Altreconomia regala il libro “Rottama Italia”

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Foto “Altreconomia” by mauroppi – flickr

Altreconomia è un mensile cartaceo, un sito web e una casa editrice che pubblica libri ispirati a principi di sobrietà, equità, sostenibilità, partecipazione e solidarietà. Altreconomia è soprattutto una piccola cooperativa di oltre 600 soci (praticamente molti dei lettori della rivista) che non prende finanziamenti pubblici e che seleziona le pubblicità che vanno sulla rivista: mai più del 10% delle pagine del giornale e solo di aziende che gravitano nell’area dell’economia solidale.

In questo mese Altreconomia compie 15 anni e ha deciso di regalare a tutti i lettori e i visitatori del proprio sito web un ebook gratuito dal titolo: “Rottama Italia: perchè il decreto Sblocca-Italia è una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro“. 16 autorevoli firme hanno analizzato, commentato e/o illustrato con vignette satiriche il decreto Sblocca Italia e ne sono venute fuori 57 pagine molto interessanti. Tutti gli autori e anche l’editore hanno offerto il loro lavoro gratuitamente.

Questi sono gli autori che hanno contribuito al libro: Ellekappa, Altan, Tomaso Montanari, Pietro Raitano, Giannelli, Mauro Biani, Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Maramotti, Edoardo Salzano, Bucchi, Paolo Berdini, Vezio De Lucia, Riverso, Salvatore Settis, Beduschi, Vincino, Luca Martinelli, Anna Donati, Franzaroli, Maria Pia Guermandi, Vauro, Pietro Dommarco, Domenico Finiguerra, Giuliano, Anna Maria Bianchi, Antonello Caporale, Staino, Carlo Petrini.

p.s. Se proprio non vi va di leggere tutto il libro, leggete almeno l’articolo di Edoardo Salzano: “Il cemento: un vizio di famiglia”. E’ semplice e veramente interessante.

Lettera ad un giovane precario.

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Foto “san precario 2013″ by gian maria garuti – flickr

Caro giovane precario,

mi chiamo M. sono un quasi cinquantenne e potrei essere tuo padre. Sono uno di quei lavoratori assunti a tempo indeterminato con ferie, maternità, malattie e tutela dell’articolo 18 e lo sono semplicemente per motivi anagrafici:  quando sono entrato nel mondo del lavoro tutti entravamo così, tutti avevamo gli stessi diritti e la parola uguaglianza aveva un senso (ricordi di aver studiato il motto: Liberté, Égalité, Fraternité?).

Oggi i media e tutto il potere politico/finanziario, con la questione dell’articolo 18, vorrebbero mettere voi giovani precari contro  noi lavoratori a tempo indeterminato facendoci apparire ai vostri occhi come dei privilegiati. Vorrei ricordarti che quelli che, in perfetta malafede, vengono dipinti come privilegi sono in realtà diritti dei lavoratori, conquistati con dure lotte dalle generazioni che ci hanno preceduti: i miei genitori e i miei nonni (per te, rispettivamente, tuoi nonni e bisnonni). I miei nonni uscirono dalla seconda guerra mondiale  semianalfabeti, senza alcun diritto e con un contratto agrario di mezzadria che assomigliava più ad un rapporto feudale che ad un lavoro del ventesimo secolo. Decenni di sacrifici, di lotte operaie e pure di risparmi da formichine, hanno consentito alle generazioni dei miei genitori di avere un lavoro sicuro in fabbrica, di comprare una casa di proprietà, di avere una sanità e una scuola pubbliche, di avere dei diritti come lavoratori e magari una pensione decente.

Se tu hai potuto studiare, magari laurearti e se oggi, coi soldi del nonno, puoi comprarti il telefonino nuovo, per queste cose devi dire grazie alle generazioni che ti hanno preceduto,  e che si stanno ancora sacrificando per garantirvi un futuro il più possibile sereno. Il fatto che noi genitori oggi non spendiamo gli 80€ di Renzi è proprio perchè, visto il pessimo futuro che ci aspetterà tutti quanti, cerchiamo di mettere da parte un misero gruzzoletto proprio per aiutare voi figli nei prossimi anni.

Anche noi siamo perfettamente d’accordo perchè anche voi abbiate le nostre stesse tutele ma non ci fidiamo di chi, mentre a voi fa promesse fumose, incerte e vaghe, mira a togliere concretamente le tutele residue che hanno le vostre mamme e i vostri babbi. Se ai vostri genitori verrà tolto l’art.18 in futuro non l’avrà più nessuno: ne’ noi e nemmeno voi e siccome quello che davvero manca è il lavoro, questa corsa al ribasso sulle tutele non avrà mai fine. Quando noi e voi saremo “ugualmente” e “democraticamente” precari, in questo mondo globalizzato, ci sarà sempre qualcuno ancora più precario di noi, magari in Serbia o in Bangladesh o in Cina, che accetterà salari e condizioni di lavoro sempre più disumane. Andando avanti così finirà che diventeremo tutti una massa planetaria di schiavi senza alcun diritto, al servizio delle ristrettissime élites di superricchi che gestiscono il  potere politico, economico e finanziario.

Sulla questione dell’ art. 18 vogliono scatenare una guerra fra poveri, fra genitori e figli perchè i potenti sanno che col “divide et impera” loro continueranno a prosperare alle nostre spalle. Mentre noi tutti faremo la fame le élites rimarrano immuni: i politici con i loro intoccabili vitalizi e i supermanager della finanza speculativa con i loro stipendi da nababbi. Alcune settimane fa Montezemolo è stato licenziato dalla Ferrari con una buonuscita di 27.000.000.000 di € (27 miliardi). Repubblica ha fatto i conti: per guadagnare la stessa cifra ad un operaio servirebbero 1.185 anni, pari a 29 vite, mentre per un impiegato servirebbero “soltanto” 954 anni e 24 vite.

Cari ragazzi precari, se per caso vi venisse in mente di tralasciare un pochino twitter, whatsapp e facebook, di incazzarvi leggermente contro questo sistema  profondamente ingiusto e magari di scendere in piazza come i vostri coetanei di Honk Kong, sappiate che noi genitori saremo sempre al vostro fianco!

M. un genitore quasi cinquantenne che crede ancora in quelle 3 parole: Liberté, Égalité, Fraternité

Malles primo comune europeo senza pesticidi.

Foto by suedtirol.altoadige - flickr

Foto by suedtirol.altoadige – flickr

Malles (Bz), piccolo comune della Val Venosta al confine tra Italia, Austria e Svizzera, è la prima amministrazione locale europea che, tramite un referendum, ha abolito sul proprio territorio l’uso di pesticidi chimici. Lo scorso 5 settembre il 75% dei votanti al referendum ha detto no ai pesticidi. In un comune in cui le cui principali risorse sono il turismo e l’agricoltura fa piacere vedere che anche molti agricoltori si sono espressi per il divieto.

Adesso per il Comune di Malles si prospetta un futuro verso un’agricoltura al 100% biologica e pare che anche in altri comuni del Trentino Alto Adige siano al lavoro comitati per tenere referendum simili… Speriamo che dall’esempio di Malles parta un effetto domino che porti ad avere tanti comuni liberi da pesticidi…

 

Solidarietà internazionale alle donne delle pulizie greche (Firmate la petizione).

Foto tratta dal sito

Foto tratta dal sito comune-info.net

595 addette alle pulizie greche, licenziate in tronco dai dal Ministero delle Finanze, stanno da più di un anno sfiancando la Troika e la BCE con una resistenza quotidiana fatta di manifestazioni spettacolari e talvolta ironiche davanti ai ministeri e in vari luoghi pubblici della Grecia. Sono quotidianamente ignorate dalla sinistra e dai sindacati, umiliate dai media per la loro estrazione sociale e soprattutto vengono prese continuamente a randellate dalla polizia greca. Nonostante tutto ciò loro non mollano e più di una volta, col loro muro umano intorno ai ministeri e ai palazzi del potere,  sono riuscite a far fuggire dalle  porte di servizio e a gambe levate i membri della troika con le loro guardie del corpo…

Insomma, con canti, balli e azioni curiose (per Pasqua hanno sfilato tutte con in testa una corona di spine) in un anno sono diventate un simbolo di tutti i movimenti di resistenza dal basso contro l’austerità e la distruzione dello stato sociale imposte dalla classe politica europea. Più le autorità tentano di azzittirle con la violenza e più  le notizie delle loro gesta si espandono a livello europeo.

Siccome il prossimo 23 Settembre in Grecia verrà emessa una sentenza per il reintegro di queste 595 lavoratrici, è stata indetta proprio in questi giorni una settimana di solidarietà internazionale a queste donne che, difendendo il loro lavoro, lottano contro la troika anche per tutti gli altri lavoratori europei.

Queste lavoratrici piene di dignità chiedono a tutti di firmare la loro petizione: questo è il testo in Italiano (sulla pagina della firma c’è il testo in Greco, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Italiano, Portoghese e Turco)

NON ASPETTATEVI CHE CI PIEGHEREMO!

Siamo 595 donne addette alle pulizie dipendenti del Ministero delle Finanze e dal 17 settembre 2013 siamo disoccupate. Il governo ci ha licenziato e ha deciso di affidare il nostro lavoro in appalto a imprese private, senza il minimo vantaggio economico per lo Stato. Il nostro salario era compreso tra i 300 e i 600 euro al mese. Noi non siamo numeri, siamo persone.

Non abbiamo abbassato la testa. Dopo il 17 settembre siamo state in strada ogni giorno, lottando per il nostro posto di lavoro e per le nostre vite.

Il governo ha cercato in tutti i modi di reprimere la nostra giusta lotta. Le immagini che mostrano le forze speciali di polizia (i Mat) picchiare donne indifese di 50-60 anni hanno fatto il giro del mondo. Molte di noi sono state ricoverate in ospedale per le conseguenze delle barbare e ingiustificabili aggressioni della polizia nei nostri confronti.

Abbiamo scelto di difendere la nostra dignità. Dieci mesi di lotte, dieci mesi di povertà e difficoltà! Ma continuiamo a lottare. Continuiamo la nostra battaglia. Rivendichiamo l’ovvio, il diritto alla vita. Un’onda di solidarietà si sta diffondendo nella società. Lavoratori e lavoratrici, licenziati/e, disoccupati/e, studenti, pensionati/e, artisti/e ci hanno manifestato il loro sostegno in ogni modo.

La Giustizia greca ci ha dato ragione, e ciò nonstante il governo rifiuta di rispettare e applicare le sue decisioni. Si vendica contro di noi perché abbiamo scelto di vivere in dignità.

La solidarietà è l’arma dei popoli. Chiediamo a tutti/e voi di esprimere la vostra solidarietà alla lotta per la vita e la dignità che stiamo conducendo. Vi chiediamo di sottoscrivere il testo di sostegno e di aiutarci nella raccolta delle firme per forzare il governo greco ad applicare la sentenza del tribunale – che non comporta alcun costo per il bilancio dello Stato.

TUTTI E TUTTE INSIEME POSSIAMO FERMARE QUESTE POLITICHE BARBARE.

testo della petizione delle 595 lavoratici greche da Change.org

Firmate qui la petizione delle 595 donne delle pulizie

 

Per approfondire:

 

Un bellissimo video di Solidarietà alle 595 donne fatto in Francia da  Art – Resistance – Media

Eataly: il lavoro secondo gli amici di Matteo Renzi.

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Foto “Penne Napoli at Eataly” by Muy Yum – flickr

Oscar Farinetti è il fondatore e padrone di Eataly. Ma è anche un grande amico e finanziatore delle campagne elettorali di Matteo Renzi il quale, nelle sue prediche su rottamazione e svolta dell’Italia, porta Farinetti come esempio di imprenditore di successo nonostante la crisi.

In vista delle tanto annunciate riforme del lavoro renziane, può valere la pena dare un’occhiata a come vengono trattati i lavoratori di Etaly e purtroppo, a vedere da quello che succede a Firenze, non c’è da stare allegri. Sabato 30 e domenica 31 agosto 2014 i lavoratori e le lavoratrici di Eataly Firenze sciopereranno per chiedere il ripristino di sane relazioni sindacali con l’azienda di Oscar Farinetti e soprattutto, scrivono in una nota, “il diritto ad un lavoro che sia dignitoso”. Alcuni siti come Altracittà.org invitano i consumatori, in occasione dello sciopero dei dipendenti di Eataly di domani e domenica, a boicottare e non comprare da Eataly (e nemmeno dopo se non rispettano i diritti dei lavoratori).

Questo il comunicato stampa dei lavoratori di Eataly con le motivazioni dello sciopero.

Abbiamo deciso di scrivere queste righe, da dipendenti di Eataly, conseguentemente alla notizia del nostro “licenziamento”, o, più formalmente, al non rinnovo del contratto. Andando con ordine, vorremmo cominciare sottolineando tre punti molto forti tratti dal Manifesto dell’Armonia di Eataly:

2. il primo modo per stare in armonia con le persone è saper ascoltare cercando spunti per cambiare o migliorare le proprie idee.

7. il denaro può allontanare dall’armonia. Bisogna avere sempre ben presente che il denaro è un mezzo e non un fine. Deve essere meritato.

9. l’armonia con le cose si ottiene ben sapendo che le cose sono di gran lunga meno importanti delle persone. Molto importante è invece la natura. Il primo modo per esserne in armonia è rispettarla.

Frasi semplici alla comprensione: le persone sono importanti, vanno sapute ascoltare, il denaro non è che un mezzo. Lasciando per ultimo il tema “monetario” ci chiediamo se le parole, queste parole, abbiano un senso. Eataly Firenze non ha mai conosciuto un’assemblea aziendale, mai e sotto nessuna forma. L’ultima volta che siamo stati tutte e tutti nella stessa stanza è stato il primo giorno di lavoro. Ricordiamo come siamo stati informati, tra una nozione di sicurezza antincendio e una di normative Haccp, del fatto che, appena possibile, avremmo avuto anche la possibilità di darci una rappresentanza sindacale. Ma se non sono previste assemblee aziendali, figuriamoci assemblee sindacali!

Eppure, di motivi per riunirci, l’azienda ne avrebbe in quantità: informarci dei cambiamenti in atto, renderci partecipi delle scelte riguardarti il personale, comunicarci anche sinteticamente il progetto dell’azienda… Non è normale infatti che un azienda, un’azienda fiorente ed in piena espansione, conti all’inaugurazione oltre 120 dipendenti e che, a meno di un anno dall’apertura, ne conti la metà. Su questo drastico taglio nessuna spiegazione è stata data a noi lavoratori. Né sui motivi per cui si debba venire a sapere dei turni settimanali con sole 24 ore di preavviso, né su tanti altri cambiamenti che si sono susseguiti da quel 14 Dicembre 2013 ad oggi.

Eppure siamo persone, e dovremmo, secondo la filosofia dell’azienda, essere importanti. Di gran lunga più importanti delle cose. E meno importanti delle cose, ci verrebbe da dedurre, sono i soldi… in fondo, sono solo un mezzo. Però la realtà non sta affatto così: noi siamo solo soldi, numeri, voci di spesa. Nessuno ci ha mai considerato davvero persone, ma ingranaggi da inserire nel “modello Eataly”, un modello basato sulla grande distribuzione di prodotti alimentari, una macchina in crescita che non può incepparsi sugli individui.

Ed è qui che arriva il discorso monetario. Eataly prevede nuove aperture a Piacenza, Verona e Trieste. E poi Londra, Mosca, San Paolo… insomma, parrebbe che quel che si dice sulla nostra azienda sia vero. Perché si parla di Eataly come di un’azienda modello, che cresce mediamente nel fatturato di oltre il 33%, un’azienda “che vince tutte le sfide”, per citare i giornali. Ma vogliamo proprio prendere le parole rilasciate dal nostro datore di lavoro, Oscar Farinetti: “Eataly fattura in Italia 100 milioni di Euro. Prevediamo di arrivare a 200 milioni nel 2014.”  L’ottimismo è il profumo della vita!

Ma allora perché il negozio di Firenze è aperto meno di un anno fa con più di 120 dipendenti, ora ne conta solo una sessantina? Perché si sta contraendo sempre di più il personale, costringendo talvolta a turni estenuanti i colleghi che si trovano a dover coprire il lavoro (che non manca!) dei dipendenti espulsi, mentre in altri reparti non si concede un’ora di straordinario neanche a chi la richiede?

Solo nell’ultimo mese accanto al nome di oltre 13 dipendenti è stato scritto “OUT”. 13 persone sono state lasciate, senza troppi fronzoli, senza lavoro. Abbiamo il diritto di sapere in che direzione va la nostra azienda, ce lo abbiamo in quanto dipendenti, ma ancora di più ce lo abbiamo se vediamo negato il nostro diritto di lavorare. Purtroppo alle continue richieste l’azienda ha sempre risposto freddamente e duramente, rifiutandosi non solo di convocare un’assemblea aperta a tutte e tutti i dipendenti così da avere risposte sul nostro futuro e, magari, potere anche dire la nostra, ma per di più la notizia del mancato rinnovo ci è stata fatta pervenire tramite i responsabili di reparto.

Quale serietà dimostra la dirigenza di Eataly rifiutandosi di incontrare i dipendenti che decide di licenziare? Per tutto ciò abbiamo deciso di convocare uno sciopero per le giornate di Sabato e Domenica 30 e 31 Agosto, per richiedere il ripristino delle condizioni di una sana relazione tra azienda e lavoratori, tramite una rappresentanza sindacale che possa evidenziare le numerose problematiche riguardanti le condizioni di lavoro e l’organizzazione dei turni, e soprattutto per difendere il diritto ad un lavoro che sia dignitoso.

Comunicato stampa dei dipendenti licenziati da Eataly – Firenze

Questa è la situazione dei lavoratori di Eataly Firenze, ma la cosa più triste è leggere su Wikipedia chi sono i proprietari di Eataly…. al 60% Oscar Farinetti (amico e finanziatore di Matteo Renzi ma soprattutto figlio del partigiano socialista Paolo Farinetti, comandante della 21ma Brigata Matteotti “Fratelli Ambrogio”, tra i fondatori della Repubblica Partigiana di Alba) e al 40%  Coop Liguria, Novacoop e Coop Adriatica (si, proprio “la Coop sei tu“). Non so perchè ma mi è venuta in mente una canzoncina di una volta. Come faceva quell’inno? Ah si!… “Compagni avanti, il gran Partito noi siamo dei lavoratori…”

p.s. per i più giovani l’inno è quello dell’Internazione e lo trovate qui

Matteo Renzi, vai a far la spesa alla Despar di Scandicci… ma sbrigati!

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Foto “simply, alone” by batintherain – flickr

La voce si è sparsa in città col passaparola: «Vai presto alla Despar di Scandicci a fare la spesa: stanno fallendo e questa settimana c’è lo sconto del 40% su tutto.» A me l’ha detto un collega d’ufficio: «E’ quasi finito tutto, vai a prendere le ultime cose scontate e porta la macchina fotografica: vedrai scene da Unione Sovietica degli anni ’70, quando i nostri connazionali andavano a “comprar” moglie con 3 paia di collant…».

Ieri sera con mia moglie siamo andati a fare un po’ di spesa: non credevo ai miei occhi. Scaffali vuoti e commessi che giravano come zombie. I reparti del fresco (macelleria, verdura, pesce, salumeria) erano desolatamente deserti e nel banco frigo, che fino a qualche settimana fa ospitava metri e metri di yogurt e latticini, restavano solo una decina di confezioni di strutto e tre o quattro di margarina. Nel reparto della pasta c’era solo la minestrina da brodo di una sola marca. Tutto quello che era durevole era già stato portato via da giorni: niente detersivi, niente carta igenica e da cucina, niente birre. Immaginate un supermercato di due piani con centinaia di metri di scaffali dove pochi articoli giacciono tristemente in qua e là alla rinfusa. Abbiamo preso delle marmellate biologiche, del tonno, del riso,  un po’ di alimenti per il cane, dei biscotti, del caffè, della cancelleria, la penultima scatola di corn flakes e dei surgelati. Chissà perchè i gelati erano l’unica cosa che era ancora disponibile in più varietà e più marche.

Non ho avuto il coraggio di tirar fuori la macchina fotografica: era troppo triste e mi sembrava di mancar di rispetto a quei commessi e a quelle famiglie che ancora non conoscono il loro futuro. Anzi, portando il carrello alla cassa, mi sono quasi vergognato e, come facevano altre persone, ho chiesto agli addetti alle casse della loro situazione. Stanno chiudendo 36 punti vendita di Despar fra Toscana, Umbria e Lazio con oltre 800 dipendenti che non sanno che fine faranno. Sembra che Conad rileverà circa 2/3 dei supermercati ma nessuno sa quali saranno, quanti dipendenti saranno riassunti e quanti verranno licenziati.

Matteo Renzi trova un po’ di tempo e fai un salto al Despar di Scandicci. Forse troverai ancora del tonno col 40% di sconto, ma sbrigati perchè quasi sicuramente tra oggi e Sabato prossimo tireranno giù la saracinesca. Definitivamente. Matteo, son queste le cose che ti chiedono gli italiani, non di riformare il Senato trasformandolo in un bivacco non elettivo per consiglieri regionali indagati… e per favore risparmiaci la balla che col nuovo Senato ripartirà l’economia!

Per approfondire:

Cartellino rosso contro il lavoro minorile.

Oggi iniziano i campionati del mondo di calcio ma il 12 Giugno è anche la Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile indetta dall’International Labour Organization, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del lavoro. Questa concomitanza ha dato il titolo alla Giornata del 2014: “Red Card to Child Labour” ovvero, Cartellino Rosso al lavoro minorile.

Anche se stanno diminuendo, sono ancora troppi i bambini che lavorano: l’International Labour Organization stima che oggi siano 168.000.000 (nel 2000 erano 246.000.000). Nel solo Brasile, nazione che ospita i mondiali di calcio, si stimano 2.200.000 bambini lavoratori tra i 5 e i 14 anni.

Se volete dare un contributo simbolico aderendo a questa giornata, potete collegarvi al sito della Campagna e dopo la registrazione, scaricare il file mp3  della canzone “Til Everyone Can See”scritta e interpretata per l’occasione dal chitarrista degli  Incubus Mike Einziger e dalla la violinista Ann Marie Simpson con la partecipazione di Travis Barker, Minh Dang, Dominic Lewis, LIZ, Pharrell Williams, e Hans Zimmer.

Se poi volete fare qualcosa di ancora più concreto, vi consiglio di pensare ad un’adozione a distanza per garantire ad un bimbo un’infanzia serena e in salute, fatta soltanto di scuola e di giochi: io l’ho fatta col Movimento Shalom  e garantisco che è un’esperienza splendida.

Vi lascio con questa breve testimonianza trovata proprio sulla pagina della Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile .

My eyes sting all of the time. That’s because of the salt. Everyone goes to harvest salt because it’s the only way to make money to buy clothes and school supplies. My parents can’t manage otherwise.”
Awa (Senegal), 9-year-old girl

I miei occhi mi pungono tutto il tempo. E’ a causa del sale. Tutti vanno a raccogliere il sale perchè è l’unico modo per fare dei soldi per comprare i vestiti e il materiale scolastico. I miei genitori non possono fare in altro modo.

Awa (Senegal), ragazzina di 9 anni.

Testimonianza tratta dal sito dell’ILO