Ricette di classe: un pdf con le ricette più amate dai bambini di Scandicci.

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Foto “1960er Modella Küche – 60s Modella kitchen 2″ by diepuppenstubensammlerin – flickr

L’Amministrazione Comunale di Scandicci (Fi), in collaborazione col servizio delle mense scolastiche e con le classi delle scuole elementari della cittadina, ha pubblicato un ricettario in pdf con i piatti preferiti dai bambini che pranzano a scuola. Il librettino, curato dalla cuoca Letizia Bambagioni, propone dodici ricette con particolare attenzione a quelle che permettono ai ragazzini di mangiare le tanto detestate verdure: minestra di patate e carote, pappa al pomodoro, pesto di tonno, pesto di zucchine,  cotoletta vegetariana, salsa ketchup, straccetti di maiale, pepitelle di pollo al forno, polpettine di mare, coccole di verdura, cavolo gratinato e sformato di verdura.

Anche se l’impaginazione non è il massimo (è fatta più per la stampa che per la consultazione in pdf) il libretto è gradevole, le ricettine sono semplici e si prestano bene come spunti per nuove rielaborazioni e modifiche…

Scarica a questo link il libretto “Ricette di classe”

Una ricetta particolare: il deodorante fatto in casa.

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Foto “Tired” by Tobyotter – flickr

E’ tanto che non scrivo ne’ ricette e nemmeno idee particolari per risparmiare in casa (che in questo periodo di crisi tornano sempre utili). Lo faccio adesso dopo aver sperimentato io stesso questa ricettina “particolare” e completamente naturale che ho trovato alcuni mesi fa in rete…

Deodorante naturale autoprodotto in casa.

Ingredienti:

  • amido di mais (da agricoltura biologica): 3 cucchiaini
  • bicarbonato di sodio: un cucchiaino e mezzo
  • olio essenziale alla fragranza che preferite: 1 cucchiaino

Mescolate l’amido di mais (si proprio quello per i dolci…) col bicarbonato di sodio che, se volete aumentare le dosi, dovranno essere sempre nello stesso rapporto: cioè il bicarbonato deve essere la metà dell’amido di mais.

Aggiungete un cucchiaino di olio essenziale nella fragranza che più vi piace: a casa mia per la prima prova abbiamo optato per il limone. Nei prossimi tentativi abbiamo in mente di provare anche la lavanda, gli agrumi, la rosa e la betulla. Mescolate bene tutti gli ingredienti in modo da creare un prodotto uniforme. Il deodorante si applica con una spugnetta da trucco…

La composizione del deodorante è completamente naturale e delicata, senza nessun elemento chimico che potrebbe creare dermatiti o problemi maggiori (avete mai cercato su Google le parole “deodorante” e “cancro”?). Questo comporta che in periodi di maggiore sudorazione vada applicato più volte al giorno… insomma non c’è da pretendere la durata 24h su 24h come promettono certe pubblicità dei deodoranti industriali, però almeno sapete cosa vi mettete sulla pelle!

Alla fine, valutati tutti i pro e i contro e anche il risparmio economico, in casa mia siamo rimasti soddisfatti!

p.s. in ogni caso se volete avere maggiori informazioni sugli ingredienti dei cosmetici vi consiglio di rileggere questo mio post del 2010.

La favola del bollito rifatto (*)

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Foto “Bollito Misto” by LexnGer – flickr

La favola de bollito rifatto. (*)

C’erano una volta una cucina e  un cuoco. Lo chef Giorgio, che da anni lavorava al ristorante Italia, dopo una crisi di governo non ne volle sapere di andare alle urne e così tirò fuori il pentolone tecnico e inventò la brodaglia Mario. Buttò nella pignatta il Silvio Bollito con tanto di odori: il sedano Gianfranco, la carota Pierluigi, la cipolla Pierferdinando e la zucchina Angelino… Purtroppo lo chef sottovalutò il Bollito che, da che mondo è mondo,  rinasce e diventa più appetibile quando viene “rifatto”. Basta chiedere ai fiorentini  del “Lesso rifatto con le cipolle e i pomodori” oppure ai piemontesi, che del bollito han fatto quasi una religione, o a tutte le nonne che magicamente trasformano il bollito in succulente polpette…

E così, dopo aver tolto dal pentolone delle pietanze indigeste dai nomi strani (imu, esodati ) cosa servì, dopo un anno di cottura,  lo chef Giorgio, nel vassoio elettorale?

Il Silvio Bollito finì di nuovo al centro del vassoio e in suo soccorso tornò la  Bobumberta, ovvero la solita salsa verde che ricoprì nuovamente il bollito. Pierluigi, Gianfranco, Angelino e Pierfedinando fecero la figura delle verdure da brodo: colorate, erette e turgide prima di  finire nel pentolone tecnico, ne uscirono mosce, scolorite, insipide e tristi, come possono esserlo solo il sedano, la carota, la zucchina e la cipolla che hanno bollito per ore nel brodo.

Poco prima del ricorso alle urne, in questa triste dispensa arrivarono nuovi e strani ingredienti. Giunse  il caviale Oscar, una scatolina così piccina e chic che mal si adattava alla mensa di una comunità che pativa la fame. Un altro bel pacco arrivò  dal profondo sud ed aprendolo ci si sarebbe aspettati un bel rosso fuoco di peperoncini calabresi, una superba ‘Nduja e dei pomodori secchi baciati dal sole… Scartato il pacco Nichiantonio tutti si accorsero che i peperoncini avevano perso tutto il loro sapore e sembrava che i pomodori non avessero mai  visto il sole: insomma erano tutti di un rosso molto pallido. Soprattutto il peperoncinantonio mostrava tutta l’energia e la vitalità di un bradipo in letargo.

Infine arrivò un’ultima scatola la cui etichetta riportava un elenco di ingredienti veramente invitanti: verdurine giovani, biologiche, fresche e a km zero, come dire: proprio verdurine da ristorante con le stelle… Peccato che i due produttori (tali Beppe e Gianroberto)  avessero scartato alcune saporite verdurine emiliane, avessero messo tutte le altre nel frullatore al massimo dei giri e vi avessero aggiunto una dose esagerata di pepe nero…  Alla fine, da  tutto questo bendiddio di verdure biologiche, ne uscì una poltiglia di un colore indefinito e poco invitante: sarà stata anche sana ma il solo vederla faceva passare l’appetito….

Insomma, il menù preparato del ristorante Italia era così invitante che in confronto i pasti dell’ospedale sembravano delle leccornie… Proprio in quel momento arrivò una musichetta e io mi svegliai di colpo! Ero sul divano, sgranai gli occhi e guardai verso la tv: la faccia di Gordon e i titoli di coda chiarivano tutto: stava finendo l’ennesima puntata di  CUCINE DA INCUBO!

(*) questa fiaba culinaria è un sogno e quindi è  tutta frutto di fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone reali o realmente accaduti è puramente casuale.

Una ricetta: il panforte di Siena.

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Foto “Panforte di Siena / Panforte cake” by unpodimondo – flickr

In Toscana i dolci natalizi della tradizione sono i dolci senesi: ricciarelli, cavallucci e soprattutto il panforte nelle sue diverse varianti (panforte margherita, panpepato, torta di cecco…). I miei nonni raccontavano che anche in tempo di guerra un pezzettino di panforte non è mai mancato. Due mandarini, qualche noce e una fettina di panforte riempivano la calza della Befana dei miei genitori da bambini, proprio negli anni a cavallo fra i ’30 e ’40…

Di solito compriamo i panforti artigianali (ce ne sono di ottimi, ad esempio quelli della famiglia di Gianna Nannini) ma quest’anno, per la prima volta nella mia vita, l’ho fatto in casa. L’ispirazione m’è venuta quando, facendo zapping, mi sono imbattuto in Benedetta Parodi, che faceva il panforte in tv. Dopo aver preso nota della ricetta sono andato su Google alla ricerca di versioni provenienti da blog e siti internet senesi per confrontarla con quella data alla tv (senza offesa per la Parodi, mica potevo fare il panforte senese basandomi su una ricetta data da una piemontese!).

E così, con una dose di buon senso e un po’ di intuito ho preso dalle varie ricette le parti che mi sembravano migliori e mi sono creato la mia ricetta del panforte… Visti gli apprezzamenti che il dolce autoprodotto ha ricevuto nel pranzo di Natale vi lascio la ricetta….

Ingredienti:

  • 450 gr. di frutta secca (io ho messo 300 gr. di mandorle e 150 gr. di nocciole)
  • 300 gr. di canditi (io ho messo  150 gr. di cedro candito e 150 gr. di arancia candita).
  • 100 gr. di miele
  • 100 gr. di zucchero
  • 70 gr. di farina
  • 15 gr. di cannella in polvere
  • 10 gr. di coriandolo in polvere
  • 6 o 7 chiodi di garofano.
  • 5 o 6 grani di pepe nero.
  • una bella grattata di noce moscata.
  • 2 cucchiai di acqua.
  • zucchero a velo.

Tagliare a cubetti i canditi e metterli in una ciotola con la frutta secca intera, la farina, la cannella, il coriandolo, i chiodi di garofano e i grani di pepe che avrete pestato o triturato grossolanamente ed aggiungere una bella grattata di noce moscata. Mescolare il tutto.  Mettere un tegame sul fuoco col miele, lo zucchero e i due cucchiai di acqua: fare uno sciroppo senza che lo zucchero e il miele caramellino (per vedere quando è pronto buttare una goccia di sciroppo in una tazza d’acqua fredda e vedere se fa una pallina).

Quando lo sciroppo sarà pronto versarci tutti gli ingredienti e amalgamare il tutto. Nel frattempo foderare una teglia non tanto grande con la carta forno e versarci tutto il composto. Secondo la ricetta tradizionale al posto della carta forno si può foderare la teglia con delle ostie alimentari che rimarranno come base del panforte. Con le mani bagnate di acqua fredda premere il composto in modo da pressarlo e livellarlo.

Metterlo in forno preriscaldato a 150° per circa 35 minuti. Passati i 35 minuti spegnere il forno e lasciare il panforte nel forno fino a quando si sarà freddato completamente. Io l’ho lasciato una notte intera. Quando il panforte sarà freddo toglierlo dalla teglia, rimuovere la carta forno ed avvolgerlo ben bene nella pellicola o nella carta stagnola e riporlo al buio fino al momento di servirlo. Se possibile lasciatelo al buio a maturare per almeno 4 o 5 giorni in modo che tutti i sapori si amalgamino bene.

Al momento di servirlo rimuovere la pellicola metterlo su un vassoio e cospargerlo di zucchero a velo: avrete fatto il famoso “Panforte Margherita”.

Variante 1:  Il panpepato

Fate il panforte allo stesso modo della ricetta precedente: al momento di servirlo, invece di cospargerlo di zucchero a velo cospargetelo di una miscela delle spezie simile a quella che avete messo all’interno ma dove dovrà prevalere l’abbondante pepe nero macinato da mulinello…

Variante 2: La torta di Cecco

Fate il panforte come nella ricetta base con la differenza di tritare finemente la frutta secca (mandorle e nocciole), poi proseguite con la ricetta tradizionale. Prima di servire il panforte copritelo col cioccolato fuso e fate raffreddare. Quando il cioccolato sarà freddo cospargete la torta anche di cacao in polvere (preferibilmente amaro).

Varianti sugli ingredienti base.

La frutta secca può  essere composta in maniera variabile da mandorle, noci o nocciole, mantenendo una netta prevalenza delle mandorle (i panforti industriali sono fatti quasi esclusivamente con mandorle). Parte dei canditi può essere sostituita da fichi secchi. Un tipo di canditi molto usato nei panforti industriali (oltre e cedro ed arancia) ma più difficile da trovare al supermercato, sono le bucce di melone candite.

Note storiche

Per gli amanti della storia il panpepato (detto anche panforte nero) è il tradizionale dolce che trae le sue origini dall’anno Mille e che veniva preparato dagli speziali e dai farmacisti per i ricchi e per il clero. Nel 1879, in occasione di una visita della Regina Margherita di Savoia a Siena, un pasticcere sostituì la copertura di pepe con lo zucchero a velo, creando il delicato dolce che fu offerto alla regina e che prese il nome di Panforte Margherita o Panforte bianco.

Ritorna a Firenze Terra Futura.

Da domani ritorna a Firenze, Terra Futura, la mostra-convegno di buone pratiche per un futuro equo, solidale e sostenibile. Dal 25 al 27 Maggio la Fortezza da Basso ospita (con ingresso gratuito) un sacco di eventi, spettacoli, incontri e stand di associazioni di volontariato, enti, aziende che lavorano per un mondo più giusto, più pulito, più pacifico… Per capire le dimensioni di Terra Futura basta scorrere i numeri dell’edizione del 2011: 94.000 visitatori, 600 stand e aree espositive in rappresentanza di più di 5.000 entità.

E’  impossibile per me sintetizzare in un post tutto quello che conterrà la Fortezza. Per darvi un’idea delle tematiche che saranno trattate vi metto come sono divise le varie aree espositive:

  • Abitare Naturale – Edilizia sostenibile, prodotti e tecnologie costruttive a basso impatto ambientale.
  • Azioni Globali&Welfare – Intercultura, pace, diritti umani, volontariato, sussidiarietà, welfare partecipativo, campagne di sensibilizzazione, finanza etica e cooperazione internazionale.
  • Bio Cibo&Cose – Agricoltura biologica e biodinamica, km zero, prodotti ecologici e tessile naturale.
  • Comunicare la Sostenibilità – Media, editoria, web e comunicazione.
  • Eco-Idea-Mobility – Mobilità sostenibile.
  • EquoCommercio – Commercio equo e solidale.
  • Itinerari Educativi per la Sostenibilità – Educazione, orientamento, formazione e ricerca.
  • NuovEnergie – Energie rinnovabili, risparmio energetico ed ecoefficienza.
  • Reti del buon governo – Reti associative pubbliche e istituzioni.
  • Salute+Benessere – Prevenzione, medicine non convenzionali e discipline bionaturali.
  • Turismo Eco&Responsabile – Viaggi e vacanze sostenibili e accessibili.
  • TutelAmbiente – Tutela dell’ambiente e della biodiversità, riciclo e riuso.

Fra le centinaia di eventi, grandi e piccoli, mi piacerebbe segnalarne due, semplicemente perchè sono dedicati a persone e aziende di cui ogni tanto si è occupato anche questo blog: Equoland (la fabbrica di cioccolato equo e solidale di Calenzano, qui un post e qui un altro, qui ancora uno) e il biscottificio Scapigliati, (produttore dei famosi Frolloni vicini e lontani equi e solidali, qui un post e qui un altro)… Mah, sarà un caso che questo blog si occupa così tanto di cioccolato e dolci?

Domenica 27 maggio ore 11.00 -12.30 Stand GAS Fiorentini: “Crisi e risorse alternative: l’attuale crisi finanziaria e le risorse per uscirne, sia finanziarie e sia umane“.  Relatori: Valter Forti (Equoland), Claudio Bertoni (Commercio Alternativo)

Domenica 27 maggio ore 14.30-16.00 Stand GAS Fiorentini:  “Dolci, Ricette Eque e Solidali: problematiche della filiera corta, il caso dei biscotti Scapigliati“. Relatori: Daniele Scapigliati e Monica Marchant (SangerGAS)

Pasqua equa 2012…

Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Tra pochi giorni sarà Pasqua e nel rispetto delle nostre tradizioni, regaleremo e porteremo in tavola le consuete  uova di cioccolato e la Colomba. Io come tutti gli anni opto per le Uova di cioccolato e le colombe del Commercio equo e solidale perchè, mentre si portano in tavola dei prodotti simpatici e buonissimi (spesso anche biologici), si offre alle popolazioni del Sud del mondo un’opportunità per un’economia sana e uno sviluppo attento alle esigenze e alla dignità dei lavoratori, dei loro figli e delle loro comunità.

E così, dopo aver ordinato tramite il mio Gruppo d’Acquisto Solidale ed il negozio di Equobi, due piccole uova di cioccolata e una colomba di Altromercato, nello scorso fine settimana sono andato a fare un po’ di spesa fra le golosità di Equoland la fabbrica di cioccolato di Calenzano (Fi). Il bambinone che è in me ha comprato l’uovo di cioccolata della linea Ciocador nella foto, scegliendolo con  la carta dei bambini di tutto il mondo, più una serie di prodotti non necessariamente legati alla Pasqua: diverse tavolette di cioccolata, la mitica Estrella Primera (la crema da spalmare fondente che secondo me dal punto di vista del gusto surclassa notevolmente quella dell‘uomo più ricco d’Italia), alcune saponette indiane ajanta ed infine,  per smaltire gli eccessi cioccolatosi dei prossimi giorni (con relativi sensi di colpa che si materializzano una volta saliti sulla bilancia), alcune tisanine depuranti fra cui la Tulsi che mi dicono essere miracolosa…

E’ curioso ma leggendo le etichette delle tre uova e della Colomba si scopre che mi sono portato in casa veramente un bel pezzo di mondo: tra i produttori degli ingredienti alimentari, quelli delle carte per il confezionamento e quelli delle sorprese delle uova si può fare un bel giro del mondo….: Ecuador, Sri Lanka, Bangladesh, Indonesia, Repubblica Dominicana, Paraguay, Nepal, India, Palestina, Sud Africa, Costa Rica, Mauritius…

Se anche voi avete vicino a casa una Bottega del Commercio Equo e Solidale vi auguro di farci un salto per un… giro del mondo alimentar-pasquale!

 Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Aggiornamento delle 17.00 del 4/4/2012

Sono appena tornato dal Bottegotto di Equobi dove ero andato a cercare una seconda colomba di Altromercato per un pensierino improvviso… :-( Sigh! Non l’ho trovata… In tutta la bottega c’era un solo uovo di pasqua e una unica colomba senza colomba (voi come la chiamereste una colomba senza granella di zucchero e senza canditi?). Da una parte sono contento perchè significa che avete venduto tutto ma non trovare più niente ad ancora quattro giorni dalla Pasqua è un po’ desolante… quell’unico uovo e quella sola colomba, spersi nella vetrina, davano un senso di tristezza…

C’era una volta una piccola ricettina…

C’era una volta…. una piccola ricettina… una ricetta semplice, umile, di una tortina fatta con il pane raffermo che stava buona buona in una pagina di questo blog, fin dal lontano 2008 (qui). Ogni tanto veniva rilanciata da qualche altro blog o da qualche motore di ricerca e quando qualcuno veniva a scoprila lei, timida timida, si mostrava così com’era… non lievitata, senza fronzoli, creme o decorazioni, ma col gusto rustico  dei suoi ingredienti semplici semplici…

Dopo tanti anni di umile ma degna e rispettabile carriera questa ricettina è stata contestata da una certa Sofia che con un bel po’ di astio l’ha definita “NON COMMESTIBILE” dedicandoci, non uno, ma ben tre commenti, uno più cattivo dell’altro… (l’ultimo ieri mattina). Curiosamente ne è venuta fuori una gara fra commentatrici per indovinare se per caso mancasse qualche ingrediente.

Dopo aver ripetuto fra i commenti che la ricetta era proprio quella  e che non mancava nessun ingrediente, per tutti i San Tommaso che se non vedono non credono, oggi faccio un post apposito e vi pubblico direttamente il libro e la pagina da cui l’ho tratta (cliccando sulle foto le immagini si ingrandiscono). Tra la ricetta originale e la mia versione c’è solo una piccola variazione del peso dello zucchero  (+ 10 gr.) perchè io uso quello di canna biologico e del commercio equo e solidale.

Ringrazio innanzitutto il professor Gatteschi per questo libretto di ricette molto carino e  prezioso. Ringrazio anche la signora Sofia (o chi si nasconde dietro questo pseudonimo) perchè nonostante tutto mi ha dato l’occasione di riportare, dopo 4 anni, questa ricettina sulla prima pagina di questo blog. Buon appetito a tutti!!!!

p.s. Sig.ra Sofia, visti i suoi aspri giudizi, per caso lei mica è parente di Rudy Zerbi?  ;-)

Foto by unpodimondo tratte dal Volume di Sergio Gatteschi pubblicato da Vallardi

Foto by unpodimondo tratte dal Volume di Sergio Gatteschi pubblicato da Vallecchi

Natale Solidale: le golosità di Trisomia 21… e una bella lotteria!

Il Natale è anche tempo di tavolate, brindisi e tante dolcezze da condividere golosamente con amici e parenti… Quindi cosa c’è di meglio che regalare e regalarsi ottimi dolci, squisiti vini e golose cioccolate? Farlo attraverso una donazione a Trisomia 21 di Firenze, per sostenere le attività a favore dell’autonomia e dell’integrazione delle persone con sindrome di Down.

Voi fate una donazione a Trisomia 21 e in cambio vi verranno regalate le  golosità che vedete in queste foto… Ad esempio con una donazione di 5€ vi verrà offerta la mitica cioccolata equa e solidale a forma di busta da lettere… Con 7€ sarete sommersi di dolcezza grazie ad uno squisito vasetto di miele e così via… Più sarete generosi e più Trisomia 21 vi ricambierà con pacchi e pacchettini!

E se qualcuno è a dieta a Trisomia 21 hanno pensato anche a lui e vi ricambieranno con dei bellissimi libri: il coloratissimo “Pri-pri e Pe-pe, le strambe avventure di Primavera e Pedro” se il destinatario del dono è un bimbo, oppure il commuovente “Chi lo legge questo libro? Persone e sindrome di Down” se il destinatario è un adulto.

Ma dove potete prendere tutte queste golosità? Naturalmente a Firenze in Viale Alessandro Volta n.16 nella palazzina di Trisomia 21 dove potrete anche vedere con i vostri occhi tutti i progetti che l’Associazione porta avanti  per l’integrazione e l’autonomia delle persone con sindrome di Down.

Oppure vi sentite fortunati come Gastone Paperone o come il mio amico Simone? Beh in quel caso Trisomia 21 ha in serbo per voi una fantastica lotteria con un sacco di bei premi… Con un biglietto da soli 3€ potete portarvi a casa un buono da spendere in un’agenzia di viaggi del valore di 1.400€  o un bel televisore, un cellulare, un ipod, un lettore dvd e tanti buoni per assistere a concerti, per cene, massaggi, trattamenti estetici e così via.

L’elenco completo dei premi della lotteria lo trovate seguendo questo link mentre vi anticipo che l’estrazione verrà effettuata il 16 Dicembre nell’ambito della festa “Vinellando e Birreggiando” il cui programma potete leggere in anteprima a questo link.

Natale solidale

Natale solidale

p.s. tutte le foto, tranne il logo “Natale Solidale”, sono tratte dal sito di Trisomia 21

Giornata Nazionale delle Persone con sindrome di Down

Locandina della manifestazione dal sito del Coordown (CoordinamentoAssociazioni delle Persone con Sidrome di Down)

Locandina della manifestazione dal sito del Coordown (Coordinamento Associazioni delle Persone con Sidrome di Down)

Il prossimo fine settimana è dedicato alla Giornata Nazionale delle Persone con sindrome di Down, l’inizativa annuale che il Coordown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down) organizza per sensibilizzare le persone e raccogliere fondi sui temi dell’integrazione e dell’autonomia delle persone con sindrome di Down.

La giornata del 2011 è dedicata allo sport, come veicolo di integrazione ed è caratterizzata dallo slogan “Essere differenti è normale, anche nello sport!”. All’organizzazione hanno infatti collaborato il Comitato Paralimpico Italiano e la Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale, freschi del successo dei Global Games 2011 di Genova  che sono terminati lo scorso 4 ottobre. Testimonial della campagna informativa è Javier Zanetti, mitico capitano dell’Inter e della Nazionale Argentina.

In oltre 300 luoghi tra  piazze, centri commerciali, circoli e parrocchie di tutta Italia, i volontari delle quasi 80 associazioni facenti riferimento al Coordown, distribuiranno materiale informativo e offriranno, dietro un contributo per i progetti di integrazione delle persone Down, una tavoletta/messaggio di cioccolato del commercio equo e solidale. In un colpo solo si potrà gustare dell’ottimo cioccolato e contemporaneamente aiutare i ragazzi down italiani e i produttori del cacao del sud del mondo.

La Giornata Nazionale delle Persone con sindrome di Down a Firenze.

A Firenze la giornata è organizzata da Trisomia 21 e le Cioccolate saranno in vendita Sabato 8 Ottobre presso i seguenti supermercati:

  • Coop di Signa
  • Coop di San Casciano Val di Pesa
  • Coop di Firenze – Via Carlo del Prete
  • Coop di Firenze – Via Madonna della Querce
  • Coop di Firenze – Zona Ponte a Greve
  • Coop di Firenze – Zona Gavinana
  • Coop di Pontassieve
  • Coop di Prato
  • Esselunga di Firenze – Via di Novoli
  • Esselunga di Sesto Fiorentino
  • Ipercoop di Lastra a Signa
  • Ipercoop di Sesto Fiorentino

Io, con alcuni compagni dell’Atletica Signa, sarò per una mezza giornata a dar mano al nostro amico Cristiano a vendere le tavolette all’Ipercoop di Lastra a Signa. Visto che sono  goloso, ma che sono anche a dieta, mi auguro, con tutti i volontari della Lastra, di riuscire a vendere tutte le tavolette, in modo da non farne avanzare nemmeno una!!! Non vorrete mica che quelle che avanzano le mangi tutte io? Perchè son sicuro che se le compro, poi le mangio, ingrasso e mi prendo tutti i rimproveri  mio allenatore!

Domenica 9 Ottobre Trisomia 21 vi aspetta nella propria sede Viale Alessandro Volta 16/18, zona Campo di Marte a Firenze, per la “Grande Festa” con questo programma:

  • 15,30 Giochi per Bambini
  • 16,30 Dibattito sul tema  “Sport e integrazione” con l’intervento dei campioni di Trisomia 21 e di tanti personaggi sportivi a sorpresa…
  • 17,30 presentazione del volume, “Il tuo bambino Down”, curato da Emiliano Gucci e rivolto a “tutti” i genitori, attuali e futuri con un grande messaggio di speranza!
  • Durante tutto il pomeriggio intrattenimento con personaggi dello spettacolo!
  • Conclusione col  “Buffet Speziale” ideato e preparato dalle foodblogger partecipanti alla “Raccolta speziale” coadiuvate dai “Cuochi Speziali” di Trisomia 21!

Lo spot con Javier Zanetti!

La mia non-ricetta per la Raccolta “speziale”!

Una raccolta speziale dal blog di Trisomia 21

Una raccolta speziale dal blog di Trisomia 21

Della Raccolta “speziale” per il buffet di Trisomia 21 ve ne ho parlato nel mio post dello scorso 23 Agosto, perciò non mi ripeto. Se volete, tutto il regolamento ufficiale lo trovate sul  blog  di Accanto al camino. A questo punto dovrei dare il mio contributo postando una ricettina, ma sinceramente non sarei nello spirito di sfornellare, spignattare e così via…  Considerato però che di fronte ai cuochi speziali di Trisomia 21 non posso certo tirarmi indietro, cerco di cavarmela alla meno peggio facendo prima una breve premessa…

Premessa

Non mi ritengo, anzi non sono un foodblogger (l’ho già scritto in passato) quindi abbiate pazienza. La non-ricetta è appunto una non ricetta: qui conta solo  la bontà degli ingredienti e non l’abilità del cuoco: d’altra parte come cuoco io sono moooolto scarso. Anche la foto è fatta alla buona: sul tavolo di cucina, con una macchinetta  digitale vecchiotta e senza stare a studiare luci ed esposizione.

Inoltre in questo periodo sono allergico alla cucina:  il caldo dei giorni scorsi mi ha reso antipatici forno e fornello e soprattutto i chili accumulati in ferie mi costringono ad una dieta ferrea per recuperare un po’ forma e ricominciare la stagione podistica. Quindi più lontano sto dal frigorifero e dalla dispensa e meglio è…

Fatte tutte queste premesse e con una buona dose preventiva di cenere sul capo (per rispetto ai veri foodblogger), vi posto la mia sciocchezzuola…

MARGHERITINE DI TOMA VALDOSTANA CON MIELE DI CASTAGNO E NOCI

foto "Margherite di toma valdostana con miele di castagno e noci. Cheese daisies with chestnut honey and walnuts" by unpodimondo - flickr

foto "Margherite di toma valdostana con miele di castagno e noci. Cheese daisies with chestnut honey and walnuts" by unpodimondo - flickr

  • Toma valdostana fresca (o altro formaggio fresco…)
  • Miele di castagno (o altro miele robusto)
  • Gherigli di noce

Prendete un formaggio abbastanza fresco e di gusto rotondo, ma non forte. Essendo appena tornato dalla Val d’Aosta ho usato una toma d’alpeggio valdostana. Potete usare altri formaggi freschi come un latteria, un asiago, una fontina valdostana o un montasio, badando che abbiano una stagionatura fra i 2 e i 3 mesi (4 al massimo). In alternativa potete usare anche un pecorino, sempre fresco. In ogni caso evitate formaggi troppo salati, troppo stagionati, o di gusto troppo forte o piccante.

Fate delle fette di spessore adeguato (io non ho misurato, diciamo che ad occhio saranno state tra mezzo centimetro e 1 centimetro)  e con gli stampini dei biscotti ricavate delle margherite che metterete nel piatto di portata.

Su ogni margherita mettete un cucchiaino di miele di castagno biologico che , col suo retrogusto amarognolo, esalterà il sapore delicato del formaggio. In alternativa potete usare qualche altro miele dal sapore deciso, tipo miele di eucalipto o di melata. Evitate i mieli molto dolci tipo acacia o millefiori.

Completate ogni margherita con un’abbondante quantità di gherigli di noce tritati… In Spagna questa composizione viene considerata un dessert e vi verrebbe servita guarnendo il piatto con un bel ciuffo di panna montata in cui è stato mescolato un po’ del trito di gherigli di noce. Buon appetito!