Iraq. Me li ricordo mentre sfilavano con le sciarpe arcobaleno addosso.

E poi cos’è successo?
Poi sono tornati al governo e hanno cambiato di nuovo idea. Ma io i politici li capisco: non sanno nemmeno dove sia l’Afghanistan, anche se siamo lì dal 2001. Invece non capisco la stampa: perché nessuno fa un’analisi e si chiede quante vite abbiamo perso in questi tredici anni, quante persone abbiamo ucciso, se abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati? La verità è che sulla guerra esiste ormai il pensiero unico.

Forse perché le guerre oggi sono più difficili da raccontare: si usano tanti droni e meno soldati.
No, viene da più lontano. Tutto comincia con i giornalisti embedded. Nella più grande operazione militare della storia della Nato, ad Helmand, in Afghanistan, non c’era nemmeno un giornalista che non fosse embedded. Quando la gente vede certe immagini medievali, come Abu Ghraib, prende coscienza, perché capisce quanto la guerra faccia schifo.

Ci sono tanti giovani occidentali che ne rimangono affascinati: partono e diventano jihadisti.
È lo stesso meccanismo. Quando si accetta la possibilità di ammazzare, si diventa gli esseri umani peggiori. L’unico approccio umano alla guerra è l’abolizione, com’è successo con la schiavitù.

Isis, Strada: ‘Nel 2003 sinistra contro la guerra. Ora al governo ha cambiato idea’ – di Alessio Schiesari tratto da  Il Fatto Quotidiano del 27 Agosto 2014.

Chi semina vento raccoglie tempesta.

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Foto “Donbass Arena” by Ilya Dobrioglo – flickr

90 minuti più i tempi supplementari non furono sufficienti a stabilire chi sarebbe andato in finale… Ci vollero i rigori: Xabi Alonso si fece parare il primo, poi Iniesta, Piqué, Ramos e Fàbregas portarono la Spagna in finale contro l’Italia e rimandarono a casa i Portoghesi che sbagliarono 2 rigori con Moutinho e Bruno Alves. Sembra passato tanto tempo e invece era la prima semifinale degli europei di calcio che si giocava il 27 Giugno del 2012 alla Donbass Arena, lo stadio della città Ucraina di Donetsk. Come racconta Rainews, tre giorni fa parte della facciata  nord-ovest della Donbass Arena è stata distrutta dalle bombe della guerra civile che si sta combattendo nell’Est dell’Ucraina, fortunatamente senza provocare vittime. In un’estate tragica di guerra può sembrare un fatto piccolo e insignificante eppure a me ha fatto venire in mente Sarajevo che nel 1984 ospitò i giochi olimpici invernali e che 10 anni dopo fu sconvolta dalla guerra dei Balcani: lo stadio olimpico diventò un cimitero di guerra, la pista del bob una trincea.

Quest’estate ha dimostrato di nuovo che la storia non ci insegna mai niente: l’Ucraina, l’Iraq, la Siria, Gaza, Israele, la Libia stanno a testimoniare che con le bombe e con i raid aerei non si risolve mai nulla. Trenta o venti anni fa noi occidentali abbiamo armato una fazione, oggi magari armiamo la fazione opposta e intanto da decenni uccidiamo innocenti, facciamo il deserto e condanniamo generazioni di profughi alla disperazione di non avere un futuro degno di essere vissuto. Abbiamo fatto fuori Gheddafi e Saddam Hussein eppure in Iraq e Libia la popolazione sta peggio di prima. Ci ostiniamo a voler esportare la pace e la democrazia con le armi, quando in tanti ormai ci hanno insegnato che la pace e la democrazia si esportano sradicando la povertà, portando scuole, ospedali e progetti di sviluppo.

Ha ragione Papa Francesco, siamo nella Terza Guerra Mondiale: quella in cui quei 4 miliardi di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno verranno da noi ricchi a chiederci il conto. Se noi paesi occidentali non capiamo che seminando vento siamo perennemente destinati a raccogliere tempesta, continueremo a fomentare il terrorismo disperato di chi non ha niente da perdere e i droni forse non basteranno a salvarci.

In merito vi invito a leggere due interessanti articoli pubblicati sul Fatto Quotidiano:

Un libro: “Aspro e dolce” di Mauro Corona (2004).

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Foto “Mauro_Corona-alessio-sartore” by Alessio Sartore – Flickr

Premessa:

Se siete clienti Vodafone iscritti alle promozioni di Vodafone You e nel mese di Agosto fate una ricarica telefonica di almeno 10€, vi verrà regalato un buono sconto da 5€ per ritirare un libro di pari importo in una libreria Mondadori. Se fate la ricarica online il valore del  buono raddoppia. I libri in promozione sono tantissimi: una bella selezione di titoli di Gabriel García Márquez, molti altri di  Mauro Corona, passando per l’Inferno di Dan Brown, Giovanni Paolo II, la Litizzetto,  la saga di Percy Jackson per finire poi con gli Shadowhunters e tutte le sfumature di rosso, grigio e nero…

Io mi son preso “Inferno” di Dan Brown e il libro di Mauro Corona del post, che mi sono letto al mare.

Il libro: “Aspro e dolce” di Mauro Corona

Di Mauro Corona ho letto diversi libri e sinceramente questo è quello che mi è piaciuto meno di tutti. Di Corona mi piace molto quando scrive di alpinismo, di natura, delle sue sculture e di quello che era il Friuli di una volta, regione che ho imparato ad apprezzare in oltre quindici anni di ferie passate in Carnia, zona molto simile alla Valcellina e alla valle del Vajont descritte da Corona che purtroppo ho visitato solo una volta alla fine degli anni ’70.

Le note di copertina definiscono il libro come “L’epopea di Erto e dei suoi abitanti” vista però da una particolare angolatura… “quella del fondo del bicchiere”. Insomma, se i libri profumassero di quello che contengono, questo puzzerebbe di alcol dall’inizio alla fine. Sono 484 pagine di sbronze, risse e postumi di ubriacature che mettono sullo sfondo tutto il resto… Alcune pagine sono divertentissime, altre curiose, molte sono crude e piene di violenza, alcune decisamente malinconiche. Dall’infanzia e dalla miseria di Corona studente in collegio, poi muratore e operaio in una cava si procede fino alla maturità tra faticose giornate lavorative e fine settimana dedicati quasi esclusivamente all’alcol, con tour di tutte le osterie della zona.

Alcune storie sono divertentissime: dalla messa della Notte di Natale interrotta per depositare un ubriaco ateo davanti all’altare, alla notte di sesso con la cicciona incontrata alla sagra del paese, al concerto rock alla base di Aviano per finire con Corona che taglia con la motosega la porta di casa perché la moglie non lo faceva rientrare ubriaco. Altre storie invece sono tragiche e raccontano di incidenti nei quali Corona ha sfiorato da vicino la morte più di una volta e ti viene da pensare che, se davvero esistono gli Angeli custodi, quello di Corona ha avuto il suo bel daffare…

Alla fine ti resta il dubbio se quello che hai letto è tutto vero o se c’è qualche forzatura nel racconto. Tutto sommato è un libro piacevole anche se, per i miei gusti, è un po’ troppo lungo e un po’ troppo alcolico… O forse sono io che, a parte qualche birrino, sono fondamentalmente astemio!

Suocere e cani.

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Foto “Stamp” by Steve Bowbrick – flickr

Mia suocera ha 85 anni, vive da sola, gode di ottima salute e non sta mai ferma: mentre eravamo in ferie ha preparato oltre un centinaio di barattoli di pomarola e pelati per tutta la famiglia e, non contenta, ha dato una mano alla vicina di casa con i suoi pomodori e pentoloni. Adesso che siamo tornati dalle ferie l’abbiamo accompagnata al paesello natio sull’Appennino per una settimana a casa di un cugino e noi abbiamo portato a casa nostra Billa, la canina della nonna.

Sarebbe tutto bello se non fosse che suocera e cane, pur abitando a 1 km da casa nostra vivono in un altro fuso orario… La nonnina è abituata da una vita ad andare a letto alle 21.00 e ad alzarsi alle 5 di mattina e purtroppo il cane ha lo stesso orario. Così stamani alle 4.45 la bestiola è venuta in camera da letto e ha cominciato a scodinzolare e fare le feste. «Billa vai a cuccia! E’ presto!, Billa dormi, Billa non rompere!». Tutto inutile… il cane era sveglio come non mai… Mia moglie invece dormiva e rigirandosi nel letto ha sentenziato: «Secondo me deve fare i bisogni. Portala fuori!». E così alle 5.15 nel giardino sottocasa c’era un guinzaglio con da un capo una canina vispa e scodinzolante e dall’altro uno zombie morto di sonno. Immaginate la faccia esterrefatta dell’unica persona che ho incontrato alle 5.30: la barista che andava ad aprire la Casa del Popolo di fronte a casa mia.

Sono risalito mi sono buttato sul divano, poi ho fatto una doccia e sono andato al lavoro. Quando sono tornato a mangiare in pausa pranzo la delinquente a quattro zampe dormiva sotto la tavola… «Eh no, bellina… Sveglia! Te tu devi dormire di notte e star sveglia di giorno! E se qualcuno ti fa dormire di giorno domattina ti porta fuori lui/lei alle 5.15!». La scodinzolante mi ha guardato con gli occhi dolci, si è riaddormentata e io sono tornato al lavoro…

«Ora che sono le 19.00, pubblico questo post,  ti porto fuori e ti faccio fare una passeggiatina di almeno sei o sette km. Vediamo se ti stanchi un po’ e domattina mi svegli ad un’ora più decente…»

Aggiornamento del 23/08/2014

Come preannunciato nel post, ieri prima di cena abbiamo fatto una bella passeggiata in campagna di 6,5 km e in occasione dell’ultimo bisognino delle 22.00 un’altra passeggiatina di 20 minuti… Morale della favola, stamani la canina è venuta a svegliarmi alle 6.15…
E’ stato un bel successo! E’ sempre presto ma non sono le 4.45!!!! Brava Billa!

Son Tornato…

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Foto “Passetto” by Chiara Rox – Flickr

Buona giornata a tutti,

come potevate immaginare dalla mia prolungata assenza dal blog… sono stato in ferie… Dopo un anno di lavoro mi son fatto una settimana musical-balneare al Summer Jamboree di Senigallia e un’altra settimana nella Roma ferragostana, che è si è rivelata una vera sorpresa: caldo non afoso grazie ad un piacevole venticello, pochissimo traffico, musei aperti e un sacco di iniziative interessanti…
Fatemi ripigliare e riorganizzare un pochino e tornerò con un sacco di nuovi post: ho notizie da darvi, libri da recensire, foto da pubblicare e qualche consiglio derivato dalle mie vacanze…

Ai prossimi giorni!

p.s. La foto del post non è mia ma al passetto ci sono stato anch’io… solo che ancora non ho scaricato tutte le foto nel pc…

Altracitta.org: rinnovato il sito web del giornale della periferia.

Logo de l'Altracittà, giornale della periferia, tratto dal sito altracitta.org

Logo de l’Altracittà, giornale della periferia, tratto dal sito altracitta.org

Da una decina di giorni è stato completamente rinnovato il sito internet del giornale della periferia www.altracitta.org. Per chi non lo conoscesse, Altracittà è un giornale on line nato all’interno della Comunità di base di Don Alessandro Santoro nel quartiere fiorentino delle Piagge.

Se volete leggere di un’altra Firenze, lontana mille miglia dai lustrini del centro e dai selfie di Matteo Renzi, dateci un’occhiata. Scoprirete una città piena di problemi ma anche di movimenti e di persone che si indignano ma poi si impegnano insieme per risolverli in modo etico, solidale e possibilmente allegro.

E siccome il pianeta è pieno di periferie, www.altracitta.org parte dalle notizie su Firenze ma si occupa di tutto il mondo, raccontando di politica, economia, diritti e affari internazionali. I contenuti informativi sono sempre stati di estrema qualità  ma, da quando è stato rinnovato, il sito è diventato graficamente molto più chiaro e più leggibile. Complimenti!