Un paese civile si riconosce anche da queste piccole cose…

Foto "17/365" by DorteF - flickr

Foto “17/365″ by DorteF – flickr

Nelle settimane scorse abbiamo discusso su vari blog dell’opportunità di tenere aperti i negozi la domenica e nelle giornate di festa, soprattutto nelle località turistiche. Non voglio tornare sull’argomento ma colgo l’occasione per farvi conoscere un’usanza che ho trovato in Austria.

La Domenica in Austria tutti i negozi sono chiusi, sia che vi troviate nei paesini di montagna sia che vi troviate nel centro storico di Vienna: uniche eccezioni qualche bar, qualche ristorante e qualche museo (ma non tutti). Sono chiuse perfino le edicole e quello che vedete nella foto è il modo per comprare il giornale la Domenica mattina: ai semafori, ai pali della luce e ai cartelli stradali sono appese delle buste con i quotidiani e un mini salvadanaio con un lucchetto dove mettere le monete per pagare il giornale. Si mette il soldino  e si prende la propria copia: l’anno scorso l’ho fatto anch’io quando ero a Vienna in occasione del concerto di Lady Gaga…

Immaginatevi una cosa del genere in Italia… qualcuno si porterebbe via tutti i giornali senza pagare, oppure sbarberebbe il salvadanaio e magari romperebbe anche il palo pur di arraffare quella decina di euro che ogni scatolina contiene. Qualcun altro lo farebbe solamente per danneggiare un quotidiano che ha una linea politica diversa dal proprio pensiero.

Secondo me, queste buste appese ai cartelli stradali, sono un segno di civiltà e di rispetto che purtroppo noi italiani non possiamo permetterci. Ogni palo esprime il rispetto del lavoro e del riposo altrui, la fiducia nel prossimo e indica che almeno la Domenica non è fatta per produrre e consumare senza sosta.

E tutto sommato, anche per i turisti, la Domenica austriaca diventa piacevolmente diversa: passeggiare con i negozi chiusi e le vetrine spente diventa l’occasione per concentrarsi sulle architetture, sui monumenti a cielo aperto e sulle persone del luogo. A volte si colgono dei dettagli che, attirati dal luccichio delle vetrine, magari ci sarebbero sfuggiti… E se poi un museo dovesse essere chiuso, rimane sempre qualche parco o qualche panchina dove sedersi e, con lentezza, ammirare un paesaggio nuovo e tutta la vita che scorre intorno…

Duecento metri a Sud della drogheria del quartiere.

Foto

Foto “All of Alajuela” by puroticorico – flickr

Come ho scritto in passato ho un vecchio hobby, iniziato quando ero giovincello: collezionare pins e gadgets. Un giochino che è una stupidaggine ma che mi ha permesso di fare nuove amicizie in tutto il mondo, coltivare le lingue ed imparare usi e costumi di altre popolazioni.

La scorsa settimana, per la prima volta mi sono accordato per fare uno scambio di pins con un collezionista del Costa Rica. Quando ci siamo scambiati gli indirizzi per l’invio delle lettere con i gadgets sono rimasto allibito… l’indirizzo del mio amico, tradotto in italiano, più o meno recitava così: Pedro [...] 200 metri a sud della drogheria “i 5 angoli” del quartiere “giuncheria”. Pensavo che mi prendesse in giro e perciò gli ho chiesto se l’indirizzo era reale e allora ho scoperto una curiosità di tutto il Costa Rica. Le strade e le piazze non hanno nomi e numeri e tutte le persone (compreso anche il servizio postale) si orientano dando indicazioni relative a distanze rispetto a negozi, distributori di benzina, chiese etc… Ho fatto una veloce ricerca su internet e ho scoperto che la popolazione locale è così abituata a questo tipo di indicazioni che anche le pochissime strade e piazze che hanno un nome (di solito quelle turistiche) vengono  sempre indicate in relazione alla distanza da un luogo conosciuto, usando i punti cardinali. Quindi avremo… a 300 mt. nord-ovest dalla cattedrale, a 50 mt. a sud del cinema… e così via.  Una guida turistica del Costa Rica raccomandava ai viaggiatori di munirsi di una bussola o di un gps e di tenere conto che tutte le chiese sono orientate verso Est…

Ad una prima impressione ho pensato che questa usanza del Costa Rica fosse una follia, poi ho fatto mente locale e mi sono reso conto che anch’io quando do il mio indirizzo, dopo aver detto via e numero civico aggiungo sempre…. “di fronte alla Casa del Popolo del quartiere…”, oppure “cento metri dopo la chiesa sulla sinistra…”

Tante novità dal Movimento Shalom…

Foto "Agenda 2013 - Bocelli" dal sito del Movimento Shalom.

Foto “Agenda 2013 – Bocelli” dal sito del Movimento Shalom.

E’ da tanto tempo che non dedico un post alle attività del Movimento Shalom: lo faccio adesso cercando di recuperare un po’ del tempo perso, perchè in questo periodo ci sono state tante novità che meritano di essere raccontate…

  • Innanzitutto il Movimento Shalom ha un sito internet completamente nuovo. Più bello, colorato, simpatico, ma soprattutto più chiaro, più ordinato e continuamente aggiornato.
  • E’ uscito il nuovo numero del giornalino trimestrale del Movimento che potete scaricare in pdf anche da questo sito (qui l’ultimo numero, qui anche i numeri precedenti): la copertina è dedicata all’illustrazione del bilancio di Shalom del 2011 col riepilogo di tutte le iniziative portate avanti dall’associazione. Degni di attenzione sono anche i racconti dei volontari che la scorsa estate sono stati in Africa: a Jukumu Letu in Kenya, a Gorom Gorom in Burkina Faso e quello dei medici che hanno attraversato il Senegal con la Carovana della Salute.
  • Stanno partendo tutte le iniziative Natalizie (di cui mi occuperò dettagliatamente in un prossimo post) tra cui la nuova Agenda settimanale del 2013 che ospiterà delle bellissime foto e sarà dedicata alle “Donne d’Africa” e che ha trovato in Andrea Bocelli un grande testimonial. I proventi della vendita (costo 20€) verranno devoluti ai progetti per il microcredito a favore delle donne africane.
  • Oltre al nuovo sito web, il Movimento è presente adesso anche nei più famosi social network come Facebook, Twitter e Youtube.
  • Infine da Settembre il Movimento cura anche una trasmissione televisiva settimanale intitolata “Peace maker” che va in onda il Mercoledì alle ore 21.00 su Antenna 5 (canale 72 del digitale terrestre in Toscana) e le cui puntate, grazie a Dio,  sono visibili anche su youtube, perchè altrimenti io me le perderei tutte (a quell’ora sono di ritorno dal mio allenamento…). Comunque qui sotto vi metto tutte le puntate fino ad oggi.

Nona puntata

Ottava puntata

Settima Puntata

Sesta Puntata

Quinta puntata

Quarta puntata

Terza puntata

Seconda puntata

Prima puntata

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Contraddizioni: mio primo Black Friday… e la mia giornata del non acquisto…

Foto "Black Friday Cookies" by lululemon athletica - flickr

Foto “Black Friday Cookies” by lululemon athletica – flickr

Giovedì scorso negli Stati Uniti è stato il giorno del ringraziamento. Di solito non ci faccio caso ma quest’anno, avendo diversi amici statunitensi, sulla mia home page personale di facebook è stato tutto un passaggio di tacchini (in foto e in cartone animato) con tanto di auguri e di inviti a mangiare poco. Insomma ho notato per forza che era  il Thanksgiving day.

Il giorno del ringraziamento negli Usa apre la stagione dei festeggiamenti natalizi ed è seguito da un altro giorno famosissimo: il Black Friday, ovvero il giorno di apertura dei saldi e della caccia all’acquisto, con tanto di code chilometriche fuori dai negozi. Gli americani mica sono stupidi! Iniziano i saldi alla fine di Novembre in modo che i regali di Natale li acquistano scontati… Mica come da noi, che restiamo con i negozi scintillanti ma desolatamente vuoti prima delle feste e con dei saldi ormai quasi inutili che partono a metà Gennaio…

Ieri, per la prima volta e anche un po’ per caso, anch’io da quest’altra parte dell’oceano, ho avuto il mio primo Black Friday e ho comprato un po’ di regali a sconto negli U.S.A. Come vi ho accennato al ritorno dalle ferie, in casa ho una little monster (ovvero una fan di Lady Gaga), tanto che le nostre ferie estive a Vienna hanno coinciso col concerto di Lady Gaga alla Stadthalle e che la pargola, che da qualche anno studia canto, col suo gruppo musicale ha iniziato ad esibirsi anche in cover rock della  famosa Germanotta…

Come capirete, sotto l’Albero di Natale finirà un bel po’ di merchandising della popstar, merchandising acquistabile solo online da un sito USA. E così quando ieri mi sono collegato sul sito, ho scoperto che anche loro avevano le offerte del Black Friday. Se acquistavi dalla mezzanotte alle 4 del mattino (fuso orario EST-USA) avevi lo sconto del 30%, se lo facevi dalle 4 alle 9 il 25% e così via fino al 10% della sera… Armato di postepay, calcolatrice e sito web con i fusi orari ho fatto il mio acquisto nella fascia di sconto del 25%… risparmiando in pratica l’equivalente di tutte le spese di spedizione dagli Usa all’Italia… Dopo il mio Black Friday, oggi sono tornato sul sito e tutto quanto è tornato a prezzo pieno…

Domani invece farò penitenza, perchè almeno qui a Firenze abbiamo giornata del non acquisto” (o “Buy nothing day”) e quindi torneò alle mie abitudini di consumatore morigerato…. (qui il link alla locandina col programma della giornata a Firenze)… D’altra parte anche questa giornata nasce aldilà dell’oceano: infatti è nata in Canada nel 1992 ed è  diffusa in più di 60 paesi nel mondo. Coincide con l’’ultima domenica di novembre e cade subito dopo la giornata del Ringraziamento (“Thanks-giving day”), festività che per gli americani equivale al nostro Natale, durante la quale il picco di consumi raggiunge livelli molto elevati. La giornata vuole essere una provocazione simbolica collettiva, un invito a riflettere sulle nostre abitudini di consumo ed uno stimolo a sviluppare una maggiore coscienza critica.

Come vedete anch’io sono tutto una contraddizione…

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Cose da fare al mare (senza andare al mare)

Foto "Greetings from Talamone" by Miss Cartier  - flickr

Foto “Greetings from Talamone” by Miss Cartier – flickr

Odio il mare… Forse l’espressione è un po’ troppo  forte. Diciamo che non mi piace la vita di mare: la spiaggia, i lettini, gli ombrelloni, stendersi al sole,  la crema abbronzante, i racchettoni, i mazzi di carte etc… etc… Non è questione di località; potete portarmi in qualsiasi posto: in Sardegna come a Riccione, ai Caraibi, alle Maldive o a Viareggio. Io dopo tre giorni di vita di spiaggia sclero. A parte una nuotata di una mezz’oretta al giorno (fattibile anche in piscina) tutto il resto è noia.

Se fosse per me gli stabilimenti balneari potrebbero chiudere i battenti e le ferie ruoterebbero tra trekking in alta montagna e viaggi in città d’arte… Ma siccome in famiglia dobbiamo fare dei compromessi, le nostre ferie si dividono sempre fra una settimana al mare e una in città d’arte o in montagna…

E così, dopo una ultraventennale esperienza, posso dire di essere diventato uno dei maggiori specialisti di Cose da fare al mare (senza andare al mare)…

Intanto si sceglie una località (e una settimana) che ospiti qualche evento significativo: raduni di aquilonisti, di mongolfiere, campionati mondiali di castelli di sabbia, fiere del libro, tornei di qualsiasi sport possibile e immaginabile (campionati di beach volley, beach soccer, biglie), air show,  festival musicali, teatrali, cinematografici, sagre, etc… Poi si studiano gli orari delle varie offerte alternative alla spiaggia: mostre, musei, case natali di personaggi del passato, cattedrali, gallerie d’arte, mercatini… et voilà la settimana al mare passa che è un piacere!

Volete qualche esempio sparso di alcune località che ho frequentato in passato? (mi limito all’Italia tralasciando le vacanze all’estero in Spagna e Francia)

Cervia – Milano Marittima: festa del libro in spiaggia, campionati mondiali di Castelli di sabbia, raduno di aquilonisti, museo del sale, concorso dei giardini.

Viareggio: Cittadella del Carnevale, museo della cartapesta, EuropaCinema.

Cesenatico: Museo della Marineria, Museo di Pantani, campionati dei giochi di spiaggia.

Rimini: Domus del chirurgo e museo archeologico, Duomo Malatestiano con affreschi di Piero della Francesca. Pinacoteca con la Pietà di Giovanni Bellini, il Museo degli sguardi, quello di Fellini. E nei dintorni l’Ottocento festival di Saludecio,  la Santarcangelo dei teatri, le notti medievali alla rocca di Verucchio, etc…

E quest’anno?

Anche quest’anno Senigallia con: il ballo, i concerti e la gente “anni ’40 e ’50″ del Summer Jamboree, il Museo della Fotografia, le mostre alla Rocca Roveresca, le chiese, il palazzo del Duca, la casa natale di Pio IX.

Perchè a volte, rispetto a sdraiarsi in spiaggia,  può essere più divertente una goffa lezione di Jive e perfino il letto a baldacchino di Pio IX (il che è tutto dire…)

Rientro alla base….

E così ieri sera siamo tornati alla base… Purtroppo sono finite le ferie, quelle estive che poi da alcuni anni, per motivi scolastici, familiari e lavorativi,  sono le uniche che facciamo in tutto l’anno. Quando avrò aiutato la moglie a disfare i bagagli, scaricato le foto dalle cartine e riordinato un po’ le idee tornerò con dei post più esaurienti… Per ora sappiate che sono rientrato a casa…

Siete curiosi e volete comunque sapere dove siamo stati? Eccovi accontentati subito…

  • 9 giorni al mare a Senigallia in concomitanza col Summer Jamboree… anzi, soprattutto per il Summer Jamboree!
  • Una settimana a Vienna tra musei, chiese, mostre,  castelli, mercati, shopping in occasione del 150° anniversario della nascita di Klimt, con un fuori programma che abbiamo scoperto a fine Luglio mentre preparavamo la vacanza…

Per quale evento ricorderemo soprattutto le ferie del 2012?  Sicuramente per questo….

Foto "Lady Gaga- the born this way ball tour - Wien Samstag 18.08.2012" by unpodimondo - flickr

Foto “Lady Gaga- the born this way ball tour – Wien Samstag 18.08.2012″ by unpodimondo – flickr

Buon ferragosto!!!!

Foto "windblows" by luvi - flickr

Foto “windblows” by luvi – flickr

Ovunque voi siate e qualsiasi cosa stiate facendo in queste ore… il blog vi augura un felice e sereno ferragosto! Riposatevi, rilassatevi e ritempratevi per una nuova stagione… Un buon onomastico anche a tutte le… Maria!

Come avete notato dalla diminuzione dei post, anche il blog si è preso un po’ di vacanza… Comunque non vi preoccupate… sto raccogliendo materiali e idee per nuovi articoli che usciranno a breve… Per ora buone vacanze a tutti!!!!

A Firenze… l’arte che non ti aspetteresti…

A Firenze, come ti giri,  in ogni angolo trovi un’opera d’arte. Qualcuno sostiene che qui manchi uno spazio dedicato all’arte contemporanea veramente degno di una città come Firenze. In realtà in giro c’è tanta arte contemporanea solo che è sparsa nei vari quartieri e a volte la trovi proprio dove non ti aspetteresti…

L’altro giorno ho accompagnato un mio familiare a fare alcuni esami medici e mi sono imbattuto in un ospedale che è quasi una galleria d’arte contemporanea. Mentre il mio parente era sotto esame ho fatto un giro fra i vari padiglioni e ho scattato alcune foto con la macchinetta fotografica che porto sempre con me. Purtroppo avevo la schedina già piena di altre foto e dopo 5 scatti la macchina fotografica mi ha segnalato che la memoria era esaurita… Perciò per ora godevi queste 5 immagini… (cliccando sopra le foto potete vederle in tutte le dimensioni su flickr).

Magari se tornerò in futuro farò altri scatti… Se invece volete verificare di persona potete andare all‘Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze…

Folon – La fontana

Il pezzo forte di questo strano museo è sicuramente “L’uomo della pace” la fontana dell’artista belga  Jean-Michel Folon che accoglie i visitatori all’ingresso dell’Ospedale. Folon è stato molto legato a Firenze tanto che ha donato alla città anche un’altra fontana “L’uomo della pioggia” e una serie di altre 12 statue che sono esposte al giardino delle rose (a questo link un post con alcune foto tratte dal blog di Trisomia 21)

Foto "Arte al Meyer - Firenze - Fontana di Folon" by unpodimondo - flickr

Foto “Arte al Meyer – Firenze – Fontana di Folon” by unpodimondo – flickr

Pesci (e altri animali) nel parcheggio.

Se ingrandite la foto della fontana di Folon noterete che le aiuole e le fontane che sono dietro alla statua, sono abitate da uno strano zoo di animaletti in terracotta… Ci sono rane, lucertole, oche, scoiattoli, pinguini, gatti e perfino pesci che “nuotano” tra gli olivi. Non sono riuscito a capire chi è l’artista che ha creato tutto ciò ma l’effetto è molto simpatico e rende anche il parcheggio molto particolare…

Foto "Arte al Meyer - Firenze" by unpdimondo - flickr

Foto “Arte al Meyer – Firenze” by unpdimondo – flickr

La Baby Mandria.

Nei due corridoi che dall’ingresso dell’Ospedale portano al Padiglione centrale è esposta la Baby Mandria. In occasione della Cow Parade che si tenne a Firenze nel 2005  una serie di artisti crearono dieci mucchine ad altezza di bambino che furono esposte all’Istituto degli Innocenti di Firenze, creando la prima Baby Mandria della Cow Parade. Adesso le statue sono esposte all’Ospedale Meyer e non è raro trovarci qualche bimbo a cavalcioni… Gli autori delle mucche sono: Altan, Sara Carlini, Fabio De Poli, Francesco Fagnani, Sophie Fatus, Simone Frasca, Daniele Nannini, Janet Mullarney, Andrea Rauch (mucca della foto) e i bambini della Ludoteca dell’Istituto degli Innocenti.

Foto "Arte al Meyer - Firenze - Baby Mandria - Andrea Rauch" by unpodimondo - flickr

Foto “Arte al Meyer – Firenze – Baby Mandria – Andrea Rauch” by unpodimondo – flickr

L’albero di Paolo Guidotti.

Nel giardino che si trova nello spazio tra l’ingresso e la serra spicca un albero coloratissimo in latta alto sei metri e sui cui s’è posato uno strano uccello blu e rosso. E’ l’albero fatto con materiali di recupero creato dall’artista Paolo Guidotti.

Foto "Arte al Meyer - Firenze - Albero di Paolo Guidotti" by unpodimondo - flickr

Foto “Arte al Meyer – Firenze – Albero di Paolo Guidotti” by unpodimondo – flickr

La serra

Il Meyer non è solo opere d’arte ma anche un’architettura molto particolare. Questa ad esempio è la cosiddetta “Serra”: la parte iniziale del Padiglione centrale, dove c’è l’ufficio informazioni, dove si affacciano alcuni ambulatori e dal quale si passa per accedere alle due accettazioni e a vari reparti…

Foto "Arte al Meyer - Firenze - La serra" by unpodimondo - flickr

Foto “Arte al Meyer – Firenze – La serra” by unpodimondo – flickr

Avrei voluto aggiungere altre foto di opere che meritano di essere viste: la scritta “pace” di Sophie Fatus, i “pesci idraulici” di Gianni Fanello, le “giostre” di Giovanni Pecchioli, i quadri coloratissimi di Enrico Bandelli, ai quali vanno aggiunte tutte le opere (quasi un museo nel museo) che molti artisti hanno dedicato a Pinocchio e che sono disposte un po’ ovunque…

Potete farvi un’idea a questi link…

Un sabato col Movimento Shalom…

Copertina del libro "Shalom: seminatori di pace" dal sito del Movimento Shalom

Copertina del libro "Shalom: seminatori di pace" dal sito del Movimento Shalom

Vi segnalo due appuntamenti col Movimento Shalom che si terranno domani Sabato 17 Marzo 2012

Fucecchio: sala del Poggio Salamartano ore 17.00. Presentazione del libro fotografico di Pino Bertelli  “Uganda: Shalom seminatori di pace”. Interverranno:

  • don Donato Agostinelli – coordinatore dei progetti dell’Africa anglofona.
  • Adriano Del Rosso e Piacentini Giorgio – responsabili progetto Microcredito Uganda.
  • Massimiliano Lancellotti – Produttore televisivo e volontario Shalom.
  • don Mario Pieracci – giornalista Rai.
  • Pino Bertelli – autore.

Prato – Località San Giusto ore 21.00 Teatro Pier Giorgio Frassati – Musical “Verso le stelle…”

I ragazzi dell’associazione culturale ANANKE, legati da una grande passione per il teatro e la musica, hanno realizzato questo musical mettendo in gioco tutte le loro capacità, la loro fantasia e il loro ingegno. Tutto il ricavato della serata sarà devoluto al progetto “per M.me Bernadette” per la costruzione di una casa famiglia a Nouna in Burkina Faso (a dire il vero la casa è stata inaugurata lo scorso 12 gennaio 2012 ma c’è ancora tanto lavoro da fare…). Per info e prenotazioni dei biglietti : Movimento Shalom – sezione di Prato via Ferrara 23/d Prato tel 3348315336

Un documentario: Hair India (2008)

In questi giorni su Rai 5 sta andando in onda un bellissimo documentario di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi che si intitola “Hair India” e che mostra uno spaccato delle contraddizioni che offre l’India di questi anni, basandosi sulla storia di una ciocca di capelli.

Una poverissima famiglia induista va in pellegrinaggio al tempio e partecipa ad un rituale di purificazione per chiedere una grazia. Tutti i componenti di questa famiglia donano alle divinità l’unica cosa che hanno: i loro capelli. Come altre migliaia di pellegrini si fanno rasare completamente la testa e il documentario segue la rotta dei loro capelli… Messi all’asta dalle autorità del tempio induista vengono comprati da un’industria di Roma che li lavora e li trasforma in preziose extension che vanno a ruba fra le dive di Hollywood e Bollywood. Extension di capelli mai trattati e colorati, così preziose che arrivano a costare anche 4.000$ ad applicazione.

Nel documentario le ciocche tagliate al tempio e lavorate a Roma torneranno in India per essere applicate a Sangeeta una giornalista di moda che li userà per far colpo ad una sfilata….

Per vedere il documentario: