Locandina tratta dal sito internet di “Altromercato”
Lo slogan è bellissimo: “Vuoi cambiare il mondo? Comincia con un caffé” e anche l’iniziativa è molto lodevole. Dal 2 al 19 Aprile 2013 nelle Botteghe del Commercio Equo e solidale verrà effettuata una promozione sul caffè biologico, equo e solidale di Altromercato. Acquistando due confezioni di caffè Altromercato da 250 gr (sacchetto o lattina) quella col prezzo più alto verrà scontata del 30%.
Da 25 anni Altromercato propone più di una dozzina di caffé differenti, tutti del commercio equo e solidale di cui alcuni anche biologici e/o decaffeinati.
In aggiunta allo sconto sul caffé Altromercato vi regala il Cialdadanaio, un simpatico borsellino creato e cucito a mano dagli artigiani di Mai Handicraft Vietnam usando una bobina di plastica per creare i sacchetti del caffé. Per ottenerlo (fino ad esaurimento) basta consegnare alla vostra Bottega del Commercio Equo e solidale una confezione vuota di qualsiasi marca di caffé (anche una del supermercato).
Locandina “Sbarchi in Piazza” dal sito della Sezione fiorentina di Emergency
Ripartono da Firenze gli Sbarchi in piazza, la gioiosa carovana organizzata dai produttori della Rete di Economia Solidale del Sud Italia che porteranno nelle piazze del Centro-Nord un carico pieno di prodotti solidali equi, biologici del Meridione, con in aggiunta una serie di valori che spesso la grande distribuzione non offre: legalità, tutela dei diritti dei lavoratori, sostenibilità ambientale, solidarietà e creazione di relazioni fra produttori e consumatori.
A Firenze “Sbarchi in piazza” si terrà Sabato 9 Marzo c/o la Biblioteca dell’Isolotto in via Chiusi 43/a e Domenica 10 Marzo c/o lo Spazio Arti e Mestieri in Via Giano della Bella 20 (per il programma vi rimando alla locandina qui in alto, cliccandoci si ingrandisce l’immagine)
La carovana di Sbarchi in piazza girerà l’Italia fino a Maggio con le seguenti date:
“L’altra faccia dell’arancia”: documentario sull’edizione 2012 di Sbarchi in piazza
La storia di due arance (dal sito di ressud – cliccando l’immagine si ingrandisce)
“Breve storia di due arance” dal sito Ressud.org
p.s. Purtroppo per precedenti impegni personali il prossimo week-end sarò lontano da Firenze, per cui mi perderò “Gli sbarchi in piazza”. Auguro perciò un buon lavoro a tutti coloro che saranno in piazza a Firenze!
Ricordate l’iniziativa “Vitamine per la scuola” di cui vi avevo parlato in passato (qui il post)? Quella in cui i genitori delle scuole di Scandicci hanno promosso l’acquisto di sacchetti di arance biologiche coltivate sui terreni confiscati alla mafia, per finanziare, contemporaneamente l’Associazione Libera e le scuole pubbliche del territorio?Volete sapere come è andata a finire?
Ecco il resoconto finale tratto dall’articolo pubblicato sul sito del Comune di Scandicci…
[...] Complessivamente sono state venduti 7.907 chilogrammi di arance per un ricavato di 12.700 euro, di cui 10.176,60 euro versati alla Cooperativa [Beppe Montana di Libera] e 2.523,40 euro di donazione alle scuole. Così è andata la vendita nelle scuole: nel I Istituto comprensivo l’acquisto di 2.229 Kg per un totale di 3.714 euro; nel II Istituto comprensivo l’acquisto di 870 Kg per un totale di 1.450 euro; nel III Istituto comprensivo: 1.224 Kg per un totale di 32.040 euro; all’istituto Russell-Newton 1.050 Kg per un totale di 1.750 euro; alla scuola De Mattias (Santa Maria a Marignolle) 150 Kg per un totale di 250 euro. Tra la cittadinanza sono stati acquistati 490 Kg per un totale di 820 euro. I dipendenti del Comune di Scandicci hanno acquistato 372 kg per un totale di 620 euro; con la vendita in piazza Matteotti la mattina di domenica 17 Febbraio 495 Kg per un totale di 825 euro; nelle mense scolastiche, tramite la società di Ristorazione Eudania, 1.025 kg per un totale di 1.230 euro. [...]
Come nel mese di scorso vorrei mettervi l’elenco della frutta e verdura di stagione, per portare sulla nostra tavola prodotti biologici, a km zero e possibilmente con un buon rapporto prezzo/qualità … Vista la stagione la lista non si differenza molto da quella del mese di Gennaio…
Frutta:
Arance
Mandarini
Mandaranci
Pere
Mele
Pompelmi
Kiwi
Verdura:
Carciofi
Cardi
Cavoli (qui non dettaglio perchè i cavoli sono un’infinità….)
Cicoria
Porri
Indivia
Scarola
Prezzemolo
Cipolle fresche
Rape
Barbaietole
Zucca
Finocchi
Broccoli
Cime di rapa
Radicchi
Sedano rapa
Carote
Sedano
Valeriana
Bieta
Topinambur
Scalogni
Spinaci
Tartufo nero
E come sempre la solita domanda… Dimenticato qualcosa? O qualcosa fuori posto?
Foto “Zerorelativo entra in Metafora” by Metafora AD Network -flickr
Zerorelativo è il primo sito italiano di riciclo, riuso, baratto e scambi online. Nato nel 2006 è stato fino allo scorso anno un’alternativa gratuita ai siti di compravendita come Ebay ed era diventato una community di persone che, in nome della decrescita felice, scambiavano oggetti senza l’uso del denaro! Come potete vedere da questa foto di qualche anno fa, Zerorelativo adottava due slogan “Io non ho bisogno di denaro” e “…il tuo oggetto è la tua moneta“.
Con una email arrivata all’improvviso ai membri della Community, lo scorso Dicembre Zerorelativo ha fatto sapere che il sito diventava a pagamento, rimangiandosi gli slogan sul non bisogno di denaro, sugli oggetti che sono la nostra moneta e su tutte le pagine a favore del baratto, prima forma storica di scambio commerciale. Insomma, chi vuole restare nella Community deve pagare una cifra secca di 18€ annui, indipendentemente dal numero di scambi che effettua e che diventano 35€ in caso di iscritto sostenitore. Diciamocelo chiaramente: da una parte ci sono i principi, dall’altra i costi di manutenzione del servizio che pare abbiano costretto Zerorelativo a questa scelta davvero contraddittoria e incoerente con lo spirito originario del gruppo.
Quello che ha dato noia a diversi iscritti sono state le modalità con cui è stata fatta l’operazione…
Si comunica la decisione all’improvviso per e-mail, senza tante discussioni ne’ alternative. Come quando WordPress ha messo la pubblicità sui blog come questo, si scopre che le tante belle parole sulle “community” svaniscono come la neve al sole. Quando entrano in ballo i soldi, la grande famiglia della community in rete si rivela per quello che in realtà è: un fornitore di un servizio e tanti utilizzatori che non sono altro che dei clienti-sudditi a quali viene detto: “O mangi la minestra o salti dalla finestra!”
Un sito che ha fatto del baratto e dello scambio la sua bandiera non ha pensato a forme differenti di pagamento del servizio. Poteva finanziarsi con dei banner pubblicitari che sono uggiosi ma almeno non richiedono agli utenti di metter mano al portafoglio. In alternativa poteva accettare pagamenti attraverso qualche oggetto di quelli che gli iscritti mettono in scambio. Io magari avrei pagato in barattoli di marmellata o pommarola fatta in casa… Oppure poteva pensare a metodi di pagamento alternativi come gli Scec o le monete virtuali che usano altri siti di scambio. Invece no, come direbbero a Roma, “Vonno proprio li sordi!“
Si mette una cifra secca di 18€ annui che vale per tutti, in puro stile Fornero-Monti (cioè poco equo). Dopo il primo scambio devi pagare 18€, così chi fa uno o due scambi paga la stessa cifra di chi ne fa migliaia. Io ad esempio facevo mediamente due o tre scambi all’anno: succede così che pagherei di più il servizio, del valore degli oggetti che baratto (spesso libri vecchi o gadgets di pochissimo valore). A questo punto è più equo Ebay dove paghi una percentuale in proporzione quello che vendi o non paghi per niente se non usi il servizio.
Alla fine della storia ho chiesto alle persone con cui ho scambiato in passato che cosa avrebbero fatto e ho avuto diverse risposte: alcuni hanno pagato perchè apprezzano il servizio di Zerorelativo, qualcuno addirittura come sostenitore. Altri hanno cancellato l’account e sono migrati in altri siti di scambio, anche perchè qualcuno usa il baratto per difendersi dalla crisi scambiando ad esempio i vestiti dei bimbi e vorrebbe continuare a scambiare gratuitamente. Io non ho ancora deciso e al momento sto informandomi sulle alternative in rete. Metto qui sotto le prime impressioni sui vari servizi che ho trovato in rete. C’è qualcuno con più esperienza del sottoscritto che mi può consigliare? Voi che fate?
Mie impressioni (opinabili) sui vari servizi che ho trovato.
Il primo e il più antico. Con tantissimi annunci e una comunità molto piacevole. Scambio sincrono*
A pagamento dopo il primo scambio: 18€ quota fissa annuale indipendentemente dal numero di scambi fatti. Server lento. Mancanza di scambi asincroni** con crediti o monete virtuali.
Tantissimi annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “barty”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Uso di codice a barre e webcam per creare gli annunci.
Obbligo dell’uso del corriere Bartolini in caso di spedizione. I costi di spedizione potrebbero essere troppo alti per oggetti di scarso valore. L’unica alternativa è lo scambio a mano. O forse l’obbligo di usare Bartolini è aggirabile?
Community e numero di annunci abbastanza grande. Scambio asincrono** (con moneta virtuale “crediti” eventualmente acquistabili). Regalo di 5 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare “crediti” gratuitamente tramite facebook o presentazione di amici. Sito e comunità sono molto attenti alla solidarietà e al volontariato: i crediti si acquistano eventualmente tramite Banca Etica e volendo si possono devolvere ad Associazioni di Volontariato.
Solo scambio asincrono**, non è possibile fare scambi sincroni*. Il sito decide il valore in crediti dell’oggetto offerto. Il proprietario non può decidere il valore dei suoi oggetti e se ritiene che la valutazione fatta dal sito sia troppo bassa potrebbe non pubblicare l’annuncio. Alla fine c’è il rischio di trovare solo oggetti di scarso valore. Le categorie proposte a volte sono assurde: ad esempio trovo improponibile la categoria “Oggetti non funzionanti e collezionismo” (sarà che io sono collezionista e che gli oggetti della mia collezione non li vorrei mai se rotti o non funzionanti)
Community per annunci di scambio asincrono** di oggetti e di prestazioni di tempo (con moneta virtuale “crediti” non acquistabile). E’ l’unica che funziona anche come Banca del Tempo. Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Gratuita nel 2012-2013. Regalo di 30 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare crediti con ogni feedback positivo ricevuto. Rivolto anche ai Gruppi d’Acquisto Solidale con sezione e programmi appositi.
Comunità abbastanza piccola e con pochi annunci. Non è possibile fare scambi sincroni*. Diventerà a pagamento nel 2014: molto probabilmente dopo 3 scambi si pagherà una quota annua di 12€
Annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “swappydollars”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Per ogni oggetto scambiato il sito regala 10 “swappydollars”
Comunità piccolissima e con pochissimi annunci. Alla data di oggi (25/1/2013) è stato pubblicato un solo annuncio dall’inizio del 2013 e i precedenti risalgono al 18/12/2012. Tutta una serie di servizi sono a pagamento in “swappydollars”: ad esempio in un annuncio la prima foto è gratuita le successive vanno pagate in “swappydollars”. Il sito sembra poco aggiornato: alla data di oggi (25/1/2013) ci sono ancora i banner con gli Auguri di Natale
Community abbastanza grande di scambio sincrono* con un bel numero di oggetti.
Si possono scambiare soltanto Libri, Dvd, CD, e Videogiochi. Mancano tutte le altre categorie, per cui alla fine è più comodo iscriversi ad un sito dove si può scambiare di tutto. Non si possono fare scambi asincroni**
* Scambio sincrono. Due persone si mettono d’accordo per scambiare due oggetti: ad esempio io do a Mario un libro e lui mi dà in cambio un DVD.
** Scambio asincrono. Una persona dà un oggetto ad un’altra in cambio di un corrispettivo in moneta virtuale che verrà usata per ottenere un nuovo oggetto da una terza persona: esempio io do a Mario un libro che mi dà in cambio un controvalore in moneta virtuale (10 crediti o barty o swappydollars), poi io uso il controvalore in moneta virtuale ricevuto da Mario per prendere un DVD da Luisa.
Per il secondo anno consecutivo, i genitori del I, II e III istituto comprensivo di Scandicci e quelli della scuola superiore Russell-Newton, in collaborazone con l’amministrazione comunale, organizzano l’iniziativa chiamata “Vitamine per la scuola”. Attraverso l’acquisto di sacchetti di arance biologiche coltivate sui terreni confiscati alla mafia, tutti gli aderenti donano un contributo all’Associazione Libera e allo stesso tempo alle finanze, sempre disastrate, delle scuole pubbliche del territorio.
Verranno messi in vendita dei sacchetti di arance tarocco e moro da 3 kg al prezzo di 5€ l’uno. Del prezzo totale, 3,90€ serviranno per pagare le arance biologiche prodotte e distribuite (entro 3 giorni dalla raccolta) dalla cooperativa sociale “Beppe Montana”. La restante somma di 1,10€ verrà devoluta alle scuole di Scandicci per progetti educativi.
La cooperativa sociale “Beppe Montana” gestisce 90 ettari di terreni confiscati alla mafia in Sicilia ispirandosi ai criteri di solidarietà e legalità portati avanti da Libera. Tra l’altro nello scorso anno la cooperativa ha subito anche un incendio (molto probabilmente doloso) che ha distrutto 5 ettari di aranceti.
Le arance si ordinano fino al 26 Gennaio compilando il modulo sottostante, che andrà consegnato (pagando anticipatamente l’importo) c/o l’Ufficio Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci (Piazzale della Resistenza 1, Secondo piano – stanza 48). La consegna verrà effettuata la mattina di Sabato 16 Febbraio c/o la Scuola Media Rodari in via Sassetti 1, sempre a Scandicci.
Eleonora, una mia amica, mi ha mandato il link a quello che in rete è considerato il discorso più bello del mondo. Si tratta del discorso che il Presidente dell’Uruguay, José Mujica, ha tenuto alla Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile di Rio de Janeiro dello scorso giugno 2012. Se avete 10 minuti di tempo da dedicarci ascoltatelo, perchè come dicono in tanti, è un discorso rivoluzionario.
Poi però più sotto ne riparliamo…
Perchè questo discorso, ormai in rete da più di 6 mesi, adesso è salito alla ribalta e gira per tutti i social network, condiviso e ricliccato da un sacco di persone? Semplicemente perchè siamo in periodo elettorale e la storia del Presidente dell’Uruguay oltre ad essere molto istruttiva si presta al confronto con i politici nostrani. Il paragone l’ha fatto l’avvocato ambientalista Fabio Balocco su “Il fatto quotidiano“. Vi metto qui uno stralcio del suo articolo.
“José Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay: un mito” di Fabio Balocco.
Un mito. Non so definirlo altrimenti. José Pepe Mujica è un mito. In un mondo in cui la gente si scanna per il potere, per l’accumulo di beni materiali, lui, Presidente dell’Uruguay, si trattiene solo 485 dollari dello stipendio per vivere e destina gli altri 7500 alla beneficenza. Vive di poco, anzi di pochissimo, in una vecchia fattoria senza neppure l’acqua corrente, ma solo l’acqua del pozzo. È vegetariano, è sposato, ha un cane. Se non fosse per due energumeni che gli montano la guardia all’inizio della proprietà, nessuno potrebbe immaginare che lì ci vive il presidente della nazione. [...]
È qualunquista fare un raffronto tra Mujica ed il nostro comunista migliorista Napolitano, che vive al Quirinale e guadagna 239.192 euro all’anno, aumentati di 8.835 euro nell’anno in corso?
È qualunquista fare un raffronto tra Mujica, che ha rischiato la vita e conosciuto la galera e che dichiara che un politico dovrebbe vivere come la maggioranza dei propri concittadini, con i nostri ex comunisti ed attuali neoliberisti D’Alema, con il suo yacht ormeggiato a Gallipoli, o Fassino, sindaco della città più indebitata d’Italia, con il suo reddito imponibile (anno 2010) di 126.452 euro?[...]
In tutta la loro buonafede, se Fabio Balocco, la mia amica Eleonora e tutti coloro che fanno girare questo video, pensano che sia una faccenda che riguarda esclusivamente i politici hanno capito poco. Se dopo aver condiviso, cliccato, twettato il discorso José Mujica di escono di casa col suv preso a rate sotto le chiappe e vanno a comprare l’ultimo modello di smartphone o a fare degli ottimi affari nei saldi, non hanno capito proprio niente.
La forza del discorso di José Mujica non sta nelle belle parole contro la società dei consumi, ma nel fatto che questo uomo di 77 anni le ha messe in pratica nella sua esistenza, facendo una vita frugale, liberandosi del superfluo e dei bisogni indotti, dedicando il suo tempo a cose che valgono ben più del possedere oggetti materiali. Sicuramente José Mujica avrebbe fatto le stesse scelte da normale cittadino, anche se non fosse stato il presidente dell’Uruguay, ed è su questo aspetto che tutti tacciono. La scelta di lottare contro questo sistema economico “non consumando” o meglio “consumando criticamente e consapevolmente” è una scelta di responsabilità personale a cui siamo chiamati individualmente tutti quanti, come cittadini e membri della famiglia umana. Chi non capisce questo e magari pensa che sia solo un problema dei politici, faccia a meno di cliccare, condividere, twettare. Grazie!
p.s. La storia di José Mujica meriterebbe un maggiore approfondimento: quest’uomo che nel periodo del golpe in Uruguay si è fatto circa 15 anni di galera e che col ritorno alla democrazia è diventato Presidente, ricorda da vicino quella di Nelson Mandela ma da noi è totalmente sconosciuta proprio per la sua avversione alla civiltà de consumi!
ulteriore p.s. Nel discorso di José Mujica appare una parola che ormai non usano più nemmeno i preti: FRATELLANZA. Tenetela a mente: ne riparliamo i prossimi giorni…
Per questo 2013 vorrei dedicare un po’ più tempo ai nostri consumi, per fare davvero una spesa sostenibile, eco, equa a km zero e così via… Perciò inizio con la frutta e la verdura di stagione del mese di Gennaio.
Frutta:
Arance
Mandarini
Pere
Mele
Pompelmi
Kiwi
Verdura:
Carciofi
Cardi
Cavoli (qui non dettaglio perchè i cavoli sono un’infinità….)
La copertina del Calendario Caras de Cafè – dal sito dell’Associazione Tatawelo.
Una delle realtà più belle che ho conosciuto nel mondo del commercio equo e solidale è quella dell’Associazione Tatawelo che importa e vende il caffé biologico, equo e solidale prodotto dalle Comunità Zapatiste messicane del Chiapas. Nata nel 2003 e costituitasi legalmente nel 2005, l’Associazione Tatawelo sostiene le comunità indigene che lottano da anni per l’affermazione del diritto a vivere dignitosamente sulle proprie terre e secondo la propria cultura, nel raggiungimento di una reale autonomia e di uno sviluppo sostenibile.
Dalla sua costituzione l’Associazione ha sempre seguito tutta la filiera del caffè: dalla produzione, alla torrefazione, fino alla commercializzazione finale, coinvolgendo molti altri soggetti, tutti appartenenti a cooperative sociali con sede sia in Italia che nel Sud del mondo. Ultimamente oltre al Chiapas, l’Associazione si sta occupando anche del caffè del Guatemala prodotto all’interno del progetto “El bosque”.
Dietro ad una Associazione bella come il Tatawelo non potevano esserci che delle splendide persone, molto impegnate e non potevano che essere donne. Senza togliere niente a Cecilia, Stefania e agli/alle altri componenti dell’associazione, l’anima di tutto il progetto Tatawelo è la splendida Clara Daffra, una delle persone più impegnate nel mondo del volontariato fiorentino che si occupa di economia solidale, consumo critico e commercio equo e alla quale va tutta la mia stima e il mio affetto.
Ora, quando io trovo Clara o affronto il tema del caffé Tatawelo mi sento terribilmente in colpa, per un motivo molto semplice: per motivi di salute non bevo caffè. In casa consumiamo pochissimo caffé: a parte quando vengono degli amici, mia moglie beve una sola tazzina al giorno a colazione. Come aggravante ho pure il fatto di essere un podista e ogni tanto di trovare, nei pacchi gara che ci vengono regalati del caffé di altre marche. Insomma, siamo pessimi sostenitori dell’Associazione… comprando solo due o tre pacchetti all’anno.
E’ stato con immensa gioia che quest’anno ho potuto sostenere l’Associazione Tatawelo, senza comprare il caffè ma comprando il bel Calendario “Caras di Caffè – Volti di caffè” che ora fa bella mostra di sé nel mio studio casalingo. Potete trovare i Calendari nelle Botteghe del Mondo della Cooperativa Mondo Solidale presenti in tutta la regione Marche, presso l’Emporio dell’Altreconomia a Fano, presso l’Associazione Tatawelo in via Scipione de’ Ricci 6/R a Firenze oppure potete richiederli direttamente inviando una mail a info@shadhilly.com o a info@tatawelo.it
Ecco la presentazione del calendario, nelle parole della stessa Associazione Tatawelo.
CALENDARIO CARAS DE CAFE’ – VOLTI DI CAFFE’
Uomini, donne, bambini…una comunità intera che vive al ritmo della coltivazione del caffè. Terreni impervi plasmati dalle mani esperte dei “cafficultori” in armonia con la Madre Terra.
Il commercio equo attraverso relazioni umane dirette promuove i diritti dei piccoli produttori e dei singoli, lo sviluppo comunitario, soprattutto in ambito sanitario ed educativo.
“Volti di caffè” nasce dal desiderio di trasmettere e condividere l’amicizia nata tra Valentina e Lorenzo ed i soci della Cooperativa Nueva Esperanza del Bosque e gli abitanti di questa piccola Aldea.
La coltivazione, la produzione, l’esportazione del caffè rappresentata con i volti dei lavoratori durante la vita quotidiana, delle difficoltà, dei successi e dello sviluppo di una comunità intera.
Da mostra di fotografia presentata a Città del Guatemala e nella sede della Cooperativa stessa, si è trasformata nel calendario 2013 per festeggiare i 10 anni di importazione del caffè da “El Bosque” e soprattutto per sostenere il progetto “Coopsalud” iniziato nell’agosto 2011 che garantisce un’assistenza sanitaria di base agli abitanti dell’Aldea.
Con il contributo minimo di 5 € si intende dare continuità al progetto garantendo lo stipendio dell’infermiera Manuela e l’acquisto di medicinali di base.
Per approfondire e conoscere il progetto di salute a El Bosque “Coopsalud”: www.mondosolidale.it
Per leggere i racconti di viaggio della missione in Guatemala: www.tatawelo.it
testo tratto dalla presentazione del Calendario a cura dell’Associazione Tatawelo.
Lo spot del caffé Tatawelo
Questo spot l’ho messo io volutamente ed è l’unico tipo di spot che mi piacerebbe vedere su questo sito. Purtroppo WordPress ogni tanto sporca questo blog mettendo altri spot che non sopporto e che non posso rimuovere. Sigh, abbiate pazienza…
Locandina “A Natale con Shalom” dalla pagina Facebook del Movimento Shalom
E se questo Natale facessimo anche un regalo a qualcuno che non conosciamo? Ad esempio un regalo solidale? Per il Natale 2012, il Movimento Shalom ha scelto 3 tipi di regali solidali che possono essere fatti comodamente da casa propria e che arriveranno in Africa. In questa pagina troverete tutte le informazioni… qui vi metto cosa potreste regalare…
A Natale… Regala un sorRiso.
Il progetto della “Banca dei cereali” ha come obiettivo la possibilità di dare riso e miglio, alimenti base della locale alimentazione, alle persone più povere del Burkina Faso. Infatti questi prodotti fondamentali per la sussistenza del Burkina Faso durante l’anno, a causa della speculazione, subiscono oscillazioni di prezzi elevatissime, tali da non consentire ai più poveri di potersi approvvigionare e dunque mangiare. La banca dei cereali effettua una calmierazione dei prezzi permettendo un costo stabile ed equo per tutto l’anno.
Il progetto “Acqua” si prefigge di costruire un pozzo in Burkina Faso. La mancanza d’acqua, che caratterizza soprattutto le regioni settentrionali del Burkina Faso ha conseguenze drammatiche, difficili da comprendere. Innumerevoli sono i bambini (e gli adulti) malati, affetti in molti casi dalla dissenteria o dalle parassitosi più crudeli contratte attraverso l’acqua inquinata. Le cose vanno molto meglio in quei villaggi che hanno la fortuna di avere un pozzo da cui ogni famiglia può attingere quei 10/15 litri d’acqua al giorno per le minime necessità alimentari ed igieniche. Un pozzo ha un bacino di utenza con un raggio fino ad oltre 10 Km, naturalmente da percorrere a piedi col vaso sulla testa, quasi sempre da parte delle donne. L’intervento di Shalom in favore di queste popolazioni ha un carattere strutturale: Shalom raccoglie finanziamenti e li impiega direttamente per perforare pozzi in Burkina Faso, attraverso le imprese locali che ha costituito e che segue con continuità. Il costo di un pozzo è di 6.850 € e mediamente da da bere a oltre 1.000 persone.
Il progetto “La banca delle donne” si occupa di Microcredito. ovvero del sistema creditizio delle banche dei poveri. Inventato alcuni anni fa dalla Grameen Bank per i diseredati del Bangladesh, si sta diffondendo in molti paesi del terzo mondo e costituisce una forma indovinata di sviluppo. I destinatari di tale forma di finanziamenti sono in maggioranza persone al disotto della soglia di povertà, gente “senza futuro” secondo i criteri della attuale sistema economico. L’obiettivo del progetto è quello di erogare microprestiti ai più poveri, a coloro ai quali nessuna banca darà mai un finanziamento. I destinatari dovranno dimostrare di svolgere o di iniziare attività nell’agricoltura, nell’allevamento o nell’artigianato, in grado di autoprodurre nel tempo dei profitti con i quali sostenere non solo le proprie famiglie, ma anche di accantonare piccoli risparmi, acquistare una piccola quota della società e necessariamente rimborsare il denaro avuto in prestito. L’esperienza di Shalom in atto ha dimostrato non solo che i prestiti vengono regolarmente restituiti nel 99% dei casi, ma che si crea per i poveri una grande opportunità per uscire dall’umiliazione e dell’esclusione, acquisire dignità e autostima. Il progetto è attivo in Burkina Faso dal 2004, in Uganda dal 2009 e in Senegal dal 2010. I risultati sono ottimi con oltre 3.000 prestiti erogati nell’anno 2011 che hanno permesso di dare lavoro e dignità soprattutto alle donne.
con un contributo di 100€ è possibile regalare dignità e lavoro ad una donna.
con un contributo di 250€ è possibile regalare dignità e lavoro a più donne.