Piccolo esempio di come funziona la Sanità Pubblica in Toscana.

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Foto “Radiografía” by Carlos Adampol – flickr

Ho dovuto fare una radiografia ad un piede e quindi mi sono informato su costi e tempi per farla. Grazie a Dio sono un tipo sano, di età e reddito nella media e quindi sono soggetto a pagare il ticket… Sono però rimasto basito sull’esito della mia ricerca.

  • ASL Firenze – Sanità Pubblica – Tempo di attesa 1 settimana – Costo ticket 36€
  • Pubblica Assistenza Humanitas – Sanità Privata – Tempo di attesa 1 giorno. Costo prestazione cittadino comune (non socio Humanitas) 33€
  • Pubblica Assistenza Humanitas – Sanità Privata – Tempo di attesa 1 giorno. Costo prestazione socio Humanitas 25€
  • Pubblica Assistenza Humanitas – Sanità Privata – Tempo di attesa 1 giorno. Costo prestazione + quota di tesseramento annuale 35€

In tutti e tre i casi il costo del ticket nella struttura pubblica della Asl superava il costo dell’intera prestazione nella Sanità Privata… Alla fine ho fatto la tessera della Pubblica Assistenza perchè almeno per tutto il 2013 posso accedere alle prestazioni sanitarie a costi “popolari”… E meno male che da noi abbiamo le Misericordie e le Pubbliche Assistenze!!!!

In compenso, la signorina del Centro Unico di Prenotazione della Asl, ha tenuto ad informarmi che, se mi fossi fatto le radiografie ad entrambe i piedi, in quel caso i costi della Asl sarebbero stati più convenienti di quelli della Pubblica Assistenza…

Una buona notizia: le petizioni a favore dei lavoratori tessili del Bangladesh hanno avuto effetto!

Ricordate il post dello scorso 8 Maggio in cui vi invitavo a firmare la petizione di Avaaz a favore dei lavoratori tessili del Bangladesh? Ebbene, le petizioni sono state più di una, lanciate in tutto il mondo e sommandole tutte insieme  hanno già raggiunto più di un milione e mezzo di firme. La pressione di così tanti consumatori, tutti informati e critici, ha avuto effetto: molte delle multinazionali coinvolte hanno firmato l’accordo per la sicurezza dei lavoratori in Bangladesh. Vi copio-incollo l’articolo pubblicato oggi sul sito della Campagna Abiti Puliti  (membro italiano della campagna internazionale Clean Clothes Campaign). Questa vittoria contro la delocalizzazione selvaggia è importante perchè sui diritti dei lavoratori non ci sono differenze fra Nord e Sud del mondo: o si vince tutti insieme, o si perde tutti! Grazie a tutti!!!!!

(2013) Abbiamo vinto. Anche Benetton sigla l’accordo sulla sicurezza in Bangladesh

copertinasito_abbiamovintoLa pressione popolare coordinata dalla Campagna Abiti Puliti ha costretto anche Benetton a firmare l’accordo per la sicurezza e la prevenzione degli incendi in Bangladesh.

A poche ore della scadenza dell’ultimatum lanciato dalla CCC, l’azienda italiana ha deciso infatti di sottoscrivere l’accordo che prevede ispezioni indipendenti negli edifici, formazione dei lavoratori in merito ai loro diritti, informazione pubblica e l’obbligo di revisione strutturale degli edifici e obbligo per i marchi internazionali di sostenere i costi e interrompere le relazioni commerciali con le aziende che rifiuteranno di adeguarsi, per rimuovere alla radice le cause che rendono le fabbriche del paese insicure e rischiose per migliaia di lavoratori.

“Il cuore dell’accordo” spiega Deborah Lucchetti “è l’impegno delle imprese internazionali a pagare per la messa in sicurezza degli edifici, unitamente ad un ruolo centrale dei lavoratori e dei loro sindacati. Solo attraverso una diretta partecipazione dei lavoratori del Bangladesh sarà possibile costruire condizioni di lavoro sicure e mettere la parola fine a tragedie orribili come quella del Rana Plaza”.

La firma di Benetton arriva dopo aver negato a lungo il suo coinvolgimento con fornitori presenti al Rana Plaza e dopo che molti dei marchi impegnati nelle fabbriche bengalesi avevano già riconosciuto la propria responsabilità. H&M, Inditex, PVH, Tchibo, Primark, Tesco, C&A, Hess Natur sono alcuni dei primi firmatari dell’accordo.

Questo successo è frutto non solo della collaborazione straodinaria tra la Clean Clothes Campaign, il Workers Rights Consortium, la federazione dei sindacati internazionali IndustiAll e UNI Global Union, unitamente alle altre organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti dei lavoratori, tra cui citiamo International Labor Rights Forum (ILRF), United Students Against Sweatshops (USAS), Maquila Solidarity Network (MSN), War on Want, People and Planet, SumOfUs.org, Change.org, Credo Action, Avaaz e Causes, ma soprattutto della forza che i consumatori hanno saputo imprimere alla campagna decidendo di sottoscrivere la petizione che chiedeva ai marchi azioni concrete.

Dal 2005 più di 1700 lavoratori tessili in Bangladesh sono morti a causa della scarsa sicurezza degli edifici. Ora si apre una fase nuova, nella quale i marchi si sono impegnati ad essere parte attiva e collaborativa.

Tutti insieme siamo riusciti a creare un precedente storico di mobilitazione dal basso che difficilmente potrà essere ignorato d’ora in avanti.

Articolo “(2013) Abbiamo vinto. Anche Benetton sigla l’accordo sulla sicurezza in Bangladesh” pubblicato sul sito “Campagna Abiti Puliti”

730, Farmaci, detrazioni e scontrino parlante…

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Foto “Farmacia” by Turkinator – flickr

Tempo di 730 e di spese mediche da portare in detrazione. Ma per i medicinali e i farmaci, cosa si può portare in detrazione? E come va interpretato il cosiddetto  “scontrino parlante” che a volte sembra proprio parlare un’altra lingua?

Gli scontrini della farmacia devono obbligatoriamente riportare il codice fiscale dell’assistito, il tipo di medicinale acquistato e il codice numerico di identificazione del farmaco. Per rispetto della privacy del paziente/contribuente nello scontrino non viene messo il nome del farmaco ma un codice che non è altro che il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (A.I.C.) del medicinale. Ma quali sono i medicinali che si possono detrarre dal reddito?

Si possono detrarre dal reddito i farmaci/medicinali che appaiono nello scontrino con le seguenti voci:

  • farmaco
  • medicinale
  • f.co
  • med.
  • sop
  • otc
  • omeopatico
  • preparazione galenica
  • ticket

NON si possono detrarre invece le seguenti voci (nel conteggio per il 730 questi importi andranno tolti dallo scontrino)

  • parafarmaco
  • integratore
  • fitoterapico (i fitoterapici per cui è ammessa la detrazione sono indicati in scontrino come farmaco o medicinale)

Infine ricordo che sulle ricevute/fatture per visite mediche di importo maggiore di 77,47€ va messa una marca da bollo da 1,81€ e che, in mancanza del bollo, la responsabilità ricade sul contribuente e non sul medico che ha emesso la ricevuta…

La salute è un diritto: campagna Nazionale di Emergency

Avrei voluto scrivere questo post molto prima ma tutta una serie di impegni lavorativi e familiari mi hanno impedito di farlo e perciò approfitto degli ultimi cinque giorni utili per ricordare la campagna di Emergency intitolata “La salute è un diritto. Sostieni Emergency con il numero solidale”.

Questa iniziativa si ispira  all’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” e si propone di di raccogliere fondi per l’ampliamento dell’intervento umanitario di Emergency in Italia. Con i fondi raccolti verranno acquistati e allestiti due ambulatori mobili per portare cure ai braccianti agricoli, si finanzieranno due Poliambulatori che saranno avviati a Napoli e Polistena (RC) durante il 2013, le attività dei due Poliambulatori già operativi a Palermo e Marghera e dei due ambulatori mobili “Polibus” già operativi in zone di forte disagio sociale e dove l’accesso alla sanità è difficoltoso.

La raccolta fondi avviene attraverso il numero solidale 45505 attivo dal 8 a al 28 aprile: dè possibile donare 2 euro da cellulare o 2 oppure 5 euro da telefono fisso al Programma Italia di Emergency.

Purtroppo nella nostra povera Italia quasi 9.000.000 di cittadini non possono accedere alle cure nel servizio sanitario nazionale, che ormai è volto più al profitto e alla tutela dei bilanci che a quella del diritto alla salute di tutti. D’altra parte quando gli ospedali diventano “Aziende sanitarie” o, come le hanno chiamate qui nella Toscana, “Società della Salute” e quando nelle corsie degli ospedali o negli ambulatori i cittadini vengono chiamati “clienti” o “utenti” si capisce dai termini usati che lo scopo del servizio pubblico non è più quello di garantire le cure a tutti ma solo a chi può permettersele…

Aiutiamo perciò Emergency a rendere di nuovo concreto l’articolo 32 della Costituzione!

Il Governo Monti non dimezzi gli indennizzi per le vittime degli incidenti stradali.

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Foto “Car Crash: 12 march 2009″ by jenineabarbanel – flickr

Nel tempo, molti governi italiani hanno avuto la pessima abitudine di mettere, nascoste fra le pieghe dei loro decreti, delle norme a danno dei cittadini normali ma a favore dei potenti e dei gruppi di potere che li hanno appoggiati. Figurarsi se un governo alla scadenza del suo mandato, come quello di Mario Monti, non abbia pensato a fare di nascosto un qualche piacere agli amici degli amici… L’Associazione Vittime della Strada segnala (e la rivista “Il Salvagente” pubblica nel numero attualmente in edicola) il tentativo del governo Monti di fare un regalo alle assicurazioni, proprio a spese di chi resta invalido per incidente stradale…

L’appello dell’Associazione vittime della strada: “NON FATE PAGARE ALLE VITTIME GLI INTERESSI DEGLI ASSICURATORI”

Per il momento il pericolo è scampato ma la spada di Damocle del dimezzamento dei risarcimenti alle vittime di incidenti stradali pende ancora sugli automobilisti italiani. Il rischio è contenuto in un decreto del presidente della Repubblica (Dpr) che il governo Monti sarebbe intenzionato ad approvare in uno dei prossimi consigli dei ministri, a meno di ripensamenti dell’ultima ora. Un ripensamento è ciò che auspica l’Associazione italiana familiari e vittime della strada che, intanto, è riuscita ad ottenere lo stralcio della questione dall’ultimo Cdm e l’impegno del capo di gabinetto del ministero della Salute di farsi portatore presso il ministro Balduzzi delle istanze dell’associazione per congelare il provvedimento.

COLPO DI MANO

La questione è complicata e antica. A stabilire che esistessero delle tabelle nazionali (prima ogni tribunale si regolava autonomamente) con i valori del risarcimento per i danni alla persona è stato il codice delle assicurazioni, entrato in vigore nel 2006. Quel testo delegava il governo ad adottarle entro 24 mesi (entro, quindi, gennaio 2009). Mentre quelle per danni lievi, da 1 a 9 punti, sono arrivate quasi subito, delle altre, quelle per danni gravi, da 10 a 100 punti, non si è saputo più niente finché nel giugno del 2011 la Cassazione ha stabilito che per la quantificazione economica del danno biologico le tabelle di riferimento erano quelle del Tribunale di Milano. È stato solo di fronte a questa decisione, che sgradita alle compagnie di assicurazione in quanto i rimborsi aumentavano di circa il 15%, che prima il governo Berlusconi e poi quello Monti hanno tentato di mettere mano alla questione presentando un Dpr che in pratica taglia drasticamente i risarcimenti.

NON PROVATECI

Gli effetti ce li spiega Giuseppa Cassaniti, presidente dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada: “Un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio) è oggi risarcito con un ammontare che include anche il danno morale, da un minimo di 365.659 euro fino a 454.000 euro. Con le tabelle proposte dal decreto del governo tali valori rischiano di dimezzarsi. Per questo noi chiediamo che le tabelle nazionali di riferimento restino quelle del Tribunale di Milano. Non può essere che per tutelare gli interessi delle assicurazioni a farne le spese siano le vittime degli incidenti”.

Articolo pubblicato a pagina 25 de “Il Salvagente” n.15/2013

Le mie nuove scarpe da corsa… da oggi Brooks!

Come detto nello scorso post, ieri sono andato a comprare le mie nuove scarpe da corsa. Su consiglio del mio fisioterapista sono stato in un negozio dove mi hanno fatto anche un “Run test” computerizzato (e gratuito) per valutare il tipo di passo che ho… Essendo un negozio multisport in un centro commerciale non ci ero mai stato (di solito preferivo i negozietti specializzati nel running) e invece ho trovato un commesso molto competente e disponibile.

Il run test

Il commesso mi ha fatto correre su un tapis roulant mentre una telecamerina registrava la mia corsa e mandava i dati e le immagini al computer, dove un software analizzava il mio passo. Ho fatto questo test con tre paia di scarpe differenti e alla fine il risultato ha confermato quello che negli altri negozi mi avevano detto “ad occhio”: sono un leggero pronatore. Il test era così approfondito, che ho scoperto di essere proprio strano: il piede sinistro ha una perfetta corsa neutra mentre il destro è leggermente pronatore. Si vede che, proprio come in politica, mi trovo meglio con la  sinistra che con la destra!

Le scarpe

Dopo le analisi del passo, fatte con scarpe sia neutre che antipronazione,  abbiamo deciso di prenderne un paio che correggano leggermente la pronazione. Per il piede sinistro non ci sono differenze, mentre il piede destro trova un discreto giovamento dalla leggera correzione delle scarpe, tanto che atterra in modo neutro… Considerando anche il mio peso (da un annetto sono un po’ troppo sovrappeso) e il fatto che ho la pianta dei piedi abbastanza larga, la scelta è andata a finire su un paio di scarpe statunitensi che sostituiranno le giapponesine Mizuno di cui vi avevo parlato ieri. Alla fine sono approdato alle Brooks  Adrenaline GTS 13 che per qualche giorno indosserò nella vita normale per l’adattamento piede-scarpa…. Se poi con le prossime sedute,  il fisioterapista mi rimetterà a posto, presto potrei tornare a correre e a  tediarvi con post su allenamenti e gare…

Appendice

Tornato a casa, per curiosità sono andato a vedere la statistica che la Rivista “Runners e benessere” (ex “Podismo e Atletica”) pubblica ogni anno sulle marche di calzature usate dai podisti nella “Maratonina della Befana” che si svolge il 6 gennaio a Firenze e che vede tre o quattro disgraziati impegnati a prendere nota delle  marche delle scarpe di tutti gli arrivati al traguardo…

Ebbene, dopo tanti anni in testa alla statistica, la  Mizuno dal 33% del 2009 è scesa al 28,4% del 2013 con un calo del 4,6% e la perdita della prima posizione a favore delle Asics (33,9%).  Le Brooks passano dal 5,7% del 2009 al 13,7% del 2013 e sono le scarpe che hanno avuto l’incremento maggiore, arrivando al 4° posto della classifica, superate da Nike in terza posizione che rimane sulle sue percentuali degli anni passati (14,9%). A seguire tutte le altre: Saucony, Adidas, New Balance, Puma, Fila Diadora, Rebook. (dati tratti dalla tabella pubblicata a pagina 55 del numero di Febbraio 2013 della rivista “Runners e benessere”)

Stai a vedere che come scritto nel post di ieri il mio fisioterapista ha ragione…

Foto "Brooks Adrenaline GTS 13" by unpodimondo

Foto “Brooks Adrenaline GTS 13″ by unpodimondo

Il crollo di un mito: …addio Mizuno!

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Foto “Running Shoes” by peteaylward – flickr

E’ da molto tempo che non scrivo più di podismo semplicemente perchè è dall’inizio dell’anno che ho smesso di correre e pure di allenarmi a causa di una fastidiosa fascite plantare. A dire il vero i primi segnali della fascite erano arrivati a fine novembre ma siccome avevo delle gare a cui tenevo particolarmente, da buon fesso ci ho corso sopra per un mese e ho aggravato la situazione… Le conseguenze di tale comportamento sono che, se adesso vado a fare una corsetta anche di soli 40 minuti, poi zoppico per 3 giorni a causa del dolore sotto al piede destro…

Dopo ecografie, visita ortopedica e due appuntamenti saltati per colpa mia a causa di influenza, riesco finalmente ad andare a farmi vedere da un bravissimo fisioterapista che corre nella mia stessa squadra e che mi è stato consigliato da alcuni amici che sono stati rimessi  in piedi da lui in poche settimane…

Alla prima visita racconto al fisioterapista tutta la mia storia mentre lui inizia a torturami perbenino. Quando gli dico che la fascite mi fa parecchio male sul piede destro ma anche un pochino sul piede sinistro… lui si volta e mi dice: «Allora sono le scarpe. Ogni quanto le cambi?» ed io: «Una volta con lo stesso modello facevo anche 700 km, ultimamente non riesco a farci nemmeno 500 km. Le ultime sono quasi nuove, ci avrò fatto si e no 250 km». La sua faccia si illumina col sorrisino ironico di chi la sa lunga e mi dice: «Scommetti che indovino la marca delle tue scarpe da corsa? Tu usi le Mizuno.» Io rimango a bocca aperta e dopo alcuni secondi di silenzio domando: «Come hai fatto? Non è possibile, uso le Mizuno da anni.» E così lui mi spiega che tra il 2012 e il 2013 ha avuto almeno una quarantina di casi come i miei, tutti podisti che usavano le Mizuno e che, nella maggior parte dei casi, han dovuto cambiare marca di scarpe. Da qui il mio fisioterapista parte con una lunga e interessante dissertazione tecnica sulle suola delle scarpe da running che si conclude con l’affermazione che, secondo lui, negli anni le suole delle Mizuno siano peggiorate sensibilmente, tanto da essere causa di infortuni… La sensazione, che riportano anche diversi podisti sul web, è che le suole siano più “secche” rispetto al passato…

Mi è crollato un mito: tanti anni fa, dopo una serie di peregrinazioni fra una marca e l’altra, ero finalmente approdato alle Mizuno, con le quali ho fatto maratone, mezze maratone e decine di corse di tutti i tipi. Da alcuni anni avevo perfino trovato il “mio” modello: le Wave Nexus (ebbene si sono un leggero pronatore). Mi ero così affezionato che ho seguito quasi tutta l’evoluzione delle Nexus: dalle Nexus 2 sono arrivato alle Nexus 6 al ritmo (e con i costi) di minimo 3 paia nuove ogni anno…

Nel tardo pomeriggio vado a comprare le scarpe nuove: …addio giapponesine Mizuno, stasera vi tradirò e tornerò a casa con un paio di scarpe della concorrenza…

Se mi ripiglio…

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Foto “Termometro” by Bichuas (E. Carton) – flickr

L’ultimo mio post risale ormai allo scorso 5 Marzo… Avrei voluto scrivere un sacco di cose ma il 7 Marzo sono caduto nelle grinfie dell’influenza e ne porto ancora le conseguenze… Tanto per cominciare: 3 giorni con la febbre che non scendeva mai sotto 39° (nonostante secchi di aspirina, tachipirina e antibiotici), a seguire due giorni con un po’ meno febbre ma passati sulla poltrona di ceramica e infine altri 3 giorni  a strasciconi per casa come uno zombie… Scaduto il certificato e sfebbrato sono tornato al lavoro ma, a distanza di una settimana vivo ancora in una sorta di mondo parallelo: ho ancora tosse, nausea e una tale stanchezza che appena torno dall’ufficio, ceno e vado a letto con le galline…

Appunto, adesso sono le 21 e 17 e io vado a letto… Appena mi ripiglio (se mi ripiglio) torno a scrivere sul blog. Voi nel frattempo cercate di tenere duro e, se vi riesce, fate girare il mondo per il verso giusto… Col nuovo papa siete stati bravissimi, col nuovo governo mi sembra un po’ meno, ma io resto fiducioso…

L’acqua che manda il vostro dottore di famiglia in crociera…

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Foto “Signora del Vento” by JohnBurke – flickr

Quando dovete andare nello studio del vostro medico di famiglia quante mezzore vi capita di attendere nella sala di aspetto? E quando siete lì che cosa fate? Ascoltate i dolori e le lamentele delle altre persone presenti? Sfogliate quelle vecchie riviste semidistrutte e piene di batteri che giacciono da mesi sul tavolino? Oppure aspettate il vostro turno osservando i soliti quadri e i poster appesi alle pareti, che ormai conoscete a memoria?

In questo ultimo caso potreste imbattervi in un poster nuovo, dove una persona con un camice ed uno stetoscopio pubblicizza le acque minerali di Del Piero e di Miss Italia… Non vi preoccupate, il poster non è lì perchè si tratta di acque miracolose che vi faranno guarire all’istante… D’altra parte mica sono di Lourdes? Sono acque delle province di Pisa e di Perugia.

Il poster è lì perchè, come raccontato dall’articolo pubblicato su “Il fatto alimentare”, il sindacato dei medici di famiglia FIMMG ha fatto un accordo pubblicitario con le acque di Del Piero e Miss Italia. Se vostro medico tiene appeso ben in vista il poster nello studio per un anno,  partecipa all’estrazione di 100 crociere a bordo del veliero “Signora del Vento”…  Ecco, mandatecelo voi il vostro medico… in crociera nel vento!!!

Io, cittadino toscano, sto con Marco Lenzoni.

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Foto “Anàlisi de sang” by mina. – flickr

La ASL 1 di Massa Carrara è da anni nell’occhio del ciclone per un buco di bilancio di ben 200 milioni di euro (qui un articolo da “Il fatto quotidiano”). In questi giorni è tornata alla ribalta per un gesto di generosità di un proprio dipendente che è stato assurdamente interpretato dalla nuova dirigenza come un atto che avrebbe gettato discredito sull’immagine dell’Azienda.

Gennaio 2013. Una signora indigente si presenta allo sportello della ASL per fare le analisi del sangue alla figlia febbricitante e in stato di salute precario da almeno 6 settimane. Purtroppo non ha i soldi per pagare anticipatamente il ticket e secondo le circolari della ASL, avrebbe dovuto riportare a casa la figlia senza farle le analisi. Marco Lenzoni, infermiere in servizio al centro prelievi di Montignoso, basandosi sul codice deontologico della sua categoria, mette mano al portafoglio e paga personalmente i 40€ di ticket permettendo alla  ragazza di farsi le analisi del sangue.

Successivamente Marco Lenzoni denuncia l’accaduto ai media e come conseguenza la dirigenza della ASL Apuana, secondo quanto riportato dalla stampa locale e nazionale, lo minaccia di un provvedimento disciplinare per aver danneggiato l’Azienda ed aver gettato discredito sulla sua immagine. Provvedimento che potrebbe tradursi in una multa, in una sospensione oppure sfociare addirittura in un eventuale licenziamento. In attesa degli sviluppi futuri intanto la signora delle analisi ha già rimborsato a Marco l’importo del ticket.

Ecco, questa sarebbe una foto della tanto famosa “Sanità Toscana”: all’umanità e alla professionalità dei tantissimi operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici, … ) che nonostante i tagli si fanno davvero in quattro per i malati, fa da contraltare una dirigenza amministrativa che, secondo il mio opinabile e modesto parere di cittadino, mostrerebbe tutta l’arroganza del potere, tutta l’indifferenza verso il diritto alle cure dei cittadini e tutto il voler misurare la salute col metro dei $oldi… Avere sulle spalle 200 milioni di euro di buco di bilancio e negare le analisi ad una cittadina indigente per 40€ di ticket mi sembra proprio il sintomo di “chi farebbe il forte con i deboli e il debole con i forti”. Secondo il mio parere  il detto “NO MONEY, NO PARTY” andrebbe cambiato in “NO MONEY NO SALUTE…”

D’altra parte anche le parole del vocabolario hanno un peso: una volta avevamo gli OSPEDALI, poi sono venute le AZIENDE SANITARIE, ora abbiamo le SOCIETA’ DELLA SALUTE. Cosa ci riserverà il dizionario del futuro? Forse la BORSA DEL BENESSERE o la PIAZZA AFFARI DELL’IGIENE ? Oppure lo SPREAD SPECULATIVO DELLA SALUTE?

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Petizione a sostegno di Marco Lenzoni

Link alle fonti della notizia

AGGIORNAMENTO delle 8.55

Apprendo dal sito GONEWS (qui la notizia completa) che, se la notizia è vera, ieri la la direzione della Asl avrebbe affermato “L’infermiere Marco Lenzoni non rischia il posto di lavoro, soltanto un richiamo, una sorta di rimprovero. Può stare tranquillo”. Pare che questo cambiamento sia arrivato dopo che ieri Marco Lenzoni è stato ospite della trasmissione televisiva di Canale 5 “Mattino5″. Potere della televisione…