La riunione per il viaggio studio…

Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr

Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr

Mia figlia fa l’istituto tecnico per il turismo e come  da POF della scuola, in quarta è previsto il viaggio-studio di due settimane in una località a scelta, dove si parla una delle lingue che i ragazzi studiano a scuola (quest’anno Dublino, Monaco di Baviera, Parigi oppure Granada). Chi non vuole/può partecipare al viaggio studio deve, obbligatoriamente, fare un corso intensivo di due settimane di una lingua a scelta c/o il British Institute, l’Instituto Cervantes, il Goethe-Institut o l’Institut Français (tanto a Firenze ci sono tutti e quattro…). Insomma, queste attività, benché economicamente a carico delle famiglie, fanno parte integrante  del POF e i genitori lo sanno già dal momento dell’iscrizione alla prima classe: anzi gli viene detto addirittura all’Open day in terza media.

L’altro giorno c’è stata la riunione con i genitori per presentare il viaggio studio dei nostri pargoli e ho avuto la sfortuna di parteciparvi…  Non ho molta esperienza in materia ma credo che si avvicinasse molto ad una riunione di condominio.  La platea era divisa in due partiti urlanti:

- I babbi erano il partito dei soldi, per la serie, meno si spende meglio è. Perchè due settimane? Non ne bastava una? (e io aggiungo, perchè non un fine settimana o solo un paio d’ore? Giusto il tempo di un birrozzo a Dublino?) E perchè l’aereo? E perchè prenotare con largo anticipo? E perché quella compagnia aerea? (…e perchè non affittare una catapulta o una megafionda per “sparare” i figli in direzione Granada?) E perchè l’alloggio nelle famiglie? Ma non ci sarebbe un posto più economico? (… ma sotto ai Ponti lungo la Senna ci avete pensato? Fa così bohemienne e si spende poco!)

- Le mamme invece erano il partito dell’amore… Ma il mio bambino come farà da solo in una famiglia straniera? (insomma signora, è in una casa di una famiglia europea, non è in una capanna dei tagliatori di teste del Borneo) E se gli danno il rognone a colazione, e gli spaghetti sconditi per contorno? (stia tranquilla che suo figlio,  gira che ti rigira, un McDonalds per mangiare le solite schifezze che mangia a Firenze lo trova ovunque) Ma quanti calzini deve portare e quanti maglioni? Ma non dovranno mica rifarsi il letto e magari provare anche a fare una lavatrice?  Ma il mio bambino come farà se dovrà  prendere da solo l’autobus o la metro per andare dalla casa della famiglia che lo ospita alla  scuola? (non vi preoccupate care mamme, la scuola doterà tutti i pargoli di sherpa tibetani, autisti, maggiordomi, tate, colf e bodyguard per garantire agli infanti diciottenni il soggiorno più sicuro e tranquillo, logicamente tutto al minor costo possibile)

Dopo un’ora e un quarto di queste storie ho alzato la mia manina ed ho chiesto: “Scusate ma ci spiegate come funziona il corso di lingue? Quanto studieranno i ragazzi? Come sono composte le classi e cosa impareranno? Dovranno fare un esamino? Avranno un attestato?” Attimo di smarrimento: improvvisamente la platea si è accorta che i pargoli andranno all’estero a studiare e che il viaggio studio è un investimento sulla cultura e l’autonomia dei propri figli… Non vi preoccupate: è stato solo un momentino… qualche fugace spiegazione da parte dei prof e subito dopo è ricominciata la caciara sui prezzi…

In compenso alla fine della riunione i babbi che non volevano spendere nulla si sono rimessi i loro Woolrich da centinaia di  euro e sono saliti sui Megasuv, mentre le mamme iperprotettive si sono dimenticate di allacciare le cinture di sicurezza (giusto per non sgualcire gli abiti firmati) e tutti insieme si sono diretti alla prima rosticceria, per portare a casa un pasto sano per i pargoli!

Venti anni di Berlusconi  forse vogliono dire anche questo… che per molti genitori i soldi per l’istruzione e la cultura sono spesi male, mentre quelli per “apparire” sono spesi benissimo!

Fantocci… ci riscrivi…

Ho scritto una mail al servizio abbonamenti di una rivista per sapere se un mio abbonamento è stato attivato oppure no… Leggete la risposta.

Gentilissimo,
il suo abbonamento è attivo e decorre dal numero di Ottobre.
La copia le dovrebbe arrivare a breve perché è in spedizione in questi giorni. Se non le dovesse arrivare niente, ci riscrivi che provvederemo a rimandare la sua copia.

Cordiali saluti

M.

Si avete letto bene, come in un notissimo film… ” Se non le dovesse arrivare niente, ci riscrivi… Mi scusi M. ma chi sono io per lei, Fantozzi? E lei per caso di cognome fa … signorina Silvani? O forse… contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare?

E meno male che sono il servizio abbonamenti di un noto mensile culturale… Evviva la grammatica!

Fotogramma dal film "Fantozzi" tratto da Wikipedia

Fotogramma dal film "Fantozzi" tratto da Wikipedia

Un proverbio ceco…

Immagine Talking in Languages by zinjixmaggir - flickr

Immagine "Talking in Languages" by zinjixmaggir - flickr

“Impara una nuova lingua e avrai una nuova anima”

(Proverbio ceco)

Di ritorno da un viaggio in Moravia e Austria orientale (di cui magari vi parlerò in futuro), riporto questo delizioso proverbio che rispecchia la mia passione per lo studio delle lingue… Dopo due anni di studio del tedesco ho messo alla prova quanto appreso, con esiti talvolta positivi e talvolta un po’ difficoltosi, ma in ogni caso sempre interessanti… Insomma ho capito e mi sono fatto capire sia dagli austriaci che da buona parte dei cechi (un po’ in inglese e un po’ in tedesco)… Se dovessi anch’io fare una vignetta come quella che apre questo post metterei nel mio fumetto le seguenti bandiere:

  • Italia
  • Inghilterra
  • Francia
  • Spagna
  • Germania

Cavolo, ho un sacco di anime e non me ne ero accorto!

Ahoi* e Děkuji** a tutti!

p.s. *Ahoi = Buongiorno – **Děkuji= Grazie … Sono le prime due (e per ora uniche) parole che ho imparato in ceco…