Come passare il tempo da Terranova…

Foto

Foto “DSCN4023″ by andrea.a flickr

Ricordate la grave tragedia dei lavoratori tessili in Bangladesh, per cui abbiamo firmato la petizione per la sicurezza dei lavoratori delle grandi marche, quella che ho pubblicizzato anche su questo blog (qui il primo post, qui il secondo)?

Proprio nelle stesse settimane ho dovuto accompagnare mia figlia ed un’amica che andavano a fare un po’ di spesa nella catena d’abbigliamento Terranova, dove dovevano comprare delle magliettine low cost da usare per uno spettacolo. Immaginate che noia per un uomo dover attendere due donne che fanno shopping in un negozio di abbigliamento, con code immense ai camerini-prova…

Insomma, io lì dentro dovevo ingannare il tempo e a parte la musica pop e dance a palla, non c’era altro da fare se non spulciare tutti quei vestiti. Ho così iniziato a controllare le etichette di tutti i capi che mi capitavano sottomano, per vedere dove erano stati prodotti: ho iniziato dal reparto uomo, ma visto che l’attesa continuava, ho fatto i miei controlli a campione anche nel reparto bambino, accessori, donna e perfino intimo e mare… Penso di aver attirato l’attenzione anche di qualche commesso ma poi, vedendo che ero in compagnia delle due pargole, credo che abbiano capito che stavo riempiendo il tempo dell’attesa…

Quello che credo che non abbiano capito è che nella mia mente stavo facendo una statistichina, del tutto personale ed opinabile, sulle etichette che stavo leggendo. Ebbene i paesi produttori che ho trovato su tutte le etichette erano soltanto 3 e secondo questi miei conti, fatti molto a braccio, posso dire di aver avuto la sensazione che più o meno le percentuali potevano essere queste: Made in Bangladesh CIRCA il 70% – Made in Cina CIRCA il 20% – Made in India CIRCA il 10% dei capi presenti in negozio…

Ripeto che si è trattato di un banale gioco fatto per riempire il tempo dell’attesa, che non ha niente di scientifico, che ho osservato molte etichette ma  non tutte, che le percentuali sono frutto di un calcolo improvvisato fatto a mente dal sottoscritto e che quindi potrebbero anche essere completamente sbagliate. L’unica cosa di cui sono sicuro è che nelle etichette che ho letto io non c’erano altre nazioni di produzione dei vestiti…

Cosa non si farebbe per sconfiggere la noia…

In festa per l’integrazione al Ponte a Greve.

Locandina della Manifestazione (dal sito coop)

Locandina della Manifestazione (dal sito coop)

Unicoop Firenze, Casa del Popolo di Ponte a Greve e la Parrocchia di San Lorenzo al Ponte a Greve (Firenze) organizzano “In festa per l’integrazione” che si terrà Sabato 8 Giugno 2013 c/o i giardini della Casa del Popolo di Ponte a Greve in Via Pisana 809 a Firenze.

Programma della festa:

Ore  17.00 balletto “I costumi e i ritmi dell’isola dello Sri Lanka“.

Ore 18.00, dibattito sui temi dell’integrazione “Le prospettive dell’intercultura“. Interverranno:

Ore 19.00, balletto ivoriano, a cura dell’Associazione Tam Tam (della Costa d’Avorio).
Ore 19.30 cena, a base di pizza e specialità della Costa d’Avorio. Offerta libera, minimo 5 euro.

Open days 2013 all’SMS di Rifredi…

logo iniziativa dal sito dell'SMS di Rifredi.

logo iniziativa dal sito dell’SMS di Rifredi.

La Società di Mutuo Soccorso di Rifredi è da 130 anni una delle più vivaci e multiformi realtà culturali e solidali dell’area fiorentina. Mentre nel tempo, tanti altri circoli simili, si sono ridotti al mero ruolo di bar e pizzerie, allSMS di Rifredi rimangono forti i legami con la cultura e la solidarietà, rappresentati dalle tante associazioni che sono ospitate nella sede di Via Vittorio Emanuele II n.303. Si parte da uno dei teatri più interessanti di Firenze e si prosegue con le sedi cittadine di associazioni come Emergency, Medici Senza Frontiere e il Movimento Shalom

Tutte le associazioni presenti all’SMS di Rifredi come ogni anno si presentano negli Open Days 2013 che si terranno nelle giornate del 6, 7 e 8 Giugno c/o il giardino in Via Vittorio Emanuele II al n.303. Questo il programma:

GIOVEDI’ 6 GIUGNO

  • 17.00 “Dal mondo di Mirò… creiamo la nostra… linea d’orizzonte” Laboratorio di pittura, ritaglio e assemblaggio per bambine e bambini realizzato dagli educatori de La Clessidra.
  • 18.30 Dibattito “SE COSI FAN TUTTI: vecchi e nuovi comportamenti a rischio”. Partecipano: Dott.ssa PAOLA TROTTA (responsabile Dipartimento Dipendenze della ASL 10), On. FILIPPO FOSSATI (Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati), Dott.ssa LUDOVICA MAZZEI (Ass. ACAT), Dott.ssa FRANCESCA CHIAVACCI (ARCI), Dott. FEDERICO GIANASSI (presidente Quartiere 5)
  • 19.30 In palestra “Conosci lo Yoga”: per fare esperienza di una tecnica antica ma di grande efficacia e utilità nel momento attuale…
  • 20.30 Apericena senza alcool preparato da “Inzuppa – Associazione Culturale, il catering a misura d’uomo”
  • 21.30 ANTOR “Introduzione al mondo del gioco dì ruolo dal vivo” rappresentazione dimostrativa seguita da torneo di tiro con l’arco e torneo dì spade grv.

VENERDI’ 7 GIUGNO

  • 17.00 La LIBRERIA CUCCUMEO organizza un incontro-laboratorio per i bambini dai 5 agli 11 anni “Maialini, rospi e mille colori! Rimando e narrando tra arte e poesia”.
  • 19.30 APERICENA
  • 21.30 Serata danzante al ritmo latino-americano a cura delle Scuole Salsa Cubana e Tango Cafè.

SABATO 8 GIUGNO

  • 14.30 Ritrovo per il Trekking a Cercina organizzato dall’Associazione “IL VALICO” in collaborazione con EMERGENCY e MEDICI SENZA FRONTIERE (vedi volantino).
  • 17.00 Simultanea di scacchi: uno scacchista dell’A.D. “FIRENZESCACCHI” giocherà contemporaneamente contro 10 avversari.
  • 17.30 Sala biblioteca. La sezione cultura della SMS presenta “Voci dalla resistenza” lettere, documenti, testimonianze a cura di Andrea Comincini.
  • 19.00 Dimostrazione dell’antica disciplina cinese “FALUN DAFA” con proiezione di un breve documentario inedito.
  • 20.30 CENA SOCIALE (vedi volantino)
  • 22.00 Musica popolare dal vivo con la band “IL BRIGANTINO”.

Durante i 3 giorni di festa nei giardini della Società di Mutuo Soccorso saranno ospitati gli stand delle Associazioni che hanno la loro sede nel circolo. In particolare:

Equobì organizza una cena… dove ci farà le bucce!!!

Locandina dal sito di Equobì

Locandina dal sito di Equobì

Equobì, l’associazione che gestisce il Bottegotto (la Bottega del commercio equo e solidale del quartiere Isolotto di Firenze) organizza per Sabato 1° Giugno alle ore 20 c/o il Circolo Arci dell’Isolotto in via Maccari 104 a Firenze una cena molto particolare, tutta all’insegna del riciclo e dello zero spreco di cibo, intitolata:

Siamo in campo… e vi facciamo le bucce!!!

Si tratta di una cena, curata dai volontari di Equobì,  a base di prodotti dell’orto molto particolari a cui farà seguito uno spettacolo curato dal Teatro Contadino Libertario di Firenze, una compagnia teatrale amatoriale composta dagli agricoltori, allevatori, giardinieri, apicoltori della Fierucola di Firenze.

Questo il menù della cena:

Antipasto

  • Tapenade carota cipolla e spezie con crudité di verdure
  • Bucce di patate, carote e melanzane fritte in pastella di ceci
  • Insalata primaverile di fave e pecorino

Primo

  • Risotto alle bucce di banana

Secondo con contorno

  • 3P in polpette (con pane e patate saltate al pomodoro)
  • Spadellata di baccelli e melanzane saltate

Dolce

  • Budino di pane e cioccolato con salsa di banana e yogurt.

Per partecipare è necessario prenotarsi entro e non oltre il 29 maggio 2013, al circolo Arci dell’Isolotto, alla Bottega equa e solidale  “Bottegotto” (in via Modigliani n. 51), oppure telefonando allo 0559331356 o scrivendo una mail  a info@equobi.org. Il costo è di € 16, bambini dai 5 ai 10 anni € 10.

A Bassa “Una pizzata per il Burkina”

Venerdì 24 Maggio alle ore 20.30 presso il Circolo Ricreativo Alfio Bartolommei di Bassa (Cerreto Guidi – Fi) si terrà “UNA PIZZATA PER IL BURKINA” i cui proventi saranno devoluti  al Movimento Shalom per la Costruzione della Casa di accoglienza “Les enfants de la rue” in Burkina Faso.

Il menù è composto da:

  • Antipasti
  • Giro di pizza
  • Dolci

Il costo è di 15€ per gli adulti, 10€ per i bambini da 3 a 6 anni e gratuito per i bambini fino a 3 anni. Per info e prenotazioni contattare Barbara 333-6313430 oppure Anna 347-4403483

Locandina tratta dal sito del Movimeno Shalom

Locandina tratta dal sito del Movimento Shalom

Una buona notizia: le petizioni a favore dei lavoratori tessili del Bangladesh hanno avuto effetto!

Ricordate il post dello scorso 8 Maggio in cui vi invitavo a firmare la petizione di Avaaz a favore dei lavoratori tessili del Bangladesh? Ebbene, le petizioni sono state più di una, lanciate in tutto il mondo e sommandole tutte insieme  hanno già raggiunto più di un milione e mezzo di firme. La pressione di così tanti consumatori, tutti informati e critici, ha avuto effetto: molte delle multinazionali coinvolte hanno firmato l’accordo per la sicurezza dei lavoratori in Bangladesh. Vi copio-incollo l’articolo pubblicato oggi sul sito della Campagna Abiti Puliti  (membro italiano della campagna internazionale Clean Clothes Campaign). Questa vittoria contro la delocalizzazione selvaggia è importante perchè sui diritti dei lavoratori non ci sono differenze fra Nord e Sud del mondo: o si vince tutti insieme, o si perde tutti! Grazie a tutti!!!!!

(2013) Abbiamo vinto. Anche Benetton sigla l’accordo sulla sicurezza in Bangladesh

copertinasito_abbiamovintoLa pressione popolare coordinata dalla Campagna Abiti Puliti ha costretto anche Benetton a firmare l’accordo per la sicurezza e la prevenzione degli incendi in Bangladesh.

A poche ore della scadenza dell’ultimatum lanciato dalla CCC, l’azienda italiana ha deciso infatti di sottoscrivere l’accordo che prevede ispezioni indipendenti negli edifici, formazione dei lavoratori in merito ai loro diritti, informazione pubblica e l’obbligo di revisione strutturale degli edifici e obbligo per i marchi internazionali di sostenere i costi e interrompere le relazioni commerciali con le aziende che rifiuteranno di adeguarsi, per rimuovere alla radice le cause che rendono le fabbriche del paese insicure e rischiose per migliaia di lavoratori.

“Il cuore dell’accordo” spiega Deborah Lucchetti “è l’impegno delle imprese internazionali a pagare per la messa in sicurezza degli edifici, unitamente ad un ruolo centrale dei lavoratori e dei loro sindacati. Solo attraverso una diretta partecipazione dei lavoratori del Bangladesh sarà possibile costruire condizioni di lavoro sicure e mettere la parola fine a tragedie orribili come quella del Rana Plaza”.

La firma di Benetton arriva dopo aver negato a lungo il suo coinvolgimento con fornitori presenti al Rana Plaza e dopo che molti dei marchi impegnati nelle fabbriche bengalesi avevano già riconosciuto la propria responsabilità. H&M, Inditex, PVH, Tchibo, Primark, Tesco, C&A, Hess Natur sono alcuni dei primi firmatari dell’accordo.

Questo successo è frutto non solo della collaborazione straodinaria tra la Clean Clothes Campaign, il Workers Rights Consortium, la federazione dei sindacati internazionali IndustiAll e UNI Global Union, unitamente alle altre organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti dei lavoratori, tra cui citiamo International Labor Rights Forum (ILRF), United Students Against Sweatshops (USAS), Maquila Solidarity Network (MSN), War on Want, People and Planet, SumOfUs.org, Change.org, Credo Action, Avaaz e Causes, ma soprattutto della forza che i consumatori hanno saputo imprimere alla campagna decidendo di sottoscrivere la petizione che chiedeva ai marchi azioni concrete.

Dal 2005 più di 1700 lavoratori tessili in Bangladesh sono morti a causa della scarsa sicurezza degli edifici. Ora si apre una fase nuova, nella quale i marchi si sono impegnati ad essere parte attiva e collaborativa.

Tutti insieme siamo riusciti a creare un precedente storico di mobilitazione dal basso che difficilmente potrà essere ignorato d’ora in avanti.

Articolo “(2013) Abbiamo vinto. Anche Benetton sigla l’accordo sulla sicurezza in Bangladesh” pubblicato sul sito “Campagna Abiti Puliti”

Dieci Onlus per me, posson bastare….

Foto

Foto “Peace. Love. Respect.” by head.WEST – flickr

Tempo di dichiarazione dei redditi e quindi di scelta dell’Associazione Onlus a cui devolvere il nostro 5 per mille. Come ho scritto in un analogo post di alcuni anni fa:

…l’Associazione a cui ognuno devolve il proprio 5 per mille è un po’ come la fidanzata… Ognuno  ha nel cuore la sua e per lui è la più bella del mondo!

Partendo da questa considerazione mi sono chiesto… perchè non parafrasare il brano di Mogol e Battisti “Dieci ragazze” e fare un elenco delle dieci Associazioni che ritengo più meritevoli per ricevere il 5 per mille?

Per ognuna trovate il codice fiscale da segnare sul 730, il link alla loro pagina del 5 per mille e una breve frase sul perchè secondo me se lo meritano.

1) Movimento Shalom – C.F. 91003210506

Perchè a casa mia abbiamo due adozioni a distanza e io stresso la Chiara tutte le settimane. Perchè i progetti nel Sud del Mondo sono fatti con la popolazione locale e creano veri posti di lavoro e posti a scuola, invece di calare dall’alto assistenzialismo e beneficenza.

2) Emergency – C.F. 97147110155

Perchè Emergency è forse l’unico motivo per cui ancora vale la pena dirsi orgogliosi di essere italiani.  Perchè costruisce ospedali d’eccellenza nei paesi martoriati dalle guerre, quelle che il nostro Stato e i media di regime continuano a chiamare “missioni di pace”. Perchè voglio che la rivista “E-il mensile” torni nelle edicole.

3) Ospedale Pediatrico Meyer – C.F. 94080470480

Perchè è una delle eccellenze della Pediatria italiana. Perchè l’ospedale è così bello che non sembra nemmeno un ospedale. Perchè al suo interno viene svolta tantissima ricerca scientifica dedicata alle malattie infantili soprattutto a quelle genetiche e ai tumori. Perchè i clown del Meyer sono divertentissimi.

 4) Mani Tese – C.F. 02343800153

Perchè tramite il riuso, il riciclo e la vendita di tanti oggetti che altrimenti sarebbero finiti in discarica promuovono progetti di giustizia e di cooperazione allo sviluppo nel Sud del Mondo. Perchè nei loro mercatini trovo un sacco di cose per le mie collezioni a prezzi imbattibili e contemporaneamente faccio del bene. Perchè mi piace la loro lotta a favore della Sovranità Alimentare.

5) Greenpeace – C.F. 97046630584

Perchè le loro azioni a favore dell’ambiente e del pianeta sono altamente spettacolari ma allo stesso tempo sempre non violente. Perchè il clima e l’ambiente non possono aspettare!

6) Trisomia 21 Firenze – C.F. 94020840487

Perchè si occupa dell’integrazione e dell’autonomia delle persone Down. Perchè Antonella è il presidente di Onlus più vulcanico che io abbia mai conosciuto. Perchè il loro blog è uno dei più simpatici e divertenti della blogosfera (qui potete leggerlo).

7) Associazione Tumori Toscana – C.F. 94076680480

Perchè purtroppo li ho visti all’opera nelle cure domiciliari ai malati di tumore, quando lo scorso anno venivano dal figlio di un mio vicino di casa.

8) Emmaus Italia – C.F. 92040030485

Perchè, come Mani Tese, anche loro riciclano e riusano gli “scarti” della società consumista. Perchè con i proventi dei loro mercatini  finanziano azioni a favore delle persone più svantaggiate, sia in Italia che nel resto del mondo. Perchè la loro azione si ispira a quella di una delle più grandi figure europee dello scorso secolo: l’Abbé Pierre! Perchè è un piacere frugare fra le loro cianfrusaglie per trovare oggetti per le mie collezioni…

9)  Libera – C.F. 97116440583

Perchè se vogliamo che l’economia italiana si riprenda dobbiamo sconfiggere la criminalità organizzata e la corruzione. Perchè la loro pasta biologica è ottima… e pure le arance!

10) Regalami un sorriso – C.F. 92076170486

Perchè sono un gruppo di podisti e di fotografi che corrono e/o scattano foto e contemporaneamente fanno della solidarietà. Perchè lo scorso anno hanno donato decine di defibrillatori a associazioni, enti, gruppi sportivi delle provincie di Prato, Firenze e Pistoia, curando anche la formazione del personale.

Avrei molte altre associazioni da segnalare ma purtroppo, proprio come con la fidanzata, anche nel 730 vige la monogamia e quindi bisogna segnare una sola onlus… Che peccato non devolvere qualcosa a tutti…

Schiacciate per fabbricarci i vestiti: firmate la petizione di Avaaz.

Dopo aver firmato anch’io, copio e incollo dal sito di Avaaz…

Foto tratta dal sito di Avaaz

Foto tratta dal sito di Avaaz


Centinaia di donne in Bangladesh sono bruciate vive o rimaste seppellite mentre producevano i *nostri* vestiti! Tra pochi giorni, grandi aziende della moda potrebbero firmare un accordo che potrebbe rivelarsi un potente strumento per le norme sulla sicurezza o una campagna pubblicitaria di basso livello per risollevare l’immagine delle aziende. Se un milione di noi riuscirà a ottenere il sostegno degli amministratori delegati di H&M e GAP a favore di norme utili davvero a salvare delle vite, gli altri li seguiranno:


Firma la petizione

Cari amici,

Abbiamo visto tutti le orribili immagini di centinaia di donne innocenti bruciate o seppellite sotto il crollo delle fabbriche mentre producevano i nostri vestiti. Nei prossimi giorni possiamo fare in modo che le aziende si impegnino perché fatti come questi non accadano più.

Le grandi marche della moda appaltano i loro vestiti a centinaia di aziende in Bangladesh. Due aziende, tra cui Calvin Klein, hanno firmato un patto vincolante per la sicurezza degli edifici con adeguamenti antincendio. Altre, tra cui Wal-Mart o Benetton, stanno cercando di evitare di firmare, proponendo invece alternative deboli e utili solo all’immagine dell’azienda. L’ultima tragedia ha però dato vita a dei nuovi incontri per affrontare l’emergenza e ha generato forti pressioni perché il patto vincolante, in grado di salvare delle vite, venga firmato.

Le trattative finiranno a breve. H&M a GAP potrebbero essere le prime a sostenere un accordo vincolante e il modo migliore di fare pressione su di loro è rivolgersi direttamente agli amministratori delegati. Se un milione di noi farà appello proprio a loro tramite una petizione, attraverso le pagine Facebook, i tweet e altri annunci, tutti i loro amici e addirittura le loro famiglie lo verranno a sapere. Sapranno che la loro reputazione e quella delle loro aziende sono a rischio. Alcune persone sono obbligate a produrre i *nostri* vestiti in edifici pericolosi a un livello inaccettabile: firma perché siano resi sicuri e inoltra questa email a tutti quelli che puoi:


http://www.avaaz.org/it/crushed_to_make_our_clothes_loc/?bKNVvbb&v=24747

La tragedia di questi giorni rientra in uno schema preciso. Negli ultimi anni, incendi e disastri di vario tipo hanno tolto la vita a molte migliaia di persone e altre sono rimaste invalide e non possono più lavorare. Il governo bengalese ha chiuso un occhio davanti a condizioni tragiche, permettendo ai fornitori di tagliare i costi per produrre vestiti con ritmi e costi dettati dai giganti globali della moda. Le grandi marche dicono di fare dei controlli, ma i lavoratori affermano che le ispezioni delle aziende non sono affidabili.

L’accordo sulla sicurezza a sostegno dei lavoratori prevede ispezioni indipendenti, rapporti pubblici sulle condizioni delle fabbriche dei fornitori e provvedimenti obbligatori. Sarebbe applicabile persino per le corti di giustizia dei paesi d’origine delle aziende stesse! Non sono ancora noti i dettagli su quali aziende comprassero dalla fabbrica crollata poche settimane fa e non ci sono prove che H&M o GAP fossero tra queste. Ma molti operai sono morti in altre fabbriche di fornitori di H&M e GAP in Bangladesh e coinvolgere ora queste marche significherebbe fare in modo che altre aziende le seguano.

Le aziende stanno prendendo delle decisioni a riguardo proprio in queste ore. Facciamo appello agli amministratori delegati di H&M e GAP perché indichino la strada a tutto il settore, firmando il piano sulla sicurezza. Firma la petizione e poi condividi questa email quanto più puoi; una volta che avremo raggiunto un milione di firme attireremo così tanta attenzione che non potranno non notarci:


http://www.avaaz.org/it/crushed_to_make_our_clothes_loc/?bKNVvbb&v=24747

Molte volte i membri di Avaaz hanno unito le loro forze per combattere l’avidità delle aziende e sostenere i diritti umani. L’anno scorso abbiamo contribuito a fare in modo che 100 lavoratori indiani tornassero a casa sani e salvi quando un’azienda del Bahrein si era rifiutata di lasciarli andare. Ora prendiamo posizione per fermare la corsa mortale al ribasso nella sicurezza delle fabbriche.

Con speranza e determinazione,

Jamie, Jeremy, Alex, Ari, Diego, Marie, Maria-Paz, Ricken e tutto il team di Avaaz

ULTERIORI INFORMAZIONI:

Bangladesh, le vittime del crollo del Rana Plaza ricattate dai datori di lavoro (Corriere della Sera)

http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_26/bangladesh-marchi-moda-responsabilita_6b3c490a-ae81-11e2-b304-d44855913916.shtml

Rana Plaza, Bangladesh. Il capolinea del capitalismo globale (L’Huffington Post)

http://www.huffingtonpost.it/deborah-lucchetti/rana-plaza-bangladesh-il-capolinea-del-capitalismo-globale_b_3201364.html?utm_hp_ref=italy

In Bangladesh, Benetton e le altre aziende devono garantire sicurezza (Il Fatto Quotidiano)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/30/bangladesh-benetton-e-altre-aziende-devono-garantire-sicurezza/578850/

Bangladesh, la strage di operai più grande della storia (Conquiste del Lavoro)

http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/Archivio_notizie/2013/Maggio/info1546183859.htm

Strage in Bangladesh. Quelle magliette low-cost che costano troppo sangue (Panorama)

http://news.panorama.it/esteri/Strage-in-Bangladesh-Quelle-magliette-low-cost-che-costano-troppo-sangue

XXXVIII Festa della Pace a Collegalli (Fi)

Locandina XXXVIII Festa della Pace dal sito del Movimento Shalom.

Locandina XXXVIII Festa della Pace dal sito del Movimento Shalom.

Anche se, per altri impegni concomitanti non potrò partecipare,  è con molto piacere che pubblico il programma della XXXVIII Festa della Pace che il Movimento Shalom organizza nella giornata del 1 Maggio a  Collegalli – Montaione (Fi). Nella splendida località, tolamente immersa nella campagna toscana la festa si svolgerà dalla mattina alla sera con un sacco di eventi per adulti e bambini.

ore 9.30 Apertura stand: cultura, gastronomia e artigianato
ore 10.30 Adozioni internazionali “Educare mio figlio” Interventi di: Luca Martini (responsabile adozioni internazionali Shalom), Giada Tessitori (psicologa), Jospeh Masumu Nzimbala (referente Shalom R.D.Congo)
ore 12.00 Preghiera interreligiosa per la Pace
ore 13.00 Pranzo sociale
ore 15.00 conversazione sotto il tendone su tema “SCIENZA E PACE”

ore 17.00 “Il teatro dell’Alambicco” presenta “VOGLIA DI VOLARE” …viaggio musicale sulle note dei Musicals più famosi, di melodie evergreen, di ritmi latino-americani… e non solo!

Durante tutta la giornata funzionerà un Luna park gratuito per bambini con giochi gonfiabili, saltimbanchi, calcio balilla umano, mercatino artigianato, gastronomia e prodotti tipici

Parcheggi e bus navetta gratuiti da Corazzano (anche se dal parcheggio alla sede della festa potete andare e venire a piedi con una bella e non troppo lunga passeggiata).

Un video con un concerto del Teatro dell’Alambicco

p.s. (1) Per Margherita di Risonero.com… Ha visto che, nonostante tutto, non abbandono lo Shalom?

p.s. (2) Stasera alle ore 21 sull’emittente toscana 50 Canale nella trasmissione l’Impallato di Andrea Buscemi si parlerà del Movimento Shalom.

La salute è un diritto: campagna Nazionale di Emergency

Avrei voluto scrivere questo post molto prima ma tutta una serie di impegni lavorativi e familiari mi hanno impedito di farlo e perciò approfitto degli ultimi cinque giorni utili per ricordare la campagna di Emergency intitolata “La salute è un diritto. Sostieni Emergency con il numero solidale”.

Questa iniziativa si ispira  all’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” e si propone di di raccogliere fondi per l’ampliamento dell’intervento umanitario di Emergency in Italia. Con i fondi raccolti verranno acquistati e allestiti due ambulatori mobili per portare cure ai braccianti agricoli, si finanzieranno due Poliambulatori che saranno avviati a Napoli e Polistena (RC) durante il 2013, le attività dei due Poliambulatori già operativi a Palermo e Marghera e dei due ambulatori mobili “Polibus” già operativi in zone di forte disagio sociale e dove l’accesso alla sanità è difficoltoso.

La raccolta fondi avviene attraverso il numero solidale 45505 attivo dal 8 a al 28 aprile: dè possibile donare 2 euro da cellulare o 2 oppure 5 euro da telefono fisso al Programma Italia di Emergency.

Purtroppo nella nostra povera Italia quasi 9.000.000 di cittadini non possono accedere alle cure nel servizio sanitario nazionale, che ormai è volto più al profitto e alla tutela dei bilanci che a quella del diritto alla salute di tutti. D’altra parte quando gli ospedali diventano “Aziende sanitarie” o, come le hanno chiamate qui nella Toscana, “Società della Salute” e quando nelle corsie degli ospedali o negli ambulatori i cittadini vengono chiamati “clienti” o “utenti” si capisce dai termini usati che lo scopo del servizio pubblico non è più quello di garantire le cure a tutti ma solo a chi può permettersele…

Aiutiamo perciò Emergency a rendere di nuovo concreto l’articolo 32 della Costituzione!