Equobì organizza una cena… dove ci farà le bucce!!!

Locandina dal sito di Equobì

Locandina dal sito di Equobì

Equobì, l’associazione che gestisce il Bottegotto (la Bottega del commercio equo e solidale del quartiere Isolotto di Firenze) organizza per Sabato 1° Giugno alle ore 20 c/o il Circolo Arci dell’Isolotto in via Maccari 104 a Firenze una cena molto particolare, tutta all’insegna del riciclo e dello zero spreco di cibo, intitolata:

Siamo in campo… e vi facciamo le bucce!!!

Si tratta di una cena, curata dai volontari di Equobì,  a base di prodotti dell’orto molto particolari a cui farà seguito uno spettacolo curato dal Teatro Contadino Libertario di Firenze, una compagnia teatrale amatoriale composta dagli agricoltori, allevatori, giardinieri, apicoltori della Fierucola di Firenze.

Questo il menù della cena:

Antipasto

  • Tapenade carota cipolla e spezie con crudité di verdure
  • Bucce di patate, carote e melanzane fritte in pastella di ceci
  • Insalata primaverile di fave e pecorino

Primo

  • Risotto alle bucce di banana

Secondo con contorno

  • 3P in polpette (con pane e patate saltate al pomodoro)
  • Spadellata di baccelli e melanzane saltate

Dolce

  • Budino di pane e cioccolato con salsa di banana e yogurt.

Per partecipare è necessario prenotarsi entro e non oltre il 29 maggio 2013, al circolo Arci dell’Isolotto, alla Bottega equa e solidale  “Bottegotto” (in via Modigliani n. 51), oppure telefonando allo 0559331356 o scrivendo una mail  a info@equobi.org. Il costo è di € 16, bambini dai 5 ai 10 anni € 10.

Un libro non è diamante, casomai è una trottola…

Foto

Foto”Trottole sorprese uovo cioccolata equo e solidale – Spinning tops surprises from fair trade chocolate eggs” by unpodimondo – flickr

Alcuni giorni fa l’amica Mizaar ha scritto un post dal titolo “Un libro è per sempre!” nel quale, parafrasando una vecchia pubblicità, affermava che per lei i libri sono come i diamanti: …per sempre e da custodire gelosamente nella libreria alle proprie spalle.

Pur partendo dalle stesse considerazioni, ovvero il piacere della lettura e il fatto che vendendo i libri usati non si diventa ricchi, io sono arrivato a considerazioni totalmente opposte alle sue.

Inizio da lontano, da un trasloco fatto più di 10 anni fa… Fare e disfare gli scatoloni ti fa scorrere davanti tutta la vita passata, ti fa scoprire quante cose hai accumulato e soprattutto quanto pesano… (sarà un caso ma gli scatoloni dei libri pesano tantissimo). Durante questa attività  mi venne da riflettere che forse non sarebbe bastata una vita intera per leggere tutti i libri che, uno per volta, avevo accumulato e molti dei quali ancora attendevano di essere letti.

Partendo da qui presi la decisione di dividere in due gruppi i libri appena letti: quelli bellissimi (pochi) che sicuramente un giorno avrei riletto e quelli (tanti) che sarebbero rimasti inutilmente a prendere polvere e che si meritavano di tornare in circolo per trovare nuovi lettori. Quindi non libri-diamante ma libri-trottole, destinati a girare di mano in mano e a raccontare le proprie storie ad altre persone.

A venderli su e-bay non si guadagnava un fico secco, scambiarli con altri lettori trovati via web era divertente ma le spese postali (anche l’economico piego di libri) erano pur sempre un costo. Alla fine mi sono convertito al book crossing e da un po’ di tempo li metto/prendo negli scaffali del libero scambio che sono presenti in vari luoghi del mio quartiere. Fortunatamente non lontano da casa mia c’è un centro culturale che, nel proprio bar, ha una parete intera dedicata al crossing e non solo di libri: vhs, dvd e libri da prendere e lasciare in massima libertà…

La libertà è quello che mi piace di più del bookcrossing e che me lo fa preferire alla biblioteca. Vai e lasci i libri che ti pare e poi allo stesso modo prendi i libri che più di affascinano, senza alcun obbligo: non devi riconsegnarli alla scadenza, se dopo averli letti ti piacciono tanto li puoi tenere e mettere nella libreria tra i libri-diamante, oppure li puoi passare a qualche amico, oppure puoi liberarli di nuovo in uno scaffale diverso da quello in cui li hai presi. Lo scorso anno ho preso dei libri a Firenze e dopo averli letti in ferie, li ho lasciati nello scaffale del bookcrossing del bagnino a 250 km da casa…

In tutto questo ci sono due sottili piaceri…  Il primo è quello dei libri che qualcuno ha lasciato, che ti fanno l’occhiolino dallo scaffale e ti trovano: libri a cui magari non avresti mai fatto caso in libreria. Il secondo piacere è quello di tornare allo scaffale e vedere che i tuoi libri non ci sono più e che quindi anche loro sono finiti su un altro comodino o dentro un altro zaino…

Libri dati via questa settimana (*)

  • Beppe Severgnini “Italiani di domani”
  • Marco Bucciantini – Stefano Prizio “La partita di Cesare” (biografia di Prandelli)
  • Dan Brown “Il codice Da Vinci”
  • Agatha Christie “Delitto in cielo”
  • Catalogo della mostra di Pittura “Mexico – Messico”

Libri presi questa settimana (*)

  • Marie NDiaye “Tre donne forti”
  • Georges Simenon “La neve era sporca”
  • Razan Moghrabi “Le donne del vento arabo”

(*) In questo mondo senza regole io mi sono dato una regola del tutto personale: i libri che lascio devono essere di numero maggiore di quelli che prendo. In questo modo faccio spazio a casa, contemporaneamente faccio incrementare un pochino il totale dei libri nello scaffale e comunque mi assicuro letture gratuite…

Zerorelativo è diventato a pagamento: voi che fate?

Foto "Zerorelativo entra in Metafora" by Metafora AD Network -flickr

Foto “Zerorelativo entra in Metafora” by Metafora AD Network -flickr

Zerorelativo è il primo sito italiano di riciclo, riuso, baratto e scambi online. Nato nel 2006 è stato fino allo scorso anno un’alternativa gratuita ai siti di compravendita come Ebay ed era diventato una community di persone che, in nome della decrescita felice, scambiavano oggetti senza l’uso del denaro! Come potete vedere da questa foto di qualche anno fa, Zerorelativo adottava due slogan “Io non ho bisogno di denaro” e “…il tuo oggetto è la tua moneta“.

Con una email arrivata all’improvviso ai membri della Community, lo scorso Dicembre Zerorelativo ha fatto sapere che il sito diventava a pagamento, rimangiandosi gli slogan sul non bisogno di denaro, sugli oggetti che sono la nostra moneta e su tutte le pagine a favore del baratto, prima forma storica di scambio commerciale. Insomma, chi vuole restare nella Community deve pagare una cifra secca di 18€ annui, indipendentemente dal numero di scambi che effettua e che diventano 35€ in caso di iscritto sostenitore. Diciamocelo chiaramente: da una parte ci sono i principi, dall’altra i costi di manutenzione del servizio che pare abbiano costretto Zerorelativo a questa scelta davvero contraddittoria e incoerente con lo spirito originario del gruppo.

Quello che ha dato noia a diversi iscritti sono state le modalità  con cui è stata fatta l’operazione…

  • Si comunica la decisione all’improvviso per e-mail, senza tante discussioni ne’ alternative. Come quando WordPress ha messo la pubblicità sui blog come questo, si scopre che le tante belle parole sulle “community” svaniscono come la neve al sole. Quando entrano in ballo i soldi, la grande famiglia della community in rete si rivela per quello che in realtà è: un fornitore di un servizio e tanti utilizzatori che non sono altro che dei clienti-sudditi a quali viene detto: “O mangi la minestra o salti dalla finestra!”
  • Un sito che ha fatto del baratto e dello scambio la sua bandiera non ha pensato a forme differenti di pagamento del servizio. Poteva finanziarsi con dei banner pubblicitari che sono uggiosi ma almeno non richiedono agli utenti di metter mano al portafoglio. In alternativa poteva accettare pagamenti attraverso qualche oggetto di quelli che gli iscritti mettono in scambio. Io magari avrei pagato in barattoli di marmellata o pommarola fatta in casa… Oppure poteva pensare a metodi di pagamento alternativi come gli Scec o le monete virtuali che usano altri siti di scambio. Invece no, come direbbero a Roma, “Vonno proprio li sordi!
  • Si mette una cifra secca di 18€ annui che vale per tutti, in puro stile Fornero-Monti (cioè poco equo). Dopo il primo scambio devi pagare 18€, così chi fa uno o due scambi paga la stessa cifra di chi ne fa migliaia. Io ad esempio facevo mediamente due o tre scambi all’anno: succede così che pagherei di più il servizio, del valore degli oggetti che baratto (spesso libri vecchi o gadgets di pochissimo valore). A questo punto è più equo Ebay dove paghi una percentuale in proporzione quello che vendi o non paghi per niente se non usi il servizio.

Alla fine della storia ho chiesto alle persone con cui ho scambiato in passato che cosa avrebbero fatto e ho avuto diverse risposte: alcuni hanno pagato perchè apprezzano il servizio di Zerorelativo, qualcuno addirittura come sostenitore. Altri hanno cancellato l’account e sono migrati in altri siti di scambio, anche perchè qualcuno usa il baratto per difendersi dalla crisi scambiando ad esempio i vestiti dei bimbi e vorrebbe continuare a scambiare gratuitamente.  Io non ho ancora deciso e al momento sto informandomi sulle alternative in rete. Metto qui sotto le prime impressioni sui vari servizi che ho trovato in rete. C’è qualcuno con più esperienza del sottoscritto che mi può consigliare? Voi che fate?

Mie impressioni (opinabili) sui vari servizi che ho trovato.

SERVIZIO  PRO CONTRO
ZERORELATIVO.IT  Il primo e il più antico. Con tantissimi annunci e una comunità molto piacevole. Scambio sincrono*  A pagamento dopo il primo scambio: 18€ quota fissa annuale indipendentemente dal numero di scambi fatti. Server lento. Mancanza di scambi asincroni** con crediti o monete virtuali.
 E-BARTY.IT  Tantissimi annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “barty”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Uso di codice a barre e webcam per creare gli annunci.  Obbligo dell’uso del corriere Bartolini in caso di spedizione. I costi di spedizione potrebbero essere troppo alti per oggetti di scarso valore. L’unica alternativa è lo scambio a mano. O forse l’obbligo di usare Bartolini è aggirabile?
 REOOSE.COM  Community e numero di annunci abbastanza grande. Scambio asincrono** (con moneta virtuale “crediti” eventualmente acquistabili). Regalo di 5 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare “crediti” gratuitamente tramite facebook o presentazione di amici. Sito e comunità sono molto  attenti alla solidarietà e al volontariato: i crediti si acquistano eventualmente tramite Banca Etica e volendo si possono devolvere ad Associazioni di Volontariato.  Solo scambio asincrono**, non è possibile fare scambi sincroni*. Il sito decide il valore in crediti dell’oggetto offerto. Il proprietario non può decidere il valore dei suoi oggetti e se ritiene che la valutazione fatta dal sito sia troppo bassa potrebbe non pubblicare l’annuncio. Alla fine c’è il rischio di trovare solo oggetti di scarso valore. Le categorie proposte a volte sono assurde: ad esempio trovo improponibile la categoria “Oggetti non funzionanti e collezionismo” (sarà che io sono collezionista e che gli oggetti della mia collezione non li vorrei mai  se rotti o non funzionanti)
 COSEINUTILI.IT  Community per annunci di scambio asincrono** di oggetti e di prestazioni di tempo (con moneta virtuale “crediti” non acquistabile). E’ l’unica che funziona anche come Banca del Tempo. Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Gratuita nel 2012-2013. Regalo di 30 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare crediti con ogni feedback positivo ricevuto. Rivolto anche ai Gruppi d’Acquisto Solidale con sezione e programmi appositi.  Comunità abbastanza piccola e con pochi annunci. Non è possibile fare scambi  sincroni*. Diventerà a pagamento nel 2014: molto probabilmente dopo 3 scambi si pagherà una quota annua di 12€
 SWAPPYDO.COM  Annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “swappydollars”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Per ogni oggetto scambiato il sito regala 10 “swappydollars”  Comunità piccolissima e con pochissimi annunci. Alla data di oggi (25/1/2013) è stato pubblicato un solo annuncio dall’inizio del 2013 e i precedenti risalgono al 18/12/2012. Tutta una serie di servizi sono a pagamento in “swappydollars”: ad esempio in un annuncio la prima foto è gratuita le successive vanno pagate in  “swappydollars”. Il sito sembra poco aggiornato:  alla data di oggi (25/1/2013) ci sono ancora i banner con gli Auguri di Natale
 SOLOSCAMBIO.IT  Community abbastanza grande di scambio sincrono* con un bel numero di oggetti.  Si possono scambiare soltanto Libri, Dvd, CD, e Videogiochi. Mancano tutte le altre categorie, per cui alla fine è più comodo iscriversi ad un sito dove si può scambiare di tutto. Non si possono fare scambi asincroni**

* Scambio sincrono. Due persone si mettono d’accordo per scambiare due oggetti: ad esempio io do a Mario un libro e lui mi dà in cambio un DVD.

** Scambio asincrono. Una persona dà un oggetto ad un’altra in cambio di un corrispettivo in moneta virtuale che verrà usata per ottenere un nuovo oggetto da una terza persona: esempio io do a Mario un libro che mi dà in cambio un controvalore in moneta virtuale (10 crediti o barty o swappydollars), poi io uso il controvalore in moneta virtuale ricevuto da Mario per prendere un DVD da Luisa.

Blog Action Day 2012: “The Power of We”

Locandina Blog Action day

Locandina Blog Action day

Oggi 15 Ottobre 2012 è il Blog Action Day, la giornata in cui migliaia di blogger in tutto il mondo e di tutte le lingue scrivono un post dedicato ad un argomento comune. Dopo l’ambiente nel 2007, la povertà nel 2008, i cambiamenti climatici nel 2009, l’acqua nel 2010 e il cibo nel 2011, il tema di questo anno è The power of we che si può tradurre come “la forza di tutti noi“, la forza della gente, delle persone comuni, dei gesti piccoli che fatti da migliaia di persone possono cambiare il mondo…

Può sembrare strano, in un periodo di crisi come questo, che la gente comune possa avere la forza e il potere per cambiare le cose, eppure bastano gesti piccoli che a volte sembrano insignificanti…

Facciamo mente locale ad una giornata normale come quella di oggi e a quei gesti e a quelle scelte che compiamo quasi automaticamente. Pensiamo un po’ a cosa c’è  dietro ad ogni piccolo gesto o acquisto che facciamo e alle conseguenze che può avere per le altre persone o per l’ambiente…. Faccio tre esempi banali ma significanti….

  1. Stamani sicuramente avete iniziato la giornata con una tazzina di caffè. Che caffé avete  bevuto? Quello comprato al supermercato della mega multinazionale che sfrutta i contadini e che fa lavorare anche i bambini? Oppure un caffè equo e solidale, magari biologico, che rispetta l’ambiente, che offre un salario dignitoso ai contadini e alle loro famiglie. La vostra tazzina di caffè, per un bambino nel sud del mondo, potrebbe fare la differenza fra andare a scuola o essere sfruttato nei campi…
  2. Oggi sicuramente avete preso l’auto per le vostre attività quotidiane. C’erano dei tragitti, magari brevi che avreste potuto fare anche a piedi o in bici? O magari tratti più lunghi che avreste potuto fare con i mezzi pubblici? Avete mai pensato che anche le vostre piccole scelte sui trasporti potrebbero avere un peso sul riscaldamento globale del pianeta?
  3. Ad una certa ora magari avete buttato via la spazzatura… Vi siete chiesti se qualcosa di quello che avete buttato poteva essere salvato dalla discarica o dall’inceneritore? C’era qualcosa che poteva essere riusato, riparato, riciclato? I vostri abiti smessi, ma ancora buoni, potevano magari andare a qualche ente di beneficenza per qualcuno che poteva averne bisogno…

I nostri acquisti,  le nostre scelte, anche quelle più piccole e insignificanti, hanno un loro potere politico. Come dico io, si fa più politica col carrello della spesa che con la scheda elettorale. Volete un esempio attuale? Nel 2011 in Italia si sono vendute più bici che auto (qui la notizia).

E se al mio e al vostro gesto singolo si aggiungono quelli di altre decine, migliaia o milioni di persone… ecco che il “Power of we”, potrebbe cambiare il mondo….

Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

Mahatma Gandhi (politico e filosofo indiano 1869 – 1948)

Ritorna a Firenze Terra Futura.

Da domani ritorna a Firenze, Terra Futura, la mostra-convegno di buone pratiche per un futuro equo, solidale e sostenibile. Dal 25 al 27 Maggio la Fortezza da Basso ospita (con ingresso gratuito) un sacco di eventi, spettacoli, incontri e stand di associazioni di volontariato, enti, aziende che lavorano per un mondo più giusto, più pulito, più pacifico… Per capire le dimensioni di Terra Futura basta scorrere i numeri dell’edizione del 2011: 94.000 visitatori, 600 stand e aree espositive in rappresentanza di più di 5.000 entità.

E’  impossibile per me sintetizzare in un post tutto quello che conterrà la Fortezza. Per darvi un’idea delle tematiche che saranno trattate vi metto come sono divise le varie aree espositive:

  • Abitare Naturale – Edilizia sostenibile, prodotti e tecnologie costruttive a basso impatto ambientale.
  • Azioni Globali&Welfare – Intercultura, pace, diritti umani, volontariato, sussidiarietà, welfare partecipativo, campagne di sensibilizzazione, finanza etica e cooperazione internazionale.
  • Bio Cibo&Cose – Agricoltura biologica e biodinamica, km zero, prodotti ecologici e tessile naturale.
  • Comunicare la Sostenibilità – Media, editoria, web e comunicazione.
  • Eco-Idea-Mobility – Mobilità sostenibile.
  • EquoCommercio – Commercio equo e solidale.
  • Itinerari Educativi per la Sostenibilità – Educazione, orientamento, formazione e ricerca.
  • NuovEnergie – Energie rinnovabili, risparmio energetico ed ecoefficienza.
  • Reti del buon governo – Reti associative pubbliche e istituzioni.
  • Salute+Benessere – Prevenzione, medicine non convenzionali e discipline bionaturali.
  • Turismo Eco&Responsabile – Viaggi e vacanze sostenibili e accessibili.
  • TutelAmbiente – Tutela dell’ambiente e della biodiversità, riciclo e riuso.

Fra le centinaia di eventi, grandi e piccoli, mi piacerebbe segnalarne due, semplicemente perchè sono dedicati a persone e aziende di cui ogni tanto si è occupato anche questo blog: Equoland (la fabbrica di cioccolato equo e solidale di Calenzano, qui un post e qui un altro, qui ancora uno) e il biscottificio Scapigliati, (produttore dei famosi Frolloni vicini e lontani equi e solidali, qui un post e qui un altro)… Mah, sarà un caso che questo blog si occupa così tanto di cioccolato e dolci?

Domenica 27 maggio ore 11.00 -12.30 Stand GAS Fiorentini: “Crisi e risorse alternative: l’attuale crisi finanziaria e le risorse per uscirne, sia finanziarie e sia umane“.  Relatori: Valter Forti (Equoland), Claudio Bertoni (Commercio Alternativo)

Domenica 27 maggio ore 14.30-16.00 Stand GAS Fiorentini:  “Dolci, Ricette Eque e Solidali: problematiche della filiera corta, il caso dei biscotti Scapigliati“. Relatori: Daniele Scapigliati e Monica Marchant (SangerGAS)

Piccole idee per risparmiare in casa…

Foto "Piggy savings bank" by alancleaver_2000 - flickr

Foto "Piggy savings bank" by alancleaver_2000 - flickr

Girellando su internet e leggendo su varie riviste mi capita ultimamente di trovare un po’ di consigli per risparmiare sui consumi di casa ed affrontare così la crisi… Ne ho raccolti alcuni…. Ve li metto qui, in ordine sparso. Voi aggiungetene altri fra i commenti….

  • Per pulire i vetri potete usare solamente acqua e fogli di quotidiano… i vetri saranno splendenti senza usare detergenti.
  • Se dovete cambiare il forno della cucina scegliete un forno a gas al posto di un forno elettrico.
  • Se invece avete un forno elettrico tenete conto che: la cottura ventilata vi fa risparmiare il 30% dell’energia rispetto  alla cottura tradizionale. Il grill invece fa consumare il doppio dell’energia rispetto alla cottura tradizionale, quindi va limitato a 5-10 minuti a fine cottura.
  • Avete il camino? Mettete da parte i gusci di noce, nocciola, pistacchi, mandorle che torneranno buoni da buttare nel camino per far prendere la fiamma al posto delle solite “diavolerie” chimiche…
  • Per risparmiare acqua invece ecco un altro po’ di consigli: preferire la doccia al bagno, lavare la frutta e la verdura in bacinelle ed usare l’acqua raccolta per annaffiare le piante. Usare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico preferendo elettrodomestici a ridotto consumo di acqua. Installare frangigetto ai rubinetti per risparmiare acqua ed avere lo stesso getto (miscelando acqua e aria). Se per fare la doccia o per lavarvi dovete aspettare che dai tubi arrivi l’acqua calda raccogliete quella fredda che arriva al momento in cui aprite il rubinetto o la doccia in una bacinella e annaffiateci i fiori…
  • Dovete prendere qualche appunto a volo o fare la lista della spesa? Se vi mettono nella buca delle lettere o trovate per casa dei volantini stampati da un lato solo, usate il lato bianco per scriverci e prendere appunti… se ne avete diversi potete spillarli e farci un blocco notes…

Un paio di numerelli….

Foto "the rejection of the chickpeas" by mugley - flickr

Foto "the rejection of the chickpeas" by mugley - flickr

Mi è capitato sottomano il Numero di Martedì scorso (17/01/2012) de “La Nazione”  dove c’erano alcuni articoli scritti dai ragazzi delle Scuole Medie, molto più interessanti del resto del giornale, quello scritto dai giornalisti veri…

Una pagina intera, scritta dalla classe IIIB della Scuola Media “Desiderio da Settignano” di Dicomano (Fi), era dedicata alle buone pratiche per risparmiare, soprattutto sul cibo… Estraggo dall’articolo solo due numerelli che mi sono sembrati agghiaccianti: in Italia ogni anno ogni famiglia butta via il 10% della propria spesa alimentare per un totale di 510€ di cibo che passa direttamente dal carrello della spesa alla pattumiera!

Speriamo almeno che la crisi ci faccia diventare un po’ meno spreconi e un po’ più saggi!

Le 5 “R” per la decrescita felice…

foto "Reuse" by andriux-uk - flickr

foto "Reuse" by andriux-uk - flickr

Mi è capitato fra le mani un vecchio volantino sull’ecosostenibilità, dove c’era uno stringatissimo paragrafo sulle 5 Regole per uno sviluppo sostenibile, o come preferisco dire io, per la decrescita felice…  Ho pensato di riproporvele, integrandole con qualche considerazione personale e qualche spunto preso qua e là girellando sul web…

  • Ridurre. Riduciamo i consumi, compriamo lo stretto necessario, preferendo prodotti durevoli e non usa e getta. Prima di acquistare qualcosa valutiamo se abbiamo già in casa quello che ci serve e se le quantità che abbiamo intenzione di comprare sono idonee per la nostra famiglia o se invece rischiamo di sprecarle. Preferiamo oggetti con minori imballaggi e minor impatto ambientale. Se dobbiamo comprare qualcosa che magari useremo una volta ogni tanto (ad esempio un trapano) valutiamo se possiamo farcelo prestare da amici e parenti.  Prima di comprare un oggetto nuovo pensiamo se possiamo trovarlo nel mercato dell’usato, magari a prezzo ridotto o tramite lo scambio o il baratto. Iniziamo ad autoprodurre quello che ci necessita: dallo yogurt, al pane, alle marmellate, ai saponi… Tanti oggetti possono essere prodotti in casa e spesso sono migliori rispetto agli analoghi prodotti industriali.
  • Riparare. Non buttiamo gli oggetti appena si rompono: facciamoli riparare e se non è economicamente conveniente portarli ad un centro assistenza, cerchiamo amici o parenti che ci possano dare una mano nella riparazione. Anche su internet possiamo trovare tante istruzioni per fare piccole riparazioni.
  • Riusare. Usiamo lo stesso oggetto fino a quando è servibile senza farci tentare dalla pubblicità che ci imporrebbe di cambiare oggetti ancora funzionanti con modelli più nuovi ma del tutto analoghi a quelli che già abbiamo (spesso la novità è solo di immagine o sta in qualche caratteristica in più che magari non useremo mai). Se proprio dobbiamo cambiare un oggetto ancora funzionante con uno nuovo, regaliamo il vecchio a chi può averne bisogno e può continuare ad usarlo. Ad esempio un computer vecchiotto potrebbe essere utile per tante scuole, associazioni o per qualche amico che ha minori esigenze rispetto a noi.
  • Riciclare. Quando un oggetto non è più riparabile o non serve più per il suo scopo originario è possibile dare sfogo alla propria fantasia per farne un uso creativo e alternativo. Bottiglie che diventano lampadari, floppy disk che si trasformano in portapenne, magliette che per magia diventano borse per la spesa e così via… E se proprio la fantasia non ci assiste basta affidarsi ad un motore di ricerca per trovare le idee più bizzarre… Solo in ultima istanza ricorriamo al cassonetto facendo una bella raccolta differenziata…
  • Rallentare. Riprendiamoci il tempo per godere la nostra vita, adottando uno stile di vita più slow. Evitiamo di correre a destra e manca inseguendo l’impeto del consumismo che ci vorrebbe tutti “nasci-produci-compra-crepa“. Prendiamoci il tempo per rilassarci, passeggiare in un parco, leggere tranquillamente un libro, coltivare amicizie, hobbies, fiori e ortaggi…

Mercatino solidale di libri per ragazzi a Sesto Fiorentino.

retro

foto "retro" by sergiopictures - flickr

La sezione Soci Coop di Sesto Fiorentino organizza il “Mercatino solidale di libri usati  per ragazzi” i cui proventi saranno devoluti alle adozioni a distanza e ai progetti de “Il cuore si scioglie”.

Donazione libri.

Tutti i giorni, fino al 25 Marzo 2011, c/o la sezione soci dell’iper di Sesto Fiorentino, saranno raccolti libri per ragazzi usati (in discrete condizioni) che  chiunque vorrà donare per il Mercatino.

Mercatino

Il giorno 26 marzo 2011, dalle 15 alle 18, presso l’iperCoop di Sesto Fiorentino i libri  saranno venduti ed il ricavato sarà devoluto ai progetti e alle adozioni a distanza de Il Cuore si scioglie.

Insomma si ricicla, si riusa, si diffonde la lettura e si fa pure del bene!

Per maggiori informazioni:  punto soci, 055 4253221

Il Trovarobe di Carnevale.

Ouagadougou - Burkina Faso

foto "Ouagadougou - Burkina Faso" by Rita Willaert - flickr

La sezione fiorentina del Movimento Shalom organizza per il pomeriggio di Sabato 26 Febbraio 2011 il

TROVAROBE DI … CARNEVALE

mercatino solidale di oggetti nuovi ed usati

c/o i locali dell’ SMS di Rifredi in via Vittorio Emanuele II n. 303 a Firenze dalle ore 14.30.

Il ricavato delle vendite sarà utilizzato per un micro-progetto consistente nell’acquisto di un asino e di un carretto da donare ad una famiglia o a un giovane del Burkina Faso, per avviare una piccola attività lavorativa di trasporto. Il costo dell’asino e del carretto è di 600€ e comprende anche la fornitura di foraggio per nutrire l’asino per un mese.

Vi metto un breve testo sul progetto “Un asino da trasporto” tratto dal sito del Movimento Shalom.

[...] Nelle zone desertiche del Burkina Faso l’asino costituisce un importante mezzo di spostamento per persone e merci. Possedere un asino può migliorare sensibilmente la qualità della vita di una famiglia e di un’intera comunità. Il progetto si rivolge in particolare alla donna, che riveste un ruolo di primaria importanza all’interno del tessuto sociale e nel contesto familiare, poiché è lei ad occuparsi della casa e dei figli, a dover provvedere all’approvvigionamento dell’acqua e del cibo e alla gestione dei pochi risparmi, svolgendo spesso anche i lavori più faticosi per riuscire a  guadagnare i pochi soldi necessari a sopravvivere, percorrendo ogni giorno lunghe distanze a piedi con i figli.
Fornire un asino e un carretto alle famiglie più povere e con maggiori necessità, significa sollevare la donna di fatiche estremamente onerose, poiché potrà essere utilizzato come mezzo di trasporto per legname, acqua, ortaggi, e merci da vendere ai mercati. L’asino può all’occorrenza anche essere utilizzato come “taxi” o “ambulanza”, permettendo così alla famiglia di svolgere un servizio utile alla comunità, ottenendo in cambio un adeguato compenso da chi chiederà il suo intervento. [...]

tratto dalla pagina “Un asino da trasporto” sul sito del Movimento Shalom.