Ciao Carlo…

L’estate  scorsa lo incontravo quasi tutte le Domeniche mattina quando andavo ad allenarmi alle Cascine. Per evitare il caldo partivo di casa alle 7.30 e  verso le 8 lo trovavo che di buona lena camminava nel parco. Lui era praticamente quasi nudo: i soliti capelli spettinati, la barba incolta, i piedi rigorosamente scalzi, un paio di short in jeans ad altezza culo e il torso nudo, con la sua pancia prominente. Un asciugamano, appoggiato sulla spalla, poteva far pensare che andasse a trascorrere quelle Domeniche mattina alla piscina delle Pavoniere o forse no, l’intuizione era sbagliata, magari serviva soltanto per asciugare il sudore di quelle sue lunghe passeggiate mattutine…

L’avrei salutato molto volentieri e gli avrei fatto i complimenti per la sua bravura che ho apprezzato tutte le volte che l’ho visto a teatro o al cinema. Ma non l’ho fatto perchè il suo sguardo mi metteva soggezione. Nei suoi occhi che si incrociavano con i miei (anche perchè spesso non c’era nessun altro) intuivo una certa commiserazione. Lui quasi nudo, al naturale ed io vestito con quei completini da podista sintetici e fluorescenti. Lui che passeggiava calmo e tranquillo godendosi quella mattina di sole ed io che invece, sudato e puzzolente, arrancavo cercando le poche zone d’ombra di quel viale. Insomma, dalla sua faccia, così espressiva anche quando stava zitto, intuivo che per lui ero un imbecille che non aveva capito niente della vita…

Peccato che Domenica te ne sei andato, quel saluto che non ti ho fatto tutte le volte che ti ho incontrato alle Cascine mi tocca fartelo adesso via blog… Sai Carlo (Monni), a ripensarci bene, in quelle deserte e torride mattine d’Agosto, forse avevano ragione i tuoi occhi…

I’ Monni alle Cascine (questa volta con i pantaloni lunghi)

I’ Monni che racconta la nascita del film “Non ci resta che piangere”

Noi siamo quella razza… Splendida poesia del Monni che, prima di essere un bravo attore era un gran poeta popolare…

Infine un video con un Carlo Monni un po’ più serio in cui racconta la Toscana che avrebbe voluto…

p.s. Spero tanto che il Comune di Firenze intitoli uno dei viali delle Cascine a Carlo Monni

Aggiornamento di stamattina 21.5.2013

Copio e incollo il saluto a Carlo Monni pubblicato sulla pagina facebook del Teatro di Rifredi…

Il nostro caro amico Carlo Monni se ne è andato domenica sera. Era un artista unico ed inimitabile. Prima ancora di essere capace di dar vita a tanti indimenticabili personaggi, era lui stesso uno straordinario personaggio. Ha recitato, cenato con gli amici e camminato alle Cascine fino al giorno prima di entrare in ospedale. Questa era la sua vita. Era solare, generoso come pochi ma poco incline ai compromessi. Era un uomo libero, senza pregiudizi né morali né artistici. Cercava sempre la verità sia sulla scena che nei rapporti con le persone. Nel lavoro voleva divertirsi e divertire la gente, ma era anche un uomo colto ed un amante della poesia e della musica. Da quasi quindici anni il Teatro di Rifredi era diventato la sua casa. Tutto iniziò con una scommessa di Angelo Savelli che lo volle a fianco della grande attrice ronconiana Marisa Fabbri in una innovativa edizione di “Gallina vecchia” che riscosse un enorme successo. Il felice sodalizio con Savelli proseguì poi con “S’io fossi foco” e “Nel mezzo del cammin”, dove Carlo poté esprimere tutto il suo amore per Dante e per gli antichi poeti toscani un po’ ribelli e licenziosi come lui, recitando a fianco di Massimo Grigò e Andrea Bruno Savelli che diventeranno per lui più che dei colleghi dei veri e propri complici e sodali. Ed è con Andrea Bruno Savelli che continuerà a calcare il palcoscenico di Rifredi prima con i divertenti “Decameron” e “Cecco toccami” e poi con due impegnativi spettacoli a cui si sentiva profondamente legato: lo shakespeariano “Falstaff” e il brunelleschiano “La beffa del grasso legniaiuolo”. La sua ultima apparizione pubblica è stata, sempre a Rifredi e sempre sotto la direzione di Andrea Bruno Savelli, nella lettura scenica “La briscola in cinque” che nella prossima stagione teatrale sarebbe dovuta diventare un vero e proprio spettacolo. In tutti questi anni Carlo Monni ha recitato in tantissimi spettacoli mattutini per le scuole. Carlo amava i giovani ed era amatissimo dai giovani che lo prendevano d’assalto alla fine delle rappresentazioni. Per tutto il mese di marzo è stato addirittura lui stesso ad andare direttamente dentro le scuole a recitare un divertente blitz teatrale sull’evasione fiscale. Chissà in quante pagine di facebook, in quanti diari scolastici, in quante camerette di adolescenti campeggiano le foto di Carlo Monni sorridente, avvinghiato a grappoli di giovani entusiasti e fieri di essere lì dentro quell’inquadratura con il loro idolo. Ora che Carlo ci ha lasciato nella pienezza delle sue forze, della sua veloce falcata, del suo volto assolato, del suo potente sorriso e dei suoi occhi profondi, capiamo che a lui è spettata la giovinezza degli eroi.

tratto dalla pagina facebook del Teatro di Rifredi

Piccolo esempio di come funziona la Sanità Pubblica in Toscana.

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Foto “Radiografía” by Carlos Adampol – flickr

Ho dovuto fare una radiografia ad un piede e quindi mi sono informato su costi e tempi per farla. Grazie a Dio sono un tipo sano, di età e reddito nella media e quindi sono soggetto a pagare il ticket… Sono però rimasto basito sull’esito della mia ricerca.

  • ASL Firenze – Sanità Pubblica – Tempo di attesa 1 settimana – Costo ticket 36€
  • Pubblica Assistenza Humanitas – Sanità Privata – Tempo di attesa 1 giorno. Costo prestazione cittadino comune (non socio Humanitas) 33€
  • Pubblica Assistenza Humanitas – Sanità Privata – Tempo di attesa 1 giorno. Costo prestazione socio Humanitas 25€
  • Pubblica Assistenza Humanitas – Sanità Privata – Tempo di attesa 1 giorno. Costo prestazione + quota di tesseramento annuale 35€

In tutti e tre i casi il costo del ticket nella struttura pubblica della Asl superava il costo dell’intera prestazione nella Sanità Privata… Alla fine ho fatto la tessera della Pubblica Assistenza perchè almeno per tutto il 2013 posso accedere alle prestazioni sanitarie a costi “popolari”… E meno male che da noi abbiamo le Misericordie e le Pubbliche Assistenze!!!!

In compenso, la signorina del Centro Unico di Prenotazione della Asl, ha tenuto ad informarmi che, se mi fossi fatto le radiografie ad entrambe i piedi, in quel caso i costi della Asl sarebbero stati più convenienti di quelli della Pubblica Assistenza…

Natura selvaggia… in città!

Nel tragitto che faccio ogni giorno tra casa e l’ufficio passo accanto ad un pezzo di terreno rettangolare, circondato su due lati dai giardini condominiali di due palazzine e negli altri due lati, da due strade. E’ un pezzo di terra completamente abbandonato e incolto: da quando frequento la zona (oltre 20 anni) non ci ho mai visto nessuno  a ripulirlo o farci qualsivoglia lavoro. Tolti due o tre alberi, gli  arbusti si sono sviluppati e  hanno preso il sopravvento su tutto il resto della vegetazione. Alla fine si è formata una piccola zona “selvaggia” in città.

Guardate che spettacolo, in questi giorni la fioritura delle rose! Non curate da nessun giardiniere si sono espanse liberamente, a loro piacimento: che bellezza questo fazzoletto di natura!

p.s. cliccando sulle foto si ingrandiscono.

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Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Foto ” Rose – Roses” by unpodimondo – flickr

Duecento metri a Sud della drogheria del quartiere.

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Foto “All of Alajuela” by puroticorico – flickr

Come ho scritto in passato ho un vecchio hobby, iniziato quando ero giovincello: collezionare pins e gadgets. Un giochino che è una stupidaggine ma che mi ha permesso di fare nuove amicizie in tutto il mondo, coltivare le lingue ed imparare usi e costumi di altre popolazioni.

La scorsa settimana, per la prima volta mi sono accordato per fare uno scambio di pins con un collezionista del Costa Rica. Quando ci siamo scambiati gli indirizzi per l’invio delle lettere con i gadgets sono rimasto allibito… l’indirizzo del mio amico, tradotto in italiano, più o meno recitava così: Pedro [...] 200 metri a sud della drogheria “i 5 angoli” del quartiere “giuncheria”. Pensavo che mi prendesse in giro e perciò gli ho chiesto se l’indirizzo era reale e allora ho scoperto una curiosità di tutto il Costa Rica. Le strade e le piazze non hanno nomi e numeri e tutte le persone (compreso anche il servizio postale) si orientano dando indicazioni relative a distanze rispetto a negozi, distributori di benzina, chiese etc… Ho fatto una veloce ricerca su internet e ho scoperto che la popolazione locale è così abituata a questo tipo di indicazioni che anche le pochissime strade e piazze che hanno un nome (di solito quelle turistiche) vengono  sempre indicate in relazione alla distanza da un luogo conosciuto, usando i punti cardinali. Quindi avremo… a 300 mt. nord-ovest dalla cattedrale, a 50 mt. a sud del cinema… e così via.  Una guida turistica del Costa Rica raccomandava ai viaggiatori di munirsi di una bussola o di un gps e di tenere conto che tutte le chiese sono orientate verso Est…

Ad una prima impressione ho pensato che questa usanza del Costa Rica fosse una follia, poi ho fatto mente locale e mi sono reso conto che anch’io quando do il mio indirizzo, dopo aver detto via e numero civico aggiungo sempre…. “di fronte alla Casa del Popolo del quartiere…”, oppure “cento metri dopo la chiesa sulla sinistra…”

Unpodimondo.wordpress.com: 2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

About 55,000 tourists visit Liechtenstein every year. This blog was viewed about 210.000 times in 2012. If it were Liechtenstein, it would take about 4 years for that many people to see it. Your blog had more visits than a small country in Europe!

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Un cappuccino sottozero…

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Foto “Cappuccino” by Kevin H.- flickr

Stamani è il secondo giorno successivo che Firenze si risveglia con una bellissima giornata di cielo sereno ma con temperature abbondantemente sottozero. Il meteo dava la minima notturna a -5° e anche quando sono uscito da casa prima delle 8 le temperature erano ancora con segno negativo. Bastava osservare tutti gli automobilisti intenti a sghiacciare i vetri delle auto per capire che era davvero un freddo birbone.

Calcati bene guanti e cappello mi sono incamminato verso l’ufficio. Quando sono arrivato davanti al bar della Diana, sul marciapiede al freddo e al gelo, c’era una signora di una certa età che ha attirato la mia attenzione. Contemporaneamente batteva i piedi dal freddo mentre sorseggiava un cappuccino fumante che teneva nella mano destra. A parte l’abilità di battere ritmicamente i piedi senza versarsi addosso il cappuccino dalla tazza piena fino all’orlo, mi sono chiesto che gusto c’era a bere un cappuccino in piedi, fuori dal bar alle 7.50 di una mattina gelata. E’ bastato dare un’occhiata alla mano sinistra della signora per risolvere l’arcano mistero…

Brutta bestia la dipendenza da tabacco se una sigaretta, in una fredda giornata di dicembre, ti impedisce di gustare il cappuccino seduto al tavolino nel tepore del bar e con la compagnia della Diana…

Contraddizioni: mio primo Black Friday… e la mia giornata del non acquisto…

Foto "Black Friday Cookies" by lululemon athletica - flickr

Foto “Black Friday Cookies” by lululemon athletica – flickr

Giovedì scorso negli Stati Uniti è stato il giorno del ringraziamento. Di solito non ci faccio caso ma quest’anno, avendo diversi amici statunitensi, sulla mia home page personale di facebook è stato tutto un passaggio di tacchini (in foto e in cartone animato) con tanto di auguri e di inviti a mangiare poco. Insomma ho notato per forza che era  il Thanksgiving day.

Il giorno del ringraziamento negli Usa apre la stagione dei festeggiamenti natalizi ed è seguito da un altro giorno famosissimo: il Black Friday, ovvero il giorno di apertura dei saldi e della caccia all’acquisto, con tanto di code chilometriche fuori dai negozi. Gli americani mica sono stupidi! Iniziano i saldi alla fine di Novembre in modo che i regali di Natale li acquistano scontati… Mica come da noi, che restiamo con i negozi scintillanti ma desolatamente vuoti prima delle feste e con dei saldi ormai quasi inutili che partono a metà Gennaio…

Ieri, per la prima volta e anche un po’ per caso, anch’io da quest’altra parte dell’oceano, ho avuto il mio primo Black Friday e ho comprato un po’ di regali a sconto negli U.S.A. Come vi ho accennato al ritorno dalle ferie, in casa ho una little monster (ovvero una fan di Lady Gaga), tanto che le nostre ferie estive a Vienna hanno coinciso col concerto di Lady Gaga alla Stadthalle e che la pargola, che da qualche anno studia canto, col suo gruppo musicale ha iniziato ad esibirsi anche in cover rock della  famosa Germanotta…

Come capirete, sotto l’Albero di Natale finirà un bel po’ di merchandising della popstar, merchandising acquistabile solo online da un sito USA. E così quando ieri mi sono collegato sul sito, ho scoperto che anche loro avevano le offerte del Black Friday. Se acquistavi dalla mezzanotte alle 4 del mattino (fuso orario EST-USA) avevi lo sconto del 30%, se lo facevi dalle 4 alle 9 il 25% e così via fino al 10% della sera… Armato di postepay, calcolatrice e sito web con i fusi orari ho fatto il mio acquisto nella fascia di sconto del 25%… risparmiando in pratica l’equivalente di tutte le spese di spedizione dagli Usa all’Italia… Dopo il mio Black Friday, oggi sono tornato sul sito e tutto quanto è tornato a prezzo pieno…

Domani invece farò penitenza, perchè almeno qui a Firenze abbiamo giornata del non acquisto” (o “Buy nothing day”) e quindi torneò alle mie abitudini di consumatore morigerato…. (qui il link alla locandina col programma della giornata a Firenze)… D’altra parte anche questa giornata nasce aldilà dell’oceano: infatti è nata in Canada nel 1992 ed è  diffusa in più di 60 paesi nel mondo. Coincide con l’’ultima domenica di novembre e cade subito dopo la giornata del Ringraziamento (“Thanks-giving day”), festività che per gli americani equivale al nostro Natale, durante la quale il picco di consumi raggiunge livelli molto elevati. La giornata vuole essere una provocazione simbolica collettiva, un invito a riflettere sulle nostre abitudini di consumo ed uno stimolo a sviluppare una maggiore coscienza critica.

Come vedete anch’io sono tutto una contraddizione…

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Meteotennis.

Un paio di giorni fa, andando a lavorare ho visto questa pubblicità… Per combattere la siccità una volta si facevano la danza della pioggia o qualche processione.

Le previsioni dicono che in Toscana finalmente tra stasera e domani pioverà. Sarà mica merito del meteotennis?

Foto "meteotennis" by unpodimondo - flickr

Foto “meteotennis” by unpodimondo – flickr

Dieci ragazzi per me… posson bastare!

"firing squad" by - omnia_mutantur - flickr

"firing squad" by - omnia_mutantur - flickr

Molto probabilmente il sabato mattina anche voi andate a fare la spesa… Secondo quanto scrivono diversi giornali e blog (tra cui  l’inglese “The guardian”), il 17/3, un sabato mattina, la  ministra Fornero è andata a fare shopping a Torino, da Sancrispino in via Carlo Alberto 41/G,  esclusiva boutique che vende borse e scarpe di lusso.  Secondo quanto raccontato dalla stampa la  ministra sarebbe stata accompagnata da ben 10 esponenti delle forze dell’ordine: 6 uomini di scorta in borghese e 4 carabinieri che  avrebbero bloccato gli accessi  a via Carlo Alberto parcheggiando le loro gazzelle agli incroci in via Cavour e via dei Mille, di fatto blindando un isolato intero (magari qualche lettore torinese potrà essere più preciso).

Come cantava Lucio Battisti, per le scarpe della Ministra, “Dieci ragazzi per me, posson bastare!… dieci ragazzi così, che dicon solo di si!!!” Alla fine, col cambio di governo, ho l’impressione che sia stata semplicemente sostituita la casta dei politici con quella dei tecnici e che a pagare siano sempre i soliti italiani…

Il mio primo LP

Avrò avuto intorno ai 10-11 anni e la cosa a cui ambivo di più era uno stereo, un vero stereo HI-FI (chi se la ricorda la parola alta fedeltà?). A quei tempi l’acquisto di uno stereo era un evento familiare, in primo luogo perchè costava un sacco di soldi e poi perchè occupava un mobile intero e ti costringeva a riarredare la camera o il soggiorno… Lo stereo hi-fi era una forma di emancipazione musicale che ti liberava dal mangiadischi, dove al massimo potevi ascoltare i 45 giri con canzoni gracchianti o con le famose “Fiabe Sonore” (a mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar…) e/o dal terribile mangianastri che letteralmente ti masticava le cassette, quelle che poi dovevi srotolare e tentare di riavvolgere alla meno peggio con la penna Bic, imprecando in  tutte le lingue del mondo. Lo stereo ti consentiva finalmente di ascoltare gli LP e quindi di possedere degli oggetti di culto da conservare e con cui farti grande con gli amici…

Il mio primo stereo era così composto: mobile, piatto 33/45 giri, amplificatore e casse (rigorosamente grosse e appese alla parete della mia camera con dei tasselli che avrebbero retto anche un elefante). Per comprarlo lavorai un’estate intera dando una mano a mia mamma che all’epoca lavorava a domicilio per una fabbrica di scarpe. Dopo 3 mesi come lavoratore minorile-garzone di mia mamma, passati tutti tra tomaie di scarpe, macchine da cucire, forbici e barattoli di mastice puzzolente, misi insieme 250.000 Lire per l’acquisto di uno stereo di marca Europhon… La radio la comprai nei mesi successivi coi proventi di altri lavoretti e con i soldi regalati dai nonni a Natale. La piastra (ovvero il registratore a cassette) arrivò a riempire l’ultimo buco nel mobile dello stereo, come regalo di Cresima da parte dei miei genitori e come premio per aver lavorato e risparmiato, con senso del dovere, per comprare i pezzi precedenti…

Perchè vi ho raccontato, proprio oggi,  tutta questa storia? Perchè quello sotto è stato il primo LP che ho comprato nella mia vita e che a quel tempo ho veramente consumato tutto ascoltandolo a ripetizione…

Album "Lucio Dalla" Lineatre

Album " 4 Marzo e altre storie di Lucio Dalla" Lineatre

A questo punto mi immagino che  vi aspettereste che io metta un video di Lucio Dalla  con uno dei pezzi di questo album ma in realtà, negli anni successivi,  quand’ero un po’ più grandicello, c’è stata un’altra cosa che ha segnato la mia vita… Se nel mio passato, per quasi una quindicina d’anni, ho giocato a fare il clarinettista jazz (di belle speranze ma anche di qualche raro e piccolo successo), lo devo in parte anche a quel folletto di Bologna che col suo clarinetto faceva cose grandiose… Perciò, metto da parte tutti i suoi bellissimi  successi, che ormai in questi giorni avete già sentito ovunque, e lo saluto con un classico standard…

Grazie Lucio, R.I.P.