Quanto dura? Lo posso mangiare? Still Tasty: un sito sulla conservazione del cibo.

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Foto “In Your Fridge” by pyoorkate – flickr

Quante volte abbiamo sprecato del cibo e lo abbiamo buttato via perchè scaduto o conservato male? Oppure, di fronte ad una data di scadenza appena passata  ma ad un cibo che ci sembra ancora buono, quante volte ci siamo chiesti: «E se lo mangiassi lo stesso?» E le confezioni aperte quanto durano? E la frutta, quanto dura di più mettendola in frigo piuttosto che lasciandola all’aria aperta?

A questa e a tante altre domande sulla durata e sulle modalità di conservazione dei cibi risponde in modo facile e preciso un’interessante sito statunitense che si chiama http://www.stilltasty.com/  Il sito contiene un grandissimo database di prodotti alimentari e bevande con tutti i consigli sulla loro durata e conservazione, distinguendo tra prodotti chiusi ed aperti e tra durata in dispensa a temperatura ambiente, in frigo o nel congelatore. Ad esempio una tabellina grafica vi dirà che una banana intera può stare all’aria aperta fino a 5 giorni o a completa maturazione, in frigo fino ad altri 7 giorni e nel congelatore fino a 3 mesi. Se la banana invece è tagliata non potete tenerla all’aria aperta, i giorni in frigo si riducono a 5, mentre nel congelatore durerà sempre 3 mesi.

Oltre a queste tabelline ci sono anche tutta una serie di consigli e articoli sulla conservazione del cibo. Lo sapevate che le cipolle durano in dispensa fino a 3 mesi ma se le conservate insieme alle patate entrambe marciranno molto prima? E che il miele non ha scadenza e, anche se cristallizza e cambia colore,  rimane sicuro e si può  conservare quasi all’infinito? E che, seguendo le opportune istruzioni,  è possibile congelare anche alimenti come le uova, il vino, il pane? E che le patate non vanno mai messe in frigo perchè altrimenti in cottura diventaneranno scure e troppo dolci?

Il sito http://www.stilltasty.com/ è curato dalla sede centrale dei Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Centers for Disease Control and Prevention), importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America.

Buon compleanno Humanitas!

Locandina 40 anni Humanitas.

Locandina 40 anni Humanitas.

La Pubblica Assistenza Humanitas di Firenze compie 40 anni e li festeggia nel prossimo fine settimana presso il Parco di Villa Vogel nel Viale Canova con tre giorni ricchi di eventi per tutti e con una lotteria con premi da urlo… Questo il calendario della Festa.

VENERDI’ 6 GIUGNO
ore 19.00 Inaugurazione festa
dalle ore 21.00 Musica dal vivo presso l’arena del parco
OPENING ore 21:00 : OPTYCAL DREAMS
MAIN STAGE ore 22:00 : JA2M

Gli Optycal dreams… che daranno il via alla festa

SABATO 7 GIUGNO

dalle ore 8.00 alle ore 10.00 “Raccolta Sangue” con  trasporto all’ospedale Torregalli colazione inclusa
dalle ore 10.00 – sarà con noi il Dj Alessandro Masti che ci farà compagnia tutto il giorno con la sua allegria e simpatia.
ore 10.00 – presso la Limonaia, inaugurazione della Mostra fotografica: “Humanitas: i nostri primi 40 anni”
ore 10.00 – visita gratuita glicemia e pressione offerta dagli ambulatori della Rete PAS
ore 10.30 – Vigilandia “impariamo l’educazione stradale giocando”: Bambini, venite numerosi ma con la bicicletta!
ore 10.30 – apertura del Planetario, per un affascinante viaggio tra le misteriose profondità dello spazio, della scienza e della tecnica
ore 15.00 – varie dimostrazioni dei settori dell’Associazione, dal Sanitario alla Protezione Civile, al Gas, Spesa Insieme, Trasporti
dalle ore 15.30 – in poi giochi per bambini con i clown “Farollo e Falpalà” letture all’ombra di fiabe e storie; giochi di gruppo; truccabimbi; sculture di palloncini.
ore 15.30 – Torneo di Burraco a premi
ore 16.00 – Realizzazione di una gigantesca torta; tutta da mangiare!
ore 16.30 – Merenda per i bambini
ore 18.00 – Parlano le Autorità : Convegno sulla storia dell’Humanitas Firenze presso la Sala Consiliare del Q4
dalle ore 19.00 -lo staff di Contesta Rockhair metterà a disposizione gratuitamente la loro arte nel taglio dei capelli per acconciature alle persone diversamente abili
ore 19.00 – incursioni Clown di Farollo e Falpalà
ore 19.00 – Dj Set
ore 20.00 – Apericena
dalle ore 20.00 Musica dal vivo presso l’arena del parco
OPENING ore 20:00 : PALCHE’
ore 21:30 : THE OUTSIDERS
ore 22:30 : EBM EARTH BEAT MOVEMENT

Il Masti sciò, che vi accompagnerà per tutto il giorno

DOMENICA 7 GIUGNO

dalle ore 8.00 alle ore 10.00 – “Raccolta Sangue” con trasporto all’ospedale Torregalli colazione inclusa
ore 10.00 – Dimostrazione Movimento Energia Vitale con Sonia Bortoli (ginnastica dolce e posturale)
dalle ore 10.00 – lo staff di Contesta Rockhair metterà a disposizione gratuitamente la loro arte nel taglio dei capelli per acconciature alle persone diversamente abili
ore 13.00 – Pranzo con prenotazione obbligatoria (bis di primi e secondi, contorno, dolce, acqua e vino)
ore 14.30 – Estrazione Premi della Lotteria
ore 15.00 – Chiusura della festa

Lo spot dell’Humanitas Firenze

Questi i premi della lotteria….

  • 1° premio 1000€ Buono agenzia viaggio Bluvacanze Firenze Ponte a Greve
  • 2° premio 650€ Buono spesa Unicoop Firenze
  • 3° premio 400€ Buono spesa Media World
  • 4° premio 250€ Bicicletta MTB Bottecchia di Florence by Bike
  • 5° premio 150€ Buoni benzina Tamoil
  • 6° premio 50€ Buono Vino de L’Imbuto di Paolo Rosini

La bolla speculativa degli spumini…

Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax  - flickr

Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax – flickr

Avrei voluto scrivere dei risultati elettorali ma farlo adesso, a quattro giorni dalle votazioni, non ha più senso in quanto avete già letto tutto e il contrario di tutto e io non aggiungerei niente che non sia già stato scritto. Purtroppo quando gli italiani votano e poi si stravaccano sul divano in attesa dei risultati elettorali, io sto lavorando duro… proprio a quelle cifre a cui tutti ambiscono.

Solo oggi ho un po’ di respiro e posso dedicarmi al blog: quindi niente notizie elettorali, ma un curioso articolo di Repubblica che mi è stato segnalato da un amico la settimana scorsa. Fatevi adesso delle meringhe (o spumini come si chiamano dalle mie parti) perchè in futuro potrebbero diventare un lusso… Se potessero leggere, mi piacerebbe conoscere il parere delle galline. Siamo alla follia…

Scoppia la “bolla dell’albume”. Vola il prezzo, è sorpasso sul tuorlo. di Ettore Livini (La Repubblica)

[...] Tutti pazzi per l’albume. La mania delle diete a basso contenuto di colesterolo rivoluziona le gerarchie interne all’uovo e manda in fibrillazione i mercati delle materie prime alimentari. Le regole, al riguardo, sembravano scolpite nella pietra. Il prezioso cibo monocellulare – dice la storia della gastronomia dall’Artusi in giù – è fatto di due parti: il bianco, considerato per secoli una sorta di scarto, e il tuorlo. Più saporito, ricco di vitamine (assenti nella chiara) e da sempre ingrediente base di migliaia di ricette, dalla pasta fino ai dolci. E l’economia ha da sempre replicato in fotocopia queste considerazioni, facendo pagare il dovuto per il “giallo” e svendendo a prezzi di saldo la sua povera pellicola protettiva.

Il mondo però è bello perchè è vario. E così da un paio di anni a questa parte è partito l’albume-pride. I medici, manuali del wellness e i guru dell’alimentazione bilanciata hanno iniziato a mettere in guardia il pianeta dalle diete troppo ricche di colesterolo. E il tuorlo (un uovo di 60 grammi contiene due terzi della razione giornaliera consigliata della molecola di sterolo) è finito dritto-dritto sul banco degli imputati. Che fare? Le multinazionali dell’alimentazione, grande consumatrici, hanno fatto di necessità virtù. L’uovo non può essere escluso dalle ricette dei loro prodotti. Ma per evitare di finire nelle liste di prescrizione dei salutisti hanno ripudiato il giallo e si sono convertite all’improvviso all’uso dell’albume.

La svolta – come ha raccontato il Financial Times – ha avuto effetti economici devastanti in un mondo diventato ormai globale. McDonald è stata la prima a lanciare il White delight McMuffin, tutto a base di chiare. Molti si sono messi in scia e la domanda di albume ha fatto saltare il banco. Il suo prezzo è balzato in un anno dell’80% a oltre una sterlina per libbra, calcola la società di rilevazioni Urner Barry. E con una svolta copernicana ha superato per la prima volta quello del tuorlo. La salute, ovvio, non ha prezzo. E il boom dell’albume, che ha il pregio di non intasare le nostre arterie dell’odiato colesterolo, non pare destinato ad arrestarsi a breve. Le scorte di materia prima seccata o congelata sono crollate del 46% nell’ultimo anno. Oggi rappresentano solo un terzo del totale, mentre i magazzini sono pieni di tuorli che non vuole più nessuno. “Siamo a livelli che garantiscono solo la domanda standard” dicono alla Urner Barry. Così bassi come non si vedevano dal 2004, anno del boom della dieta Atkins. La bolla continua, il colesterolo trema e sul mercato dell’alimentazione – con i tempi che corrono – c’è una sola certezza: meglio un bianco d’uovo oggi che una gallina domani.

tratto dall’articolo di Ettore Livini pubblicato sul sito di Repubblica il 20/05/2014

 

Un libriccino economico ma interessante: “Gli alimenti segreti & virtù”

Copertina del Libro "gli Alimenti: segreti e virtù" dal sito de "Il salvagente"

Copertina del Libro “gli Alimenti: segreti e virtù” dal sito de “Il salvagente”

Come ho scritto più volte su questo blog, da anni sono abbonato alla rivista dei consumatori “Il Salvagente“. Allegato al numero in edicola questa settimana, con un piccolo sovrapprezzo, è possibile comprare un interessante libriccino di 100 pagine dedicato alle caratteristiche dei vari alimenti che portiamo in tavola e che si intitola  “Gli alimenti segreti & virtù“. La coppia rivista-libro costa 3,90€ mentre la rivista da sola costa 2,20€.

Il libriccino pubblica circa 85 schede dedicate ognuna ad un alimento: in pratica riunisce circa due anni di recensioni pubblicate all’interno della rivista, nella pagina dell’alimento della settimana. Per ogni cibo viene indicata la storia, la tabella nutrizionale, le virtù ed eventualmente alcune controindicazioni che lo riguardano e viene poi fornita una serie di consigli su come scegliere le varietà migliori. Non è un libro di ricette ma un libro che aiuta a scegliere i prodotti con maggiore consapevolezza.

Il libretto è interessante proprio per l’ottimo rapporto prezzo/qualità, comunque, per chi non fosse convinto, vi posto una delle tante schede pubblicate nel libriccino… almeno vi fate un’idea. Per ulteriori informazioni vi rimando a questa pagina del sito de “Il salvagente”.

L’alimento della settimana: IL CARCIOFO, UN GUSTOSO AIUTO PER L’ORGANISMO.  di Roberto Quintavalle

Un bocciolo amaro ma dolcissimo per le nostre diete. Il carciofo (Cynara scolymus) che cogliamo e mangiamo prima che divenga un bel fiore di colore indaco è esattamente questo: un alimento insostituibile e un gran piacere per il palato. Certo, di carciofi ce ne sono tanti e ognuno ha una peculiarità. Gli spinosi – tra i quali quelli di Albenga e di Palermo e il Masedu sardo – sono particolarmente apprezzati per la tenerezza e il sapore gustoso delle foglie e, dal punto di vista strettamente produttivo, sono più resistenti agli agenti atmosferici. La loro forma è affusolata e si distinguono dalle altre varietà per le lunghe e robuste spine poste alla sommità delle brattee (che impropriamente chiamiamo foglie o squame) di colore violaceo. Sono i più indicati per essere consumati crudi.
Il carciofo non spinoso – una famiglia in cui spiccano il Violetto di Toscana e di Catania, il romanesco Campagnano, il campano Castellammare e Macau – ha invece una taglia più piccola, brattee prive di spine, colore più accentuato, e risulta essere tenero e saporito al gusto.
A prescindere dalla varietà, dal punto di vista nutrizionale il carciofo ha caratteristiche uniche: è ricco innanzitutto di fibre, potassio, fosforo, calcio e magnesio. Ha un bassissimo contenuto di calorie, ed è dunque molto indicato per i regimi dietetici. Al momento dell’acquisto deve avere il gambo sodo e dritto, la punta ben chiusa e le foglie carnose e croccanti. Se il gambo è molle e le foglie sono striate di marrone, sono raggrinzite o hanno perso la brillantezza del colore, non è fresco. Si conserva in frigo per 4-5 giorni o si può sistemare con il gambo immerso in acqua. Una volta cotto il carciofo si deteriora rapidamente, per cui va mangiato prima possibile. L’ideale, per conservare le sue proprietà, sarebbe gustarlo crudo in insalata.

La cinarina

Il carciofo è uno di quegli alimenti le cui proprietà benefiche sono conosciute e apprezzate da millenni. Protagonista di molti di questi benefici è la cinarina, un principio attivo in grado di stimolare la secrezione biliare, che può aumentare anche del 90%. Purtroppo, però, questa sostanza viene inattivata dalla cottura e dunque ha un effetto solo se il fiore viene consumato crudo.
Il carciofo ha anche un effetto benefico sull’apparato digerente e sul fegato. Altro effetto importante (anche grazie alla presenza di sali minerali) è l’azione diuretica e depurativa. Agisce inoltre come controllore del colesterolo, regolatore dell’insulina e cardioprotettore.
Per il contenuto di fibra indigeribile e di tannino, questo alimento può risultare irritante per i bambini molto piccoli. Per questo si consiglia di introdurlo gradualmente nella dieta dei più piccoli. Stessa cautela viene suggerita a chi allatta: la cinarina potrebbe rendere il latte amaro e per questo meno gradito al neonato.

TABELLA NUTRIZIONALE (PER 100 GRAMMI DI PARTE EDIBILE) Fonte Inran

Calorie 22 kcal
Proteine 2,7 g
Lipidi 0,2 g
Carboidrati 2,5 g
Fibra totale 5,5 g
Sodio 133 mg
Potassio 376 mg
Calcio 86 mg
Ferro 1 mg
Fosforo 67 mg
Magnesio 45 mg
Vitamina A (ret. eq.) 18 mcg

Articolo pubblicato a pag. 28 del n.10 della rivista “Il salvagente” del 6 marzo 2014 e ripubblicato a pag.18 del libro “Gli alimenti segreti & virtù”.

p.s. Di solito non pubblico due post nello stesso giorno… oggi l’ho fatto giusto perchè chi è interessato possa cercare la rivista col libro il prima possibile. Domani il blog riposerà… quindi Buon fine settimana a tutti!

Dal Friuli Venezia Giulia: Salviamo il pane!

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Foto: “Pane” by Jano Fistialli – Flickr.com

Salviamo il pane! Dal Friuli Venezia Giulia, prima regione ad aver legiferato sul pane artigianale, è partita la campagna per salvare il pane tradizionale: quello fresco, a lievitazione naturale, prodotto con farine locali senza nessun additivo e fatto artigianalmente dai fornai che lavorano di notte.

20 ristoranti, aderenti alla Via dei sapori del Friuli Venezia Giulia, si sono uniti in questa battaglia contro il pane surgelato e poi riscaldato (spesso proveniente dall’estero) e contro il pane fatto con farine addizionate di sostanze auto lievitanti, che riducono i tempi di panificazione ma allungano e rendono più difficile la digestione, perchè il lavoro che normalmente avrebbero dovuto fare i lieviti è demandato ai nostri poveri stomaci. Una bella battaglia che, mentre promuove un prodotto artigianale, tutela anche la nostra salute.

Ogni ristorante propone i propri tipi di pane che sono preparati direttamente in cucina o fatti artigianalmente da fornai di fiducia, ai quali aggiunge una o più ricette a base di pane. Ogni commensale trova poi al proprio tavolo un depliant-segnaposto che spiega tutto il progetto. Qui sotto tutti i ristoranti aderenti: per maggiori info vi rimando alla pagina sul sito “Via dei sapori”.

  • Al Bagatto di Trieste
  • Al Ferarùt di Rivignano
  • Al Gallo di Pordenone
  • Al Grop di Tavagnacco
  • Al Lido di Muggia
  • Al Paradiso di Paradiso
  • Al Ponte di Gradisca d’Isonzo
  • All’Androna di Grado
  • Campiello di S. Giovanni al Natisone
  • Carnia di Venzone
  • Costantini di Tarcento
  • Da Nando di Mortegliano
  • Da Toni di Gradiscutta
  • Devetak di San Michele del Carso
  • Là di Moret di Udine
  • La Primula di S. Quirino
  • La Subida di Cormòns
  • La Taverna di Colloredo di M. Albano
  • Sale e Pepe di Stregna
  • Vitello d’Oro di Udine

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

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Foto “14/52 – Value” by whatmattdoes – Flickr

Nell’unico post che ho fatto la settimana scorsa  (Granelli di sabbia… per una nuova economia.) scrivevo che, per uscire dalla crisi, dovremo cambiare  i nostri consumi spostando i nostri soldi dall’economia liberista e di mercato verso un’economia solidale e rispettosa dei diritti di tutti, magari anche di qualità. Senza saperlo avevo scritto una cosa che già facciamo e che è oggetto di studio di Università e di Agenzie di Marketing. Vorrei perciò condividere con voi l’articolo seguente pubblicato sulla rivista “Il Salvagente” di questa settimana e che è stato scritto dalla Presidente di una delle più note agenzie di Marketing di Milano.

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade  e pubblicato sul nr. 14/2014 de “Il salvagente

La contrazione delle capacità di spesa ha indotto cambiamenti significativi in molti comportamenti dei consumatori, come conferma anche l’ultima ricerca dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma dalla quale risulta che per risparmiare i consumatori indugiano 6 minuti in più rispetto al passato davanti agli scaffali pur di scegliere in modo più conveniente. Il mito della “quantità” (che reggeva il concetto di consumismo) è stato sostituito da quello della “qualità” (consumo meno, ma meglio, cerco benessere e valore).

Ne consegue che le modalità di acquisto nei punti vendita cambiano: meno frenesia sulle promozioni e meno impulso, più attenzione e analisi sui prodotti prima di metterli nel carrello. Comprando meno ma spendendo in modo più ragionato.

Se questo è il quadro dello shopping, ne consegue che anche i motivi di attrattività cambiano: diminuiscono in modo significativo le persone che amano lunghe visite nei negozi, alla ricerca di impulsi di acquisto non pianificato, di un “passatempo” giocato sulla merce e sul piacere di comprare. Aumentano invece le persone che ricercano il piacere di “consumare”.

La disponibilità di tempo nei negozi si comprime: si vuole perdere meno tempo a cercare il prodotto e più tempo per valutarlo e giudicarlo. I format più performanti in questo momento sono quelli che riescono a offrire un assortimento facile da leggere, con poche sovrapposizioni, ma stimolante, ricco di novità, qualitativo. Non dimentichiamoci che le tipologie di acquisti in maggiore aumento sono quelle del biologico, della tipicità locale o a chilometro zero, dell’etico e del solidale. Il mercato del food retail biologico cresce di oltre il 12% annuo a fronte di un mercato in generale contrazione.

Meno tempo per lo shopping, più tempo per la qualità della vita e per godersi i minori ma migliorati consumi.

Ben diverso è il tema dei discount. Qui la velocità del processo di acquisto è più garantita della semplicità dell’assortimento che dall’assenza di stimoli per acquisti di impulso. Manca in questo caso anche la maggiore accuratezza di valutazione qualità dei prodotti. Ma rimane una sicura convenienza unita a una grande facilità di acquisto.

Probabilmente questo ultimo caso non segna il futuro dei consumi, sembrerebbe ancora legato ai meccanismi del mondo del consumo che fu, se non fosse fortemente giustificato dall’esistenza di coloro che proprio non riescono ad arrivare alla fine del mese. E allora che risparmio sia. La qualità della vita e del consumo è rimandata a tempi migliori.

tratto dall’articolo “La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.” di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade pubblicato a pag. 8 de “Il Salvagente” n.14/2014

Granelli di sabbia… per una nuova economia.

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Foto “gears” by Natasha Wheatland – flickr

La salita al potere di Matteo Renzi ha suscitato sentimenti opposti: grandi entusiasmi (come in questo articolo di Jacopo Fo) e grandi sospetti (come in questo articolo di Alessandro Robecchi). Io non mi fido e sto tra i sospettosi anche perchè, molte delle manovre previste da Renzi, come il taglio di 85.000 statali, i tagli alla sanità e i 3 anni senza diritti per i precari, sono manovre che abbiamo già visto negli anni scorsi in Grecia, paese dove purtroppo spesso ci tocca leggere il nostro futuro. D’altra parte, come scrive SDRENG in questo articolo, se Marchionne elogia Renzi… io mi preoccupo. Ad essere ottimisti siamo alle solite lacrime e sangue di Monti solo che Matteo Renzi ce le infiocchetterà e impacchetterà con la carta colorata come la sorpresa di un prossimo uovo di Pasqua! E se con una mano ci darà i famosi 80€ in busta paga, c’è il rischio che attraverso le nuove tasse (Tari-Tasi o come diavolo si chiameranno), ce ne riprenda il doppio.

Diciamoci la verità: il problema non è la persona di Matteo Renzi ma il fatto che lui, come i suoi predecessori e come tutti quelli che comandano nell’Unione Europea, Troika, Fmi, etc…, sono i rappresentanti di quel capitalismo liberista e finanziario che, in nome del profitto ad ogni costo, ha causato la crisi che stiamo vivendo, aumentando la povertà di tanti cittadini e di tante nazioni. D’altra parte il rapporto appena uscito di Oxfam (qui una bella sintesi in italiano)  dichiara che 85 super ricchi possiedono l’equivalente di quanto detenuto da metà della popolazione mondiale e che negli ultimi anni le leggi sono state fatte per favorire i più ricchi a scapito dei più poveri tanto che, dal 1970 a oggi, in 29 nazioni sulle 30 analizzate da Oxfam, i ricchi guadagnano molto di più e pagano molte meno tasse.

Il sistema economico liberista è al collasso e l’unico modo per uscirne è andare verso un’economia solidale, più rispettosa dell’ambiente, dei diritti umani sia dei cittadini che dei lavoratori. Chiedere  un’inversione di rotta alla classe dirigente mondiale che è stata la prima causa della crisi è una pia illusione, pensare che tale inversione sia indolore, altrettanto. Quindi Renzi o non Renzi lacrime e sangue sono e lacrime e sangue resteranno, almeno nel breve e medio periodo.

In una discussione fatta alcune settimane fa con alcuni amici del Gruppo d’Acquisto Solidale di cui faccio parte ci siamo chiesti cosa possiamo fare come cittadini per scardinare questo sistema, senza farsi troppo male, cioè senza acuire la crisi che già stiamo vivendo. Tralasciando le posizioni estremistiche, un tantinello rivoluzionarie e soprattutto impraticabili come il ritorno di tutti alla terra tramite la proprietà collettiva dei terreni, l’autosufficienza alimentare e il baratto, rimane la proposta concreta e già attuata da molte persone, indicataci dall’amico G.

Spostare poco a poco i nostri soldi dall’economia liberista e di mercato ad un’economia solidale e rispettosa dei diritti di tutti. Attenzione! Non si tratta di fare beneficenza o volontariato ma semplicemente di usare i soldi che riceviamo come stipendio per acquistare beni e servizi da imprese rispettose dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori.  Ad esempio G. lavora per una multinazionale e il suo stipendio che viene accreditato sul suo conto corrente presso l’unica Banca Italiana che non fa finanza speculativa ma che finanzia piccole realtà del terzo settore e di cui anch’io sono correntista: Banca Popolare Etica. Allo stesso modo se decidiamo di mangiare un’ottima pizza perchè non farlo in uno dei tanti ristoranti gestiti da onlus che in questo modo offrono un lavoro a delle persone svantaggiate come i disabili? E perchè non comprare il caffè equo e solidale invece di quello di George Clooney che è causa di tanti disastri nel mondo?  E perchè comprare la frutta e la verdura proveniente dall’altra parte del pianeta, quando si potrebbe comprare dal contadino accanto a casa a prezzi inferiori, magari anche biologica, contemporaneamnte salvaguardando l’ambiente in cui viviamo?

Gesti banali che sembrano sciocchezze ma che stanno già creando una nuova economia. Per ora si tratta di numeri piccolissimi ma in continua crescita, al contrario di quelli perennemente in rosso dell’economia liberista. Leggete questo articolo di “Repubblica” su Banca Etica oppure quest’altro, sempre su Banca Etica, di “Avvenire”. Infine leggete anche questo bellissimo pezzo sull’Imprenditoria sociale e sul Mercato Virtuoso de “Il Fatto Quotidiano”.

Il mio amico G. vi direbbe che ogni euro spostato dall’economia liberista a quella etica e sociale è come un granello di sabbia che cade nell’ingranaggio del liberismo, col vantaggio che quando quell’ingranaggio si incepperà definitivamente ne avremo già sviluppato un altro, molto più funzionale e soprattutto più rispettoso delle persone e dell’ambiente. Noi forse non ci saremo più ma avremo lasciato ai nostri nipoti un’economia nuova!

Piantate fiori, per non far scomparire le api…

Mi scuso con tutti i lettori ma in questo periodo non ho molto tempo da dedicare al blog e perciò gli articoli si stanno facendo sempre più radi e corti… Oggi comunque voglio presentarvi un video che mi ha segnalato un’amica (grazie Susanna), che spiega come mai le api stanno scomparendo e cosa possiamo fare noi per aiutarle. E’ solo un quarto d’ora di video ma è molto interessante e vale la pena di vederlo (…ci sono i sottotitoli in italiano)!

Non è mai simpatico svelare il finale di un film, però se proprio qualcuno non ha 15 minuti per vedere il video, vi lascio con l’esortazione finale… Piantate dei fiori nei vostri giardini e nei vostri balconi e non usate pesticidi! Le api vi ringrazieranno….

Attenzione al cliente: USA vs Italia.

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Foto “Gemellaggio a Little Italy” by htmvalerio – flickr

Negli ultimi giorni mi sono capitati due problemetti per cui ho dovuto contattare l’assistenza clienti di due grosse aziende, una negli U.S.A. e l’altra in Italia: Hard Rock Café dall’altra parte dell’oceano e Poste Italiane da questa parte… Vi racconto come è andata, poi traete voi le conclusioni…

Hard Rock Cafè

Il problema

In famiglia abbiamo la carta fedeltà dell’Hard Rock Café (tecnicamente “Vip Rewards Card”) dove vengono accumulati i punti ogni volta che compriamo qualcosa o mangiamo all’Hard Rock Café e la cui assistenza viene gestita online direttamente dagli Stati Uniti. A fine Ottobre  andiamo a mangiare all’HRC ma l’accredito dei punti non ci sembra corrispondente all’importo pagato e così decido di chiedere lumi…

Primo giorno. Scansiono lo scontrino con lo scanner e invio la foto tramite e-mail con i dati della carta al customer care negli Stati Uniti… In meno di 16 ore arriva la mail di risposta dalla sede centrale di Orlando (Florida). Il customer care ci spiega dettagliatamente perchè sono stati conteggiati meno punti, in base al regolamento dell’iniziativa. Ci ringraziano e rimangono gentilmente a disposizione per eventuali altri chiarimenti.

Poste italiane

Il problema

Ho una SIM Postemobile che uso saltuariamente e che mi è stata sospesa all’improvviso perchè da molto tempo non facevo nessuna ricarica. Sospensione che è arrivata tra capo e collo,  senza nessun avviso precedente da parte di Poste Italiane: ne’ un SMS ne’ un’email, niente!

Primo giorno. Telefono una prima volta all’assistenza al nr. 160. Cerco di parlare con un operatore e dopo aver dribblato tutti i messaggi registrati arrivo alla fatidica frase dove mi viene detto che finalmente posso parlare con un essere umano… Parte una musichetta e dopo, la solita voce registrata, mi dice che  la telefonata verrà interrotta perchè l’attesa per parlare con un umano è maggiore di 6 minuti. Così, di brutto, mi riattaccano in faccia. Sembra di aver scartato un chewing-gum degli anni ’70, di quelli con la scritta “Ritenta, sarai più fortunato”. Riprovo una seconda volta e una terza… stessa musica! E’ Sabato pomeriggio… desisto.

Secondo giorno. Richiamo il 160 il giorno dopo all’alba  e finalmente riesco a parlare con un umano. Mi dice che basta fare una ricarica in un ufficio postale e poi richiamare il 160 per aver riattivata la Sim… E’ Domenica, rimando tutto al Lunedì…

Terzo giorno. Vado alla posta e faccio la ricarica sulla Sim. Torno a casa, richiamo il 160, dribblo i messaggi registrati e parlo con un’umana femmina… Lei verifica il tutto, mi tiene occupato in linea per un bel po’ di minuti e poi mi dice che non può riattivarmi la SIM perchè questa è abbinata ad una carta postepay. Le dico che è la mia postepay, le recito tutti gli estremi della carta e le dico perfino che il saldo è di miseri 11€… Lei è inflessibile: non mi può riattivare la Sim. Devo andare sul sito delle poste, scaricare un modulo, riempirlo e mandarlo via fax ad un numero verde, con la fotocopia della mia carta di identità. Mi offro di mandare un’e-mail: non c’è verso, vogliono un fax per forza! E’ tardi e devo preparare la cena: rimando tutto al giorno dopo…

Quarto giorno. Trovo e scarico il modulo, lo riempio con una marea di dati… manca solo il numero dei capelli che ho in testa. Faccio la fotocopia della carta d’identità, mando via il fax e attendo… nel frattempo la SIM continua ad essere morta…

Quinto giorno. La Sim è ancora morta… aspetto tutta la giornata, poi richiamo il 160. Ormai conosco a memoria la combinazione di tasti per parlare in tempi ragionevoli con qualcuno in carne e ossa… L’umana, tale Valentina, mi dice che finalmente è tutto a posto: ricarica effettuata, fax ricevuto e pratica aperta… Mi immagino che lei adesso abbia davanti la videata con la mia situazione e che le basti cliccare sul pulsante “riattiva” per riportare in vita la mia SIM… Invece NO! La pratica deve fare il suo corso… Chiedo tra quanto tempo la sim verrà riattivata: dall’altra parte del telefono il silenzio impera. Supplico Valentina e alla fine, con un filo di voce e senza alcuna convinzione, mi dice che dovrò aspettare 3 o 4 giorni e che sarò avvisato con un SMS  spedito alla Sim disattivata (operazione inutile perchè se la Sim non è attiva l’SMS non arriverà mai e quando arriverà vorrà dire che la Sim è già attiva). Preso dallo sconforto le lascio un numero di telefonia fisso dove farmi avvisare sullo stato della pratica…

Sesto giorno. Attesa infruttuosa… Secondo le sacre scritture il Buon Dio in 6 giorni avrebbe creato l’universo e domani si sarebbe riposato. Poste mobile in 6 giorni non è riuscita a riattivare una Sim… meno male che alle Poste non han fatto creare il mondo perchè saremmo ancora al buio a vagare nel caos!

Decimo giorno.  Dopo aver atteso inutilmente per tre giorni richiamo il 160 e mi imbatto in Paolo, l’unico operatore che, alla fine, si dimostrerà veramente “umano” (intendendo stavolta come sensibile, pragmatico e con una discreta razione di “buon senso”). Paolo mi dice che la mia pratica è stata chiusa perchè la copia della carta d’identità inviata per fax era troppo scura e non si leggeva. Poi mi informa che non ero stato avvisato perchè l’unico recapito era la Sim disabilitata. Faccio presente che alla sua collega del 5° giorno avevo lasciato anche il telefono fisso di casa e che alla carta Postepay associata alla Sim c’erano associate alcune e-mail di cui una proprio delle poste (cioè @poste.it). Come in un assurdo gioco dell’oca Paolo mi dice che devo rifare tutta la pratica ripartendo da zero… cioè ricarica, moduli, fax e così via… Faccio presente che se mi dà una e-mail in due minuti gli rimando i moduli e la copia della carta di identità scannerizzati e leggibili, ma lui mi dice che non è possibile… A questo punto Paolo deve aver intuito il mio sconforto e improvvisamente gli scatta  una botta di buon senso e praticità… Così mi dice: «Senta, mi assumo io la responsabilità di riattivarle la Sim: se mi risponde a tutte domande la riattivo io senza farle fare il fax».  Inizio e recito come un rosario: nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo e città di residenza… Alla fine Paolo si convince che io sono io, che la Sim è la mia e con un  click me la  riattiva… Tempo circa 10 minuti e posso di nuovo usare il cellulare al 100% delle funzionalità e con tutto il credito residuo di oltre 30 euri…

Conclusioni

Ammettendo che io come consumatore non sono un granchè (non ho letto tutto il regolamento in inglese della Carta Fedeltà dell’Hard Rock Cafè e mi sono pure dimenticato di ricaricare la Sim Postemobile) resta il fatto che ho iniziato due pratiche lo stesso giorno: il 9 di Novembre… Quella negli Usa è terminata dopo 16 ore, quella in Italia il 18 Novembre e solo per il “buon senso” di un operatore…

Come sono andate a finire le Mele della Pace 2013.

Particolare locandina Mele della Pace.

Particolare locandina Mele della Pace.

Come vi avevo racontato nel post dello scorso 24 Ottobre  negli scorsi tre week-end è tornata l’iniziativa del Movimento Shalom intitolata “Mele della Pace” i cui proventi erano destinati a creare delle Borse di Studio per permettere a studenti poveri del Burkina Faso di frequentare l’Università IPS di Ouagadougou.

Sono stato, nel pomeriggio di Sabato scorso, con i volontari del Movimento Shalom a vendere i sacchetti di mele in un ipermercato della provincia di Firenze. Ad inizio pomeriggio le sensazioni erano abbastanza pessimistiche in quanto molti segnali  remavano contro di noi… L’affluenza delle persone era molto più scarsa che in passato, il supermercato aveva le mele come le nostre in offerta speciale e infine dovevamo condividere il lungo corridoio  con i promoter Telecom che già stressavano chi aveva appena fatto la spesa… Oltretutto l’argomento per cui vendevamo le mele non era di quelli che attiravano la sensibilità delle persone: se parli di adozioni  a distanza di bambini piccoli a cui viene garantito l’accesso all’asilo e alle elementari le persone si inteneriscono, quando invece parli di garantire a studenti poveri l’accesso all’Università le persone storcono la bocca, ti dicono che i problemi sono altri e che anche molti italiani non possono permettersi l’accesso all’Università…

La strada si presentava tutta in salita ma noi ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo con gentilezza offerto le nostre mele… Tante persone hanno rifiutato, altri si sono scusati perchè avrebbero voluto contribuire ma erano senza lavoro o con pensioni minime che non consentono loro di arrivare a fine mese, qualcuno si è inventato delle scuse alquanto bislacche o si è finto povero (nonostante vestisse abiti firmatissimi o avesse cellulari di ultima generazione in mano) infine un paio di persone si sono infervorate contro di noi perchè… “voi pensate solo all’Africa, etc etc…”

In tanti però hanno accettato la nostra offerta ed hanno comprato il sacchettino di mele. Quando sono andato via, dopo 3 ore e mezza dall’inizio, avevamo venduto oltre 110 sacchetti di mele a testimonianza che, nonostante la crisi feroce, gli italiani continuano ad essere un popolo sensibile e generoso. Se mi avessero chiesto, ad inizio serata, di fare un pronostico sui sacchetti venduti non sarei andato oltre i 30… Grazie a tutti per aver smentito le mie previsioni!

Per approfondire