Cara LaValeria ti scrivo… (in risposta al post su LaFeltrinelli)

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Foto “Serata di chiusura della #libreria #Edison di #Firenze. #libri #persone” by Filippo Canzani – flickr

Ho appena finito di leggere l’accorato (anzi il disperato) appello che LaValeria, del blog “La disoccupazione ingegna” ha scritto nell’articolo  “Cara LaFeltrinelli ti scrivo…” e che altri amici blogger stanno ridiffondendo in rete per vedere se Feltrinelli, per una buona volta, prende in considerazione l’eccellente curriculm che ogni mese, da 6 anni a questa parte, LaValeria manda alla nota catena di librerie. Pur non conoscendola, mi sento di rispondere a modo mio alla lettera de La Valeria…

Cara LaValeria,

ho appena letto il tuo post e dopo averci riflettuto, ho deciso che non lo riposterò. Se avrai la pazienza di leggere questa mia lettera fino in fondo capirai le mie motivazioni.

C’era una volta a Firenze una bellissima libreria: si chiamava Libreria Edison e si trovava sotto i portici di Piazza della Repubblica, nel salotto buono della città, proprio accanto all’Hard Rock Café. La Edison non era soltanto 3 piani di libri ma anche il centro di tante iniziative culturali, e il luogo di lavoro di una quarantina di dipendenti veramente appassionati, che certamente avrebbero saputo che Fruttero e Lucentini erano due persone distinte e non il nome e cognome di una persona sola. Sicuramente alla libreria Edison avrebbero preso in considerazione il tuo curriculum, ma purtroppo la libreria è stata chiusa lo scorso Novembre e i dipendenti adesso sono disoccupati, proprio come te.

Tutta Firenze si è mossa per salvare questa libreria:  è stata fatta una petizione  che ha raccolto 40.000 firme e, prima di tirare giù il bandone, la Edison ha ospitato decine di interventi di personalità della cultura, tutti contro la chiusura (Vinicio Capossela, Daniela Morozzi, Paolo Ferrero, Sergio Staino, la Bandabardò, i ballerini di Maggio Danza, Giancarlo Cauteruccio, i Diaframma, i Litfiba, Carlo Monni, i Whisky Trail, Claudia Bombardella, Ricardo Da Silva, David Riondino, Grazia di Michele, Pippo Russo, i Vivace Quartet e i Sinfonico Honolulu). Poi però la libreria ha chiuso.

Se sei arrivata a questo punto ti domanderai cosa c’entra il tuo post con la storia della libreria Edison. Magari potresti pensare che la libreria ha chiuso per la crisi o perchè aveva i bilanci in rosso… e invece no! La Edison andava bene ed è stata fatta chiudere dal proprietario dell’immobile che non ha voluto più rinnovare il contratto d’affitto alla libreria, nonostante (da quel che ho letto sulla stampa locale) la Edison avesse sempre pagato regolarmente l’affitto…

Vuoi sapere chi è il proprietario dell’immobile e come mai può aver voluto la chiusura di una libreria amata da tutti i fiorentini? Indovina un po’… il padrone è la tua amata-odiata LaFeltrinelli, che in un colpo solo ha ucciso un concorrente che faceva cultura e ha liberato un immobile di prestigio da riaffittare a qualcun altro…

Se ti posso dare un consiglio lascia perdere LaFeltrinelli e manda il tuo curriculum a qualche piccola libreria dove sarà sicuramente più apprezzato.

In bocca al lupo

Marco.

p.s. A sette mesi dalla chiusura della libreria Edison i locali sono ancora desolatamente vuoti. All’epoca in città si vociferava che Feltrinelli volesse affittare a Apple ma pare che, visto il clamore suscitato dalla chiusura, alla Apple abbiano deciso di non prendere più in affitto i locali. Se questa storia fosse un libro giallo, temo che chiunque tornerà a riempire l’immobile sotto i portici di Piazza della Repubblica verrà etichettato da parte di molti fiorentini, come colui che, insieme a Feltrinelli, ha “ucciso” Edison…

Un libro non è diamante, casomai è una trottola…

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Foto”Trottole sorprese uovo cioccolata equo e solidale – Spinning tops surprises from fair trade chocolate eggs” by unpodimondo – flickr

Alcuni giorni fa l’amica Mizaar ha scritto un post dal titolo “Un libro è per sempre!” nel quale, parafrasando una vecchia pubblicità, affermava che per lei i libri sono come i diamanti: …per sempre e da custodire gelosamente nella libreria alle proprie spalle.

Pur partendo dalle stesse considerazioni, ovvero il piacere della lettura e il fatto che vendendo i libri usati non si diventa ricchi, io sono arrivato a considerazioni totalmente opposte alle sue.

Inizio da lontano, da un trasloco fatto più di 10 anni fa… Fare e disfare gli scatoloni ti fa scorrere davanti tutta la vita passata, ti fa scoprire quante cose hai accumulato e soprattutto quanto pesano… (sarà un caso ma gli scatoloni dei libri pesano tantissimo). Durante questa attività  mi venne da riflettere che forse non sarebbe bastata una vita intera per leggere tutti i libri che, uno per volta, avevo accumulato e molti dei quali ancora attendevano di essere letti.

Partendo da qui presi la decisione di dividere in due gruppi i libri appena letti: quelli bellissimi (pochi) che sicuramente un giorno avrei riletto e quelli (tanti) che sarebbero rimasti inutilmente a prendere polvere e che si meritavano di tornare in circolo per trovare nuovi lettori. Quindi non libri-diamante ma libri-trottole, destinati a girare di mano in mano e a raccontare le proprie storie ad altre persone.

A venderli su e-bay non si guadagnava un fico secco, scambiarli con altri lettori trovati via web era divertente ma le spese postali (anche l’economico piego di libri) erano pur sempre un costo. Alla fine mi sono convertito al book crossing e da un po’ di tempo li metto/prendo negli scaffali del libero scambio che sono presenti in vari luoghi del mio quartiere. Fortunatamente non lontano da casa mia c’è un centro culturale che, nel proprio bar, ha una parete intera dedicata al crossing e non solo di libri: vhs, dvd e libri da prendere e lasciare in massima libertà…

La libertà è quello che mi piace di più del bookcrossing e che me lo fa preferire alla biblioteca. Vai e lasci i libri che ti pare e poi allo stesso modo prendi i libri che più di affascinano, senza alcun obbligo: non devi riconsegnarli alla scadenza, se dopo averli letti ti piacciono tanto li puoi tenere e mettere nella libreria tra i libri-diamante, oppure li puoi passare a qualche amico, oppure puoi liberarli di nuovo in uno scaffale diverso da quello in cui li hai presi. Lo scorso anno ho preso dei libri a Firenze e dopo averli letti in ferie, li ho lasciati nello scaffale del bookcrossing del bagnino a 250 km da casa…

In tutto questo ci sono due sottili piaceri…  Il primo è quello dei libri che qualcuno ha lasciato, che ti fanno l’occhiolino dallo scaffale e ti trovano: libri a cui magari non avresti mai fatto caso in libreria. Il secondo piacere è quello di tornare allo scaffale e vedere che i tuoi libri non ci sono più e che quindi anche loro sono finiti su un altro comodino o dentro un altro zaino…

Libri dati via questa settimana (*)

  • Beppe Severgnini “Italiani di domani”
  • Marco Bucciantini – Stefano Prizio “La partita di Cesare” (biografia di Prandelli)
  • Dan Brown “Il codice Da Vinci”
  • Agatha Christie “Delitto in cielo”
  • Catalogo della mostra di Pittura “Mexico – Messico”

Libri presi questa settimana (*)

  • Marie NDiaye “Tre donne forti”
  • Georges Simenon “La neve era sporca”
  • Razan Moghrabi “Le donne del vento arabo”

(*) In questo mondo senza regole io mi sono dato una regola del tutto personale: i libri che lascio devono essere di numero maggiore di quelli che prendo. In questo modo faccio spazio a casa, contemporaneamente faccio incrementare un pochino il totale dei libri nello scaffale e comunque mi assicuro letture gratuite…

Il numero di Marzo 2013 del trimestrale “Shalom”.

Come ho già fatto in passato, con questo post vi pubblico il file da scaricare dell’ultimo numero del giornalino trimestrale che viene inviato ai membri del Movimento Shalom. Potete scaricarlo cliccando qui, oppure sulla foto della copertina, in basso. Per leggere anche i numeri arretrati potete cliccare in alto sull’etichetta Shalom e arriverete alla pagina con l’elenco di tutti i numeri scaricabili.

Vi ricordo che se avete un blog, un sito internet  o una pagina su facebook potete copiare e incollare i contenuti del giornale citando la fonte, perchè come è scritto nella seconda pagina: “La testata autorizza la riproduzione dei testi e delle foto e invita a citarne la fonte.”

I contenuti del numero di Marzo.

Il numero è incentrato su due convegni che si sono svolti, uno a Firenze lo scorso 8 Dicembre e l’altro a Gennaio 2013 nella città di Ouagadougou in Burkina Faso. Quest’ultimo  affrontava il tema “L’Africa sviluppa l’Africa” e per la prima volta ha permesso l’incontro delle delegazioni del Movimento Shalom di 12 stati africani ed è stato ripreso anche dalla stampa italiana. A proposito vi segnalo:

  • Da pagina 12 a pagina a pagina 17 gli articoli apparsi sulla stampa italiana dedicati al convegno in Burkina Faso  e alle attività del Movimento Shalom. “AFRICA, IL ‘MIRACOLO’ DELLA PIZZERIA ‘STRANE NOZZE’ LAICO-CATTOLICHE” di Carlo Ciavoni e Marco Palombi pubblicati su Repubblica, “L’ AFRICA SVILUPPA L’ AFRICA” di Sandro Cappelletto da La Stampa e “AFRICA, MENO AIUTI PIÙ SVILUPPO” di Romina Gobbo da Famiglia Cristiana.
  • Nelle pagine da 18 a 21 sono invece presenti i resoconti delle varie delegazioni africane che raccontano con freschezza e semplicità quello che è stato il loro Convegno a Ouagadougou

Infine segnalo che a pagina 36 ho trovato un articolo che, con tutto l’amore e il rispetto che ho per il Movimento Shalom (di cui tra l’altro faccio parte), ha irritato parecchio la mia sensibilità. Ma per questo sto già preparando un altro post: se faccio in tempo a finirlo lo leggerete domani…

Copertina n.1/2013 trimestrale Shalom

Copertina n.1/2013 trimestrale Shalom

Grazie a tutti per questi cinque anni…

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Foto “07.01.2012 – His Hand” by Jlhopgood – flickr

Oggi, 6 Aprile 2013 il blog compie 5 anni.

5 anni sono tanti. In un periodo così lungo tante cose cambiano, si evolvono e crescono. Anche noi come persone cambiamo, cresciamo (dovevo forse scrivere invecchiamo?) e percorriamo la nostra strada, che a volte può essere tortuosa e in salita, non proprio identica a quella dritta e tranquilla che avremmo voluto o sognato ad inizio cammino.

Anche questi 5 anni di blog li immagino come una strada, il racconto di un viaggio, iniziato senza una meta precisa e continuato seguendo più le vie del cuore che quelle della ragione. Forse è proprio per questo motivo che il blog è così vario, tratta di argomenti più disparati e non ha un filo conduttore che lo contraddistingue. E’ un po’ come me: sono un casinista, faccio tante cose tutte insieme, magari mai nessuna alla perfezione, ma tutte con entusiasmo e passione.

Per questi 5 anni insieme, vorrei ringraziare tutti i miei lettori: allo stesso modo e con lo stesso affetto sia quelli assidui che quelli saltuari. A tutti coloro che hanno dedicato del tempo (o che lo hanno anche buttato via) leggendo questo piccolo blog va tutta la mia gratitudine. E’ molto più quello che ho ricevuto dai vostri commenti e dall’incontro con tutti voi di quello che io vi ho dato pubblicando queste mie righe saltuarie. Grazie per aver fatto un pezzetto di strada insieme a me: non importa se il percorso fatto insieme è già finito o se continuerà, non importa se è stato breve o lungo. L’importante è avervi avuti come compagni di viaggio. Vorrei ringraziare anche tutte le persone (poche per la verità) con cui ho avuto degli scontri anche molto aspri, per diversità di opinioni: se il dialogo rimane su toni  rispettosi a volte si impara moltissimo da chi ha una posizione opposta dalla propria. Anche voi, vi ricordo tutti con affetto, compresi quei due o tre casi di chi se ne andato sbattendo la porta! Sapeste quante porte anch’io ho sbattuto nella mia vita e pure quante ne ho prese in faccia…

Per il futuro spero di continuare a postare nuovi articoli seguendo lo spirito con cui questo blog è nato: quello di condividere idee ed informazioni utili che possano dare una mano a qualcuno e più in generale aiutare gli altri. Non saprei dire se in questi 5 anni lo spirito iniziale si è conservato oppure no:  posso solo dire che, se tra gli oltre 850 articoli, anche una sola riga di questo blog avesse aiutato una persona in difficoltà o avesse contribuito a migliorare il mondo che lasceremo ai nostri figli (anche solo di una briciolina) io sono contento!

E da domani? Continuerò con dei nuovi post. Da domani, come cantava Pierangelo Bertoli “[...] riempirò i bicchieri del mio vino non so com’è però vi invito a berlo [...]

Prosit!

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Foto “Imagine… sign at the United for Peace rally and march on Washington, DC” by jcolman – flickr

Se mi ripiglio…

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Foto “Termometro” by Bichuas (E. Carton) – flickr

L’ultimo mio post risale ormai allo scorso 5 Marzo… Avrei voluto scrivere un sacco di cose ma il 7 Marzo sono caduto nelle grinfie dell’influenza e ne porto ancora le conseguenze… Tanto per cominciare: 3 giorni con la febbre che non scendeva mai sotto 39° (nonostante secchi di aspirina, tachipirina e antibiotici), a seguire due giorni con un po’ meno febbre ma passati sulla poltrona di ceramica e infine altri 3 giorni  a strasciconi per casa come uno zombie… Scaduto il certificato e sfebbrato sono tornato al lavoro ma, a distanza di una settimana vivo ancora in una sorta di mondo parallelo: ho ancora tosse, nausea e una tale stanchezza che appena torno dall’ufficio, ceno e vado a letto con le galline…

Appunto, adesso sono le 21 e 17 e io vado a letto… Appena mi ripiglio (se mi ripiglio) torno a scrivere sul blog. Voi nel frattempo cercate di tenere duro e, se vi riesce, fate girare il mondo per il verso giusto… Col nuovo papa siete stati bravissimi, col nuovo governo mi sembra un po’ meno, ma io resto fiducioso…

Una cosa a cui non avevano pensato quei gran geni della Apple…

Dici Apple e pensi a quei gran geni di Cupertino, pensi al compianto Steve Jobs che molti considerano un guru quasi fosse una via di mezzo fra un Leonardo Da Vinci e una sorta di santo laico della tecnologia. Dici Apple e pensi a tutti quei gioiellini elettronici che cominciano per “I”…

Eppure tutti questi gran geni non hanno mai pensato a rendere gli IPHONE accessibili ai non vedenti. C’è voluto un ingegnere informatico fiorentino ipovedente, Claudio Guida, ad inventare la BraillePad, ovvero una app che trasforma la tastiera virtuale sullo schermo touchscreen dell’Iphone in una vera dattilobraille. Come ha dichiarato in varie interviste, fino alla versione 2 Claudio Guida ha fatto tutto da solo, poi ha avuto il supporto del gruppo ‘universal access’ di google che raccoglie la comunità di non vedenti e ipovedenti che usano i prodotti della Apple.

Come dire?  …Chi fa da sé fa per tre! …E chissà se a Cupertino se ne saranno accorti…

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Foto “Braille Alphabet abcdefghi” by lambdachialpha – flickr

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Foto “Braille Alphabet jklmnopqr” by lambdachialpha – flickr

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Foto “Braille Alphabet stuvwxyz” by lambdachialpha – flickr

Zerorelativo è diventato a pagamento: voi che fate?

Foto "Zerorelativo entra in Metafora" by Metafora AD Network -flickr

Foto “Zerorelativo entra in Metafora” by Metafora AD Network -flickr

Zerorelativo è il primo sito italiano di riciclo, riuso, baratto e scambi online. Nato nel 2006 è stato fino allo scorso anno un’alternativa gratuita ai siti di compravendita come Ebay ed era diventato una community di persone che, in nome della decrescita felice, scambiavano oggetti senza l’uso del denaro! Come potete vedere da questa foto di qualche anno fa, Zerorelativo adottava due slogan “Io non ho bisogno di denaro” e “…il tuo oggetto è la tua moneta“.

Con una email arrivata all’improvviso ai membri della Community, lo scorso Dicembre Zerorelativo ha fatto sapere che il sito diventava a pagamento, rimangiandosi gli slogan sul non bisogno di denaro, sugli oggetti che sono la nostra moneta e su tutte le pagine a favore del baratto, prima forma storica di scambio commerciale. Insomma, chi vuole restare nella Community deve pagare una cifra secca di 18€ annui, indipendentemente dal numero di scambi che effettua e che diventano 35€ in caso di iscritto sostenitore. Diciamocelo chiaramente: da una parte ci sono i principi, dall’altra i costi di manutenzione del servizio che pare abbiano costretto Zerorelativo a questa scelta davvero contraddittoria e incoerente con lo spirito originario del gruppo.

Quello che ha dato noia a diversi iscritti sono state le modalità  con cui è stata fatta l’operazione…

  • Si comunica la decisione all’improvviso per e-mail, senza tante discussioni ne’ alternative. Come quando WordPress ha messo la pubblicità sui blog come questo, si scopre che le tante belle parole sulle “community” svaniscono come la neve al sole. Quando entrano in ballo i soldi, la grande famiglia della community in rete si rivela per quello che in realtà è: un fornitore di un servizio e tanti utilizzatori che non sono altro che dei clienti-sudditi a quali viene detto: “O mangi la minestra o salti dalla finestra!”
  • Un sito che ha fatto del baratto e dello scambio la sua bandiera non ha pensato a forme differenti di pagamento del servizio. Poteva finanziarsi con dei banner pubblicitari che sono uggiosi ma almeno non richiedono agli utenti di metter mano al portafoglio. In alternativa poteva accettare pagamenti attraverso qualche oggetto di quelli che gli iscritti mettono in scambio. Io magari avrei pagato in barattoli di marmellata o pommarola fatta in casa… Oppure poteva pensare a metodi di pagamento alternativi come gli Scec o le monete virtuali che usano altri siti di scambio. Invece no, come direbbero a Roma, “Vonno proprio li sordi!
  • Si mette una cifra secca di 18€ annui che vale per tutti, in puro stile Fornero-Monti (cioè poco equo). Dopo il primo scambio devi pagare 18€, così chi fa uno o due scambi paga la stessa cifra di chi ne fa migliaia. Io ad esempio facevo mediamente due o tre scambi all’anno: succede così che pagherei di più il servizio, del valore degli oggetti che baratto (spesso libri vecchi o gadgets di pochissimo valore). A questo punto è più equo Ebay dove paghi una percentuale in proporzione quello che vendi o non paghi per niente se non usi il servizio.

Alla fine della storia ho chiesto alle persone con cui ho scambiato in passato che cosa avrebbero fatto e ho avuto diverse risposte: alcuni hanno pagato perchè apprezzano il servizio di Zerorelativo, qualcuno addirittura come sostenitore. Altri hanno cancellato l’account e sono migrati in altri siti di scambio, anche perchè qualcuno usa il baratto per difendersi dalla crisi scambiando ad esempio i vestiti dei bimbi e vorrebbe continuare a scambiare gratuitamente.  Io non ho ancora deciso e al momento sto informandomi sulle alternative in rete. Metto qui sotto le prime impressioni sui vari servizi che ho trovato in rete. C’è qualcuno con più esperienza del sottoscritto che mi può consigliare? Voi che fate?

Mie impressioni (opinabili) sui vari servizi che ho trovato.

SERVIZIO  PRO CONTRO
ZERORELATIVO.IT  Il primo e il più antico. Con tantissimi annunci e una comunità molto piacevole. Scambio sincrono*  A pagamento dopo il primo scambio: 18€ quota fissa annuale indipendentemente dal numero di scambi fatti. Server lento. Mancanza di scambi asincroni** con crediti o monete virtuali.
 E-BARTY.IT  Tantissimi annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “barty”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Uso di codice a barre e webcam per creare gli annunci.  Obbligo dell’uso del corriere Bartolini in caso di spedizione. I costi di spedizione potrebbero essere troppo alti per oggetti di scarso valore. L’unica alternativa è lo scambio a mano. O forse l’obbligo di usare Bartolini è aggirabile?
 REOOSE.COM  Community e numero di annunci abbastanza grande. Scambio asincrono** (con moneta virtuale “crediti” eventualmente acquistabili). Regalo di 5 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare “crediti” gratuitamente tramite facebook o presentazione di amici. Sito e comunità sono molto  attenti alla solidarietà e al volontariato: i crediti si acquistano eventualmente tramite Banca Etica e volendo si possono devolvere ad Associazioni di Volontariato.  Solo scambio asincrono**, non è possibile fare scambi sincroni*. Il sito decide il valore in crediti dell’oggetto offerto. Il proprietario non può decidere il valore dei suoi oggetti e se ritiene che la valutazione fatta dal sito sia troppo bassa potrebbe non pubblicare l’annuncio. Alla fine c’è il rischio di trovare solo oggetti di scarso valore. Le categorie proposte a volte sono assurde: ad esempio trovo improponibile la categoria “Oggetti non funzionanti e collezionismo” (sarà che io sono collezionista e che gli oggetti della mia collezione non li vorrei mai  se rotti o non funzionanti)
 COSEINUTILI.IT  Community per annunci di scambio asincrono** di oggetti e di prestazioni di tempo (con moneta virtuale “crediti” non acquistabile). E’ l’unica che funziona anche come Banca del Tempo. Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Gratuita nel 2012-2013. Regalo di 30 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare crediti con ogni feedback positivo ricevuto. Rivolto anche ai Gruppi d’Acquisto Solidale con sezione e programmi appositi.  Comunità abbastanza piccola e con pochi annunci. Non è possibile fare scambi  sincroni*. Diventerà a pagamento nel 2014: molto probabilmente dopo 3 scambi si pagherà una quota annua di 12€
 SWAPPYDO.COM  Annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “swappydollars”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Per ogni oggetto scambiato il sito regala 10 “swappydollars”  Comunità piccolissima e con pochissimi annunci. Alla data di oggi (25/1/2013) è stato pubblicato un solo annuncio dall’inizio del 2013 e i precedenti risalgono al 18/12/2012. Tutta una serie di servizi sono a pagamento in “swappydollars”: ad esempio in un annuncio la prima foto è gratuita le successive vanno pagate in  “swappydollars”. Il sito sembra poco aggiornato:  alla data di oggi (25/1/2013) ci sono ancora i banner con gli Auguri di Natale
 SOLOSCAMBIO.IT  Community abbastanza grande di scambio sincrono* con un bel numero di oggetti.  Si possono scambiare soltanto Libri, Dvd, CD, e Videogiochi. Mancano tutte le altre categorie, per cui alla fine è più comodo iscriversi ad un sito dove si può scambiare di tutto. Non si possono fare scambi asincroni**

* Scambio sincrono. Due persone si mettono d’accordo per scambiare due oggetti: ad esempio io do a Mario un libro e lui mi dà in cambio un DVD.

** Scambio asincrono. Una persona dà un oggetto ad un’altra in cambio di un corrispettivo in moneta virtuale che verrà usata per ottenere un nuovo oggetto da una terza persona: esempio io do a Mario un libro che mi dà in cambio un controvalore in moneta virtuale (10 crediti o barty o swappydollars), poi io uso il controvalore in moneta virtuale ricevuto da Mario per prendere un DVD da Luisa.

Un augurio dall’India… arrivato via Piemonte…

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Foto “Vande Mataram” by Orbitaldebris – flickr

Giusy del blog giusymar.wordpress.com, ha pubblicato un post bellissimo con gli auguri per il Nuovo Anno che ha ricevuto da un suo cliente indiano. Ci sono una serie di propositi per l’anno 2013 da condividere e cercare di mettere in pratica, che ho trovato bellissimi e che, nella loro semplicità,  fanno riflettere molto ed esprimono tutta la spiritualità dell’India.

Ho chiesto a Giusy il permesso per ripubblicarli e condividerli, con la speranza che diventino un passaparola, non solo di propositi, ma anche di piccole azioni concrete. Chissà, se ognuno di noi riuscisse a mettere in pratica anche uno solo di questi propositi, forse il mondo sarebbe migliore…

Dall’India i buoni propositi per il nuovo anno

  • Fai crescere e studiare un bambino povero e meritevole.
  • Lavora per il bene di un povero villaggio in qualsiasi parte del mondo.
  • Aiuta una persona malata che si merita di sopravvivere per prendersi cura della sua famiglia.
  • Identifica e denuncia almeno un ufficiale corrotto che agisce contro la società in generale.
  • Fornisci supporto per esaudire il desiderio di una persona morente.
  • Prenditi cura di una persona anziana lasciata sola dai suoi familiari.
  • Educa e consiglia almeno 3 giovani talentuosi e meritevoli con la tua conoscenza ed esperienza.
  • Fai almeno 6 viaggi nei boschi o sulle rive di un lago avventurandoti a ripulire le aree dai rifiuti in plastica.
  • Pianta e fai crescere almeno 5 alberi nell’anno 2013 nell’ambiente circostante.
  • Fai ridere almeno 5 persone che hanno dimenticato come si ride.
  • Salta almeno due pasti al mese per sentire  dentro di te il dolore della fame.
  • Condividi per iscritto le migliori esperienze della tua vita fra la gente in modo da educare gli altri.
  • Partecipa ai programmi per la conservazione dell’acqua e lo sviluppo delle energie sostenibili.

tratto dall’articolo “Dall’India i buoni propositi per il nuovo anno” pubblicato sul blog di Giusymar

Il numero di Dicembre 2012 del trimestrale “Shalom”.

Come ho già fatto in passato, con questo post vi pubblico il file da scaricare dell’ultimo numero del giornalino trimestrale che viene inviato ai membri del Movimento Shalom. Potete scaricarlo cliccando qui, oppure sulla foto della copertina, in basso. Per leggere anche i numeri arretrati potete cliccare in alto sull’etichetta Shalom e arriverete alla pagina con l’elenco di tutti i numeri scaricabili.

Vi ricordo che se avete un blog, un sito internet  o una pagina su facebook potete copiare e incollare i contenuti del giornale citando la fonte, perchè come è scritto nella seconda pagina: “La testata autorizza la riproduzione dei testi e delle foto e invita a citarne la fonte.”

I contenuti del numero di Dicembre

Fra i vari articoli di questo numero vi segnalo:

  • Alle pagine 5, 6 e 7 il progetto “Educarsi al Futuro: Scuola, ricerca e cooperazione” portato avanti dal Movimento Shalom, Enea e dalle scuole superiori di Taranto con lo scopo di fornire illuminazione elettrica solare a venti scuole rurali della Mauritania e del Burkina Faso, fornendo gli impanti fotovoltaici ma soprattutto formando il personale locale per l’installazione e la manutenzione degli impianti.
  • A pagina 12 “Adozioni a distanza”, un bell’articolo di Silvia Lensi su questa splendida forma di solidarietà che, per quella che è la mia esperienza, dona tanto a tutti e forse molto di più agli adottanti che agli adottati.
  • Dalla pagina 16 alla 19 “Shalom per i giovani, i giovani per Shalom” una raccolta di testimonianze sulla partecipazioni delle giovani generazioni alla vita del Movimento Shalom con racconti dall’Italia e dall’Africa. Storie fresche, vivaci, e piene di speranza, proprio quello che ci vuole per augurarsi un futuro più sereno…
Copertina n.4 trimestrale Shalom

Copertina n.4/2012 trimestrale Shalom

Unpodimondo.wordpress.com: 2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

About 55,000 tourists visit Liechtenstein every year. This blog was viewed about 210.000 times in 2012. If it were Liechtenstein, it would take about 4 years for that many people to see it. Your blog had more visits than a small country in Europe!

Clicca qui per vedere il rapporto completo.