Occupy central a Hong Kong. E a Roma?

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Foto “Occupy Centra_4384″ by chet wong – flickr

Ieri sul sito de “Il fatto quotidiano” è apparso un bel post di Valentina Giannella intitolato Hong Kong bloccata per ‘Occupy Central’: perché questa città è davvero speciale”. Più che un articolo di giornale è una bellissima testimonianza diretta di come una manifestazione pacifica e non violenta stia mettendo alle corde il Partito Comunista Cinese. Mi ha colpito molto il fatto che, nonostante l’uso di lacrimogeni e spray urticanti da parte delle forze dell’ordine, i manifestanti di Hong Kong continuino ad essere distesi, gentili e pacifici. Vi consiglio di leggerlo…

Come italiano mi ha colpito anche il motivo che sta alla base delle proteste di Hong Kong… Nelle prime elezioni a suffragio universale di Hong Kong, previste per il 2017, il Partito Comunista Cinese vorrebbe imporre le liste bloccate con i candidati scelti da Pechino. Contro tutto ciò i cittadini si sono ribellati e i media occidentali stanno raccontando questa occupazione come una lotta per la democrazia e i diritti civili del popolo di Hong Kong…

Un momento… fatemici pensare un attimino… anche noi in Italia da anni abbiamo le liste bloccate senza le preferenze in tutte le elezioni, tranne che per le sole elezioni europee. Anche da noi i candidati sono scelti da due o tre segretari di partito in stanze segrete a Roma. Due giorni fa, alle elezioni per i consigli delle città metropolitane (nuovo nome delle mai abolite provincie), non ha votato il popolo ma alcune centinaia di consiglieri comunali, assessori a loro volta eletti con liste bloccate. In più abbiamo un presidente del Consiglio non eletto da nessuno, un presidente della Repubblica rieletto per un secondo mandato non espressamente previsto dalla Costituzione e pure un patto segreto del Nazareno che di fatto  trasforma maggioranza e opposizione in una sorta di Partito Unico…

E poi i media italiani mi vengono a dire che a Hong Kong protestano perchè  nella Repubblica Popolare Cinese c’è la dittatura? Beh, in fondo che differenza c’è fra noi e loro?

Ah si che a Hong Kong son scesi nelle piazze perchè non vogliono farsi governare da personaggi paracadutati da Pechino: han paura che anche a loro tocchino i Lenzi, i Gaspalli, gli Scilipotin, le Bonafen e le Santanchen… E i comici della tv di Hong Kong come faranno, se non avranno un Antonio Lazzi da imitare?

Ni Hao!

Malles primo comune europeo senza pesticidi.

Foto by suedtirol.altoadige - flickr

Foto by suedtirol.altoadige – flickr

Malles (Bz), piccolo comune della Val Venosta al confine tra Italia, Austria e Svizzera, è la prima amministrazione locale europea che, tramite un referendum, ha abolito sul proprio territorio l’uso di pesticidi chimici. Lo scorso 5 settembre il 75% dei votanti al referendum ha detto no ai pesticidi. In un comune in cui le cui principali risorse sono il turismo e l’agricoltura fa piacere vedere che anche molti agricoltori si sono espressi per il divieto.

Adesso per il Comune di Malles si prospetta un futuro verso un’agricoltura al 100% biologica e pare che anche in altri comuni del Trentino Alto Adige siano al lavoro comitati per tenere referendum simili… Speriamo che dall’esempio di Malles parta un effetto domino che porti ad avere tanti comuni liberi da pesticidi…

 

Il barista che ammazzò decine di libri…

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Foto “Romeo & Juliet” by Emerson Utracik (EP) – flickr

Nel mio post “Un libro non è diamante, casomai è una trottola…” del 24/5/2013 vi raccontavo della mia passione per il bookcrossing e di come avevo trovato, nel quartiere 4 di Firenze, un bel posto dove scambiare i libri… Visto che nei commenti mi fu chiesto, misi anche l’indirizzo del centro culturale: New Staz in via Attavante, zona Ponte a Greve…

Newstaz non era l’unico luogo del quartiere 4 di Firenze dove fare bookcrossing: ci sono la Biblioteca di Via Canova, il Circolo Arci dell’Isolotto, la Coop del Ponte a Greve, alcune palestre comunali, e non molto lontano, la Biblioteca di Scandicci. Newstaz però era diversa: c’era una parete intera di libri, la rotazione dei testi era costante, trovavi sempre nuovi volumi e c’erano perfino Dvd, Cd e Vhs. Visti tutti i corsi che si tengono a Newstaz (teatro, musica, danza, lingue, yoga, etc…) i libri presenti erano davvero interessanti: insomma, non c’erano solo Wilbur Smith e gli Harmony… E poi l’ambiente era carino: la parete del bookcrossing era nel bar e mentre sceglievi i libri potevi, a seconda dell’ora, sorseggiare un caffè, un succo di frutta o mangiare un gelato.

Parlo al passato della parete del bookcrossing di NewStaz perchè purtroppo, dalla riapertura del centro culturale dopo le ferie estive, questa non c’è più.  Alcuni giorni fa sono passato dal centro per lasciare 6 libri che avevo letto durante le ferie e ho scoperto che è stata sostituita da una scaffalaturina con alcune bottiglie di vino e da un frigo dei gelati.

Ho chiesto informazioni alla segreteria del centro e mi è stato risposto che il nuovo gestore del bar non l’ha più voluta e perciò han dovuto sbaraccare tutto e adesso i libri del bookcrossing sono chiusi in una stanza e attendono una nuova collocazione in altri spazi. Collocazione che, mi è parso di intuire, sarà alquanto difficile, se non addirittura impossibile. E così, un piccolo servizio culturale, gratuito, solidale, di riuso e riciclo, aperto al buon cuore di tutti gli amanti del bookcrossing è stato ucciso dai voleri di un barista…

Caro barista, i miei libri li porterò in uno degli altri luoghi del bookcrossing del quartiere 4, uno di quelli più piccoli e con meno scelta. Tu invece i miei soldi dei succhi di frutta e dei gelati che prendevo mentre sceglievo i libri, te li puoi scordare… Mah! Hai appena iniziato la tua attività e hai subito perso un cliente! …Contento tu!

Eataly: il lavoro secondo gli amici di Matteo Renzi.

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Foto “Penne Napoli at Eataly” by Muy Yum – flickr

Oscar Farinetti è il fondatore e padrone di Eataly. Ma è anche un grande amico e finanziatore delle campagne elettorali di Matteo Renzi il quale, nelle sue prediche su rottamazione e svolta dell’Italia, porta Farinetti come esempio di imprenditore di successo nonostante la crisi.

In vista delle tanto annunciate riforme del lavoro renziane, può valere la pena dare un’occhiata a come vengono trattati i lavoratori di Etaly e purtroppo, a vedere da quello che succede a Firenze, non c’è da stare allegri. Sabato 30 e domenica 31 agosto 2014 i lavoratori e le lavoratrici di Eataly Firenze sciopereranno per chiedere il ripristino di sane relazioni sindacali con l’azienda di Oscar Farinetti e soprattutto, scrivono in una nota, “il diritto ad un lavoro che sia dignitoso”. Alcuni siti come Altracittà.org invitano i consumatori, in occasione dello sciopero dei dipendenti di Eataly di domani e domenica, a boicottare e non comprare da Eataly (e nemmeno dopo se non rispettano i diritti dei lavoratori).

Questo il comunicato stampa dei lavoratori di Eataly con le motivazioni dello sciopero.

Abbiamo deciso di scrivere queste righe, da dipendenti di Eataly, conseguentemente alla notizia del nostro “licenziamento”, o, più formalmente, al non rinnovo del contratto. Andando con ordine, vorremmo cominciare sottolineando tre punti molto forti tratti dal Manifesto dell’Armonia di Eataly:

2. il primo modo per stare in armonia con le persone è saper ascoltare cercando spunti per cambiare o migliorare le proprie idee.

7. il denaro può allontanare dall’armonia. Bisogna avere sempre ben presente che il denaro è un mezzo e non un fine. Deve essere meritato.

9. l’armonia con le cose si ottiene ben sapendo che le cose sono di gran lunga meno importanti delle persone. Molto importante è invece la natura. Il primo modo per esserne in armonia è rispettarla.

Frasi semplici alla comprensione: le persone sono importanti, vanno sapute ascoltare, il denaro non è che un mezzo. Lasciando per ultimo il tema “monetario” ci chiediamo se le parole, queste parole, abbiano un senso. Eataly Firenze non ha mai conosciuto un’assemblea aziendale, mai e sotto nessuna forma. L’ultima volta che siamo stati tutte e tutti nella stessa stanza è stato il primo giorno di lavoro. Ricordiamo come siamo stati informati, tra una nozione di sicurezza antincendio e una di normative Haccp, del fatto che, appena possibile, avremmo avuto anche la possibilità di darci una rappresentanza sindacale. Ma se non sono previste assemblee aziendali, figuriamoci assemblee sindacali!

Eppure, di motivi per riunirci, l’azienda ne avrebbe in quantità: informarci dei cambiamenti in atto, renderci partecipi delle scelte riguardarti il personale, comunicarci anche sinteticamente il progetto dell’azienda… Non è normale infatti che un azienda, un’azienda fiorente ed in piena espansione, conti all’inaugurazione oltre 120 dipendenti e che, a meno di un anno dall’apertura, ne conti la metà. Su questo drastico taglio nessuna spiegazione è stata data a noi lavoratori. Né sui motivi per cui si debba venire a sapere dei turni settimanali con sole 24 ore di preavviso, né su tanti altri cambiamenti che si sono susseguiti da quel 14 Dicembre 2013 ad oggi.

Eppure siamo persone, e dovremmo, secondo la filosofia dell’azienda, essere importanti. Di gran lunga più importanti delle cose. E meno importanti delle cose, ci verrebbe da dedurre, sono i soldi… in fondo, sono solo un mezzo. Però la realtà non sta affatto così: noi siamo solo soldi, numeri, voci di spesa. Nessuno ci ha mai considerato davvero persone, ma ingranaggi da inserire nel “modello Eataly”, un modello basato sulla grande distribuzione di prodotti alimentari, una macchina in crescita che non può incepparsi sugli individui.

Ed è qui che arriva il discorso monetario. Eataly prevede nuove aperture a Piacenza, Verona e Trieste. E poi Londra, Mosca, San Paolo… insomma, parrebbe che quel che si dice sulla nostra azienda sia vero. Perché si parla di Eataly come di un’azienda modello, che cresce mediamente nel fatturato di oltre il 33%, un’azienda “che vince tutte le sfide”, per citare i giornali. Ma vogliamo proprio prendere le parole rilasciate dal nostro datore di lavoro, Oscar Farinetti: “Eataly fattura in Italia 100 milioni di Euro. Prevediamo di arrivare a 200 milioni nel 2014.”  L’ottimismo è il profumo della vita!

Ma allora perché il negozio di Firenze è aperto meno di un anno fa con più di 120 dipendenti, ora ne conta solo una sessantina? Perché si sta contraendo sempre di più il personale, costringendo talvolta a turni estenuanti i colleghi che si trovano a dover coprire il lavoro (che non manca!) dei dipendenti espulsi, mentre in altri reparti non si concede un’ora di straordinario neanche a chi la richiede?

Solo nell’ultimo mese accanto al nome di oltre 13 dipendenti è stato scritto “OUT”. 13 persone sono state lasciate, senza troppi fronzoli, senza lavoro. Abbiamo il diritto di sapere in che direzione va la nostra azienda, ce lo abbiamo in quanto dipendenti, ma ancora di più ce lo abbiamo se vediamo negato il nostro diritto di lavorare. Purtroppo alle continue richieste l’azienda ha sempre risposto freddamente e duramente, rifiutandosi non solo di convocare un’assemblea aperta a tutte e tutti i dipendenti così da avere risposte sul nostro futuro e, magari, potere anche dire la nostra, ma per di più la notizia del mancato rinnovo ci è stata fatta pervenire tramite i responsabili di reparto.

Quale serietà dimostra la dirigenza di Eataly rifiutandosi di incontrare i dipendenti che decide di licenziare? Per tutto ciò abbiamo deciso di convocare uno sciopero per le giornate di Sabato e Domenica 30 e 31 Agosto, per richiedere il ripristino delle condizioni di una sana relazione tra azienda e lavoratori, tramite una rappresentanza sindacale che possa evidenziare le numerose problematiche riguardanti le condizioni di lavoro e l’organizzazione dei turni, e soprattutto per difendere il diritto ad un lavoro che sia dignitoso.

Comunicato stampa dei dipendenti licenziati da Eataly – Firenze

Questa è la situazione dei lavoratori di Eataly Firenze, ma la cosa più triste è leggere su Wikipedia chi sono i proprietari di Eataly…. al 60% Oscar Farinetti (amico e finanziatore di Matteo Renzi ma soprattutto figlio del partigiano socialista Paolo Farinetti, comandante della 21ma Brigata Matteotti “Fratelli Ambrogio”, tra i fondatori della Repubblica Partigiana di Alba) e al 40%  Coop Liguria, Novacoop e Coop Adriatica (si, proprio “la Coop sei tu“). Non so perchè ma mi è venuta in mente una canzoncina di una volta. Come faceva quell’inno? Ah si!… “Compagni avanti, il gran Partito noi siamo dei lavoratori…”

p.s. per i più giovani l’inno è quello dell’Internazione e lo trovate qui

Chi semina vento raccoglie tempesta.

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Foto “Donbass Arena” by Ilya Dobrioglo – flickr

90 minuti più i tempi supplementari non furono sufficienti a stabilire chi sarebbe andato in finale… Ci vollero i rigori: Xabi Alonso si fece parare il primo, poi Iniesta, Piqué, Ramos e Fàbregas portarono la Spagna in finale contro l’Italia e rimandarono a casa i Portoghesi che sbagliarono 2 rigori con Moutinho e Bruno Alves. Sembra passato tanto tempo e invece era la prima semifinale degli europei di calcio che si giocava il 27 Giugno del 2012 alla Donbass Arena, lo stadio della città Ucraina di Donetsk. Come racconta Rainews, tre giorni fa parte della facciata  nord-ovest della Donbass Arena è stata distrutta dalle bombe della guerra civile che si sta combattendo nell’Est dell’Ucraina, fortunatamente senza provocare vittime. In un’estate tragica di guerra può sembrare un fatto piccolo e insignificante eppure a me ha fatto venire in mente Sarajevo che nel 1984 ospitò i giochi olimpici invernali e che 10 anni dopo fu sconvolta dalla guerra dei Balcani: lo stadio olimpico diventò un cimitero di guerra, la pista del bob una trincea.

Quest’estate ha dimostrato di nuovo che la storia non ci insegna mai niente: l’Ucraina, l’Iraq, la Siria, Gaza, Israele, la Libia stanno a testimoniare che con le bombe e con i raid aerei non si risolve mai nulla. Trenta o venti anni fa noi occidentali abbiamo armato una fazione, oggi magari armiamo la fazione opposta e intanto da decenni uccidiamo innocenti, facciamo il deserto e condanniamo generazioni di profughi alla disperazione di non avere un futuro degno di essere vissuto. Abbiamo fatto fuori Gheddafi e Saddam Hussein eppure in Iraq e Libia la popolazione sta peggio di prima. Ci ostiniamo a voler esportare la pace e la democrazia con le armi, quando in tanti ormai ci hanno insegnato che la pace e la democrazia si esportano sradicando la povertà, portando scuole, ospedali e progetti di sviluppo.

Ha ragione Papa Francesco, siamo nella Terza Guerra Mondiale: quella in cui quei 4 miliardi di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno verranno da noi ricchi a chiederci il conto. Se noi paesi occidentali non capiamo che seminando vento siamo perennemente destinati a raccogliere tempesta, continueremo a fomentare il terrorismo disperato di chi non ha niente da perdere e i droni forse non basteranno a salvarci.

In merito vi invito a leggere due interessanti articoli pubblicati sul Fatto Quotidiano:

Suocere e cani.

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Foto “Stamp” by Steve Bowbrick – flickr

Mia suocera ha 85 anni, vive da sola, gode di ottima salute e non sta mai ferma: mentre eravamo in ferie ha preparato oltre un centinaio di barattoli di pomarola e pelati per tutta la famiglia e, non contenta, ha dato una mano alla vicina di casa con i suoi pomodori e pentoloni. Adesso che siamo tornati dalle ferie l’abbiamo accompagnata al paesello natio sull’Appennino per una settimana a casa di un cugino e noi abbiamo portato a casa nostra Billa, la canina della nonna.

Sarebbe tutto bello se non fosse che suocera e cane, pur abitando a 1 km da casa nostra vivono in un altro fuso orario… La nonnina è abituata da una vita ad andare a letto alle 21.00 e ad alzarsi alle 5 di mattina e purtroppo il cane ha lo stesso orario. Così stamani alle 4.45 la bestiola è venuta in camera da letto e ha cominciato a scodinzolare e fare le feste. «Billa vai a cuccia! E’ presto!, Billa dormi, Billa non rompere!». Tutto inutile… il cane era sveglio come non mai… Mia moglie invece dormiva e rigirandosi nel letto ha sentenziato: «Secondo me deve fare i bisogni. Portala fuori!». E così alle 5.15 nel giardino sottocasa c’era un guinzaglio con da un capo una canina vispa e scodinzolante e dall’altro uno zombie morto di sonno. Immaginate la faccia esterrefatta dell’unica persona che ho incontrato alle 5.30: la barista che andava ad aprire la Casa del Popolo di fronte a casa mia.

Sono risalito mi sono buttato sul divano, poi ho fatto una doccia e sono andato al lavoro. Quando sono tornato a mangiare in pausa pranzo la delinquente a quattro zampe dormiva sotto la tavola… «Eh no, bellina… Sveglia! Te tu devi dormire di notte e star sveglia di giorno! E se qualcuno ti fa dormire di giorno domattina ti porta fuori lui/lei alle 5.15!». La scodinzolante mi ha guardato con gli occhi dolci, si è riaddormentata e io sono tornato al lavoro…

«Ora che sono le 19.00, pubblico questo post,  ti porto fuori e ti faccio fare una passeggiatina di almeno sei o sette km. Vediamo se ti stanchi un po’ e domattina mi svegli ad un’ora più decente…»

Aggiornamento del 23/08/2014

Come preannunciato nel post, ieri prima di cena abbiamo fatto una bella passeggiata in campagna di 6,5 km e in occasione dell’ultimo bisognino delle 22.00 un’altra passeggiatina di 20 minuti… Morale della favola, stamani la canina è venuta a svegliarmi alle 6.15…
E’ stato un bel successo! E’ sempre presto ma non sono le 4.45!!!! Brava Billa!

Altracitta.org: rinnovato il sito web del giornale della periferia.

Logo de l'Altracittà, giornale della periferia, tratto dal sito altracitta.org

Logo de l’Altracittà, giornale della periferia, tratto dal sito altracitta.org

Da una decina di giorni è stato completamente rinnovato il sito internet del giornale della periferia www.altracitta.org. Per chi non lo conoscesse, Altracittà è un giornale on line nato all’interno della Comunità di base di Don Alessandro Santoro nel quartiere fiorentino delle Piagge.

Se volete leggere di un’altra Firenze, lontana mille miglia dai lustrini del centro e dai selfie di Matteo Renzi, dateci un’occhiata. Scoprirete una città piena di problemi ma anche di movimenti e di persone che si indignano ma poi si impegnano insieme per risolverli in modo etico, solidale e possibilmente allegro.

E siccome il pianeta è pieno di periferie, www.altracitta.org parte dalle notizie su Firenze ma si occupa di tutto il mondo, raccontando di politica, economia, diritti e affari internazionali. I contenuti informativi sono sempre stati di estrema qualità  ma, da quando è stato rinnovato, il sito è diventato graficamente molto più chiaro e più leggibile. Complimenti!