Ciao Carlo…

L’estate  scorsa lo incontravo quasi tutte le Domeniche mattina quando andavo ad allenarmi alle Cascine. Per evitare il caldo partivo di casa alle 7.30 e  verso le 8 lo trovavo che di buona lena camminava nel parco. Lui era praticamente quasi nudo: i soliti capelli spettinati, la barba incolta, i piedi rigorosamente scalzi, un paio di short in jeans ad altezza culo e il torso nudo, con la sua pancia prominente. Un asciugamano, appoggiato sulla spalla, poteva far pensare che andasse a trascorrere quelle Domeniche mattina alla piscina delle Pavoniere o forse no, l’intuizione era sbagliata, magari serviva soltanto per asciugare il sudore di quelle sue lunghe passeggiate mattutine…

L’avrei salutato molto volentieri e gli avrei fatto i complimenti per la sua bravura che ho apprezzato tutte le volte che l’ho visto a teatro o al cinema. Ma non l’ho fatto perchè il suo sguardo mi metteva soggezione. Nei suoi occhi che si incrociavano con i miei (anche perchè spesso non c’era nessun altro) intuivo una certa commiserazione. Lui quasi nudo, al naturale ed io vestito con quei completini da podista sintetici e fluorescenti. Lui che passeggiava calmo e tranquillo godendosi quella mattina di sole ed io che invece, sudato e puzzolente, arrancavo cercando le poche zone d’ombra di quel viale. Insomma, dalla sua faccia, così espressiva anche quando stava zitto, intuivo che per lui ero un imbecille che non aveva capito niente della vita…

Peccato che Domenica te ne sei andato, quel saluto che non ti ho fatto tutte le volte che ti ho incontrato alle Cascine mi tocca fartelo adesso via blog… Sai Carlo (Monni), a ripensarci bene, in quelle deserte e torride mattine d’Agosto, forse avevano ragione i tuoi occhi…

I’ Monni alle Cascine (questa volta con i pantaloni lunghi)

I’ Monni che racconta la nascita del film “Non ci resta che piangere”

Noi siamo quella razza… Splendida poesia del Monni che, prima di essere un bravo attore era un gran poeta popolare…

Infine un video con un Carlo Monni un po’ più serio in cui racconta la Toscana che avrebbe voluto…

p.s. Spero tanto che il Comune di Firenze intitoli uno dei viali delle Cascine a Carlo Monni

Aggiornamento di stamattina 21.5.2013

Copio e incollo il saluto a Carlo Monni pubblicato sulla pagina facebook del Teatro di Rifredi…

Il nostro caro amico Carlo Monni se ne è andato domenica sera. Era un artista unico ed inimitabile. Prima ancora di essere capace di dar vita a tanti indimenticabili personaggi, era lui stesso uno straordinario personaggio. Ha recitato, cenato con gli amici e camminato alle Cascine fino al giorno prima di entrare in ospedale. Questa era la sua vita. Era solare, generoso come pochi ma poco incline ai compromessi. Era un uomo libero, senza pregiudizi né morali né artistici. Cercava sempre la verità sia sulla scena che nei rapporti con le persone. Nel lavoro voleva divertirsi e divertire la gente, ma era anche un uomo colto ed un amante della poesia e della musica. Da quasi quindici anni il Teatro di Rifredi era diventato la sua casa. Tutto iniziò con una scommessa di Angelo Savelli che lo volle a fianco della grande attrice ronconiana Marisa Fabbri in una innovativa edizione di “Gallina vecchia” che riscosse un enorme successo. Il felice sodalizio con Savelli proseguì poi con “S’io fossi foco” e “Nel mezzo del cammin”, dove Carlo poté esprimere tutto il suo amore per Dante e per gli antichi poeti toscani un po’ ribelli e licenziosi come lui, recitando a fianco di Massimo Grigò e Andrea Bruno Savelli che diventeranno per lui più che dei colleghi dei veri e propri complici e sodali. Ed è con Andrea Bruno Savelli che continuerà a calcare il palcoscenico di Rifredi prima con i divertenti “Decameron” e “Cecco toccami” e poi con due impegnativi spettacoli a cui si sentiva profondamente legato: lo shakespeariano “Falstaff” e il brunelleschiano “La beffa del grasso legniaiuolo”. La sua ultima apparizione pubblica è stata, sempre a Rifredi e sempre sotto la direzione di Andrea Bruno Savelli, nella lettura scenica “La briscola in cinque” che nella prossima stagione teatrale sarebbe dovuta diventare un vero e proprio spettacolo. In tutti questi anni Carlo Monni ha recitato in tantissimi spettacoli mattutini per le scuole. Carlo amava i giovani ed era amatissimo dai giovani che lo prendevano d’assalto alla fine delle rappresentazioni. Per tutto il mese di marzo è stato addirittura lui stesso ad andare direttamente dentro le scuole a recitare un divertente blitz teatrale sull’evasione fiscale. Chissà in quante pagine di facebook, in quanti diari scolastici, in quante camerette di adolescenti campeggiano le foto di Carlo Monni sorridente, avvinghiato a grappoli di giovani entusiasti e fieri di essere lì dentro quell’inquadratura con il loro idolo. Ora che Carlo ci ha lasciato nella pienezza delle sue forze, della sua veloce falcata, del suo volto assolato, del suo potente sorriso e dei suoi occhi profondi, capiamo che a lui è spettata la giovinezza degli eroi.

tratto dalla pagina facebook del Teatro di Rifredi

Stanno tornando gli “Sbarchi in piazza”.

Locandina

Locandina “Sbarchi in Piazza” dal sito della Sezione fiorentina di Emergency

Ripartono da Firenze gli Sbarchi in piazza, la gioiosa carovana organizzata dai produttori della Rete di Economia Solidale del Sud Italia che porteranno nelle piazze del Centro-Nord un carico pieno di prodotti solidali equi, biologici del Meridione, con in aggiunta una serie di valori che spesso la grande distribuzione non offre: legalità, tutela dei diritti dei lavoratori, sostenibilità ambientale, solidarietà e creazione di relazioni fra produttori e consumatori.

A FirenzeSbarchi in piazza” si terrà Sabato 9 Marzo c/o la Biblioteca dell’Isolotto in via Chiusi 43/a e Domenica 10 Marzo c/o lo Spazio Arti e Mestieri in Via Giano della Bella 20 (per il programma vi rimando alla locandina qui in alto, cliccandoci si ingrandisce l’immagine)

La carovana di Sbarchi in piazza girerà l’Italia fino a Maggio con le  seguenti date:

  • 13 Aprile – Lesignano (PR)
  • 14 Aprile – Ravenna
  • 27 Aprile – Bergamo
  • 28 Aprile – Lecco
  • 12 Maggio – Milano

Per approfondire:

  • La storia di due arance (dal sito di ressud – cliccando l’immagine si ingrandisce)

“Breve storia di due arance” dal sito Ressud.org

p.s. Purtroppo per precedenti impegni personali il prossimo week-end sarò lontano da Firenze, per cui mi perderò “Gli sbarchi in piazza”. Auguro perciò un buon lavoro a tutti coloro che saranno in piazza a Firenze!

Poor us (2012): un documentario, un cartone animato, un sogno.

Stamani, anche se non dovevo andare al lavoro, mi sono svegliato presto. Siccome mi faceva fatica venire al computer mi sono buttato sul divano e ho iniziato a fare zapping. Arrivato sul canale di Raistoria mi sono imbattuto in un documentario appena iniziato che ha attirato la mia attenzione e che ho seguito fino alla fine. Il film, del 2012, si intitola “Poor Us” ed è un mix tra documentario e cartone animato sulla storia della povertà. La storia inizia e finisce come un sogno e analizza la nascita dei poveri nelle varie civiltà partendo dalla preistoria e arrivando ai giorni nostri. Il documentario è molto ben fatto, scorre bene e fa riflettere sul rapporto potere/ricchezza/povertà.

L’ho cercato su Youtube e l’ho trovato soltanto in versione inglese: credo che comunque i 59 minuti di durata valgano la pena di essere visti. Ho anche scoperto che questo documentario fa parte di tutta una serie di documentari dedicati alla povertà che è possibile vedere anche sul sito di Why poverty e che cercherò di vedere nelle prossime settimane.

Intanto, se vi va, gustatevi questo “Poor us”

p.s. Su Raistoria, dopo il documentario, c’è stata un’intervista sul tema col ministro tecnico Andrea Riccardi, che non aggiungeva niente a quanto detto dal documentario. Ve la risparmio, tanto lo sapete da soli che il governo Monti e i suoi ministri tecnici sono esperti in come far diventare povera la maggior parte degli italiani!!!!

1 Billion rising a Firenze.

Locandina

Locandina “1 Billion rising” dal sito dell’Associazione Artemisia centro antiviolenza

In tutto il pianeta una  donna su 3 subirà, nella propria vita una qualche forma di violenza di genere. Facendo due conti si tratta di un miliardo di donne ed è  una cosa agghiacciante e inaccettabile. Partendo da questi numeri la scrittrice e drammaturga Eve Ensler ha lanciato la campagna One Billion Rising, che culminerà in un flashmob mondiale che si terrà il prossimo 14 Febbraio. Lo scopo dell’iniziativa è portare un miliardo di persone a ballare e recitare contro i femminicidi e la violenza alle donne.

I flashmob di One Billion Rising si svolgeranno in 189 paesi, in migliaia di città grandi e piccole: solo in Italia sono previsti 127 eventi in altrettante piazze. A questa manifestazione hanno dato la loro adesione anche diverse associazioni no profit nazionali come Se Non Ora Quando?, Emergency, CGIL, G.i.U.L.i.A., l’UDI,  ACTION AID, NO MORE, etc…

A Firenze il flashmob si terrà in piazza della Repubblica il 14/02/2013 alle ore 15.00 e nell’occasione verranno raccolte delle offerte per l’Associazione Artemisia che in Toscana si occupa di violenza sulle donne e sui minori (il nome deriva dalla pittrice Artemisia Gentileschi la cui vita e le cui opere furono segnate dallo stupro che subì nel 1611 e dal processo che ne seguì).

Un po’ di link.

E ora …musica…

Il video ufficiale della canzone da ballare “Break the chain”

La coreografia spiegata dalla coreografa Debbie Allen (ve la ricordate? Era Lydia Grant, la maestra di ballo del film e del telefilm “Saranno Famosi”)

La coreografia spiegata (in inglese e italiano) dalla coreografa che cura il flashmob di Firenze.

Due film: Fuga da Sobibor (1987) e Train de vie (1998)

Foto

Foto “Escape From Sobibor” by Veledul_maraz – flickr

Foto

Foto “Train de vie” by Forum della Gioventù comune di Ariano Irpino” – flickr

Questo fine settimana, nel quale il calendario ha voluto che la giornata della memoria coincidesse con la domenica, molte reti televisive hanno dedicato spazio a film e sceneggiati dedicati all’Olocausto.

Tralasciando i grandi film come “La vita è bella” o “Schindler’s List” che avevo già visto più volte in passato, ho scelto di guardare due pellicole meno famose e molto diverse tra loro, ma  che nonostante tutto hanno meritato tutto il tempo passato sul divano davanti alla tv.

Fuga da Sobibor è un onesto film tv del 1987 che racconta la storia vera della rocambolesca e drammatica fuga dei deportati prigionieri del campo di sterminio di Sobibor, nella Polonia Orientale. Il campo ospitava circa 600 deportati, fra ebrei polacchi e sovietici e soldati dell’Armata Rossa catturati in guerra dalle SS. Dopo alcuni tentativi di fuga di singoli prigionieri, finiti con fucilazioni e rappresaglie tedesche (drammatica la scena in cui ogni fuggitivo riacchiappato, deve scegliere un compagno con cui essere fucilato), i prigionieri decisero di attuare una fuga di massa. Il piano prevedeva l’uccisione uno ad uno tutti gli ufficiali nazisti, con la fuga di tutti dall’entrata principale, dopo aver assalito il deposito di armi, confidando soprattutto nello smarrimento dei soldati ucraini a servizio delle SS. L’attuazione del piano va a gonfie vele fin quasi alla fine, ma la scoperta del cadavere di un ufficiale nazista fa precipitare la situazione e tutti devono fuggire improvvisamente sotto i colpi delle guardie, attraversando il campo minato che circonda il lager. La storia vera la potete leggere su wikipedia.

Train de vie” è invece un capolavoro: un gioiellino di film che, se non fosse per il finale drammatico, andrebbe iscritto nel genere della commedia. Siamo in un minuscolo paesino di  ebrei nella campagna rumena: lo scemo del villaggio avvisa che nei paesi vicini le SS stanno deportando tutti gli ebrei e se ne esce con un’idea alquanto bislacca, che viene però approvata da tutti i rabbini del paese: comprare un treno, trasformarlo in un finto convoglio nazista e deportarsi da soli… per arrivare in Unione Sovietica e da lì andare in Palestina. Gli artigiani del villaggio trasformano il treno, i sarti creano le divise naziste per le finte SS e tutto il convoglio parte. L’avventura ruota su una serie di gag esilaranti: gli incontri con i nazisti veri, alcuni partigiani particolarmente inetti che non riescono a sabotare il finto treno SS e perfino la nascita, all’interno del convoglio fantasma di un gruppo di comunisti con addirittura un capo soviet per vagone… Quando il treno si avvicina al confine con l’Unione Sovietica e la salvezza sembra a portata di mano, si imbatte in una colonna di automezzi nazisti  che si rivela essere anche essa falsa e composta da zingari… Ne segue una bellissima festa che è un incontro-scontro fra musiche klezmer e gitane. Peccato che poi…

Cose da fare al mare (senza andare al mare)

Foto "Greetings from Talamone" by Miss Cartier  - flickr

Foto “Greetings from Talamone” by Miss Cartier – flickr

Odio il mare… Forse l’espressione è un po’ troppo  forte. Diciamo che non mi piace la vita di mare: la spiaggia, i lettini, gli ombrelloni, stendersi al sole,  la crema abbronzante, i racchettoni, i mazzi di carte etc… etc… Non è questione di località; potete portarmi in qualsiasi posto: in Sardegna come a Riccione, ai Caraibi, alle Maldive o a Viareggio. Io dopo tre giorni di vita di spiaggia sclero. A parte una nuotata di una mezz’oretta al giorno (fattibile anche in piscina) tutto il resto è noia.

Se fosse per me gli stabilimenti balneari potrebbero chiudere i battenti e le ferie ruoterebbero tra trekking in alta montagna e viaggi in città d’arte… Ma siccome in famiglia dobbiamo fare dei compromessi, le nostre ferie si dividono sempre fra una settimana al mare e una in città d’arte o in montagna…

E così, dopo una ultraventennale esperienza, posso dire di essere diventato uno dei maggiori specialisti di Cose da fare al mare (senza andare al mare)…

Intanto si sceglie una località (e una settimana) che ospiti qualche evento significativo: raduni di aquilonisti, di mongolfiere, campionati mondiali di castelli di sabbia, fiere del libro, tornei di qualsiasi sport possibile e immaginabile (campionati di beach volley, beach soccer, biglie), air show,  festival musicali, teatrali, cinematografici, sagre, etc… Poi si studiano gli orari delle varie offerte alternative alla spiaggia: mostre, musei, case natali di personaggi del passato, cattedrali, gallerie d’arte, mercatini… et voilà la settimana al mare passa che è un piacere!

Volete qualche esempio sparso di alcune località che ho frequentato in passato? (mi limito all’Italia tralasciando le vacanze all’estero in Spagna e Francia)

Cervia – Milano Marittima: festa del libro in spiaggia, campionati mondiali di Castelli di sabbia, raduno di aquilonisti, museo del sale, concorso dei giardini.

Viareggio: Cittadella del Carnevale, museo della cartapesta, EuropaCinema.

Cesenatico: Museo della Marineria, Museo di Pantani, campionati dei giochi di spiaggia.

Rimini: Domus del chirurgo e museo archeologico, Duomo Malatestiano con affreschi di Piero della Francesca. Pinacoteca con la Pietà di Giovanni Bellini, il Museo degli sguardi, quello di Fellini. E nei dintorni l’Ottocento festival di Saludecio,  la Santarcangelo dei teatri, le notti medievali alla rocca di Verucchio, etc…

E quest’anno?

Anche quest’anno Senigallia con: il ballo, i concerti e la gente “anni ’40 e ’50″ del Summer Jamboree, il Museo della Fotografia, le mostre alla Rocca Roveresca, le chiese, il palazzo del Duca, la casa natale di Pio IX.

Perchè a volte, rispetto a sdraiarsi in spiaggia,  può essere più divertente una goffa lezione di Jive e perfino il letto a baldacchino di Pio IX (il che è tutto dire…)

Un film: Diario del saccheggio (2004)

Foto "Memoria del saqueo 1" by lemoatudei  - flickr

Foto “Memoria del saqueo 1″ by lemoatudei – flickr

Rai5 da  alcuni mesi manda in onda dei documentari molto interessanti nella prima serata della domenica. Il 15 di Luglio è stato  trasmesso il documentario di Pino SolanasDiario del saccheggio” (2004) che racconta la crisi politica, economica e sociale  che ha attraversato l’Argentina, dal golpe militare del 1976 alle rivolte popolari del 2001 e degli anni successivi.

Se avete la pazienza di vedere queste due ore di documentario e anche un po’ di stomaco per le immagini più crude dei bambini che muoiono di fame negli ospedali argentini, scoprirete come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale insieme alla classe politica, al sistema mediatico, a quello giudiziario, alle banche, ai sindacati e alle multinazionali hanno saccheggiato l’Argentina portandola ad un genocidio sociale che è culminato nella più assoluta povertà per milioni di argentini.

Il documentario è illuminante perchè, raccontando dell’Argentina di 10 e più anni fa, ci racconta quello che sarà il futuro dell’Italia, della Spagna e della Grecia. Il debito, lo spread, le manovre, il taglio delle pensioni, della sanità,  delle tredicesime, la concertazione, la diminuzione dei diritti dei lavoratori: tutte queste operazioni che in passato hanno messo in ginocchio l’Argentina sono le stesse che stanno facendo in questi mesi i nostri governi europei… D’altra parte i registi di tutto sono sempre gli stessi: il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Cambiano solo gli attori: a Menem e De La Rua potete sostituire i nostri Napolitano, Monti, Bersani, Berlusconi, Casini o anche i politici spagnoli, tedeschi, greci etc… tanto il copione rimane sempre lo stesso…

A questo punto anche noi cittadini dobbiamo recitare in questo film: la parte degli argentini che protestano nelle vie è la nostra… cominciamo a scendere in strada con le pentole!

A questo link della rai (solo per alcuni giorni), potete vedere tutto il film.

Oppure potete vederlo qui, da you tube diviso in 12 parti

Ti presento un amico 2012 al Mandela Forum di Firenze.

Locandina "Ti presento un amico" dal sito di Trisomia 21

Locandina “Ti presento un amico” dal sito di Trisomia 21

Venerdì 11 Maggio alle ore 21.00 presso il Mandela Forum di Firenze l’Associazione Trisomia 21  ripropone l’annuale spettacolo di varietà “Ti presento un amico” con il quale offre ai fiorentini una serata di musica, risate, allegria con lo scopo di raccogliere dei fondi e autofinanziare i progetti dell’Associazione per la riabilitazione e l’integrazione sociale delle persone con la sindrome di Down.

I blogger che hanno partecipato al Boicottaggio del Parco di Gardaland hanno già avuto modo di conoscere e apprezzare Antonella, l’effervescente e battagliero presidente di Trisomia 21, nonchè simpatica “scimmietta” autrice del blog di Trisomia 21. Molti spettatori televisivi hanno anche avuto modo di seguire l’esaltante avventura dei ragazzi del Teatrallegria di Trisomia 21 che sono arrivati nella finalissima di Italia’s got talent. Se li volete rivedere dal vivo insieme a decine di altri artisti vi aspettano Venerdì sera al MandelaForum dove saranno in compagnia di…

  • Alessandro Masti, speaker radiofonico nonché logorroico presentatore della serata.
  • Gaia Nanni, attrice e presentatrice (soprattutto per controbilanciare la bruttezza del Masti).
  • Paolo Migone, cabarettista…. l’occhio nero di Zelig.
  • Bobo Rondelli, poetico e ironico cantautore livornese.
  • I Gatti Mezzi (fradici, non tagliati a metà) ironico duo pisano tra swing, jazz, folk… giusto per portare anche in musica la consueta rivalità fra pisani e livornesi.
  • Nicola Pesaresi con la scimmietta Isotta, attore e ventriloquo da Italia’s got Talent.
  • Chiara e Viola: le Short Girls, le prime marionette umane da Italia’s got Talent.
  • Alessandro Riccio, attore teatrale nonchè anima e creatore delle rievocazioni teatrali e storiche del Mese Mediceo
  • Max Ballet Academy, Scuola di Arte e Spettacolo (danza, teatro, canto, musica)
  • molti e molti altri (che in questo caso non è una frase fatta, ma la fotografia di Antonella che rincorre fino all’ultimo minuto, cantanti, attori, campioni dello sport, comici, ballerini e vips vari per portarli alla serata e garantire sorprese agli spettatori…)

Il biglietto costa 10€ e può essere acquistato c/o la sede dell’Associazione Trisomia 21 in Viale Alessandro Volta 16/18 a Firenze, presso il circuito di prevendita Box Office, presso i punti vendita di Unicoop Firenze con sportello  Box Office, presso la cassa del MandelaForum (anche la sera stessa se decidete all’ultimo minuto).

Se siete curiosi potete trovare sul mio canale youtube qualche video dell’edizione dello scorso anno di “Ti presento un amico”

Aggiornamento del 9 Maggio 2012

Alla lista degli artisti si sono aggiunti…

37a FESTA DELLA PACE a Collegalli (Fi)

Locandina "37° Festa della Pace" dal sito del Movimento Shalom

Locandina "37° Festa della Pace" dal sito del Movimento Shalom

Il prossimo 1° Maggio 2012 a Collegalli (Montaione – Fi) si terrà la

37a FESTA DELLA PACE - raduno generale Movimento Shalom

La festa è organizzata dal Movimento Shalom con la collaborazione della Fondazione Antonino Caponnetto e col patrocinio della Regione Toscana.

Programma della giornata

Ore 9.30 Apertura stand: cultura, gastronomia e artigianato.

ore 10,30 SOLIDARIETA’ e TRASPARENZA: assemblea nazionale genitori adottanti a distanza e internazionali. Con interventi di:

  • Luca Martini – responsabile Commissione adozioni internazionali
  • Silvia Lensi – responsabile Adozioni a Distanza.

ore 12,00 Preghiera interreligiosa per la Pace

Pranzo sociale & Musica con il gruppo Cover Fabrizio de Andrè

ore 15,00 Conversazione sotto il tendone: GLOBALIZZAZIONE E CRIMINALITA’

Introduzione di Andrea Sansevero, presidente Movimento Shalom

Interventi di:

Modera l’incontro Andrea Pio Cristiani, fondatore Movimento Shalom

Ore 17.00 Musica con Aren B Aretha

Con la partecipazione speciale di: Tony Maiello vincitore di Sanremo Giovani 2010 e l’attore Gaetano Gennai

Ore 17,30 Merenda del contadino (focacce e schiacciate a gogo dal forno a Legna di Shalom….)

Durante tutta la giornata: Luna Park per bambini con giochi Gonfiabili, saltimbanchi, teatrino dei burattini, calcio balilla umano, mercatino, gastronomia e prodotti tipici

BUS NAVETTA GRATUITO DA CORAZZANO (oppure, per raggiungere la festa, vi potete fare una sana passeggiata nella campagna toscana).

Colgo l’occasione per ricordare, a chi volesse,  di devolvere il proprio 5 per mille al Movimento Shalom

dalla pagina Facebook del Movimento Shalom

dalla pagina Facebook del Movimento Shalom

p.s. Io, ancora non sono sicuro di poter venire a Collegalli, per precedenti impegni familiari e sportivi… ma giuro che farò di tutto per non mancare!

Un documentario: Hair India (2008)

In questi giorni su Rai 5 sta andando in onda un bellissimo documentario di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi che si intitola “Hair India” e che mostra uno spaccato delle contraddizioni che offre l’India di questi anni, basandosi sulla storia di una ciocca di capelli.

Una poverissima famiglia induista va in pellegrinaggio al tempio e partecipa ad un rituale di purificazione per chiedere una grazia. Tutti i componenti di questa famiglia donano alle divinità l’unica cosa che hanno: i loro capelli. Come altre migliaia di pellegrini si fanno rasare completamente la testa e il documentario segue la rotta dei loro capelli… Messi all’asta dalle autorità del tempio induista vengono comprati da un’industria di Roma che li lavora e li trasforma in preziose extension che vanno a ruba fra le dive di Hollywood e Bollywood. Extension di capelli mai trattati e colorati, così preziose che arrivano a costare anche 4.000$ ad applicazione.

Nel documentario le ciocche tagliate al tempio e lavorate a Roma torneranno in India per essere applicate a Sangeeta una giornalista di moda che li userà per far colpo ad una sfilata….

Per vedere il documentario: