Il discorso più bello del mondo… Poi, però…?

Eleonora, una mia amica, mi ha mandato il link a quello che in rete è considerato il discorso più bello del mondo. Si tratta del discorso che il Presidente dell’Uruguay, José Mujica, ha tenuto alla Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile di Rio de Janeiro dello scorso giugno 2012. Se avete 10 minuti di tempo da dedicarci ascoltatelo, perchè come dicono in tanti,  è un discorso rivoluzionario.

Poi però più sotto ne riparliamo…

Perchè questo discorso, ormai in rete da più di 6 mesi, adesso è salito alla ribalta e gira per tutti i social network, condiviso e ricliccato da un sacco di persone? Semplicemente perchè siamo in periodo elettorale e la storia del Presidente dell’Uruguay oltre ad essere molto istruttiva si presta al confronto con i politici nostrani. Il paragone l’ha fatto l’avvocato ambientalista Fabio Balocco su “Il fatto quotidiano“. Vi metto qui uno stralcio del suo articolo.

“José Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay: un mito” di Fabio Balocco.

Un mito. Non so definirlo altrimenti. José Pepe Mujica è un mito. In un mondo in cui la gente si scanna per il potere, per l’accumulo di beni materiali, lui, Presidente dell’Uruguay, si trattiene solo 485 dollari dello stipendio per vivere e destina gli altri 7500 alla beneficenza. Vive di poco, anzi di pochissimo, in una vecchia fattoria senza neppure l’acqua corrente, ma solo l’acqua del pozzo. È vegetariano, è sposato, ha un cane. Se non fosse per due energumeni che gli montano la guardia all’inizio della proprietà, nessuno potrebbe immaginare che lì ci vive il presidente della nazione. [...]

È qualunquista fare un raffronto tra Mujica ed il nostro comunista  migliorista Napolitano, che vive al Quirinale e guadagna 239.192 euro all’anno, aumentati di 8.835 euro nell’anno in corso? 

È qualunquista fare un raffronto tra Mujica, che ha rischiato la vita e conosciuto la galera e che dichiara che un politico dovrebbe vivere come la maggioranza dei propri concittadini, con i nostri ex comunisti ed attuali neoliberisti D’Alema, con il suo yacht ormeggiato a Gallipoli, o Fassino, sindaco della città più indebitata d’Italia, con il suo reddito imponibile (anno 2010) di 126.452 euro?[...]

tratto dall’articolo “José Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay: un mito” di Fabio Balocco.

In tutta la loro buonafede, se Fabio Balocco, la mia amica Eleonora e tutti coloro che fanno girare questo video, pensano che sia una faccenda che riguarda esclusivamente i politici hanno capito poco. Se dopo aver condiviso, cliccato, twettato il discorso José Mujica di escono di casa col suv preso a rate sotto le chiappe e vanno a comprare l’ultimo modello di smartphone o a fare degli ottimi affari nei saldi, non hanno capito proprio niente.

La forza del discorso di José Mujica non sta nelle belle parole contro la società dei consumi, ma nel fatto che questo uomo di 77 anni le ha messe in pratica nella sua esistenza, facendo una vita frugale, liberandosi del superfluo e dei bisogni indotti, dedicando il suo tempo a cose che valgono ben più del possedere oggetti materiali. Sicuramente José Mujica avrebbe fatto le stesse scelte da normale cittadino, anche se non fosse stato il presidente dell’Uruguay, ed è su questo aspetto che tutti tacciono. La scelta di lottare contro questo sistema economico “non consumando” o meglio “consumando criticamente e consapevolmente” è una scelta di responsabilità personale a cui siamo chiamati individualmente tutti quanti, come cittadini e membri della famiglia umana. Chi non capisce questo e magari pensa che sia solo un problema dei politici, faccia a meno di cliccare, condividere, twettare. Grazie!

p.s. La storia di  José Mujica meriterebbe un maggiore approfondimento: quest’uomo che nel periodo del golpe in Uruguay si è fatto circa 15 anni di galera e che col ritorno alla democrazia è diventato Presidente, ricorda da vicino quella di Nelson Mandela ma da noi è totalmente sconosciuta proprio per la sua avversione alla civiltà de consumi!

ulteriore p.s. Nel discorso di  José Mujica appare una parola che ormai non usano più nemmeno i preti: FRATELLANZA. Tenetela a mente: ne riparliamo i prossimi giorni…

Alieni sul blog (ovvero la pubblicità di WordPress…)

Foto "Space Invaders" by mistersnappy - flickr

Foto “Space Invaders” by mistersnappy – flickr

Dopo il mio post dello scorso 26 Ottobre (Alla fine sono sbarcati anche qui) ritorno sul tema della subdola pubblicità che WordPress ha deciso di piazzare in tutti i blog gratuiti per fare un bilancio di quasi un mese e mezzo di spot pubblicitari apparsi sul mio sito…

Ecco le pubblicità che mi sono state imposte da WordPress…

  • Birra Heineken
  • Corriere TNT Post (cartoline auguri di Natale con offerta per il Wordfood Program delle Nazioni Unite)
  • Imesh (software per ricercare e scaricare musica e film da internet)
  • regclean.pro (software per la pulizia del registro del pc)
  • Adopt us kids (servizio di adozioni statunitense)
  • Auto Mini
  • planet49 (ditta tedesca che organizza concorsi a premi ma che stando a quanto ho trovato su internet pare che abboni automaticamente i partecipanti ai concorsi a servizi a pagamento via cellulare… -  fonte)
  • ebay
  • commissione europea
  • aspirapolvere vowerk folletto (ma non gli bastava suonare porta a porta in tutta Italia ed essere presenti a tutte le fiere e sagre di paese?)

Come potete capire c’è di tutto: dalle auto alla birra, passando a spazzatura varia: roba degna dei migliori spammer… Ecco ad esempio come appare uno dei miei ultimi articoli con lo spot della Mini…

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

La cosa più assurda e più subdola è che queste pubblicità sono messe ad insaputa del blogger proprietario del sito, che spesso non si accorge neanche che il suo sito è stato preso di mira dagli…. spot alieni! Vi spiegherò perciò perchè spesso gli autori non vedono le pubblicità mentre i lettori si… scusate se in alcuni punti sarò un po’ tecnico…

  1. Queste pubblicità vengono messe a rotazione da WordPress su TUTTI i blog gratuiti. Per essere certi di non avere la pubblicità andrebbe pagato al signor WordPress un obolo di 30$ annui… quindi se siete un blogger e non avete pagato l’obolo state sicuri che gli spot prima o poi  arriveranno anche sul vostro sito.
  2. Le pubblicità non appaiono visitando la pagina principale del blog ma appaiono solo consultando un singolo articolo, come quando andate su un singolo post per lasciare un commento: per capirsi se venite su questo blog alla pagina http://unpodimondo.wordpress.com non troverete nessuna pubblicità, mentre se andate su un singolo post (ad esempio questo http://unpodimondo.wordpress.com/2012/12/07/xxxviii-festa-della-mondialita-shalom-a-firenze/) in fondo all’articolo è probabile che troverete uno spot pubblicitario.
  3. Se la cosa si limitasse qui tutti vedrebbero gli spot alla fine dei propri articoli ma la cosa è più subdola perchè la pubblicità viene mostrata soltanto ai lettori dei blog che non sono iscritti alla piattaforma di WordPress, per cui molti blogger non vedono la pubblicità che appare sui loro siti.
  4. Quando un blogger si collega al proprio blog per scrivere un articolo o per fare un commento entra nella sua pagina mettendo utente e password. In automatico WordPress salva sul pc del blogger (nella cache del browser) un piccolo file di testo chiamato cookie che permette a WordPress di riconoscere che siete un utente registrato alla piattaforma, che avete un blog e che siete mr.x (nel mio caso che io sono unpodimondo). Per dirla in modo più semplice è un modo per riconoscere che voi fate parte della grande famiglia di WordPress…
  5. Quando vi collegate ad un qualsiasi blog di WordPress, se la piattaforma trova il cookie sul vostro pc,  vi riconosce come “membro della famiglia”: come  conseguenza avrete il privilegio di non vedere nessuna pubblicità su nessun blog di WordPress. Se invece la piattaforma non trova il “biscottino” vi considera un visitatore estraneo al “clan” e quindi vi fa vedere la pubblicità in fondo ai post…
  6. Di conseguenza, se siete dei blogger iscritti a WordPress e volete vedere gli spot sul vostro sito dovete fare in modo da apparire come estranei alla famiglia di WordPress. Ecco alcune istruzioni per  farlo (senza perdere nessuna configurazione e senza danneggiare il vostro blog)
  7. Uscite da WordPress (se vi siete autenticati e siete dentro a WordPress).
  8. Cancellate la cache del vostro browser, rimuovendo soprattutto i cookies (su Firefox: Strumenti – Opzioni – Privacy – Cancellare tutta la cronologia corrente, vistando almeno le caselline Cookie e Cache – Ok) – (Su Internet Explorer: Strumenti – Elimina Cronologia esplorazioni, vistando almeno le caselline  File temporanei su Internet e Cookies – Elimina)
  9. Se usate ADBlock plus disabilitatelo (è l’ottimo programma per cancellare la pubblicità dai siti internet che visitate).
  10. Andate sul vostro blog come se foste un lettore qualsiasi (senza loggarvi col vostro account)
  11. Cliccate su un singolo post, come se doveste andare a mettere un commento
  12. Se siete “fortunelli” in fondo al vostro post ci troverete la pubblicità, altrimenti ritentate con un altro post (precedente o successivo)… e così scoprirete che gli alieni pubblicitari sono sbarcati anche sul vostro blog….

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

In ogni caso io rimango contrario a qualsiasi pubblicità imposta ai blogger

Un film: Diario del saccheggio (2004)

Foto "Memoria del saqueo 1" by lemoatudei  - flickr

Foto “Memoria del saqueo 1″ by lemoatudei – flickr

Rai5 da  alcuni mesi manda in onda dei documentari molto interessanti nella prima serata della domenica. Il 15 di Luglio è stato  trasmesso il documentario di Pino SolanasDiario del saccheggio” (2004) che racconta la crisi politica, economica e sociale  che ha attraversato l’Argentina, dal golpe militare del 1976 alle rivolte popolari del 2001 e degli anni successivi.

Se avete la pazienza di vedere queste due ore di documentario e anche un po’ di stomaco per le immagini più crude dei bambini che muoiono di fame negli ospedali argentini, scoprirete come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale insieme alla classe politica, al sistema mediatico, a quello giudiziario, alle banche, ai sindacati e alle multinazionali hanno saccheggiato l’Argentina portandola ad un genocidio sociale che è culminato nella più assoluta povertà per milioni di argentini.

Il documentario è illuminante perchè, raccontando dell’Argentina di 10 e più anni fa, ci racconta quello che sarà il futuro dell’Italia, della Spagna e della Grecia. Il debito, lo spread, le manovre, il taglio delle pensioni, della sanità,  delle tredicesime, la concertazione, la diminuzione dei diritti dei lavoratori: tutte queste operazioni che in passato hanno messo in ginocchio l’Argentina sono le stesse che stanno facendo in questi mesi i nostri governi europei… D’altra parte i registi di tutto sono sempre gli stessi: il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Cambiano solo gli attori: a Menem e De La Rua potete sostituire i nostri Napolitano, Monti, Bersani, Berlusconi, Casini o anche i politici spagnoli, tedeschi, greci etc… tanto il copione rimane sempre lo stesso…

A questo punto anche noi cittadini dobbiamo recitare in questo film: la parte degli argentini che protestano nelle vie è la nostra… cominciamo a scendere in strada con le pentole!

A questo link della rai (solo per alcuni giorni), potete vedere tutto il film.

Oppure potete vederlo qui, da you tube diviso in 12 parti

Operazione Oxy…. Depilate Dan Brown!

Foto "The Da Vinci Code ad" by vipeldo - flickr
Foto “The Da Vinci Code ad” by vipeldo – flickr

Credo che se vogliamo uscire da questa crisi e dalla schiavitù dei Pil, Spread, Bund e di tutte le altre sigle finanziar-bancarie-economiche, dobbiamo iniziare a fare piccoli,  anche piccolissimi gesti, verso un nuovo tipo di economia  più solidale e magari anche più creativa e meno legata al mondo del denaro…

In rete, un luogo molto interessante è zerorelativo.it, il sito gratuito dove si barattano gli oggetti senza far circolare soldi e dove oltre a fare simpatici affari si conoscono persone carine e gentili…

Come sapete sono un podista e spesso nei pacchi gara che ci vengono regalati all’iscrizione alle varie corse, trovo oggetti che non uso e che, quando ho  un po’ di tempo libero, metto su zerorelativo.it. Tempo fa in un pacco gara ho trovato una confezione di strisce depilatorie per  viso e bikini della Oxy che logicamente non adopero (se un giorno dovessi sostituire il mio rasoio elettrico è più facile che passi al tagliaerba piuttosto che a strisce o cerette ;-) ). Così l’altro giorno ho messo le strisce su zerorelativo.it dando il via… all’operazione Oxy!

Dopo pochi giorni mi contatta una ragazza che mi offre un libro dal suo nutritissimo elenco e così le mie strisce prendono il volo per Arezzo e ritornano a casa mia sottoforma di busta imbottita contenente il “Codice Da Vinci” di Dan Brown, romanzo che presto mi metterò a leggere!

Che dire? Missone Compiuta… Depilato Dan Brown e un pochino anche la Mondadori!

Caro Babbo Natale, mi porteresti sulle giostre di Gardaland con te?

Foto Originale "Vintage Old World Santa Claus Stationary" by Beverly & Pack - flickr - rielaborazione grafica by unpodimondo.wordpress.com

Foto Originale "Vintage Old World Santa Claus Stationary" by Beverly & Pack - flickr - rielaborazione grafica by unpodimondo.wordpress.com

Caro Babbo Natale,

anche quest’anno mi sono comportato bene e sono stato molto bravo, perciò vorrei chiederti un regalo che mi piacerebbe tanto. Ho visto che dal 3 Dicembre all’8 Gennaio sarai a Gardaland per il Gardaland Magic Winter: quest’anno mi piacerebbe venire al Parco e salire con te su tutte le giostre, ma proprio su tutte!  Tanto, tu che voli sulla slitta, mica avrai paura di andare sul Blue Tornado?

Sinceramente non è che sono stato sempre proprio bravo e anche a Gardaland ci sono già stato con la mia famiglia questa estate, però su alcune giostre non mi hanno fatto salire. Quando quei ragazzi mi hanno detto che non potevo salire mi sono chiesto: «Ma cosa ho fatto di male per non salire?» E ho pensato che forse hanno scoperto che sono stato io a mangiare tutta la scatola dei cioccolatini che ci ha portato zia Rosa oppure che è stato un mio calcio di rigore a rompere il vaso bello della nonna Elvira…  però caro Babbo Natale c’è una cosa che non mi torna: il bambino in coda davanti a me è salito sulla giostra anche se aveva tirato i capelli alla sua sorellina, per tutto il tempo della fila. «Secondo te i cioccolatini sono più gravi di tirare i capelli?»

E così, mentre ci guardavano tutti, siamo scesi dalla scaletta. Io guardavo la mia mamma che era arrabbiatissima e ho pensato: «Ora mi brontola per il vaso rotto…» E invece la mamma ha brontolato: prima due signorine e poi un omone con la cravatta! Parlavano con delle parole strane che non capivo: “sicurezza”, “sindrome”, “regolamento”. L’unica cosa che ho capito è che le giostre le ho viste quasi tutte da terra, senza salirci, con in mano quello stupido zucchero filato che mi si appiccicava dappertutto!

Caro Babbo Natale, quest’anno per regalo voglio venire sulle giostre di Gardaland con te e se fanno salire un vecchio, ciccione e malandato come te dovranno per forza far salire anche un ragazzino sveglio e sano come me!

Il tuo amico. Un bambino come tanti. Un bambino anche Down.

p.s. E se a Gardaland non ci faranno salire sulle giostre chiederò alla Befana di portare al parco una montagna di carbone!

Con questa letterina “di fantasia” rinnovo il mio sostegno a favore dei ragazzi  con sindrome di Down, ai quali Gardaland nega l’accesso alle giostre. Da oggi  all’8 Gennaio 2012 questo articolo rimarrà nella prima pagina del blog, a meno che non arrivi qualche buona sorpresa dalle sponde del Lago di Garda…

Se a qualcuno facesse piacere condividere questa letterina su blog, facebook, via mail, etc… può tranquillamente prenderla e fare un passaparola… Oppure potrebbe inventarsene una nuova… Che dite intasiamo la buca delle lettere di Babbo Natale??????

BLOGGER PARTECIPANTI AL BOICOTTAGGIO

p.s. Grazie ad Antonella che mi ha dato un prezioso consiglio sulla firma della lettera…

Gardaland: da una nota, un concerto. La potenza del Web. (con piccola riflessione finale).

Foto "DSCN0462 1" by Marika Dalloco  - flickr

Foto "DSCN0462 1" by Marika Dalloco - flickr

Nelle scorse settimane tanti blogger si sono uniti ed hanno “suonato delle campane” per portare a conoscenza di più persone possibili il trattamento discriminatorio che Gardaland riserverebbe alle persone con sindrome di Down. Tutto è partito da un post fatto da Antonella  sul blog di Trisomia 21 di Firenze lo scorso 18 Ottobre (qui il link). Dopo questo post altri blogger hanno alzato la voce e grazie al passaparola le voci si sono moltiplicate e da singole sono diventate un coro… che ha travalicato il mondo dei blogger ed è finito anche su facebook, fino ad uscire dalla rete e a far sentire la propria voce fino alle rive del lago di Garda… Ogni blogger ha declinato la tematica secondo la propria sensibilità e la propria creatività ma tutti insieme, ognuno nella propria diversità, abbiamo detto “Io boicotterò Gardaland fino a quando  le cose non cambieranno.”

Ecco cosa ha scritto Antonella nel suo post di Sabato 19 Novembre.

Gardaland: da una nota, un concerto. La potenza del Web.

L’opinione del popolo del web può influire su una controversia legale? Probabilmente sì, perché siamo sulla buona strada. “Quelle campane” l’hanno sentite suonare in molti, e hanno fatto un frastuono che è arrivato fin là.

Erano talmente tante che hanno dato fastidio, facendo sobbalzare qualcuno che adesso sembra iniziare a ragionare… ma ancora niente è cambiato perché dal 3 dicembre Gardaland sarà Magic Winter per tutti, tranne che per le persone con sindrome di Down. Perciò vi diciamo che noi continueremo a suonare le nostre trombe, e se continuerete a suonare le vostre campane, un giorno non troppo lontano, forse le sentiremo suonare a festa!

Trisomia 21 Onlus anche a nome del CoorDown (Coordinamento Nazionale persone con sindrome di Down), ringrazia tutti coloro che, dopo aver letto la notizia pubblicata in questo blog “Forse non sapete che”, si sono attivati per esprimere il proprio disseso, criticando la presa di posizione di Gardaland. Questo è infatti l’unico parco al mondo che, con tanto di cartellonistica, vieta l’ingresso alle persone con disabilità intellettiva.

Di fatto, non potendo accertare la disabilità intellettiva degli ospiti, le uniche persone a cui viene impedito l’accesso alle attrazioni dagli addetti alla sicurezza sono quelle con sindrome di Down, quindi discriminate unicamente sulla base dei tratti somatici.

Tutto ciò è gravissimo, non per l’entità del divieto, ma perché dietro a tale diniego si cela qualcosa di più complesso che si chiama discriminazione. Di questo si tratta. Una discriminazione. E piccola o grande che possa sembrare a chi non la vive, è sicuramente pesante e umiliante per chi la subisce.

Personalmente non ho mai gradito questo tipo di svago e, “per scelta”, ho sempre evitato di frequentare i parchi divertimento. Mia figlia, al contrario, ha espresso più volte il desiderio di andare a Gardaland. Sarà per l’effetto della pubblicità, dei racconti dei compagni di classe, delle foto che raffigurano il fratello maggiore sorridente sul Colorado Boat, o forse solo per la sua innata voglia di divertirsi. Ho cercato di crescerla nella consapevolezza della sua difficoltà, basando il nostro rapporto sulla fiducia e sull’onestà, certa che così avrebbe trovato la forza e la voglia di superare gli inevitabili ostacoli del suo cammino. Ma questa volta, questa verità, non l’ho detta. Ho preferito l’inganno.

Caro Signor Gardaland, anche se la mia mamma non ha avuto il coraggio di spiegarmi “il perché”, so che per adesso io non posso salire sulla tua giostra, posso però suggerirti di brindare al giorno in cui, tutti i bambini come me, potranno farlo.

tratto dall’articolo “Gardaland: da una nota, un concerto. La potenza del Web.” pubblicato sul blog di Trisomia 21 il 19/11/2011

Prima di mettere il consueto elenco di tutti i blogger che hanno partecipato e stanno partecipando al boicottaggio permettetemi di dire che SONO FIERO DI AVER SUONATO E DI CONTINUARE A SUONARE LA MIA CAMPANELLA  e consentitemi di aggiungere una breve riflessione  che mi sento in dovere di fare…

Quando Antonella scrisse il post del 18 ottobre mi venne naturale scrivere sul suo blog  “organizziamo un boicottaggio”… Vengo da una ventina d’anni di consumo critico e nel tempo penso di aver aderito a decine di campagne contro multinazionali di ogni tipo, contro lo  sfruttamento dei lavoratori, contro l’uso di prodotti/ingredienti nocivi, etc…  In questi anni penso di aver scritto, protestato e boicottato  un po’ tutti: dalla Nestlè alla Coca Cola, dalle compagnie petrolifere alle banche che trafficano con gli armamenti  e così via. Se mi è sembrato naturale dire “organizziamo un boicottaggio” la cosa che mi ha sorpreso davvero è come la potenza della rete, in un mese solo sia riuscita a smuovere le acque: singoli blogger, dal basso, col solo passaparola e senza una regia unitaria hanno messo insieme un bel concerto di voci…

La cosa che mi ha gratificato di più nel messaggio di Antonella non è  il fatto che a Gardaland siano saltati sulle sedie ma i ringraziamenti che arrivano a tutti i blogger da parte dell’Associazione Trisomia 21 e del Coordown e che ci dimostrano che siamo sulla strada giusta. In questo mese mi sono sentito con  Antonella diverse volte e  posso testimoniare che si è fatta in quattro, ha seguito e promosso il boicottaggio con passione, ci ha incoraggiati, ci ha dato idee, ma lo ha fatto a titolo esclusivamente personale. Le Associazioni, per le note vicende legali, restavano sempre sullo sfondo e non si capiva se approvavano ufficialmente le nostre azioni oppure no… Aver avuto i loro ringraziamenti è allo stesso tempo una piccola soddisfazione e un nuovo stimolo per continuare con un maggiore impegno, sapendo che il nostro piccolo e modesto boicottaggio adesso è sostenuto anche dal Coordown e da Trisomia 21.

A questo punto dobbiamo preparare un bel concerto di Natale…. noi blogger abbiamo già accordato tutti gli strumenti… aspettiamo che il direttore di questa orchestra, con la sua bacchetta… ci dia solo il via…

BLOGGER PARTECIPANTI AL BOICOTTAGGIO

Ancora su Gardaland e le persone Down: la testimonianza di Ketty

Foto "Gardaland" by Creation Vetrina Group s.r.l.  - flickr

Foto "Gardaland" by Creation Vetrina Group s.r.l. - flickr

Continuo a scrivere sulla situazione di Gardaland e delle Persone con sindrome di Down, pubblicando una testimonianza che è stata lasciata ieri da Ketty, fra i commenti di uno dei miei articoli passati. Il racconto di Ketty non si meritava di restare confinato in fondo alla lista dei commenti e perciò ho deciso di fare un post apposito per dargli il giusto risalto… Grazie Ketty!

Vediamo se avvicinandosi il Natale, anche Gardaland diventerà un po’ più buona…

è successo anche a me…che tristezza!!! io e la mia famiglia frequentiamo Gardaland da quasi 20 anni. Ho un fratello con ritardo mentale ed è SEMPRE salito dove voleva…montagne russe, blu tornado e sequoia compresi!!! L’anno scorso siamo stati a Mirabilandia e nessun problema…quest’anno siamo ritornati a Gardaland per festeggiare il suo compleanno e…tataaaan sorpresaaaa!!!! le uniche giostre alle quali poteva accedere erano poche (corsari, tazze, monorotaia con gli aerei e qui vorrei sapere che differenza c’è con la monorotaia che fa il giro del parco, e altre giostrine). Non è stato bello dovergli raccontare delle bugie:voleva salire sul disco panoramico per vedere il lago, andare sul mammut, su fuga d’atlantide, sui tronchi ma abbiamo dovuto dirgli che erano chiuse perchè rotte o c’era troppa gente in fila!!! io posso capire benissimo che non tutti i ragazzi con problemi mentali siano tranquilli…ma non sta a loro decidere!! è giusto che i proprietari del parco si tutelino però devono dare la possibilità alla famiglia di decidere! sono andata all’ufficio informazione per chiedere se era possibile firmare una carta dove mi assumevo la responsabilità in caso di problemi ma non hanno voluto saperne!!! se mai dovessi tornare a Gardaland (ma finchè rimangono queste restrizioni non ci torno!!!) mi faccio fare una maglietta con la scritta: “SONO CARDIOPATICA” voglio proprio vedere se mi fermano…

dal commento lasciato da Ketty in fondo al mio articolo “Gardaland Halloween: Divertimento Mostruoso… per tutti ma per qualcuno ancora di più!”

BLOGGER PARTECIPANTI AL BOICOTTAGGIO

Ancora su Gardaland e le persone Down: due articoli da “Il Mattino di Padova” e “Affaritaliani.it”

Foto originale "Gardaland Magic Halloween 2009" by occhietto - flickr - rielaborazione grafica unpodimondo.wordpress.com

Foto originale "Gardaland Magic Halloween 2009" by occhietto - flickr - rielaborazione grafica unpodimondo.wordpress.com

Ritorno sulla situazione del trattamento delle persone con sindrome di Down a Gardaland per postare due estratti da “Il mattino di Padova” e da “Affariitaliani.it” (qui il mio primo post)

Gardaland, no ai down di Paolo Baron

“Parchi giochi, via libera ai ragazzi Down”. Accordo firmato con alcuni parchi, con un’eccezione: Gardaland. Disappunto del Cordinamento associazioni down, che risponde con un manifesto di protesta.

PADOVA. «Parchi giochi, via libera alle persone down». Lo esclamano con orgoglio i ragazzi dell’associazione padovana Down Dadi dopo la firma di un protocollo da parte del Cordinamento associazioni down e da gestori, costruttori e addetti alla sicurezza. Ma c’è una eccezione pesante: è Gardaland.

L’intesa, attraverso il consenso informato e la copertura assicurativa, consentirà alle persone down di utilizzare le attrazioni più divertenti dei vari parchi giochi italiani. In pratica i minori down dovranno essere accompagnati da un adulto che sarà informato su rischi e limitazioni, mentre ai maggiorenni verranno spiegate direttamente le regole.

Hanno aderito finora i gestori di Minitalia Leolandia di Bergamo, dello Zoomarine di Torvaianica e dell’Aqualandia di Jesolo. «Mai più umiliazioni e delusioni – ha sottolineato in una nota la presidente della onlus padovana Patrizia Tolot – che purtroppo sono ancora palpabili». Qualche anno fa, ricorda, infatti, la Tolot, durante una gita a Gardaland «ci fu attaccato il marchio di disabili e ci fu vietato l’accesso alle attrazioni più divertenti, anche le più semplici come il bruco mela dove si portano i bambini piccoli. Purtroppo Gardaland resta un osso duro».

I gestori del parco giochi veronese, infatti, non hanno firmato il protocollo, scatenando il disappunto del CoorDown. Disappunto che si è tramutato in un manifesto di protesta contro Gardaland. Il comitato di gestione di CoorDown – chiude la Tolot – appena due settimane fa ha deliberato di dare via libera alla procedura legale contro Gardaland che era da tempo nell’aria, avviando il coinvolgimento delle famiglie interessare e incaricando lo studio legale Viviani&Marson di Savona di predisporre la documentazione necessaria da sottoporre all’approvazione della prossima assemblea».

tratto dall’articolo “Gardaland, no ai down” di Paolo Baron pubblicato su “Il Mattino di Padova” il 02/10/2011

La stessa notizia su Affaritaliani.it

“Parchi giochi, via libera alle persone down. Ma non a Gardaland”

Niente più discriminazioni nei parchi divertimenti italiani per gli ospiti con sindrome di Down. O quanto meno in quei parchi – sono tre – che hanno condiviso e firmato il “Protocollo C+1 Entertainment” predisposto dal CoorDown dopo un anno di lavoro e di confronto con i principali parchi italiani, i costruttori delle attrazioni e le Prefetture e i Vigili del Fuoco, responsabili della sicurezza delle strutture. Al Minitalia Leolandia di Bergamo, allo Zoomarine di Torvaianica (Roma) e all’Aqualandia di Jesolo non si ripeteranno più le scene quanto meno antipatiche e sgradevoli di persone con sindrome di Down invitate dallo staff ad allontanarsi da una o più attrazioni, a priori a loro “vietate” per motivi di sicurezza. Episodi che nel corso degli ultimi anni sono stati segnalati in molti parchi, ad iniziare da Gardaland, la struttura che da questo punto di vista si è dimostrata nel corso del tempo la più severa: sollecitata a formulare un orientamento sul Protocollo approvato, Gardaland al momento non esprime nessuna posizione ufficiale, confermandosi un vero osso duro. [...]

il Protocollo parte da due assunti-base: da un lato non c’è alcuna evidenza che le persone con sindrome di Down abbiano comportamenti o reazioni in misura diversa dalla maggioranza degli altri ospiti dei parchi di divertimenti, dall’altro i rischi connessi all’utilizzo delle strutture anche da parte delle persone con sindrome di Down possono trovare copertura assicurativa sul mercato. I gestori insomma sono coperti in caso di incidenti. Insomma, l’esclusione preventiva degli ospiti con sindrome di Down non ha diritto di cittadinanza. Ecco allora che il testo approvato prevede sempre il via libera alle attrazioni per le persone con sindrome di Down accompagnate da un adulto che sia stato informato su rischi e limitazioni e che abbia firmato una dichiarazione di responsabilità. Via libera anche a chi non è accompagnato: se si tratta di persone maggiorenne con sindrome di Down le informazioni e le regole saranno spiegate direttamente a lui, se si tratta di persona minorenne sarà sufficiente consegnare il modello di dichiarazione di responsabilità firmata da un adulto. [...]

tratto dall’Articolo “Parchi giochi, via libera alle persone down. Ma non a Gardaland” pubblicato su Affaritaliani.it il 3/10/2011

Che altro aggiungere? Evviva e applausi al Minitalia Leolandia di Bergamo, allo Zoomarine di Torvaianica  e all’Aqualandia di Jesolo!!!!!!!!!!

BLOGGER PARTECIPANTI AL BOICOTTAGGIO

Gardaland Halloween: Divertimento Mostruoso… per tutti ma per qualcuno ancora di più!

Foto originale "Gardaland Magic Halloween 2009" by occhietto - flickr - rielaborazione grafica unpodimondo.wordpress.com

Foto originale "Gardaland Magic Halloween 2009" by occhietto - flickr - rielaborazione grafica unpodimondo.wordpress.com

In questi giorni Gardaland è aperta in tematica Halloween e come si può notare dall’ambientazione del sito ufficiale, lo slogan che caratterizza queste giornate è “DIVERTIMENTO MOSTRUOSO!” Peccato che per alcune persone a Gardaland il divertimento sia ancora più mostruoso rispetto a tutte le altre e soprattutto sia mostruoso tutto l’anno e non solo ad Halloween!

Si tratta delle persone con sindrome di Down alle quali viene impedito di salire su molte attrazioni, cosa che non capita negli altri parchi tematici di tutta Europa. E’ una storia che vorrei raccontarvi attingendo da giornali, siti e blog (scusate se il post è un po’ lungo).

Ad agosto 2010 ad una bambina down di 8 anni viene impedito di salire sulla Monorotaia… leggete cosa scriveva il quotidiano “Il Centro”.

“Gardaland, giostra negata a una bambina down” di Paola M.S. Toro

Nel parco giochi più importante d’Italia il divertimento non è uguale per tutti. Una famiglia pescarese è stata discriminata. È successo a Gardaland: a una bambina down di 8 anni è stato vietato di salire su una giostra. La famiglia è quella di Aldo Aceto, sostituto procuratore a Pescara dal 1990 al 2008 e oggi giudice penale e del lavoro al tribunale di Larino.  [...]

«La bambina non può salire su questa giostra», hanno detto gli addetti di Gardaland all’ingresso dell’attrazione Monorotaia. Il motivo del divieto, per gli operatori, è stato lo stato di disabilità della bambina. Ma sulla stessa giostra la bambina ci era già salita una volta, appena qualche ora prima.

La monorotaia è un trenino sopraelevato che, lentamente, percorre tutto il perimetro del parco divertimenti: «A mia figlia è stato impedito di salire perché down», commenta Aceto.

Dopo la fila per salire a bordo, al magistrato è stato riferito che alcune persone, tra cui i disabili, non possono andare sul trenino: «Ma come fanno gli operatori a stabilire se una persona è cardiopatica o claustrofobica? Chiedono il certificato medico?» continua il giudice che è anche presidente di un’associazione a tutela delle persone affette dalla stessa sindrome della bambina, Pianeta Down. «Mia figlia», dice Aceto, «è stata discriminata perché la sua patologia invalidante è visibile rispetto ad altre e questo è vergognoso». [...]

tratto dall’articolo “Gardaland, giostra negata a una bambina down” di di Paola M.S. Toro pubblicato su “Il Centro” del 27 Agosto 2010.

Questo pezzo scoperchia la pentola e pochi giorni dopo vengono segnalati altri casi come testimonia quest’altro articolo, sempre de “Il Centro”

“Down discriminati a Gardaland, c’è un altro caso.”  di Laura Venuti

C’è almeno un altro caso di discriminazione di persone down a Gardaland. A raccontarlo è Ilario Braga, veronese, padre di una ragazza di 36 anni che giovedì scorso si è vista negare la possibilità di salire su alcune giostre. [...]

«Siamo andati all’ortobruco, un trenino per bambini», racconta l’uomo al telefono, «ma non ci hanno fatti salire. Più tardi abbiamo tentato di fare un giro anche sulla monorotaia negata alla figlia del signor Aceto. Abbiamo fatto la fila insieme a tutti gli altri, ma quando siamo arrivati all’ingresso il ragazzo ci ha detto che mia figlia non ci poteva andare».  «Ci hanno fatti scendere da una scala secondaria. Le persone che erano in fila ci guardavano con gli occhi sbarrati», racconta amareggiato Braga. [...]

Prima di andare via dal parco Braga, furibondo, ha cercato di avere il rimborso del biglietto e di parlare con un responsabile, ma senza successo. «Mi hanno fatto quasi pesare il fatto che mia figlia fosse entrata gratis e io a metà prezzo». [...]

«Non pretendo che la mia ragazza faccia le montagne russe», si sfoga il signor Braga, «ma perchè non può andare su un trenino dove salgono i bambini, spesso accompagnati anche dai loro nonni ottantenni? Mia figlia è down, sì, ma frequenta un centro sportivo, fa atletica. Perchè non deve andare sull’ortobruco? E’ una cosa scriteriata».

tratto dall’articolo “Down discriminati a Gardaland, c’è un altro caso.” di Laura Venuti pubblicato su “Il Centro” del 28 Agosto 2010.

Ad un anno di distanza le cose non sono cambiate tanto che, lo scorso 14 Settembre 2011 esce un altro articolo su “Il Corriere della Sera”

Gardaland ancora vietato ai down

Succede di nuovo a Gardaland. Ancora una volta un ragazzo costretto a scendere da una giostra perché down. A denunciare l’accaduto [...] è Rita Masini, mamma di Luca, 16 anni, che non nasconde la sua rabbia per il trattamento “speciale” riservato a suo figlio nel famoso parco giochi. [...] Suo figlio per ben due volte è stato fatto scendere da due attrattive del parco, con l’unica colpa di portare sul viso i segni evidenti della sua diversità. «Le giostre- spiega- non erano affatto pericolose, ma ci sono state negate solo perché lo hanno visto in faccia e hanno capito che è down». [...]

«Non è giusto- ripete Rita indignata- io soffro di vertigini e avrei potuto avere un malore, ma nessuno mi avrebbe impedito di salire. Mio figlio, invece, solo perché ha i tratti somatici della sindrome di Down non può accedere a quelle strutture. È discriminante, conosco persone cardiopatiche che fanno quelle giostre. Nessuno ti chiede il certificato medico ma per i down c’è un divieto assoluto e non si capisce perché».   [...]

tratto dall’articolo “Gardaland ancora vietato ai down” pubblicato su “Il corriere della sera” del 14 Settembre 2011

Spulciando su Internet esistono anche casi di persone con figli down che a Gardaland sono riusciti a fare tutte le attrazioni e che, classica eccezione che conferma la regola, testimoniano come l’unico criterio di selezione siano i tratti somatici. Ecco cosa scrive il mio amico Cristiano, commentando un analogo articolo sul blog di Trisomia 21.

cristiano ha detto…

vi faccio presente che… mia moglie è coreana e mia figlia è speciale….siamo stati a gardaland e…. sorpresa ci hanno fatto salire su tutte le attrazioni compreso le montagne russe …qualcuno ha provato a guardarci storto ma nessuna ha avuto il coraggio di chiederci se nostra figlia era down… Questo la dice lunga su che base prendono le decisioni…solo e soltanto sull’aspetto somatico…. che tristezza!!!confermo anche io che negli altri parchi non succede…e mi unisco alla protesta!!! [...]

commento pubblicato da Cristiano B. a margine dell’articolo “Forse non sapete che” pubblicato sul blog di Trisomia 21

Per capire come stanno le cose ho visitato anche il sito del Coordown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) dove ho trovato un articolo a dir poco… agghiacciante…

Hai la sindrome di Down? Non sali sulla giostra!

Dopo l’ennesimo episodio di discriminazione a Gardaland il CoorDown annuncia battaglia legale

 Trattative interrotte sulla questione degli accessi negati ad alcune attrazioni alle persone con sindrome di Down. Fallita la mediazione con la direzione del parco, il CoorDown annuncia iniziative legali a tutti i livelli, compresa la possibilità di una Class Action. [...]

Obiettivo della trattativa era quello di arrivare a una soluzione condivisa rispetto alle gravi discriminazioni ai danni delle persone con sindrome di Down, alle quali è sistematicamente vietato l’accesso a numerose attrazioni dagli addetti alla sicurezza del parco.

 La non idoneità, da parte degli addetti, viene stabilita esclusivamente in virtù dei tratti somatici. [...]

Lo testimoniano le proteste dei familiari, le numerose notizie di cronaca nonché l’interrogazione parlamentare a firma dell’On. Coscioni, presentata al Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna il 2 maggio 2010, e ulteriormente reiterata in questi giorni alla luce dei nuovi episodi. [...]

A Mirabilandia (come in altri parchi in Italia e nel mondo, dove si limitano a sconsigliare e non a proibire alcune attrazioni cosiddette “adrenaliniche”) sono operative le stesse attrazioni presenti a Gardaland. Tuttavia, non avvengono episodi simili di discriminazione, come possono testimoniare molte persone con sindrome di Down e i loro familiari.  [...]

I motivi di sicurezza addotti dalla Direzione [di Gardaland], sulla base di problemi di ritardo mentale, di rischi cardiologici o di deficit motorio non possono essere accettate e rappresentano un grave atto discriminatorio, in quanto:

- Se il motivo dell’esclusione è il ritardo mentale:

Il ritardo mentale delle persone con sdD [sdD = Sindrome di Down] è variabile. Spesso sovrapponibile a quello di persone che non hanno nessun’evidenza fisica di questo ritardo e a volte persino di persone che hanno un QI nella media, di persone, in ogni caso, alle quali non è impedito l’ingresso alle attrazioni.

Per cui, a parità di QI (lo strumento ufficiale di misura delle capacità intellettive), una persona con determinati tratti somatici ha accesso alla giostra, mentre l’altra è fermata all’ingresso.

- Se il motivo dell’esclusione è il rischio cardiologico:

Anche questo fattore di rischio è variabile e in molte persone con sdD è assolutamente inesistente o comunque in percentuali minori di persone che non hanno nessun’evidenza fisico-somatica di queste problematiche. Di nuovo, a parità di rischio cardiologico, una persona con determinati tratti somatici non è fermata all’ ingresso, l’altra sì.

- Se il motivo dell’esclusione è il deficit motorio:

Il problema non sussiste perché la sdD in sé non comporta alcun problema motorio e il paragone con le persone in carrozzina o con persone che hanno arti ingessati o che non corrispondano a parametri di altezza (tutte categorie fermate a causa di limitazioni oggettive, discutibili ma oggettive) è quindi decisamente inappropriato.

Pertanto, la conclusione evidente è che a Gardaland le persone con sdD sono, di fatto, discriminate unicamente sulla base dei loro tratti somatici. [...]

tratto dall’articolo “Hai la sindrome di Down? Non sali sulla giostra!” pubblicato sul sito del Coordown in data 06 Settembre 2010

Se vi siete letti tutta questa pappardella fino in fondo vuol dire che siete delle persone sensibili e che avete a cuore queste situazioni. Vi chiedo perciò di aiutare le persone down… Per favore condividete queste notizie  su facebook, su blog, via e-mail, etc… in modo da diffonderle maggiormente e magari chissà, in un futuro, riuscire ad attivare un boicottaggio del parco di divertimenti… Per ora passate parola! Grazie

BLOGGER PARTECIPANTI AL BOICOTTAGGIO

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Dalla Svizzera: una parodia di George Clooney per un caffé più equo…

Solidar Suisse è una ONG svizzera che dal 1936 lotta per una società più giusta ed equa sul piano sociale economico e politico. Da poco pù di un mese Solidar Suisse ha lanciato la campagna mediatica “Commercio equo – What else?” , basata sulla parodia del caffé Nespresso, dove un sosia di George Clooney evita il famoso pianoforte ma viene colpito nelle parti intime dall’insegna del negozio di caffè.

Lo spot, contro lo sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni di caffè in Nicaragua, è stato visto da oltre 1.000.000 di persone e 40’000 di esse hanno inviato una e-mail  George Clooney chiedendogli, in qualità Messaggero di Pace delle Nazioni Unite, di smettere la promozione dei prodotti Nespresso fino a quando Nestlé non produrrà con criteri equi e solidali almeno una linea di caffé… Purtroppo, come scritto sul sito di Solidar Suisse, George Clooney, quello vero,  ancora non ha risposto…. ma noi continuiamo a sperare….

Maggiori info: