Torna Botanica alla Villa Caruso Bellosguardo

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Lo scorso Ottobre avevo pubblicato due post (qui il primo, qui il secondo)  in cui raccontavo l’edizione autunnale di Botanica, mostra di piante e fiori,  presso la Villa Museo appartenuta al Tenore Enrico Caruso a Lastra a Signa (Fi).

Nelle settimane scorse mi hanno scritto  dalla Villa ringraziandomi per i post, segnalandomi la versione primaverile di Botanica che si terrà presso Villa Caruso nelle giornate del 12 e 13 Aprile 2014. Questo è il programma della manifestazione. Come potete osservare ci sono attività e mostre per  tutti i gusti: dalle piante ai molluschi, dai giochi per bambini fino agli ormai onnipresenti Food Show

[...] BOTANICA 12-13 aprile 2014 VILLA CARUSO BELLOSGUARDO Lastra a Signa (FI)

Il parco storico monumentale di Villa Caruso per l’occasione ospiterà espositori con una vasta gamma di fiori, arbusti, piante da frutto e, in particolare, quest’anno, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cactus & Co, una ricca collezione di piante succulente con vivaisti provenienti anche dall’estero, una mostra fotografica monotematica nonchè conferenze a cura di esperti di questo gruppo di piante. Sarà inoltre presente l’Associazione Zafferano Italiano, realtà che opera per la tutela e salvaguardia di questa prodotto tipico. Botanica si avvale del patrocinio di Provincia di Firenze, Regione Toscana, della collaborazione dell’Istituto Tecnico Agrario di Firenze, dei Vivai Belfiore e del sostegno di CIA, Coldiretti, Confagricoltura.

Sabato 12 aprile

Ore 12.00: Inaugurazione della manifestazione e inaugurazione mostre “Il mondo sconosciuto dei molluschi” allestita dal Museo di Storia naturale dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena. La mostra è presentata dallo zoologo Andrea Benocci “Le Succulente e i loro ambienti” a cura di Cactus & Co.

Ore 14.00: Villa – Sala Biliardo “Il mondo sconosciuto dei molluschi” A cura dello zoologo Andrea Benocci

Ore 14.30: Museo Enrico Caruso Visita guidata (su prenotazione) con ascolto della voce del grande tenore da un grammofono d’epoca

Ore 15.00: Villa – Sala Biliardo “Dhofar, ambienti e piante sulla via dell’incenso” Conferenza a cura di Laura Guglielmone

Ore 16.00: Villa – Sala Biliardo “Tesori nascosti e suggestioni sulle alture boliviane” Conferenza a cura di Alessandro Gentili

Ore 17.00: Villa – Sala da pranzo “La merenda stellata della Tenda Rossa” Food show con Natascia Santandrea del Ristorante “La Tenda Rossa”

Domenica 13 ottobre

Ore 10.00: Apertura della manifestazione e apertura mostre “Il mondo sconosciuto dei molluschi” allestita dal Museo di Storia naturale dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena. La mostra è presentata dallo zoologo Andrea Benocci “Le Succulente e i loro ambienti” a cura di Cactus & Co.

Ore 10.30: Villa – Sala Biliardo “Il mondo sconosciuto dei molluschi” A cura dello zoologo Andrea Benocci

Ore 11.30 : Villa – Sala Biliardo “Il grande patrimonio dell’etnobotanica” Conferenza sulla flora africana a cura di Marco Billi – Shangri-la

Ore 12.30: Villa – Sala Biliardo “Virtù delle piante e segreti del mondo vegetale” Conferenza a cura di Maria Grazia Moretti /Archeofisica

Ore 14.30: Museo Enrico Caruso Visita guidata (su prenotazione) con ascolto della voce del grande tenore da un grammofono d’epoca

Ore 15.00: Villa – Sala Biliardo “I fiori e il gelato” Food show a cura di Associazioni Gelatieri Fiorentini

Ore 16.30: Nel Parco “Il piccolo botanico” Gioco di osservazione della natura nel parco

Ore 16.30: Villa – Sala Biliardo “Bruno Bartoletti: una vita tra musica e organizzazione musicale” Conversazione a cura di Silvano Sanesi (Amici del Maggio Musicale Fiorentino) e Angelica Vettori

Ore 18.30: Concerto di chiusura

Info: Ufficio Turistico del Comune di Lastra a Signa ufficioturistico@comune.lastra-a-signa.fi.it Referente Silvia Bazoli tel.055 8725770 (orario dal lunedì al venerdì 9.15 – 13.15) Associazione Villa Caruso info@villacaruso.it Referente Silvia Parretti tel.055 8721783 (orario dal lunedì al venerdì 9.15 – 13.15)

programma ricevuto via mail da Silvia Parretti di Villa Caruso.

Ora che ho adempiuto al mio dovere di segnalatore dell’iniziativa vorrei togliermi un piccolo sfizio raccontandovi un aneddoto che la dice lunga sulla gestione dei musei in Italia. Mi ha fatto molto piacere ricevere la mail con i complimenti  di Silvia Parretti perchè, quando ad ottobre ho vistato il Museo di Villa Caruso, l’accoglienza non fu delle più calorose. Dopo aver pagato il regolare biglietto, come faccio da tempo in tutta Europa, chiesi se potevo fare delle foto senza l’uso del flash. Le addette alla cassa mi guardarono di traverso e mi dissero che era vietato, poi vista l’espressione che devo aver fatto io, con fare molto italico mi dissero che se le facevo quando non c’era nessuno e senza flash avrebbero chiuso un occhio… Insomma feci le foto che potete vedere sulla mia pagina di Flickr oppure qui, tutte di soppiatto, come se fossi un ladro che ruba chissà che cosa…

Ora che anche le macchinette digitali più scarse hanno la funzione “Museo” che esclude automaticamente il flash e consente di fare delle foto dignitosissime, in molti  musei d’Europa  è pacifico che i visitatori facciano delle foto delle opere e che queste vengano pubblicate in rete. In fondo è un piccolo e innocuo piacere che viene concesso al visitatore ma che ha anche un ritorno di immagine pubblicitaria per il Museo stesso. In Europa l’hanno capito anche i musei più grandi (ad esempio io ho fatto tantissime foto al Kunsthistorisches Museum di Vienna, tra cui a tutti i quadri di Pieter Bruegel). Possibile che in Italia musei grandi e piccoli continuino con l’anacronistico e antipatico divieto di fare le foto?

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Natale solidale: Illumina una capanna (col Movimento Shalom)

Natale solidale

Natale solidale

Dopo la parentesi di ieri sera riprendo la pubblicazione delle idee solidali per fare (anche all’ultimo minuto) un regalo di Natale diverso dal solito.

Oggi vi presento “Illumina una capanna“, un’iniziativa del Movimento Shalom che, con soli 50€,  vi permette di illuminare la capanna di una famiglia del Burkina Faso o dell’Uganda grazie ad un kit composto da una luce al led alimentata da un piccolo pannello fotovoltaico. Potete donare un kit intero oppure una cifra inferiore e potete richiedere alla Sede del Movimento di inviarvi (o inviare ad una persona a voi cara) una pergamena che attesti la vostra donazione. Lo sapevate che un quarto della popolazione mondiale ancora non ha la luce elettrica?

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Presentazione dell’iniziativa tratta dal sito del Movimento Shalom:

Come sarebbe la nostra vita di tutti i giorni senza la luce? Probabilmente ci sembrerebbe di tornare indietro al Medioevo. Difficile pensare che tanti uomini e donne ancora oggi vivono in queste condizioni: senza luce e senza acqua.

Ed è stato proprio dall’incontro con gli uomini, le donne e i bambini che vivono nei villaggi e nelle capanne sparse nella savana del Burkina Faso che è nato il nuovo progetto di Shalom “ILLUMINA UNA CAPANNA”, per donare la luce a chi non ce l’ha. Per accendere un piccolo faro di speranza dove di speranza ce n’è assai poca. Un progetto, questo, figlio degli ideali che animano il Movimento: quelli di dare strumenti per permettere uno sviluppo autonomo a chi, per causa delle difficili condizioni del contesto in cui vive, ha difficoltà a migliorare la propria qualità di vita, la propria condizione sociale, culturale ed economica.

 E quale migliore supporto per questo auspicabile sviluppo se non la possibilità di utilizzare l’energia che si ha a disposizione? Lo sviluppo di una società è legato alla disponibilità di energia. Ma, ad oltre un secolo dall’invenzione della lampadina, un quarto della popolazione mondiale non ha accesso all’elettricità. Questa situazione è particolarmente diffusa nell’Africa sub-Sahariana dove, in media, oltre il 90% della popolazione rurale si trova in questa condizione. Qui vengono utilizzate solo lampade a kerosene, con gravi rischi proprio per la possibilità di generare incendi, per la nocività dei fumi prodotti e, in aggiunta, con un costo molto elevato (10 volte di più di quanto costi la stessa quantità di luce ad un cittadino della California!).

In realtà quest’area è naturalmente ricca di energia solare, che potrebbe essere resa disponibile attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici.  In questo caso l’energia fotovoltaica sarebbe doppiamente vantaggiosa, perché agli aspetti positivi legati alla sostenibilità e alla riduzione dell’inquinamento si aggiungerebbero quelli legati al miglioramento della sicurezza e alla salubrità dell’ambiente domestico.

 Il kit necessario per l’illuminazione è composto da un modulo fotovoltaico di piccole dimensioni, con una potenza di 1,7 W, da una luce a led, e da una batteria al litio che serve ad accumulare l’energia durante il giorno per renderla sempre disponibile. Questa energia permetterebbe di illuminare una capanna per oltre 8 ore. Inoltre, attraverso una presa USB, come quella presente sui computer, questa stessa energia potrebbe anche essere utilizzata per ricaricare i cellulari, molto diffusi anche nelle aree più periferiche del pianeta.

L’uso del cellulare sta conoscendo in Africa un notevole sviluppo e sta contribuendo a cambiare in profondità la vita della gente. Qui il cellulare non è solo comunicazione ma è anche strumento di supporto allo sviluppo di attività micro-imprenditoriali, e perfino nuovo mezzo di pagamento (le compagnie telefoniche africane si stanno attrezzando, creando veri e propri conti correnti telefonici, in cui possono essere depositati soldi sul conto telefonico ed essere spediti, attraverso un messaggino, come un bonifico bancario). Ma la carenza di una rete elettrica, fino ad oggi, ne ha ostacolato la piena diffusione, mentre questo kit renderebbe utilizzabile il cellulare ovunque e in modo continuativo.

2 kit completi sono già stati spediti presso la sede di Shalom nella capitale del Burkina Faso in modo da verificarne l’effettiva rispondenza alle necessità e alle aspettative di chi abita nelle capanne della savana.  Il prezzo del kit, grazie alla sorprendente diminuzione del costo dei moduli negli ultimi anni, è di poche decine di euro, questo lo rende accessibile ad un’ampia fascia di popolazione.

Tuttavia per favorire maggiormente la distribuzione, il kit potrà essere acquistato anche attraverso il microcredito operato dalle cooperative di donne di Shalom. Il progetto prevede di formare queste stesse donne per spiegare i numerosi benefici legati all’uso del kit e per promuoverlo nelle capanne e nei villaggi del Burkina Faso e dell’Uganda.  Una sfida entusiasmante che Shalom vuole sostenere con l’aiuto di tutti, promuovendo una campagna per contribuire all’acquisto di un kit per realizzare una prima spedizione i cui proventi possano mettere in moto un meccanismo che auto-sostenga il progetto.

Per fare la donazione di un kit: direttamente online http://natale.movimento-shalom.org/ oppure un bollettino di ccpostale n 11858560 intestato a Movimento Shalom – causale: illumina una capanna. Per ulteriori informazioni www.movimentoshalom.org tel. 0571400462.

presentazione tratta dal sito del Movimento Shalom

Come sono andate a finire le Mele della Pace 2013.

Particolare locandina Mele della Pace.

Particolare locandina Mele della Pace.

Come vi avevo racontato nel post dello scorso 24 Ottobre  negli scorsi tre week-end è tornata l’iniziativa del Movimento Shalom intitolata “Mele della Pace” i cui proventi erano destinati a creare delle Borse di Studio per permettere a studenti poveri del Burkina Faso di frequentare l’Università IPS di Ouagadougou.

Sono stato, nel pomeriggio di Sabato scorso, con i volontari del Movimento Shalom a vendere i sacchetti di mele in un ipermercato della provincia di Firenze. Ad inizio pomeriggio le sensazioni erano abbastanza pessimistiche in quanto molti segnali  remavano contro di noi… L’affluenza delle persone era molto più scarsa che in passato, il supermercato aveva le mele come le nostre in offerta speciale e infine dovevamo condividere il lungo corridoio  con i promoter Telecom che già stressavano chi aveva appena fatto la spesa… Oltretutto l’argomento per cui vendevamo le mele non era di quelli che attiravano la sensibilità delle persone: se parli di adozioni  a distanza di bambini piccoli a cui viene garantito l’accesso all’asilo e alle elementari le persone si inteneriscono, quando invece parli di garantire a studenti poveri l’accesso all’Università le persone storcono la bocca, ti dicono che i problemi sono altri e che anche molti italiani non possono permettersi l’accesso all’Università…

La strada si presentava tutta in salita ma noi ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo con gentilezza offerto le nostre mele… Tante persone hanno rifiutato, altri si sono scusati perchè avrebbero voluto contribuire ma erano senza lavoro o con pensioni minime che non consentono loro di arrivare a fine mese, qualcuno si è inventato delle scuse alquanto bislacche o si è finto povero (nonostante vestisse abiti firmatissimi o avesse cellulari di ultima generazione in mano) infine un paio di persone si sono infervorate contro di noi perchè… “voi pensate solo all’Africa, etc etc…”

In tanti però hanno accettato la nostra offerta ed hanno comprato il sacchettino di mele. Quando sono andato via, dopo 3 ore e mezza dall’inizio, avevamo venduto oltre 110 sacchetti di mele a testimonianza che, nonostante la crisi feroce, gli italiani continuano ad essere un popolo sensibile e generoso. Se mi avessero chiesto, ad inizio serata, di fare un pronostico sui sacchetti venduti non sarei andato oltre i 30… Grazie a tutti per aver smentito le mie previsioni!

Per approfondire

Tornano le Mele della Pace di Shalom.

Particolare locandina Mele della Pace.

Particolare locandina Mele della Pace.

Nei prossimi tre week-end ritorna l’iniziativa del Movimento Shalom intitolata “Mele della Pace“. Anche se sull’edizione del 2012 io ho avuto polemicamente qualcosa da ridire (qui il post) credo che l’iniziativa resti meritoria e meriti comunque una segnalazione…

Nei fine settimana del 26 e 27 ottobre, 2 e 3 Novembre, 9 e 10 Novembre in molte piazze, centri commerciali della Toscana (ma anche di Emilia-Romagna, Puglia, Lazio e Campania) i volontari del Movimento Shalom venderanno dei sacchetti di mele i cui proventi saranno destinati a creare delle Borse di Studio per permettere a studenti poveri del Burkina Faso di frequentare l’Università IPS di Ouagadougou. L’università promuove corsi di laurea triennali in Agroeconomia, Scienze giuridiche e politiche, Comunicazione e giornalismo e il costo di una borsa di studio per tutto il triennio è di € 4.500.

Lo scopo di tutto il progetto è quello di dare la possibilità ai giovani del Burkina Faso di laurearsi e trovare un lavoro che consenta loro di mantenersi autonomamente nel loro paese, evitando quegli esodi e quelle migrazioni che troppo spesso finiscono in tragedia sulle nostre coste…

Per approfondire

Villa Caruso Bellosguardo (seconda parte – gli interni)

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Nello scorso post vi ho raccontato l’esterno di  Villa Caruso Bellosguardo. Oggi vi presento gli interni della Villa, col Museo Enrico Caruso (unico museo in Italia dedicato al tenore napoletano) e le mostre attualmente in corso…

La Villa, sorta a fine Cinquecento e ristrutturata nel periodo Barocco è composta da due edifici, collegati da un corridoio porticato creato nell’ultima ristrutturazione effettuata ad inizio Novecento da Enrico Caruso. I due edifici rispecchiano l’uso che è stato fatto nei secoli della villa: uno era  la residenza nobiliare dei proprietari, mentre l’altro era la fattoria che gestiva le proprietà terriere che facevano capo alla villa.

La storia narra che Enrico Caruso e la convivente Ada Giachetti, innamorati del luogo, comprarono la villa nel 1906 e la ristrutturarono facendola diventare residenza del tenore in Italia fino alla morte nel 1921. Come nelle migliori soap opera, la Giachetti, annoiata dalle assenze di Caruso, sempre in tornée per il mondo, si fece l’autista come amante e fuggì con lui… (qui un articolo sulle donne di Caruso). In compenso la ristrutturazione della villa, effettuata in un periodo di profonda crisi economica per la zona, dette lavoro agli abitanti di Lastra a Signa che riconoscenti regalarono al tenore il monumento con la colonna che si trova appena fuori dalla Villa. Si narra che i contadini nella pianura ai piedi della collina di Bellosguardo, come forma di rispetto,  smettessero di lavorare quando il tenore cantava…

Allo stato attuale la fattoria ospita un Museo dedicato al vino, all’enologia e alla civiltà contadina con pezzi della stessa fattoria e della raccolta “Lazzeri” proveniente dal Consorzio del Chianti. Il museo è attualmente in fase di ristrutturazione e catalogazione e viene aperto soltanto in occasioni particolari (ad esempio il prossimo week-end per la manifestazione Zafferano, sapori e saperi).

La villa invece è così organizzata: al piano terra e nel corridoio che unisce i due edifici ospita una trattoria, il bookshop del museo, una sala da concerti e altre sale (tra cui la ex-cappella) che ospitano mostre temporanee. La cappella in questo periodo ospita una mostra dedicata al centenario della nascita del Baritono Gino Bechi con costumi, oggetti di scena e locandine (ingresso gratuito – chiusura il 27/10/2013), mentre in un’altra ala è ospitata una mostra di cartoline della Russia dalla collezione che aveva raccolto Enrico Caruso tra il 1899 e il 1900 (aperta fino al 28/2/2014 ingresso gratuito con biglietto del Museo).

Il primo piano, a cui si accede per una bellissima scala in pietra serena, ospita il Museo Enrico Caruso (ingresso 5€ ridotto 4€ – audioguida gratuita) con 9 sale dedicate alla musica, alla famiglia, alle arti e alle tournée di Enrico Caruso. Locandine, dischi, quadri e fotografie che raffigurano Caruso e la Giachetti: se siete amanti dell’opera potrete perdervi tra le centinaia di cimeli e curiosità, altrimenti sarà comunque un simpatico spaccato sulla vita e la cultura tra fine ottocento ed inizio novecento…

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Vi lascio con qualche foto scattata nel museo… alcune sono scure perchè fatte tutte senza flash e leggermente di nascosto… (gli addetti non vorrebbero ma se non usi il flash chiudono un occhio)

Museo Enrico Caruso

Sala dei grammofoni e dei dischi incisi da Caruso

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Museo Enrico Caruso

Kimono indossato da Enrico Caruso nell’opera Iris al Metropolitan Opera House di New York nel 1907

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Museo Enrico Caruso

Costume di Enrico Caruso per l’opera i Pagliacci di Leoncavallo

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Museo Enrico Caruso

Uno dei tanti cimeli di Caruso

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Sala dei concerti

Il costume di Caruso per il Boris Gudonov di Musorgskij

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Sala dei concerti

Una delle vetrine

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Mostra sul baritono Gino Bechi

Oggetti di scena

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Mostra sul baritono Gino Bechi

Spartito del Rigoletto

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Foto “Villa Caruo Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Mostra sul baritono Gino Bechi

Costume da Rigoletto

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Ulteriori foto sono visibili sulla mia pagina su Flickr

Villa Caruso Bellosguardo (prima parte – gli esterni)

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Quando esco ho sempre con me la mia macchinetta fotografica e spesso immortalo immagini che poi finiscono nell’archivio del mio pc. L’intenzione sarebbe quella di stamparle, di metterle nella pagina che ho su flickr e magari di ricavarci degli articoli per il blog… Il più delle volte queste rimangono soltanto belle intenzioni… Vediamo se con questo post comincio a tirar fuori qualche foto dal pc…

Villa Caruso Bellosguardo si trova sulle colline di Lastra a Signa (Fi), in posizione panoramica (da qui il nome Bellosguardo) ed è nota per essere stata dal 1906 al 1921 la residenza del famoso tenore Enrico Caruso. Nel 1995 la villa è stata acquistata dal Comune di Lastra a Signa e da allora è aperta al pubblico. La sua posizione consente la vista, da un lato di tutta la piana fiorentina mentre dall’altro della campagna che si estende fra la Val di Pesa e il Montalbano.

La villa e il parco adiacente sono stati costruiti alla fine del 1500 ed hanno subito restauri e modificazioni sia nel periodo barocco che all’inizio del 1900. Il parco è composto da un giardino all’italiana situato tra gli edifici della villa e da un boschetto con vialetti, statue e fontane  in stile manierista sulla collina che circonda la villa. Il parco è spesso oggetto di manifestazioni e mostre come “Botanica” la mostra di piante e fiori rari che nella versione autunnale, si è tenuta la scorsa settimana e Zafferano, sapori e saperi che si terrà nel prossimo week-end.

Vi lascio con un po’ di foto scattate in occasione di Botanica e vi rimando ad un prossimo  post dedicato agli interni della villa e in particolare al Museo Enrico Caruso

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Statua nel parco adiacente al viale di accesso alla Villa

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

La statua di Apollo nel giardino davanti alla Villa

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

La villa vista dalla Fontana del Nettuno

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

L’ingresso della Villa con gli stand di Botanica

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Il giardino all’italiana visto dalla terrazza della villa.

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Il giardino e la campagna circostante

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Scorcio del giardino e della fattoria

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Zucche esposte alla mostra “Botanica”

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Particolare di un banco che vendeva esclusivamente Bulbi – Da “Botanica”

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Anne-Sophie Mutter a colazione.

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Foto “Anne-Sophie Mutter Mozart Piano Trios” by floorvan – flickr

Nella vacanza che ho passato a Salisburgo, complice la tv che aveva soltanto canali tedeschi e austriaci, sono riuscito a non vedere e a non sentire il delinquente pregiudicato Berlusconi Silvio per una settimana intera. L’unica notizia italiana passata sui tg austro-tedeschi era (purtroppo) quella del turista ucciso a Venezia nello scontro tra la gondola e il vaporetto. Pur essendo due nazioni dove si voterà il prossimo settembre, la politica interna ospitata all’interno dei tg austrici e tedeschi è molto meno presente e invadente di quella che invece ci rifilano nei tg Italiani.

Tornato a casa mi sono ritrovato Berlusconi in tutte le salse e a tutte le ore: dai cartelloni pubblicitari negli autogrill fino a tutti i canali televisivi. Sembra che l’unico e più importante problema che ha l’Italia sia quello di salvare il delinquente di Arcore dalla sua condanna… Stando ai media sembrerebbe che 60.000.000 di italiani abbiano cessato qualsiasi attività e siano immobili in attesa della soluzione dei guai del singolo cittadino Berlusconi Silvio…

Come ha scritto su “Il fatto quotidiano” Paolo Pinzuti il centro di gravitazione nazionale non è nell’ombelico di un decrepito cavaliere decaduto.”

Appunto, credo che in questo momento vada spostato il centro delle nostre attenzioni dal deliquente di Arcore verso altri lidi, un po’ come si fa ignorando quei bambini capricciosi che urlano, sbraitano e battono i piedi per attirare l’attenzione dei genitori. Così stamattina a colazione, per non sorbirmi la solita rassegna stampa con le farneticazioni dei vari Cicchitto, Violante e compagnia bella, ho fatto un po’ di zapping e mi sono imbattuto in Anne-Sophie Mutter che eseguiva la Sonata in Sib maggiore per violino di Mozart K454.  E’ stato un sollievo: volete mettere far colazione con Mozart e la Mutter al posto del delinquente Berlusconi e della pitonessa Santanchè?

Qui sotto la sonata di Mozart (non è quella eseguita dalla Mutter ma l’unica che ho trovato in rete)


Rientro alla base…

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Foto “Mondsee 2009″ by Martin Wippel – flickr

Dopo nove giorni al mare durante il Summer Jamboree e dopo una settimana tra Berchtesgadener, Salisburghese e Salzkammergut  ieri purtroppo sono tornato a casa… Era da Agosto 2012 che non facevo un giorno di ferie… Ci volevano proprio! Peccato che siano finite troppo presto…

Datemi il tempo per ripigliarmi, disfare i bagagli, riordinare le idee e poi ripartirò anche col blog… Si accettano consigli su come superare la depressione post vacanza… Intanto per stasera faccio una corsetta alle Cascine e poi pizzata in famiglia…

Un paese civile si riconosce anche da queste piccole cose…

Foto "17/365" by DorteF - flickr

Foto “17/365″ by DorteF – flickr

Nelle settimane scorse abbiamo discusso su vari blog dell’opportunità di tenere aperti i negozi la domenica e nelle giornate di festa, soprattutto nelle località turistiche. Non voglio tornare sull’argomento ma colgo l’occasione per farvi conoscere un’usanza che ho trovato in Austria.

La Domenica in Austria tutti i negozi sono chiusi, sia che vi troviate nei paesini di montagna sia che vi troviate nel centro storico di Vienna: uniche eccezioni qualche bar, qualche ristorante e qualche museo (ma non tutti). Sono chiuse perfino le edicole e quello che vedete nella foto è il modo per comprare il giornale la Domenica mattina: ai semafori, ai pali della luce e ai cartelli stradali sono appese delle buste con i quotidiani e un mini salvadanaio con un lucchetto dove mettere le monete per pagare il giornale. Si mette il soldino  e si prende la propria copia: l’anno scorso l’ho fatto anch’io quando ero a Vienna in occasione del concerto di Lady Gaga…

Immaginatevi una cosa del genere in Italia… qualcuno si porterebbe via tutti i giornali senza pagare, oppure sbarberebbe il salvadanaio e magari romperebbe anche il palo pur di arraffare quella decina di euro che ogni scatolina contiene. Qualcun altro lo farebbe solamente per danneggiare un quotidiano che ha una linea politica diversa dal proprio pensiero.

Secondo me, queste buste appese ai cartelli stradali, sono un segno di civiltà e di rispetto che purtroppo noi italiani non possiamo permetterci. Ogni palo esprime il rispetto del lavoro e del riposo altrui, la fiducia nel prossimo e indica che almeno la Domenica non è fatta per produrre e consumare senza sosta.

E tutto sommato, anche per i turisti, la Domenica austriaca diventa piacevolmente diversa: passeggiare con i negozi chiusi e le vetrine spente diventa l’occasione per concentrarsi sulle architetture, sui monumenti a cielo aperto e sulle persone del luogo. A volte si colgono dei dettagli che, attirati dal luccichio delle vetrine, magari ci sarebbero sfuggiti… E se poi un museo dovesse essere chiuso, rimane sempre qualche parco o qualche panchina dove sedersi e, con lentezza, ammirare un paesaggio nuovo e tutta la vita che scorre intorno…

Duecento metri a Sud della drogheria del quartiere.

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Foto “All of Alajuela” by puroticorico – flickr

Come ho scritto in passato ho un vecchio hobby, iniziato quando ero giovincello: collezionare pins e gadgets. Un giochino che è una stupidaggine ma che mi ha permesso di fare nuove amicizie in tutto il mondo, coltivare le lingue ed imparare usi e costumi di altre popolazioni.

La scorsa settimana, per la prima volta mi sono accordato per fare uno scambio di pins con un collezionista del Costa Rica. Quando ci siamo scambiati gli indirizzi per l’invio delle lettere con i gadgets sono rimasto allibito… l’indirizzo del mio amico, tradotto in italiano, più o meno recitava così: Pedro [...] 200 metri a sud della drogheria “i 5 angoli” del quartiere “giuncheria”. Pensavo che mi prendesse in giro e perciò gli ho chiesto se l’indirizzo era reale e allora ho scoperto una curiosità di tutto il Costa Rica. Le strade e le piazze non hanno nomi e numeri e tutte le persone (compreso anche il servizio postale) si orientano dando indicazioni relative a distanze rispetto a negozi, distributori di benzina, chiese etc… Ho fatto una veloce ricerca su internet e ho scoperto che la popolazione locale è così abituata a questo tipo di indicazioni che anche le pochissime strade e piazze che hanno un nome (di solito quelle turistiche) vengono  sempre indicate in relazione alla distanza da un luogo conosciuto, usando i punti cardinali. Quindi avremo… a 300 mt. nord-ovest dalla cattedrale, a 50 mt. a sud del cinema… e così via.  Una guida turistica del Costa Rica raccomandava ai viaggiatori di munirsi di una bussola o di un gps e di tenere conto che tutte le chiese sono orientate verso Est…

Ad una prima impressione ho pensato che questa usanza del Costa Rica fosse una follia, poi ho fatto mente locale e mi sono reso conto che anch’io quando do il mio indirizzo, dopo aver detto via e numero civico aggiungo sempre…. “di fronte alla Casa del Popolo del quartiere…”, oppure “cento metri dopo la chiesa sulla sinistra…”