Bicicletta: che faccio? L’etichetto? Oppure no?

Foto

Foto “Bicicletta nella neve / Bicycle on the snow” by unpodimondo – flickr

Dalle mie parti sta partendo in vari comuni l’iniziativa di etichettare le biciclette, come antidoto contro i furti. Empoli è già partita qualche mese fa (qui la notizia), Prato lo scorso anno (qui),  Firenze sta partendo in questi giorni (qui) ed esperienze analoghe sono già  diffuse da diversi anni  del pisano.

Per evitare i furti, ogni telaio di bicicletta viene punzonato con un codice alfanumerico indelebile e inamovibile a cui è associato, in un database in possesso dei Comuni, il nome del proprietario. Tale operazione dovrebbe scoraggiare i furti di biciclette che stanno aumentando vertiginosamente, anche da parte di ladri professionisti, come testimoniato da questo articolo di Repubblica. L’etichettatura fino ad ora è stata proposta su base volontaria, a costi nulli o bassissimi: di solito la prima bici per famiglia viene etichettata gratis, mentre le successive vengono etichettate a costi di qualche euro (dai 2€ ai 5€).

Vediamo i vantaggi di questa operazione.

  • Le bici etichettate dovrebbero essere meno appetibili per i ladri (anche se più dell’etichetta valgono una bella catena e un lucchettone).
  • Quando una bici rubata viene ritrovata si può risalire subito al proprietario a cui può essere riconsegnata velocemente. I depositi di bici dei comuni sono pieni di biciclette ed è difficile per i proprietari dimostrare che quella bici lì è proprio la loro… A volte si può provare con una foto ma non è detto che il Comune l’accetti. Se invece la bici non è stata rubata ma è stata rimossa dai vigili perchè parcheggiata in divieto di sosta a volte è più conveniente abbandonarla al Comune e comprare una bici nuova piuttosto che pagare tasse e multe, soprattutto se la bici rimossa dai vigili è vecchiotta.
  • Queste iniziative portano qualche euro nelle casse sempre asfittiche dei Comuni e creano nuovi posti di lavoro: ad esempio ad Empoli l’operazione di etichettatura è fatta da una Onlus in cui lavorano dei disabili.

Fin qui i vantaggi… vediamo un po’ gli svantaggi, pensando anche a quello che potrebbe accadere in futuro…

Iniziamo a dire che con questa crisi le biciclette sono tornate di moda. Come attestato da questo articolo de “Il fatto quotidiano” negli  ultimi anni la vendita di biciclette ha superato quella delle automobili. Ammettiamo poi  che  le biciclette, rispetto alle auto, sono piuttosto anarchiche: non pagano bollo, ne’ assicurazione e inoltre, pedalare fa bene all’ambiente e alla salute (con risparmio di ticket sanitari e tasse sui carburanti). La bicicletta consente al ciclista “sgamato” di prendersi anche qualche libertà: se ti trovi in una città senza piste ciclabili o con le piste trasformate in parcheggi abusivi sei per forza costretto ad aggirare il traffico automobilistico con manovre non proprio legali, come prendere qualche strada contromano (all’estero in alcuni paesi per le bici è un’operazione legale). Oppure se, come nel centro di Firenze, le rastelliere sono insufficienti e perennemente occupate a volte sei costretto a incatenare la bici dove non vorresti, ad esempio a un cartello stradale o a un palo della luce, etc…

Ora, vista la situazione attuale,  pensate un po’ alle  conseguenze che potrebbe avere la punzonatura delle biciclette. Se questa operazione diventasse obbligatoria sarebbe una bella targa messa sulla bici che individua univocamente il proprietario. Da lì a metterci una tassa tipo bollo il passo sarebbe facile e breve. Obbligare (logicamente per il loro bene) i ciclisti a fare un’assicurazione esosa tipo RC Auto, altrettanto. E poi i vigili avrebbero vita facile nel rimuovere le bici in diveto di sosta e ad  appiopparci delle belle multe che spesso supererebbero il valore delle biciclette stesse e che il proprietario verrebbe poi obbligato a pagare, magari dall’Equitalia di turno…

E comunque pensate davvero che le forze dell’ordine abbiano i mezzi e le forze per dedicarsi alle bici rubate? E pensate anche che i ladri non possano in qualche modo fare una bella abrasione sulla punzonatura?

Sulle tasse a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca… Alla punzonatura io preferisco una bici vecchia e maggiore  libertà….

Festa di Primavera del Movimento Shalom di Firenze.

Foto

Foto “IMG_1262″ by dizrythmia – flickr

Domani 29 Marzo 2014  la sezione fiorentina del Movimento Shalom organizza la sua consueta “FESTA DI PRIMAVERA” che si terrà dalle ore 16.00 presso la Sala Tensostruttura del circolo della Società di Mutuo Soccorso di Rifredi in via Vittorio Emanuele II, 303 a Firenze.

La festa inizierà con una tavola rotonda sul tema “LUDOPATIE e GIOCO COMPULSIVO: UN FENOMENO IN AUMENTO NELLA NOSTRA SOCIETA’” alla quale interverranno:

  • Dott.ssa Adriana Iozzi, ASL Firenze, Responsabile SERT Quartiere 5
  • Cristiano Balli, Pres. Commissione Servizi Sociali – Comune Firenze – Quartiere 5
  • Dott. Duilio Borselli, Psicologo Psicoterapeuta c/o Villa Lorenzi, Firenze
  • Dott.ssa Giovanna Malgeri, presidente della Società di Mutuo Soccorso di Rifredi
  • Moderatore: Don  Andrea Cristiani fondatore del Movimento Shalom

Al termine della tavola rotonda la festa si concluderà con un piccolo rinfresco offerto dai/dalle soci/e del Movimento Shalom di Firenze.

Fumetti, compleanni… e mostre relative.

Foto

Foto “Mafalda dice” by :Antonio – flickr

Quest’anno due star del fumetto compiono gli anni e saranno oggetto di mostre ed eventi. Mafalda, la bambina terribile  di Quino, il prossimo 29 Settembre compirà 50 anni, mentre Lupo Alberto di Silver, lo scorso febbraio ha spento 40 candeline…

A Bologna oggi si chiude l’esposizione su Mafalda presso la fiera del libro dei ragazzi, mentre un’altra mostra è in corso a Napoli al Castel dell’Ovo fino a prossimo 13 Maggio. Mafalda dovrebbe poi essere presente sia al Salone del libro di Torino di Maggio che al Festivaletteratura di Mantova di Settembre. Per le date precise e per altre iniziative vi rimando a questo link sul sito ufficiale di Quino. Per l’occasione, tutte le  strisce di Mafalda sono state raccolte in una nuova edizione pubblicata dall’editore Salani.

Lupo Alberto è già ospite al Castel dell’Ovo di Napoli insieme a Mafalda fino al 13 Maggio, poi la mostra farà un tour con le seguenti date

  • 28 marzo – 1 giugno MILANO WoW Spazio Fumetto
  • 15 aprile – 2 novembre VOGOGNA (Vb) Castello
  • 1- 4 maggio NAPOLI Comicon
  • 10 – 11 maggio ALBISSOLA Comics
  • 10 maggio – 22 giugno MAROSTICA Castello Inferiore
  • 7 – 8 giugno ROVIGO Comics
  • 13 giugno – 3 agosto (prorogabile) CATANIA Borghetto Europa
  • 12 luglio – 3 agosto FANO Cittadella del Carnevale
  • 5 settembre – 26 ottobre CAGLIARI Hostel Marina
  • settembre – ottobre UDINE Visionario
  • 31 ottobre – 3 novembre LUCCA Comics & Games
  • novembre – dicembre TORINO Il Piccolo Cinema
  • 12 dicembre 2014 – 21 febbraio 2015 CORREGGIO Palazzo dei Principi

Per gli aggiornamenti su date e luoghi vi rimando alla pagina apposita sul sito ufficiale di Lupo Alberto.

Foto

Foto “Napoli COmicon: Lupo Alberto” by Debris2008 – flickr

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

Foto

Foto “14/52 – Value” by whatmattdoes – Flickr

Nell’unico post che ho fatto la settimana scorsa  (Granelli di sabbia… per una nuova economia.) scrivevo che, per uscire dalla crisi, dovremo cambiare  i nostri consumi spostando i nostri soldi dall’economia liberista e di mercato verso un’economia solidale e rispettosa dei diritti di tutti, magari anche di qualità. Senza saperlo avevo scritto una cosa che già facciamo e che è oggetto di studio di Università e di Agenzie di Marketing. Vorrei perciò condividere con voi l’articolo seguente pubblicato sulla rivista “Il Salvagente” di questa settimana e che è stato scritto dalla Presidente di una delle più note agenzie di Marketing di Milano.

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade  e pubblicato sul nr. 14/2014 de “Il salvagente

La contrazione delle capacità di spesa ha indotto cambiamenti significativi in molti comportamenti dei consumatori, come conferma anche l’ultima ricerca dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma dalla quale risulta che per risparmiare i consumatori indugiano 6 minuti in più rispetto al passato davanti agli scaffali pur di scegliere in modo più conveniente. Il mito della “quantità” (che reggeva il concetto di consumismo) è stato sostituito da quello della “qualità” (consumo meno, ma meglio, cerco benessere e valore).

Ne consegue che le modalità di acquisto nei punti vendita cambiano: meno frenesia sulle promozioni e meno impulso, più attenzione e analisi sui prodotti prima di metterli nel carrello. Comprando meno ma spendendo in modo più ragionato.

Se questo è il quadro dello shopping, ne consegue che anche i motivi di attrattività cambiano: diminuiscono in modo significativo le persone che amano lunghe visite nei negozi, alla ricerca di impulsi di acquisto non pianificato, di un “passatempo” giocato sulla merce e sul piacere di comprare. Aumentano invece le persone che ricercano il piacere di “consumare”.

La disponibilità di tempo nei negozi si comprime: si vuole perdere meno tempo a cercare il prodotto e più tempo per valutarlo e giudicarlo. I format più performanti in questo momento sono quelli che riescono a offrire un assortimento facile da leggere, con poche sovrapposizioni, ma stimolante, ricco di novità, qualitativo. Non dimentichiamoci che le tipologie di acquisti in maggiore aumento sono quelle del biologico, della tipicità locale o a chilometro zero, dell’etico e del solidale. Il mercato del food retail biologico cresce di oltre il 12% annuo a fronte di un mercato in generale contrazione.

Meno tempo per lo shopping, più tempo per la qualità della vita e per godersi i minori ma migliorati consumi.

Ben diverso è il tema dei discount. Qui la velocità del processo di acquisto è più garantita della semplicità dell’assortimento che dall’assenza di stimoli per acquisti di impulso. Manca in questo caso anche la maggiore accuratezza di valutazione qualità dei prodotti. Ma rimane una sicura convenienza unita a una grande facilità di acquisto.

Probabilmente questo ultimo caso non segna il futuro dei consumi, sembrerebbe ancora legato ai meccanismi del mondo del consumo che fu, se non fosse fortemente giustificato dall’esistenza di coloro che proprio non riescono ad arrivare alla fine del mese. E allora che risparmio sia. La qualità della vita e del consumo è rimandata a tempi migliori.

tratto dall’articolo “La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.” di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade pubblicato a pag. 8 de “Il Salvagente” n.14/2014

Sotto le slides… niente!

Foto

Foto “Dressed in Paris” by Chiara Cremaschi – flickr

Oltre 26 anni di lavoro come informatico mi hanno insegnato a non fidarmi mai delle cosiddette Presentazioni in Powerpoint, soprattutto se sono infarcite da decine di slides e sono spiegate da uno in giacca e cravatta. Piuttosto che sorbirmi  noiose proiezioni di slides che magnificano la bellezza dei vari software preferisco andare sul campo e parlare con gli impiegati che già usano tutti i giorni quel software, per capirne vantaggi e criticità…

Ricordo che una quindicina di anni fa andai alla presentazione di un software di contabilità per le Aziende Sanitarie: salone affrescato, relatore belloccio e incravattato, slides accattivanti e rinfresco d’ordinanza… Peccato che il software che ci stavano presentando non esisteva! Per strade traverse io e i miei colleghi avevamo saputo che tutti i programmi erano completamente da sviluppare e che sarebbero stati sviluppati in seguito, solo se la ditta avesse vinto l’appalto… Andò a finire che la ditta vinse, i programmi furono sviluppati in fretta e furia e risultarono pieni di bugs: per noi che dovevamo far partire e funzionare quel software fu un vero e proprio bagno di sangue.

Ricordate che sotto le slides, non solo per il software ma anche in altri ambiti, spesso non c’è niente. Ad esempio, se qualcuno deve presentarvi un libro e invece di mettervi sotto il naso il volume già stampato vi fa vedere delle slides, è molto probabile che il libro debba ancora esser scritto…

Quindi, prima di spendere gli 80 euri al mese che Renzi ieri ha promesso agli italiani, andate a verificare se (e quando) dietro le slides apparirà e verrà approvato un più concreto decreto legge o disegno di legge… Altrimenti, una volta spento il videoproiettore (cioè dopo le elezioni europee e amministrative), c’è il rischio che sotto le slides rimanga la solita parete bianca…

Anacronismi.

Foto

Foto “la mille” by Alle pinkiwinkitinki – flickr

Ho fatto un po’ di zapping alla televisione: Rai Tre trasmette ancora le Simpatiche Canaglie, comiche degli anni ’30 del secolo scorso. Rai Movie in questi giorni ci propina Vacanze Romane (film del 1953), Sturmtruppen e La febbre del Sabato sera (rispettivamente del 1976 e 1977, cioè di quando andavo alle scuole medie). Rai 5 trasmette le commedie musicali in bianco e nero di Garinei e Giovannini con Walter Chiari, Delia Scala, Paolo Panelli, Bice Valori… Sempre su Rai 5, nel periodo natalizio, mi sono imbattuto in un concerto di musica classica che fra gli spettatori aveva papa Paolo VI. Per farmi sentire giovane, Rai Yoyo ritrasmette  i cartoni animati dei Barbapapà che guardavo a merenda quando facevo le elementari.  Infine Raisport 1 e 2 che, tra “Perle di sport” e “Memoria raisport”, ci rivogano “Domeniche sportive” degli anni ’60 con l’Inter di Helenio Herrera o “90° minuto” degli anni ’70, trasmissione altamente consolatoria, il cui maggior pregio è ricordarci che una volta era magro perfino Giampiero Galeazzi! In compenso la Rai non ci farà vedere niente delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014…

Cari direttori dei palinsesti Rai, visto che adesso stiamo per pagare il canone, bisognerebbe che gli italiani vi ripagassero con la stessa moneta con cui voi ci allietate… banconote di vecchie lire degli anni ’60 e ’70 ormai fuori corso… Che dite, se vado alla posta con un pacco di fotocopie di banconote da mille lire, posso pagarci il canone Rai? Non trovate leggermente anacronistico darvi dei nuovi Euro (ben 113,50) per rivedere dei vecchi filmati di Paolo Valenti e “ToninoCarinodaAscoli” ?

p.s. Con tutto il rispetto per la memoria di tutte le persone defunte di cui è pieno questo post (e purtroppo anche i vostri palinsesti).

Il taglio dei 150€ ai professori e la teoria della salsiccia.

Foto

Foto “Salsicce alla griglia” by Julien Menichini – flickr

Ieri abbiamo assistito all’ennesima figuraccia della nostra classe dirigente sul taglio dei 150€ dallo stipendio dei professori. E’ solo l’ultima delle tante figuracce che la nostra classe politica ha fatto negli ultimi anni: dal caos degli esodati al più recente  balletto su IMU, Mini-Imu, Iuc, Trasi, Tasi, Tares, per non  parlare della telefonata del ministro della giustizia sul caso Ligresti, oppure dell’acquisto degli ultimi F-35 nonostante la presa di posizione contraria del Parlamento. Perfino Google si è accorto che qualcosa non va: come riportato da questo articolo di Panorama digitando “governo” e “pasticci” si ottengono 727.000 risultati.

La domanda che mi pongo in tutte queste situazioni è sempre la stessa: come è possibile che la nostra classe politica e dirigente sia così pasticciona e approssimativa?  A volte penso che un diplomato in ragioneria, che ha studiato un minimo di diritto pubblico, di scienza delle finanze e di matematica finanziaria possa fare molto meglio di tanti nostri governanti (ammesso che queste materie si studino ancora).

La risposta mi è venuta dall’amico Paolo, vecchio militante comunista, che ha inventato la cosiddetta “Teoria della salsiccia“.  Quando i partiti erano veramente popolari (cioè quando si chiamavano DC, PCI, PSI, MSI etc…) la base volontaria era veramente grande e tutti davano il loro contributo per il partito: chi era culturalmente meno preparato attaccava i manifesti elettorali, cuoceva le salsicce alla festa di partito oppure vendeva i giornali porta a porta. Chi aveva studiato, magari qualche professore o qualche libero professionista,  faceva il consigliere comunale e se era particolarmente bravo diventava consigliere regionale oppure parlamentare. Paolo mi racconta che all’epoca i partiti avevano le loro scuole e chi arrivava a diventare amministratore pubblico conosceva le leggi e sapeva come fare determine, delibere, gare di appalto e così via… Per assurdo anche chi rubava, rubava con una certa classe e quasi a norma di legge: cioè conosceva le leggi e gli espedienti per farla franca e mai si sarebbe fatto beccare per un tramezzino o un paio di mutande… magari avrebbe corso il rischio per qualche centinaio di milioni di lire…

Con la trasformazione dei partiti  in comitati d’affari, la base popolare è sparita, i professori sono stati allontanati perchè le persone con spirito critico sono troppo rischiose e potrebbero mettere i bastoni fra le ruote alle malefatte delle caste affaristiche. Così gli onesti e le migliori menti, quelle che un tempo dedicavano il tempo libero ai partiti, sono migrate verso altri lidi dove sono più apprezzate come, giusto per fare un esempio, le tante associazioni di volontariato. Di conseguenza, nel vuoto che si è creato nei partiti, secondo il mio amico Paolo le persone che negli anni ’70 avrebbero al massimo attaccato i manifesti elettorali oggi sono ministri, sottosegretari o onorevoli…

In conclusione, sempre secondo la teoria dell’amico Paolo, questi governanti, non solo non sono in grado di fare una legge per tassare in modo equo le case, ma non saprebbero nemmeno cuocere le salsicce alle feste del partito!

Storie di libri, di internet e di italiani…

Foto "Books" by Hans Dinkelberg - flickr

Foto “Books” by Hans Dinkelberg – flickr

A volte il funzionamento di questo disastrato paese che si chiama Italia si scopre più nei piccoli fatti che nelle grandi analisi fatte da economisti, politici e giornalisti. E’ per questo che voglio raccontarvi la storia che è capitata lo scorso autunno a mia figlia, durante la ricerca di due libri che le servivano per l’Università (frequenta il primo anno del corso per  Meditore linguistico e culturale all’Università per stranieri di Siena)

Primo libro.

Per inglese le servivano due libri editi in Gran Bretagna ma diffusi in tutto il mondo: per essere sicura di trovarli mia figlia li aveva ordinati alla Feltrinelli International di Firenze. Mentre primo libro era arrivato nel giro di una settimana, il secondo tardava ad arrivare tanto che, nonostante le telefonate e i solleciti, dopo un mese e mezzo mia figlia era l’unica nel suo corso a non avere il libro. Presa dallo sconforto mia figlia è andata a chiedere alla Feltrinelli International come mai a Siena il libro era disponibile mentre a Firenze non arrivava mai… La commessa, dopo essersi arrampicata sugli specchi, aver frugolato sulla tastiera computer e aver farneticato qualcosa sui distributori dei libri, ha sclerato e ha detto a mia figlia che non doveva andare a far perder tempo agli addetti in libreria ma che doveva restare a casa ad attendere l’sms che Feltrinelli le avrebbe inviato all’arrivo del libro. Mia figlia non ci ha pensato due volte: ha annullato l’ordine, si è fatta rendere i soldi dell’acconto e una volta tornata a casa si è precipitata su Internet. Dopo pochi minuti ha ordinato il libro in Inghilterra alla “The book depositary” di Gloucester. Il volume è arrivato in una settimana al costo (comprensivo di tasse e spese postali) di  24,58€.  Feltrinelli International, per lo stesso libro voleva 32€ e le ha fatto perdere oltre un mese e mezzo…

Secondo libro.

Il secondo libro, “Antiche fiabe cinesi”, necessario per l’esame di Storia e Letteratura Cinese, era ormai fuori catalogo da circa 20 anni e diversi compagni di mia figlia l’hanno dovuto fotocopiare integralmente in facoltà. Grazie ad una ricerca su Internet abbiamo ricevuto un bellissimo gesto di solidarietà nei nostri confronti. Abbiamo trovato il libro su www.coseinutili.it, il sito di baratto e scambio “Gas friendly”, cioè particolarmente dedicato agli appartenenti ai Gruppi d’Acquisto Solidale.  In realtà lo scambio del libro era già in corso fra due persone, Evelyne del Gruppo d’Acquisto Solidale di Calci (Pi) e Miky di Campobasso. Mi sono presentato dicendo che faccio parte del Gassolotto di Firenze e ho spiegato la situazione del libro che serviva per l’Università di mia figlia. Con un gesto estremamente gentile e solidale Miky ed Evelyne hanno rinunciato al loro scambio in modo che Evelyne (la proprietaria del libro) potesse offrirlo a me. In una settimana abbiamo fatto lo scambio, praticamente  a costo zero in quanto, sia il libro che le spese postali, sono state “pagate” con i “crediti”, ovvero la moneta virtuale in uso su su www.coseinutili.it. Evelyne e Miky di nuovo grazie di cuore!

Morale della favola.

Due libri “introvabili” e due storie che raccontano la nostra nazione: quella inefficiente, lunga e scortese di chi, per professione, avrebbe dovuto procurarci un libro a pagamento e quella veloce, cordiale e simpatica di chi ci ha procurato un altro libro per solidarietà. Viva l’Italia e un po’ anche… Viva l’Inghilterra!

Buon Natale!

Foto

Foto “presepe ai Cappuccini” by elisabetta2005 – flickr

Con questo post vorrei augurare un Sereno Natale a tutti i miei lettori e alle loro famiglie: quelli assidui e anche quelli che, per puro caso, si imbatteranno per la prima volta in questo blog.

Per una riflessione sul senso del Natale vi lascio con la trascrizione dell’omelia fatta nella messa di Mezzanotte del Natale 2012 dal futuro papa Jorge Bergoglio.

Qui c’è il testo in spagnolo, più in basso mi sono avventurato nella traduzione in italiano (scusate per qualche eventuale errore…ho cercato di fare del mio meglio).

Desgrabación de la homilía de cardenal Jorge Mario Bergoglio SJ, arzobispo de Buenos Aires, en la misa de Nochebuena (24 de diciembre de 2012)

En el anuncio del ángel le da a los pastores la contraseña para encontrar a este chico: “esto le servirá de señal, encontrarán a un niño, recién nacido, envuelto en pañales y recostado en un pesebre.” La sencillez, lo simple, lo evidente por sí mismo, ésa es la señal, y todo el relato de este pasaje del Evangelio tiene este ritmo de serenidad, de sencillez, de pacificación, este ritmo de mansedumbre; qué cosa con más mansedumbre que un chico recién nacido y recostado allí, en esa cuna, estaba muy cómodo, con buen pastito, era un buen colchón, ahí estaba, con serenidad y mansedumbre y llamando a esa actitud.

Es lo que vale y todos aquellos que son convocados, son convocados a esto: a participar de la paz que se entona en el cántico evangélico, a participar de la unidad y a participar de la mansedumbre, porque este chico después cuando se hizo hombre y predicaba le dirá a la gente: “Aprendan de mí que soy manso y humilde de corazón”. Un mensaje que después de veinte siglos sigue teniendo vigencia ante la petulancia, la prepotencia, la suficiencia, la agresión, el insulto, la crispación, la guerra, la desinformación que desorienta, la difamación y la calumnia. La mansedumbre y la unidad… es todo una coherencia que nace desde aquí, desde este primer signo. “Esto les servirá de señal”, esa es la contraseña que se nos viene a enseñar.

Otra cosa que llama la atención es que los que son convocados son aquellos que están en cierta marginalidad de la existencia. Los pastores que eran una barra difícil de aquella época, casi se podría decir una mafia, y todo el mundo les tenía miedo, no dejaban las cosas a mano de ellos porque tenían mala fama; no son los pastorcitos de película con la ovejita, estos se las traían, y ellos son invitados a la mansedumbre, son invitados a la unidad.

También unos intelectuales de Oriente, honestos y coherentes, son invitados y caminan desde lejos, desde muy lejos hasta llegar. Este niño, un poco más adelante, cuando predique, va a decir: “Vengan a mí todos los que están agobiados y afligidos, Yo los voy a aliviar”.

Desde el principio de su predicación va a invitar a aquellos que se sienten marginados. Pero la gran trampa que nos hará la propia suficiencia será llevarnos a creer que somos algo por nosotros mismos, la trampa de no sentir la propia marginalidad. Si no nos sentimos marginados desde nosotros mismos no somos invitados.

Este chico, después cuando sea grande, va a contar un cuento que dice que aquellos que se la creyeron y se dieron el lujo de rechazar la invitación a las bodas fueron después ignorados y la fiesta fue colmada por hombres y mujeres buscados y encontrados en los cruces de los caminos.

Éste es el signo, ésta es la contraseña, ésta es la señal: un chico recién nacido acostado en un pesebre que convoca a todo aquel que está marginado. Y nadie puede decir que no está marginado. Abrí tu corazón, mirá adentro y preguntate: ¿en qué estoy marginado yo, en qué me automarginé del amor, de la concordia, de la colaboración mutua, de la solidaridad, de sentirme un ser social?

Él nos convoca a la mansedumbre, a la paz, a la solidaridad, a la armonía; por eso a esta noche se la llama la noche de la armonía, la noche de la paz, la noche del amor.

Junto al pesebre, hacé dos cosas: primero, sentite invitado a la belleza de la humildad, de la mansedumbre, de la sencillez; segundo, buscá en tu corazón en qué punto estás en out side, en qué estás marginado y dejá que Jesús te convoque desde esa carencia tuya, desde ese límite tuyo, desde ese egoísmo tuyo. Dejate acariciar por Dios, y vas a entender más lo que es la sencillez, la mansedumbre y la unidad.

Card. Jorge M. Bergoglio SJ, arzobispo de Buenos Aires

 Traduzione:

Trascrizione dell’omelia del cardinale Jorge Mario Bergoglio sj, Arcivescovo di Buenos Aires, Messa della vigilia di Natale (24 dicembre 2012)

L’annuncio che l’angelo dà ai pastori è il contrassegno per trovare questo bambino : “Questo sarà un segno, troverete un bambino, appena nato, avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. La sincerità, la semplicità, l’evidenza per se stessa, questo è il segnale che tutta la narrazione di questo brano evangelico tiene questo ritmo di serenità, di semplicità, di pacificazione: questo tasso di mitezza. Cosa c’è di più mite e dolce di un neonato, sdraiato in quella culla, che stava comodo, con della buona erba che gli faceva da buon materasso ed era lì, con serenità e dolcezza e chiamando tutti a questo atteggiamento.

A questo atteggiamento sono inviati tutti coloro che sono chiamati: per partecipare alla pace che viene cantata nel brano evangelico, a partecipare all’unità e alla mitezza, perché questo bambino dopo, quando sarà diventato uomo, dirà la gente: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. Un messaggio che, dopo venti secoli è ancora rilevante per la petulanza, l’arroganza, la sufficienza, l’aggressività, gli insulti, la tensione, la guerra, la disinformazione disorientante, la calunnia e la diffamazione. La mitezza e l’unità … la coerenza è tutto ciò che viene da qui, da questo primo segno. ” Questo sarà un segno ” che è il contrassegno che ci è venuto a insegnare .

Un’altra cosa che spicca è che coloro che sono chiamati sono coloro che stanno ai margini dell’esistenza. Pastori che erano una combriccola del tempo, si potrebbe quasi dire una mafia, e tutti avevano paura, non avrebbero lasciato niente in mano ai pastori perché erano considerati infami: non i pastorelli dei film con le pecore, ma traditori, che sono invitati alla mitezza e all’unità.

Anche alcuni intellettuali dell’Est, onesti e coerenti, sono stati invitati e han camminato a piedi da molto lontano per arrivare. Questo bambino, un po ‘più tardi, quando predicherà , dirà : “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.”

Fin dall’inizio della sua predicazione inviterà coloro che si sentono emarginati. Ma la grande trappola è la nostra autosufficienza che ci porta a credere che siamo tutto per noi stessi, la trappola di non riconoscere la nostra marginalità. Se non ci sentiamo emarginati non siamo invitati.

Questo bambino, poi quando sarà grande, racconterà una storia che dice che coloro che si sono presi il lusso di rifiutare l’invito al matrimonio, sono stati poi ignorati e il loro posto alla festa è stato riempito da uomini e donne cercati e trovati agli incroci delle strade.

Questo è il segno, questa è la parola d’ordine: un neonato che giace in una mangiatoia che chiama chi è emarginato. E nessuno può dire che non è emarginato. Aprite il vostro cuore e chiedetevi: in cosa mi sto emarginando? Mi sto autoemarginando dall’amore, dall’armonia, dalla cooperazione reciproca, dalla solidarietà, dal sentirmi un essere sociale ?

Egli ci chiama alla mitezza, alla pace, alla solidarietà, all’armonia, così che stasera è chiamata la notte dell’armonia, della pace, la notte d’amore .

Accanto al presepe, fai due cose. Primo, sentiti invitato alla bellezza dell’umiltà, della mitezza, della semplicità. Secondo: cerca nel tuo cuore il pezzo che è outside, il pezzo che è emarginato e lascia che Gesù ti chiami da queste tue carenze, limiti da cui origina l’egoismo. Lasciatevi accarezzare da Dio, e capirete di più ciò che sono la semplicità, l’umiltà e unità.

Jorge M. Bergoglio SJ, Arcivescovo di Buenos Aires 24 Dicembre 2012

Un Regalo di Natale davvero imprevisto…

Foto

Foto “The Gift” by Asbury London – Flickr

Stasera ho acceso il computer con l’intenzione di scrivere un nuovo post su un’iniziativa solidale a cui tengo molto. Purtroppo non ho potuto farlo perchè, scaricando la posta, ho trovato un regalo davvero imprevisto… La mail di una certa Marilda C. che mi ha minacciato di querela per diffamazione per il post che ho pubblicato lo scorso 3 dicembre e che era dedicato al sindaco della mia città… Pur non temendo niente ho deciso di togliere il post e di sostituirlo con i soli link ai siti e agli articoli di stampa che erano richiamati nell’articolo. Dopo oltre 960 post è la prima volta che mi capita una cosa del genere.

Lascio ai miei lettori ogni commento…  Alla signora Marilda porgo invece gli Auguri per un Sereno Natale …