Ciao Don Gallo…

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Foto “Tanto di cappello” by Elena Torre – flickr

Ci sono pittori così geniali che con due righe di matita, invece di fare uno scarabocchio, creano un’opera d’arte. Penso che Roberto Benigni sia un pittore della lingua italiana e l’altro giorno, al funerale di Carlo Monni (qui il mio post), l’ha dimostrato facendo il ritratto dell’amico attore con due sole parole: “era un francescano marxista”. Credo che questa definizione sarebbe piaciuta parecchio anche a Don Gallo, uno che come San Francesco è rimasto nella Chiesa ma sempre in posizione ostinata e contraria.

Su Don Gallo hanno scritto e scriveranno in tanti: io mi limito a fare il copia incolla di un articolo pubblicato dalla Gazzetta di Mantova in occasione dell’intervento di Don Gallo al Festival della Letteratura del 2011.

Il manifesto del prete da marciapiede «Disubbidite, l’Italia sta affondando»

[...] Nell’aria c’è profumo di Festivaletteratura, erba tagliata e chiacchiere che si rincorrono sotto il tendone. Parla don Gallo e si zittiscono tutti. Parla don Gallo e viene spontaneo pensare che così dovrebbe essere un prete. Dalla parte degli ultimi e dei disubbidienti, ma senza retorica né vanità. Un po’ sboccato e tanto profondo.

Ruvido, allegro, schierato. Un prete da marciapiede, come si definisce lui. Con le tasche piene di aneddoti, memorie, ricordi e vuote di soldi. Un prete convinto con Norberto Bobbio che «la vera distinzione non è tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti». Tra sudditi e cittadini, consapevoli che «l’obbedienza non è una virtù, ma la più subdola delle tentazioni». È necessario che ognuno si senta responsabile di tutto, perché nessuno si salva da solo.

Gramsci, Don Milani, La Boétie, Mario Capanna, la comicità dissacrante di Paolo Rossi, la militanza di padre Alex Zanotelli, l’entusiasmo di Fernanda Pivano, la lezione di Fabrizio De André, la febbre d’amore dei suoi ragazzi, i tossici della comunità di San Benedetto al Porto, Genova. Don Gallo si appassiona a parlare, perde e ritrova il filo, inciampa nei suoi ricordi di studente, marinaio, partigiano. Di uomo che ha vissuto, pregando Dio «di non morire democristiano». Il pubblico lo applaude, lui lo lusinga: «Siete voi lo spettacolo, a Mantova c’è l’Italia che vorrei e che si sta realizzando. Il Paese affonda, ma siamo ancora in tempo».

 Il primo pensiero è per Vittorio Arrigoni, l’attivista ucciso a Gaza. La sua eredità è condensata in due parole, un appello così disarmante da suonare rivoluzionario. Restiamo umani. «Voglio essere più umano», ripete don Gallo al microfono, assicurando che il segreto è sapersi «discendenti da un unico ceppo ancestrale». Siamo tutti fratelli e sorelle. Il prete da marciapiede è anche uomo da palco, sa tenere l’attenzione e stemperare l’impegno nella risata, sempre puntuta. Risate come quando confessa di essere il consigliere segreto di Papa Ratzinger, «il pastore tedesco», e racconta di un loro colloquio recente. Del disorientamento di Benedetto XVI circa la condotta di Berlusconi, sempre aiutato, sostenuto, protetto («anche dal nostro predecessore»).

Vicinanza ideologica? Macché, 8 per mille e niente Ici. Ora, però, il boccone è troppo amaro da mandar giù. «Don Andrea, ma secondo te Berlusconi è uomo di fede?». Risposta, «no è Fede che è uomo di Berlusconi».

Impegno, come quando il filo del discorso s’infila nella cruna del G8, «se solo avessimo ascoltato i nostri giovani». I loro dubbi, la loro intelligenza. Possibile che l’unico mondo possibile sia questo? Banca mondiale, Fondo monetario internazionale, Organizzazione mondiale del commercio. Mercato selvaggio. Un mondo dove l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne (che don Gallo storpia in «Minchioni») si permette di ricattare gli operai con un referendum che è come una pistola puntata alla tempia: se vincono i sì bene, altrimenti mi porto la fabbrica altrove.

Impegno, risate e colore. Il pubblico invitato ad alzarsi per intonare El pueblo unido jamas sera vencido e l’urlo di battaglia Se non ora, quando? È questa la speranza che grida più forte del male, come ha scritto sulla bacheca della comunità uno dei suoi ragazzi.

Colore e rabbia. C’è anche l’onore dell’ex marinaio a bussare alla coscienza di don Gallo, che denuncia: «Abbiamo accettato d’impacchettare i naufraghi per riconsegnarli a Gheddafi, baciandogli pure la mano».

«Il primato della coscienza personale è dottrina certa, chi dice il contrario è eretico» ruggisce ancora il prete da marciapiede, citando il Concilio Vaticano II. «Andarmene dalla Chiesa cattolica? No, è casa mia, semmai dovrebbe andarsene qualcun’altro. E stasera, quando tornerete a casa, date una carezza ai vostri bambini e dite loro che è la carezza di Papa Gallo». Amen.

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Mantova e ripreso dal sito web della Comunità San Benedetto al Porto di Genova

XXXVIII Festa della Pace a Collegalli (Fi)

Locandina XXXVIII Festa della Pace dal sito del Movimento Shalom.

Locandina XXXVIII Festa della Pace dal sito del Movimento Shalom.

Anche se, per altri impegni concomitanti non potrò partecipare,  è con molto piacere che pubblico il programma della XXXVIII Festa della Pace che il Movimento Shalom organizza nella giornata del 1 Maggio a  Collegalli – Montaione (Fi). Nella splendida località, tolamente immersa nella campagna toscana la festa si svolgerà dalla mattina alla sera con un sacco di eventi per adulti e bambini.

ore 9.30 Apertura stand: cultura, gastronomia e artigianato
ore 10.30 Adozioni internazionali “Educare mio figlio” Interventi di: Luca Martini (responsabile adozioni internazionali Shalom), Giada Tessitori (psicologa), Jospeh Masumu Nzimbala (referente Shalom R.D.Congo)
ore 12.00 Preghiera interreligiosa per la Pace
ore 13.00 Pranzo sociale
ore 15.00 conversazione sotto il tendone su tema “SCIENZA E PACE”

ore 17.00 “Il teatro dell’Alambicco” presenta “VOGLIA DI VOLARE” …viaggio musicale sulle note dei Musicals più famosi, di melodie evergreen, di ritmi latino-americani… e non solo!

Durante tutta la giornata funzionerà un Luna park gratuito per bambini con giochi gonfiabili, saltimbanchi, calcio balilla umano, mercatino artigianato, gastronomia e prodotti tipici

Parcheggi e bus navetta gratuiti da Corazzano (anche se dal parcheggio alla sede della festa potete andare e venire a piedi con una bella e non troppo lunga passeggiata).

Un video con un concerto del Teatro dell’Alambicco

p.s. (1) Per Margherita di Risonero.com… Ha visto che, nonostante tutto, non abbandono lo Shalom?

p.s. (2) Stasera alle ore 21 sull’emittente toscana 50 Canale nella trasmissione l’Impallato di Andrea Buscemi si parlerà del Movimento Shalom.

Dio c’è (…e lo Spirito Santo lavora pure bene!)

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Foto “Holy Spirit 35″ by Waiting For The Word – flickr

Per secoli, filosofi, teologi, scienziati, religiosi e uomini di cultura si sono posti il dubbio dell’esistenza di Dio. Oggi, alla luce degli ultimi fatti, possiamo dire senza alcun dubbio, che Dio c’è!

Pensate allo scorso 11 Febbraio 2013. Papa Benedetto XVI annunciava le sue dimissioni, gettando la Chiesa e milioni di fedeli nello sconforto, per un gesto che non si verificava da quasi 600 anni. Preparata in fretta e furia la Cappella Sistina, il 12 Marzo i cardinali si sono riuniti e dopo aver invocato lo Spirito Santo, hanno aperto il Conclave. Lo Spirito Santo è disceso ed è stato così celere e preciso che già il giorno dopo avevamo Papa Francesco, un papa che, a vedere dal primo mese di pontificato, sembra aver portato una ventata di umiltà, semplicità e rinnovamento che fa ben sperare per il futuro della Chiesa.

Sarà che lo Stato è laico ma a Montecitorio, con l’elezione del Presidente della Repubblica, invece è andata proprio male. Le dimissioni più prevedibili (arrivano ogni 7 anni e non ogni 600), ci hanno dato il risultato peggiore possibile… Non solo sull’aula non aleggiava lo Spirito Santo, ma nemmeno  il più banale buonsenso, neppure la più semplice “diligenza del buon padre di famiglia”, quella che ci insegnavano ad educazione civica e che dovrebbe caratterizzare tutti i dipendenti pubblici… dal netturbino all’onorevole.

Invece no, sull’elezione del Presidente della Repubblica non è volato nessun soffio rinnovatore… Anzi, i nostri politici si sono chiusi dentro al loro fortino ed hanno sigillato porte e finestre, proprio per impedire l’ingresso di un qualsiasi spiffero di novità. A due mesi dalle elezioni, pur di restare al potere, queste facce di bronzo ignorano il grido del  popolo fuori dal palazzo e non si rendono conto della puzza di marcio che invece esce dal bunker in cui si sono rinchiuse…

Sinceramente, prima di un Napolitano bis, avrei preferito qualsiasi altra soluzione: perfino il Papa-Re… Vieni Santo Spirito!

Buona Pasqua!

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Foto “Silence” by Mara ~earth light~ – flickr

Con questo post vorrei augurare una Serena Pasqua a tutti i miei lettori e alle loro famiglie. Vi lascio con una breve poesia sulla Pasqua di Don Tonino Bello.

SOLO QUANDO AVREMO TACIUTO

Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.

Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.

Nel silenzio maturano le grandi cose della vita: la conversione, l’amore, il sacrificio.

Quando il sole si eclissa pure per noi, e il Cielo non risponde al nostro grido,

E la terra rimbomba cava sotto i passi,e  la paura dell’abbandono rischia di farci disperare, Restaci accanto.

In quel momento, rompi pure il silenzio: per dirci parole d’amore.

E sentiremo i brividi della Pasqua!

Testo di Don Tonino Bello

Lavanda dei piedi.

Non ho ancora scritto niente sul nuovo papa Francesco. Ne hanno scritto così in tanti che ho avuto paura di dire cose già ripetute o non particolarmente interessanti. Eppure il gesto di ieri della Messa con la lavanda dei piedi nel carcere minorile di Casal di Marmo mi ha colpito profondamente. Un prete vero, davvero piegato in terra, in ginocchioni, che lava i piedi a 12 persone vere. Ragazzi con i jeans, le scarpe da ginnastica, i tatuaggi, tutti seduti su normalissime sedie: 12 persone con la pelle di colore differente, provenienti da paesi vicini e lontani, di religioni diverse (cattolici, ortodossi e musulmani) e perfino due donne, di cui una musulmana. Persone che mi immagino abbiano alle spalle delle storie drammatiche, scelte come simbolo di tutta l’umanità… E poi un’omelia fatta a braccio, semplice e breve ma allo stesso tempo incisiva. Visto che non è molto lunga ve la metto tutta.

Questo è commovente. Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli. Pietro non capiva nulla e rifiutava, ma Gesù gli ha spiegato. Gesù, Dio ha fatto questo. E lui spesso spiega ai discepoli: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come ho fatto io”.
E’ l’esempio del Signore. Lui è più importante e lava i piedi perché tra noi quello che è più in alto deve essere al servizio degli altri. E questo è un simbolo, un segno. Lavare i piedi è: “Io sono al tuo servizio”. E anche noi, tra noi, non è che dobbiamo lavarci i piedi tutti i giorni l’uno all’altro. Ma cosa significa questo? Che dobbiamo aiutarci. L’uno con l’altro. Certe volte sono un po’ arrabbiato con qualcuno. Lascia perdere. E se ti chiede un favore, faglielo.
Aiutarci gli uni con gli altri. Questo è ciò che Gesù ci insegna e questo è ciò che io faccio. E lo faccio di cuore perché è mio dovere. Come prete e come vescovo devo essere al servizio vostro. Ma è un dovere che mi viene dal cuore e lo amo, amo farlo perché il Signore così me l’ha insegnato. E anche voi aiutatevi sempre uno con l’altro e così aiutandoci, ci faremo del bene. Adesso faremo questa cerimonia di lavarci i piedi e ciascuno di noi pensi: “Io davvero sono disposto a servire e aiutare l’altro?”. Pensi solo questo e pensi che questo segno è una carezza di Gesù che fa, perché Gesù è venuto proprio per questo, per servire, per aiutarci.
Foto tratta dal sito di

Foto tratta dal sito di “Rainews24″

Foto tratta dal sito di

Foto tratta dal sito di “Rainews24″

Giusto per ricordarlo, fino allo scorso anno, la lavanda dei piedi del papa era questa… Non aggiungo altro: solo che dobbiamo ringraziare tantissimo lo Spirito Santo….

Foto tratta dal sito internet  de

Foto tratta dal sito internet de “La Stampa”

Foto tratta dal sito di

Foto tratta dal sito di “Roma Locale”

Le nuove puntate di Peace Maker

E’ dallo scorso anno che non pubblico più i link ai video della trasmissione televisiva “Peace Maker” che il Movimento Shalom cura insieme all’emittente empolese Antenna 5 (canale 72 digitale terrestre Mercoledì ore 21.).  Riempio adesso questo vuoto pubblicando i link a tutte le puntate, dall’inizio di Gennaio ad oggi. Sapendo che molto probabilmente in pochi si prenderanno la briga di vederle tutte vi metto, per ogni puntata, un piccolo sunto di quello che potrete vedere, in modo che ognuno possa scegliere quello che più gli aggrada.

Se poi, fra tutte le puntate, volete vederne una sola, bellissima e che riassume tutto il lavoro e lo spirito del Movimento Shalom vi consiglio la puntata n. 21: quella dedicata all’Uganda. Non me ne vogliano i curatori della trasmissione ma, secondo me, quella puntata è una spanna sopra le altre.

15° Puntata.

Intervista a Silvia Lensi,  responsabile delle Adozioni a distanza – Testimonianza di Mario Rossi sulle adozioni internazionali – Per la rubrica “Gli Uomini della pace” Don Andrea Cristiani parla di San Francesco d’Assisi.

16° puntata

La trasmissione è dedicata al Progetto Acqua con interviste a Luciano Campinoti, costruttore pozzi e all’ingegnere idraulico Andrea Gozzini. Viene raccontata la storia dei 232 pozzi costruiti da Shalom in Africa (ogni anno vengono costruiti da 12 a 15 pozzi al costo di  6.800€ circa per ogni pozzo) – per la rubrica  “Gli uomini della Pace” D. Andrea  presenta la figura di Simone Weil.

17° Puntata

Le adozioni internazionali: testimonianze e interviste dalla giornata-incontro delle famiglie che hanno adottato dei bimbi (prima parte) – “Gli uomini della Pace”: D. Andrea  ci parla di  Padre Massimiliano Kolbe

18° Puntata

Trasmissione dedicata alle attività del Movimento Shalom in Eritrea ed Etiopia. Nella rubrica “Gli uomini della Pace” D. Andrea intervista le  Monache di clausura di Fucecchio che parlano di  Santa Chiara d’Assisi.

19° Puntata

Adozioni internazionali. Seconda parte sulla giornata-incontro delle famiglie che hanno adottato dei bimbi con l’intervista al Segretario Generale  del Ministero dell’Azione Sociale e della Solidarietà Nazionale del Burkina Faso – Per “Gli uomini della Pace”, stralcio di  un’intervista a  Massimo Toschi delegato per la pace e la cooperazione internazionale della Regione Toscana.

20° Puntata

I giovani di Shalom preparano il musical “La Sirenetta” Disney a favore della casa di Giacomo in Togo. Per la rubrica “Gli uomini della Pace” D. Andrea  parla di Bernadette Soubirous.

21° Puntata

Splendida puntata sui progetti del Movimento Shalom in Uganda: la gelateria, una mucca per la vita, le adozioni a distanza e le adozioni internazionali, dal fango ai mattoni, microcredito, la scuola di Madudu per 300 bambini e un nuovo sogno: la costruzione di un centro con  orfanotrofio, scuola di formazione tecnica, dispensario, panetteria, pizzeria e un albergo per il turismo solidale.

22° Puntata

Intervista ai partecipanti al Pellegrinaggio di Shalom in Terra Santa e sui progetti a favore delle popolazioni palestinesi. Cena pane e acqua del Mercoledì delle Ceneri e commento alle dimissioni di papa Benedetto XVI. Per la rubrica “Gli uomini della pace” D. Andrea Cristiani racconta Giorgio La Pira.

La gita dei/delle chierichetti/e…

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Foto “FIAT 900 T 1976 900cc” by museo.del.modellismo.automobilistic o – flickr

Metà anni ’70 del secolo scorso (forse 1975, 1976 o 1977). In una bella giornata di inizio estate un pulmino Fiat (forse un 850T o un 900) percorreva l’Autostrada del  Sole. Alla guida c’era Don Rodolfo, energico parroco di un paesino dell’Appennino toscano, mentre dietro c’erano una decina di ragazzini e ragazzine delle elementari di ritorno dall’annuale gita dei chierichetti… e pure delle chierichette femmine che il Don aveva istituito da un paio d’anni, con un gesto profetico e moderno nato dalla volontà di attuazione del Concilio Vaticano Secondo…

Prima di rientrare a casa il Don volle fare una sosta a Firenze Nord per la visita della Chiesa dell’Autostrada del Sole progettata dall’architetto Michelucci. Immaginatevi l’effetto di un gruppo di ragazzini delle elementari in gita, dentro una chiesa completamente deserta: insomma facevamo un bel baccano… Ad un certo punto da una porticina sbucò un prete arcigno, segalitico e antipatico come un carabiniere con la paletta alzata o come un arbitro che estrae il cartellino rosso. Ci fece una parte di merda, dicendoci che disturbavamo la quiete della casa del Signore e che ci dovevamo vergognare. Non contento apostrofò perfino il nostro Don Rodolfo…

Noi diventammo piccini piccini e ci zittimmo subito, prevedendo che la parte di merda sarebbe continuata sul pulmino per  i restanti 50 km di strada che ci separavano da casa. Invece Don Rodolfo ci stupì tutti… Si parò davanti al segalitico (una specie di Frollo del cartone Disney de “Il gobbo di Notre Dame”) e gli sparò questa sentenza: «Lei non si preoccupi se in Chiesa sente della confusione, si preoccupi piuttosto di quando sentirà un continuo silenzio perchè vorrà dire che in Chiesa non verrà più nessuno…» Il segalitico girò i tacchi, e sparì dietro la sua porticina e noi, increduli tornammo a casa cantando e urlando sul pulmino…

Questa storia mi è tornata in mente in occasione delle dimissioni di Papa Ratzinger. Un papato che, in continuazione con quello di Wojtyła, ma con molta più determinazione, ha fatto il carabiniere con la paletta alzata… Contro la comunione ai divorziati, l’uso del presevativo, i rapporti prematrimoniali, i temi della bioetica, le unioni gay. Un pontificato contro le chiese povere del sud del mondo, contro la teologia della liberazione, ma contemporaneamente a favore del potere politico che gli ha garantito l’esenzione dell’ICI. Un papato che mentre ha riabilitato i tradizionalisti lefebvriani si è scagliato contro grandi teologi come Hans Küng, Leonardo Boff, Gustavo Gutierrez. Un papato (insieme a quello di Giovanni Paolo II) che ha portato sugli altari schiere di nuovi santi ma che si è dimenticato volutamente di proclamare santo Óscar Arnulfo Romero. Un papato che, a furia di estrarre i cartellini rossi, si è scordato che Dio è soprattutto Misericordioso.

E così Papa Ratzinger che si dimette mi ha ricordato il prete arcigno e segalitico che, con la Chiesa in silenzio e ormai desolatamente vuota, gira i tacchi ed esce dalla sua porticina… D’altra parte non sarà un caso se, nelle ormai rarissime occasioni in cui vado alla Messa Domenicale, io che ormai sono più vicino ai 50 che ai 40, quando entro in Chiesa abbasso notevolmente l’età media dei presenti. E non sarà un caso se, dopo la breve primavera postconciliare degli anni ’70, sono sparite anche le chierichette…

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Foto “Chiesa dell’Autostrada del Sole” by jacqueline.poggi – flickr

Le ultime puntate del 2012 di Peace Maker.

Torno a parlarvi di “Peace Maker (Fabbricatori di Pace)“, la trasmissione televisiva a cura del Movimento Shalom che viene diffusa sul canale toscano Antenna 5 (n.72 del digitale terrestre) il Mercoledì sera alle ore 21.00, con varie repliche durante la settimana e che, piano piano, sta diventando una bella trasmissione.

Qui sotto trovate i video di tutte le puntate del Mese di Dicembre 2012. Buona visione!

11° puntata

In questa puntata viene presentata la Festa della Mondialità dell’8 Dicembre 2012 con un’intervista a Massimo Toschi della Regione Toscana. A seguire suor Sabine Kima, la referente del Movimento per le adozioni a distanza in Burkina Faso, racconta questa bellissima esperienza che coinvolge oltre 7.000 bambini in Burkina Faso e altrettante famiglie italiane (alle quali andrebbe sommato un altro migliaio di bambini adottati a distanza in altri paesi del sud del mondo). Infine, per la rubrica “Gli uomini della Pace”, D. Andrea Cristiani parla del Mahatma Gandhi.

12° puntata

La dodicesima puntata è dedicata ad una sintesi degli interventi tenutesi alla Festa della Mondialità dell’8 Dicembre 2012. Fra le varie testimonianze segnalo quella degli studenti di vari istituti superiori di Taranto che hanno progettato e portato in Burkina Faso una serie di impianti fotovoltaici e che stanno formando i tecnici burkinabè per renderli autonomi nell’installazione e gestione degli impianti. In conclusione, per la rubrica “Gli uomini della Pace”, D. Andrea Cristiani parla di Carlo Petrini, fondatore di Slowfood.

13° puntata

La tredicesima trasmissione è tutta incentrata sulle adozioni a distanza, con un intervista più ampia a Suor Sabine Kima e le testimonianze commuoventi di alcune famiglie che hanno delle adozioni in Burkina Faso e che raccontano di quando sono andate ad incontrare personalmente i bimbi adottati a distanza. Al termine della puntata, il fondatore del Movimento Shalom, parla del presepe, porgendo gli auguri di Natale.

14° puntata

L’ultima puntata che vi presento è tutta dedicata al Senegal e alla sezione del Movimento Shalom Salam Senegal. Questa sezione  riunisce cattolici e musulmani, italiani e senegalesi che vivono sia in Italia che in Senegal e che raccontano i vari progetti che il Movimento segue sia da noi che nel paese africano. In particolare viene presentata la “Carovana della salute”, un team di medici e infermieri, che lo scorso agosto ha visitato gratuitamente le popolazioni dei villaggi rurali del Senegal e il progetto del Microcredito che permette alle donne di aprire piccole attività lavorative. In conclusione, per la rubrica “Gli uomini della Pace”, D. Andrea Cristiani traccia un profilo del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Buon Natale!

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Foto “New Born” by jester_edquilag – flickr

Cosa resta del presepe se, una alla volta, togliamo tutte le casette, le pecore, la cometa e le statuine? Rimane una capanna diroccata con dentro due genitori poverissimi e un bimbo appena nato: fragile e indifeso.

Un bimbo in una situazione precaria che nonostante tutto sorride ai suoi genitori e alle altre persone che si affacciano alla sua mangiatoia, siano esse dei poveri pastori o dei ricchi magi d’oriente.

Un neonato che sorride alla vita, in tutta la sua semplicità, rende ricchi di gioia anche i genitori più poveri!

Che questo Natale, una volta liberato da tutti i fronzoli consumistici e nonostante la crisi, sia  un segno di semplicità, gioia di vivere e di speranza per tutti noi!

Tanti Auguri a tutti!

 

Voglia di Legalità.

Foto "European elections 2009" by European Parliament - flickr

Foto “European elections 2009″ by European Parliament – flickr

Vi propongo questo editoriale e lo dedico in particolar modo agli italiani che il prossimo fine settimana saranno chiamati al voto per i ballottaggi. In fondo scoprirete chi l’ha scritto e  da dove è stato tratto…

VOGLIA DI LEGALITA’

L’educazione alla legalità in qualche modo riguarda tutti; le regole per un’ordinata vita civile sono riconosciute come valori in tutte le religioni e in tutte le civiltà. Anzitutto dobbiamo educare noi stessi perché siamo stati contagiati da una mentalità deformata da tanti cattivi esempi che ci giungono proprio da coloro che dovrebbero distinguersi per una vita onesta e giusta. Spesso ci troviamo di fronte a disonesti capaci di violare le leggi impunemente cercando ogni mezzo per eluderle.

Nella società di oggi globalizzata non sono, purtroppo, globalizzati i valori riconosciuti universalmente primari, quali il rispetto degli altri ed il bene comune. Nella nostra mentalità si è insinuata la convinzione, ed è perverso, che il bene privato arrivi prima del bene pubblico. Così da considerare come estraneo lo Stato stesso, quasi fosse cosa che non ci riguarda.

La mancanza del senso di responsabilità porta ad una  cultura egoista ed individualista. Siamo spettatori assuefatti, e dunque indifferenti, di fenomeni mafiosi , di ladrocini e di corruzione che ci appaiono consuetudini consolidate; si rischia una subdola ammirazione verso chi “la fa franca” arricchendosi sproporzionatamente alla barba di milioni di italiani che ogni giorno si impoveriscono di più.

Il Presidente idealista e rivoluzionario del Burkina Faso Thomas Sankara prima di essere ammazzato asseriva che è inconcepibile per una Nazione povera avere governanti straricchi. Parlava dell’Africa, ma il principio potrebbe valere anche per noi. Lo stato attuale delle cose genera un senso di paura e di sconfitta per l’inadeguatezza della nostra democrazia. Ti senti ostaggio di poteri oppressivi ed ingiusti. La loro ricaduta  sulla gente comune indebolisce la passione per la politica che appare sporca e patrimonio di approfittatori e parassiti.

Le persone perbene, che ambiscono ad una politica rinnovata, gratuita e incentrata su un progetto nazionale organico, ispirato ai valori della giustizia, della sussidiarietà e della solidarietà, sollevata dalle perverse ideologie del passato, appaiono come dei sentimentali sognatori. Il mito che si erge sulla nostra inciviltà è l’uomo rampante che può tutto ed è al di sopra di tutto, che si toglie ogni soddisfazione e ogni desiderio. Sesso, potere e ricchezza sono la nuova trinità. Questi disvalori sono dominanti nella cultura odierna e trovano come loro efficaci maestri il cinema, la televisione, la stampa e internet. L’uomo onesto, modesto, generoso e umile, è considerato un buono a nulla.

È vero che sono finite le ideologie ma è altrettanto vero che è subentrata l’anarchia morale ed un perverso laicismo. La democrazia si è indebolita e la mancanza di legalità e l’incapacità di governare, abbinate all’atavico clientelismo e alla insaziabile voracità, hanno fatto cadere nel baratro la politica italiana. Si è dovuto ricorrere a dei tecnici.  Saranno rimessi in ordine i conti dello Stato? Ma a quale prezzo? E chi verserà  sangue? Sempre i soliti.

Sono persuaso che l’attuale crisi abbia le sue radici nella disumanità dominante e che i veri responsabili siano i soliti manovratori spregiudicati della finanza che si nascondono in un labirinto inestricabile, si occultano, eludono le leggi, e, con la forza del potere e del denaro, rimangono impunemente ai loro posti. Se non si cambiano le teste non ci sarà rinnovamento e, se al posto dei partiti oramai obsoleti, che ogni mese cambiano abito rimanendo sempre gli stessi, dessimo fiducia ai gruppi e alle associazioni di volontariato, ai movimenti sociali e al non profit? E se cercassimo uomini non di spettacolo, ma sobri e capaci di fare politica con la stessa passione con la quale militano nelle loro aggregazioni umanitarie, culturali e sociali? Qualche esempio ce l’abbiamo già! Ci vuole il coraggio di andare contro corrente. Occorrono uomini e donne, meglio se giovani, che si dedicano alla politica con la stessa dedizione di un operaio onesto che ogni giorno va a lavorare per vivere o di un volontario che dona il suo tempo e le sue capacità, persone  che reputano grande privilegio e onore servire lo Stato e far crescere la società nella legalità, nel benessere e nell’uguaglianza.

Tratto da “Voglia di legalità” di Andrea Pio Cristiani, pubblicato a pag.3 del trimestrale “Shalom”

L’articolo è stato scritto da Don Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom ed è stato pubblicato nel numero di Maggio del trimestrale “Shalom”. Tenete conto che la rivista mi è arrivata a casa a fine Aprile e che perciò sarà stata chiusa in tipografia all’inizio di Aprile… Insomma il testo annusava l’aria già in anticipo sulla prima tornata elettorale…