Generazione caffé, nelle botteghe del commercio equo e solidale.

Locandina tratta dal sito internet di

Locandina tratta dal sito internet di “Altromercato”

Lo slogan è bellissimo: “Vuoi cambiare il mondo? Comincia con un caffé” e anche l’iniziativa è molto lodevole. Dal 2 al 19 Aprile 2013 nelle Botteghe del Commercio Equo e solidale verrà effettuata una promozione sul caffè biologico, equo e solidale di Altromercato. Acquistando due confezioni di caffè Altromercato da 250 gr (sacchetto o lattina) quella col prezzo più alto verrà scontata del 30%.

Da 25 anni Altromercato propone più di una dozzina di caffé differenti, tutti del commercio equo e solidale di cui alcuni anche biologici e/o decaffeinati.

In aggiunta allo sconto sul caffé Altromercato vi regala il Cialdadanaio, un simpatico borsellino creato e cucito a mano dagli artigiani di Mai Handicraft Vietnam usando una bobina di plastica per creare i sacchetti del caffé. Per ottenerlo (fino ad esaurimento) basta consegnare alla vostra Bottega del Commercio Equo e solidale una confezione vuota di qualsiasi marca di caffé (anche una del supermercato).

Link

Il cialdadanaio - foto tratta dal sito di Altromercato

Il cialdadanaio – foto tratta dal sito di Altromercato

Stanno tornando gli “Sbarchi in piazza”.

Locandina

Locandina “Sbarchi in Piazza” dal sito della Sezione fiorentina di Emergency

Ripartono da Firenze gli Sbarchi in piazza, la gioiosa carovana organizzata dai produttori della Rete di Economia Solidale del Sud Italia che porteranno nelle piazze del Centro-Nord un carico pieno di prodotti solidali equi, biologici del Meridione, con in aggiunta una serie di valori che spesso la grande distribuzione non offre: legalità, tutela dei diritti dei lavoratori, sostenibilità ambientale, solidarietà e creazione di relazioni fra produttori e consumatori.

A FirenzeSbarchi in piazza” si terrà Sabato 9 Marzo c/o la Biblioteca dell’Isolotto in via Chiusi 43/a e Domenica 10 Marzo c/o lo Spazio Arti e Mestieri in Via Giano della Bella 20 (per il programma vi rimando alla locandina qui in alto, cliccandoci si ingrandisce l’immagine)

La carovana di Sbarchi in piazza girerà l’Italia fino a Maggio con le  seguenti date:

  • 13 Aprile – Lesignano (PR)
  • 14 Aprile – Ravenna
  • 27 Aprile – Bergamo
  • 28 Aprile – Lecco
  • 12 Maggio – Milano

Per approfondire:

  • La storia di due arance (dal sito di ressud – cliccando l’immagine si ingrandisce)

“Breve storia di due arance” dal sito Ressud.org

p.s. Purtroppo per precedenti impegni personali il prossimo week-end sarò lontano da Firenze, per cui mi perderò “Gli sbarchi in piazza”. Auguro perciò un buon lavoro a tutti coloro che saranno in piazza a Firenze!

Come è andata a finire: Vitamine per la scuola…

Ricordate l’iniziativa “Vitamine per la scuola” di cui vi avevo parlato in passato (qui il post)? Quella in cui i genitori delle scuole di Scandicci hanno promosso l’acquisto di sacchetti di arance biologiche coltivate sui terreni confiscati alla mafia, per finanziare, contemporaneamente l’Associazione Libera e le scuole pubbliche del territorio? Volete sapere come è andata a finire?

Ecco il resoconto finale tratto dall’articolo pubblicato sul sito del Comune di Scandicci…

[...] Complessivamente sono state venduti 7.907 chilogrammi di arance per un ricavato di 12.700 euro, di cui 10.176,60 euro versati alla Cooperativa [Beppe Montana di Libera] e 2.523,40 euro di donazione alle scuole. Così è andata la vendita nelle scuole: nel I Istituto comprensivo l’acquisto di 2.229 Kg per un totale di 3.714 euro; nel II Istituto comprensivo l’acquisto di 870 Kg per un totale di 1.450 euro; nel III Istituto comprensivo: 1.224 Kg per un totale di 32.040 euro; all’istituto Russell-Newton 1.050 Kg per un totale di 1.750 euro; alla scuola De Mattias (Santa Maria a Marignolle) 150 Kg per un totale di 250 euro. Tra la cittadinanza sono stati acquistati 490 Kg per un totale di 820 euro. I dipendenti del Comune di Scandicci hanno acquistato 372 kg per un totale di 620 euro; con la vendita in piazza Matteotti la mattina di domenica 17 Febbraio 495 Kg per un totale di 825 euro; nelle mense scolastiche, tramite la società di Ristorazione Eudania, 1.025 kg per un totale di 1.230 euro. [...]

tratto dall’articolo “Legalità, tutti i dati della Mezza Maratona e di Vitamine per la scuola” pubblicato sul sito del Comune di Scandicci (Fi)

Locandina "Vitamine per la scuola"

Locandina “Vitamine per la scuola”

Febbaio: frutta e verdura del mese.

Foto

Foto “Naranja” by DavidDennisPhotos.com – flickr

Come nel mese di scorso vorrei mettervi l’elenco della frutta e verdura di stagione, per portare sulla nostra tavola prodotti biologici, a km zero e possibilmente con un buon rapporto prezzo/qualità … Vista la  stagione la lista non si differenza molto da quella del mese di Gennaio…

Frutta:

  • Arance
  • Mandarini
  • Mandaranci
  • Pere
  • Mele
  • Pompelmi
  • Kiwi

Verdura:

  • Carciofi
  • Cardi
  • Cavoli (qui non dettaglio perchè i cavoli sono un’infinità….)
  • Cicoria
  • Porri
  • Indivia
  • Scarola
  • Prezzemolo
  • Cipolle fresche
  • Rape
  • Barbaietole
  • Zucca
  • Finocchi
  • Broccoli
  • Cime di rapa
  • Radicchi
  • Sedano rapa
  • Carote
  • Sedano
  • Valeriana
  • Bieta
  • Topinambur
  • Scalogni
  • Spinaci
  • Tartufo nero

E come sempre la solita domanda… Dimenticato qualcosa? O qualcosa fuori posto?

A Scandicci: Vitamine per la scuola…

Per il secondo anno consecutivo, i genitori del I, II e III istituto comprensivo di Scandicci e quelli della scuola superiore Russell-Newton, in collaborazone con l’amministrazione comunale,  organizzano l’iniziativa chiamata “Vitamine per la scuola”. Attraverso l’acquisto di sacchetti di arance biologiche coltivate sui terreni confiscati alla mafia, tutti gli aderenti donano un contributo all’Associazione Libera e allo stesso tempo alle finanze, sempre disastrate, delle scuole pubbliche del territorio.

Verranno messi in vendita dei sacchetti di arance tarocco e moro da 3 kg al prezzo di 5€ l’uno. Del prezzo totale, 3,90€ serviranno per pagare le arance biologiche prodotte e distribuite (entro 3 giorni dalla raccolta) dalla cooperativa sociale “Beppe Montana”. La restante somma di 1,10€ verrà devoluta alle scuole di Scandicci per progetti educativi.

La cooperativa  sociale “Beppe Montana” gestisce 90 ettari di terreni confiscati alla mafia in Sicilia ispirandosi ai criteri di solidarietà e legalità portati avanti da Libera. Tra l’altro nello scorso anno la cooperativa ha subito anche un incendio (molto probabilmente doloso) che ha distrutto 5 ettari di aranceti.

Le arance si ordinano fino al 26 Gennaio compilando il modulo sottostante, che andrà consegnato (pagando anticipatamente l’importo) c/o l’Ufficio Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci (Piazzale della Resistenza 1, Secondo piano – stanza 48). La consegna verrà effettuata la mattina di Sabato 16 Febbraio c/o la Scuola Media Rodari in via Sassetti 1, sempre a Scandicci.

Locandina "Vitamine per la scuola"

Locandina “Vitamine per la scuola”

Gennaio: frutta e verdura del mese.

Foto

Foto “cavolo nero” by Nick Saltmarsh – flickr

Per questo 2013 vorrei dedicare un po’ più tempo ai nostri consumi, per fare  davvero una spesa sostenibile, eco, equa a km zero e così via… Perciò inizio con la frutta e la verdura di stagione del mese di Gennaio.

Frutta:

  • Arance
  • Mandarini
  • Pere
  • Mele
  • Pompelmi
  • Kiwi

Verdura:

  • Carciofi
  • Cardi
  • Cavoli (qui non dettaglio perchè i cavoli sono un’infinità….)
  • Cicoria
  • Porri
  • Indivia
  • Scarola
  • Prezzemolo
  • Rape
  • Barbaietole
  • Zucca
  • Finocchi
  • Broccoli
  • Cime di rapa
  • Radicchi
  • Sedano rapa
  • Carote
  • Sedano
  • Scorzonera

Dimenticato qualcosa? O qualcosa fuori posto?

Un calendario per il 2013: Caras di caffé – Volti di caffé.

La copertina del Calendario Caras de Cafè  - dal sito dell'Associazione Tatawelo.

La copertina del Calendario Caras de Cafè – dal sito dell’Associazione Tatawelo.

Una delle realtà più belle che ho conosciuto nel mondo del commercio equo e solidale è quella dell’Associazione Tatawelo che importa e vende il caffé biologico, equo e solidale prodotto dalle Comunità Zapatiste messicane del Chiapas. Nata nel 2003 e costituitasi legalmente nel 2005, l’Associazione Tatawelo sostiene le comunità indigene che lottano da anni per l’affermazione del diritto a vivere dignitosamente sulle proprie terre e secondo la propria cultura, nel raggiungimento di una reale autonomia e di uno sviluppo sostenibile.

Dalla sua costituzione l’Associazione ha sempre seguito tutta la filiera del caffè: dalla produzione, alla torrefazione, fino alla commercializzazione finale, coinvolgendo molti altri soggetti, tutti appartenenti a cooperative sociali con sede sia in Italia che nel Sud del mondo. Ultimamente oltre al Chiapas, l’Associazione si sta occupando anche del caffè del Guatemala prodotto all’interno del progetto “El bosque”.

Dietro ad una Associazione bella come il Tatawelo non potevano esserci che delle splendide persone, molto impegnate e non potevano che essere donne. Senza togliere niente a Cecilia, Stefania e agli/alle altri componenti dell’associazione, l’anima di tutto il progetto Tatawelo  è la splendida Clara Daffra, una delle persone più impegnate nel mondo del volontariato fiorentino che si occupa di economia solidale, consumo critico e commercio equo e alla quale va tutta la mia stima e il mio affetto.

Ora, quando io trovo Clara o affronto il tema del caffé Tatawelo mi sento terribilmente in colpa, per un motivo molto semplice: per motivi di salute non bevo caffè. In casa consumiamo pochissimo caffé: a parte quando vengono degli amici, mia moglie beve una sola tazzina al giorno a colazione. Come aggravante ho pure il fatto di essere un podista e ogni tanto di trovare, nei pacchi gara che ci vengono regalati del caffé di altre marche. Insomma, siamo pessimi sostenitori dell’Associazione… comprando solo due o tre pacchetti all’anno.

E’ stato con immensa gioia che quest’anno ho potuto sostenere l’Associazione Tatawelo, senza comprare il caffè ma comprando il bel Calendario “Caras di Caffè – Volti di caffè” che ora fa bella mostra di sé nel mio studio casalingo. Potete trovare i Calendari nelle Botteghe del Mondo della Cooperativa Mondo Solidale presenti in tutta la regione Marche, presso l’Emporio dell’Altreconomia a Fano, presso l’Associazione Tatawelo in via Scipione de’ Ricci 6/R a Firenze oppure potete richiederli direttamente inviando una mail a info@shadhilly.com o a info@tatawelo.it

Ecco la presentazione del calendario, nelle parole della stessa Associazione Tatawelo.

CALENDARIO CARAS DE CAFE’ – VOLTI DI CAFFE’

Uomini, donne, bambini…una comunità intera che vive al ritmo della coltivazione del caffè. Terreni impervi plasmati dalle mani esperte dei “cafficultori” in armonia con la Madre Terra.

Il commercio equo attraverso relazioni umane dirette promuove i diritti dei piccoli produttori e dei singoli, lo sviluppo comunitario, soprattutto in ambito sanitario ed educativo.

“Volti di caffè” nasce dal desiderio di trasmettere e condividere l’amicizia nata tra Valentina e Lorenzo ed i soci della Cooperativa Nueva Esperanza del Bosque e gli abitanti di questa piccola Aldea.

La coltivazione, la produzione, l’esportazione del caffè rappresentata con i volti dei lavoratori durante la vita quotidiana, delle difficoltà, dei successi e dello sviluppo di una comunità intera.

Da mostra di fotografia presentata a Città del Guatemala e nella sede della Cooperativa stessa, si è trasformata nel calendario 2013 per festeggiare i 10 anni di importazione del caffè da “El Bosque” e soprattutto per sostenere il progetto “Coopsalud” iniziato nell’agosto 2011 che garantisce un’assistenza sanitaria di base agli abitanti dell’Aldea.

Con il contributo minimo di 5 € si intende dare continuità al progetto garantendo lo stipendio dell’infermiera Manuela e l’acquisto di medicinali di base.

Per approfondire e conoscere il progetto di salute a El Bosque “Coopsalud”: www.mondosolidale.it

Per leggere i racconti di viaggio della missione in Guatemala: www.tatawelo.it

Per informazioni sul calendario: www.shadhilly.com

testo tratto dalla presentazione del Calendario a cura dell’Associazione Tatawelo.

Lo spot del caffé Tatawelo

Questo spot l’ho messo io volutamente ed è l’unico tipo di spot che mi piacerebbe vedere su questo sito. Purtroppo WordPress ogni tanto sporca questo blog mettendo altri spot che non sopporto e che non posso rimuovere. :-( Sigh, abbiate pazienza…

Una ricetta: il panforte di Siena.

Foto

Foto “Panforte di Siena / Panforte cake” by unpodimondo – flickr

In Toscana i dolci natalizi della tradizione sono i dolci senesi: ricciarelli, cavallucci e soprattutto il panforte nelle sue diverse varianti (panforte margherita, panpepato, torta di cecco…). I miei nonni raccontavano che anche in tempo di guerra un pezzettino di panforte non è mai mancato. Due mandarini, qualche noce e una fettina di panforte riempivano la calza della Befana dei miei genitori da bambini, proprio negli anni a cavallo fra i ’30 e ’40…

Di solito compriamo i panforti artigianali (ce ne sono di ottimi, ad esempio quelli della famiglia di Gianna Nannini) ma quest’anno, per la prima volta nella mia vita, l’ho fatto in casa. L’ispirazione m’è venuta quando, facendo zapping, mi sono imbattuto in Benedetta Parodi, che faceva il panforte in tv. Dopo aver preso nota della ricetta sono andato su Google alla ricerca di versioni provenienti da blog e siti internet senesi per confrontarla con quella data alla tv (senza offesa per la Parodi, mica potevo fare il panforte senese basandomi su una ricetta data da una piemontese!).

E così, con una dose di buon senso e un po’ di intuito ho preso dalle varie ricette le parti che mi sembravano migliori e mi sono creato la mia ricetta del panforte… Visti gli apprezzamenti che il dolce autoprodotto ha ricevuto nel pranzo di Natale vi lascio la ricetta….

Ingredienti:

  • 450 gr. di frutta secca (io ho messo 300 gr. di mandorle e 150 gr. di nocciole)
  • 300 gr. di canditi (io ho messo  150 gr. di cedro candito e 150 gr. di arancia candita).
  • 100 gr. di miele
  • 100 gr. di zucchero
  • 70 gr. di farina
  • 15 gr. di cannella in polvere
  • 10 gr. di coriandolo in polvere
  • 6 o 7 chiodi di garofano.
  • 5 o 6 grani di pepe nero.
  • una bella grattata di noce moscata.
  • 2 cucchiai di acqua.
  • zucchero a velo.

Tagliare a cubetti i canditi e metterli in una ciotola con la frutta secca intera, la farina, la cannella, il coriandolo, i chiodi di garofano e i grani di pepe che avrete pestato o triturato grossolanamente ed aggiungere una bella grattata di noce moscata. Mescolare il tutto.  Mettere un tegame sul fuoco col miele, lo zucchero e i due cucchiai di acqua: fare uno sciroppo senza che lo zucchero e il miele caramellino (per vedere quando è pronto buttare una goccia di sciroppo in una tazza d’acqua fredda e vedere se fa una pallina).

Quando lo sciroppo sarà pronto versarci tutti gli ingredienti e amalgamare il tutto. Nel frattempo foderare una teglia non tanto grande con la carta forno e versarci tutto il composto. Secondo la ricetta tradizionale al posto della carta forno si può foderare la teglia con delle ostie alimentari che rimarranno come base del panforte. Con le mani bagnate di acqua fredda premere il composto in modo da pressarlo e livellarlo.

Metterlo in forno preriscaldato a 150° per circa 35 minuti. Passati i 35 minuti spegnere il forno e lasciare il panforte nel forno fino a quando si sarà freddato completamente. Io l’ho lasciato una notte intera. Quando il panforte sarà freddo toglierlo dalla teglia, rimuovere la carta forno ed avvolgerlo ben bene nella pellicola o nella carta stagnola e riporlo al buio fino al momento di servirlo. Se possibile lasciatelo al buio a maturare per almeno 4 o 5 giorni in modo che tutti i sapori si amalgamino bene.

Al momento di servirlo rimuovere la pellicola metterlo su un vassoio e cospargerlo di zucchero a velo: avrete fatto il famoso “Panforte Margherita”.

Variante 1:  Il panpepato

Fate il panforte allo stesso modo della ricetta precedente: al momento di servirlo, invece di cospargerlo di zucchero a velo cospargetelo di una miscela delle spezie simile a quella che avete messo all’interno ma dove dovrà prevalere l’abbondante pepe nero macinato da mulinello…

Variante 2: La torta di Cecco

Fate il panforte come nella ricetta base con la differenza di tritare finemente la frutta secca (mandorle e nocciole), poi proseguite con la ricetta tradizionale. Prima di servire il panforte copritelo col cioccolato fuso e fate raffreddare. Quando il cioccolato sarà freddo cospargete la torta anche di cacao in polvere (preferibilmente amaro).

Varianti sugli ingredienti base.

La frutta secca può  essere composta in maniera variabile da mandorle, noci o nocciole, mantenendo una netta prevalenza delle mandorle (i panforti industriali sono fatti quasi esclusivamente con mandorle). Parte dei canditi può essere sostituita da fichi secchi. Un tipo di canditi molto usato nei panforti industriali (oltre e cedro ed arancia) ma più difficile da trovare al supermercato, sono le bucce di melone candite.

Note storiche

Per gli amanti della storia il panpepato (detto anche panforte nero) è il tradizionale dolce che trae le sue origini dall’anno Mille e che veniva preparato dagli speziali e dai farmacisti per i ricchi e per il clero. Nel 1879, in occasione di una visita della Regina Margherita di Savoia a Siena, un pasticcere sostituì la copertura di pepe con lo zucchero a velo, creando il delicato dolce che fu offerto alla regina e che prese il nome di Panforte Margherita o Panforte bianco.

A Natale con Shalom…

Locandina

Locandina “A Natale con Shalom” dalla pagina Facebook del Movimento Shalom

E se questo Natale facessimo anche un regalo a qualcuno che non conosciamo? Ad esempio un regalo solidale? Per il Natale 2012, il Movimento Shalom ha scelto 3 tipi di regali solidali che possono essere fatti comodamente da casa propria e che arriveranno in Africa. In questa pagina troverete tutte le informazioni… qui vi metto cosa potreste regalare…

A Natale… Regala un sorRiso.

Il progetto della “Banca dei cereali” ha come obiettivo la possibilità di dare riso e miglio, alimenti base della locale alimentazione, alle persone più povere del Burkina Faso. Infatti questi prodotti fondamentali per la sussistenza del Burkina Faso durante l’anno, a causa della speculazione, subiscono oscillazioni di prezzi elevatissime, tali da non consentire ai più poveri di potersi approvvigionare e dunque mangiare. La banca dei cereali effettua una calmierazione dei prezzi permettendo un costo stabile ed equo per tutto l’anno.

  • con 10€ è possibile regalare 15 kg di riso
  • con 15€ è possibile regalare 25 kg di riso
  • con 30€ è possibile regalare 50 kg di riso

La pagina web dove donare riso…

A Natale… dai da bere.

Il progetto “Acqua” si prefigge di costruire un pozzo in Burkina Faso. La mancanza d’acqua, che caratterizza soprattutto le regioni settentrionali del Burkina Faso ha conseguenze drammatiche, difficili da comprendere. Innumerevoli sono i bambini (e gli adulti) malati, affetti in molti casi dalla dissenteria o dalle parassitosi più crudeli contratte attraverso l’acqua inquinata. Le cose vanno molto meglio in quei villaggi che hanno la fortuna di avere un pozzo da cui ogni famiglia può attingere quei 10/15 litri d’acqua al giorno per le minime necessità alimentari ed igieniche. Un pozzo ha un bacino di utenza con un raggio fino ad oltre 10 Km, naturalmente da percorrere a piedi col vaso sulla testa, quasi sempre da parte delle donne. L’intervento di Shalom in favore di queste popolazioni ha un carattere strutturale: Shalom raccoglie finanziamenti e li impiega direttamente per perforare pozzi in Burkina Faso, attraverso le imprese locali che ha costituito e che segue con continuità. Il costo di un pozzo è di 6.850 € e mediamente da da bere a oltre 1.000 persone.

  • con 50€ è possibile regalare lo 0,7% del pozzo.
  • con 100€ è possibile regalare l’ 1,5% del pozzo.
  • con 150€ è possibile regalare il 2,2% del pozzo.
  • con 200€ è possibile regalare il 2,9% del pozzo.
  • con 250€ è possibile regalare il 3,6% del pozzo.
  • con 300€ è possibile regalare il 4,6% del pozzo.

La pagina web dove donare acqua

A Natale… dona dignità

Il progetto “La banca delle donne” si occupa di Microcredito. ovvero del sistema creditizio delle banche dei poveri. Inventato alcuni anni fa dalla Grameen Bank per i diseredati del Bangladesh, si sta diffondendo in molti paesi del terzo mondo e costituisce una forma indovinata di sviluppo. I destinatari di tale forma di finanziamenti sono in maggioranza persone al disotto della soglia di povertà, gente “senza futuro” secondo i criteri della attuale sistema economico. L’obiettivo del progetto è quello di erogare microprestiti ai più poveri, a coloro ai quali nessuna banca darà mai un finanziamento. I destinatari dovranno dimostrare di svolgere o di iniziare attività nell’agricoltura, nell’allevamento o nell’artigianato, in grado di autoprodurre nel tempo dei profitti con i quali sostenere non solo le proprie famiglie, ma anche di accantonare piccoli risparmi, acquistare una piccola quota della società e necessariamente rimborsare il denaro avuto in prestito. L’esperienza di Shalom in atto ha dimostrato non solo che i prestiti vengono regolarmente restituiti nel 99% dei casi, ma che si crea per i poveri una grande opportunità per uscire dall’umiliazione e dell’esclusione, acquisire dignità e autostima. Il progetto è attivo in Burkina Faso dal 2004, in Uganda dal 2009 e in Senegal dal 2010. I risultati sono ottimi con oltre 3.000 prestiti erogati nell’anno 2011 che hanno permesso di dare lavoro e dignità soprattutto alle donne.

  • con un contributo di 100€ è possibile regalare dignità e lavoro ad una donna.
  • con un contributo di 250€ è possibile regalare dignità e lavoro a più donne.

La pagina web dove donare lavoro

Un cappuccino sottozero…

Foto

Foto “Cappuccino” by Kevin H.- flickr

Stamani è il secondo giorno successivo che Firenze si risveglia con una bellissima giornata di cielo sereno ma con temperature abbondantemente sottozero. Il meteo dava la minima notturna a -5° e anche quando sono uscito da casa prima delle 8 le temperature erano ancora con segno negativo. Bastava osservare tutti gli automobilisti intenti a sghiacciare i vetri delle auto per capire che era davvero un freddo birbone.

Calcati bene guanti e cappello mi sono incamminato verso l’ufficio. Quando sono arrivato davanti al bar della Diana, sul marciapiede al freddo e al gelo, c’era una signora di una certa età che ha attirato la mia attenzione. Contemporaneamente batteva i piedi dal freddo mentre sorseggiava un cappuccino fumante che teneva nella mano destra. A parte l’abilità di battere ritmicamente i piedi senza versarsi addosso il cappuccino dalla tazza piena fino all’orlo, mi sono chiesto che gusto c’era a bere un cappuccino in piedi, fuori dal bar alle 7.50 di una mattina gelata. E’ bastato dare un’occhiata alla mano sinistra della signora per risolvere l’arcano mistero…

Brutta bestia la dipendenza da tabacco se una sigaretta, in una fredda giornata di dicembre, ti impedisce di gustare il cappuccino seduto al tavolino nel tepore del bar e con la compagnia della Diana…