Diamo una mano ad Equoland: compriamo il cioccolato Ciocador.

Foto "IMG_4660" by Valentina Ceccatelli - flickr

Foto “IMG_4660″ by Valentina Ceccatelli – flickr

Mi scuso con i miei lettori se da un po’ di tempo non pubblico nuovi post: in questo momento ho dei piccoli problemi di salute che mi impediscono di seguire il blog e che mi faranno saltare anche la maratona di Firenze a cui mi stavo preparando da alcuni mesi.

Vorrei però pubblicare un post con l’appello di Equoland per salvare la fabbrica del cioccolato equo e solidale di Calenzano (Fi) che si trova in uno stato di crisi e che cerca disperatamente di salvare i posti di lavoro in Italia e i progetti di solidarietà con i produttori del cacao biologico in Ecuador. Da quel poco che sono riuscito a sapere la Cooperativa di Equoland è in liquidazione e sta cercando di salvare almeno la fabbrica di cioccolato per garantire un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori.

L’appello è quindi quello di comprare e chiedere nelle botteghe del commercio equo e solidale i prodotti di Equoland: le cioccolate della linea Ciocador e la famosa crema da spalmare Estrella Primera. Potrebbe capitarvi (come purtroppo è successo a me in un paio di botteghe del commercio equo di Firenze) che in qualche negozio vi dicano che non tengono i prodotti di Equoland perchè non sono certificati biologici o perchè non hanno il bollino delle Associazioni del Commercio Equo e Solidale. E’ tutto vero ma anche questo è dovuto alla crisi che sta attraversando Equoland. Pur producendo con materia prima biologica e seguendo le regole del commercio equo e solidale, Equoland ha rinunciato da tempo alle certificazioni e all’appartenenza alle varie associazioni che rilasciano i “bollini equi e solidali” perchè questi hanno dei costi proibitivi. Equoland, dovendo affrontare la crisi, si è trovata a scegliere fra pagare i diritti per stampare un “bollino” sulle etichette delle cioccolate oppure licenziare qualche dipendente mettendo in difficoltà una o più famiglie.  E’ logico che la scelta più equa e solidale sia stata quella di tutelare le lavoratrici e lasciar perdere (con dolore) le certificazioni…

Quindi, alle vostre botteghe del commercio equo, chiedete tranquillamente  le cioccolate di Equoland e se qualcuno vi farà delle storie ditegli che forse non sono molto solidali se mettono i bollini davanti alle persone e che fra cooperative del Commercio equo e solidale non dovrebbe esserci “concorrenza” ma piuttosto “aiuto reciproco”…

Ecco l’appello dal sito di Equoland….

Cari Amici Finalmente possiamo darvi la buona notizia: siamo tornati operativi con la produzione e vendita della cioccolata Ciocador. L’attività di Equoland per il Commercio Equo e Soilidale proseguirà come prima, senza alcun cambiamento delle filiere, modalità e finalità, ad eccezione della fatturazione che sarà fatta dall’ Officina Alimentare Italiana Srl in qualità di nuova concessionaria intervenuta in soccorso ad Equoland nella gestione temporanea di ramo d’azienda. L’officina Alimentare Italiana si occupa, con passione e competenza, di colture e produzione di prodotti alimentari biologici di filiera corta (Toscana) – http://www.officinaalimentareitaliana.it – un’attività molto affine a quella del Commercio Equo e Solidale – e potrà portare valore aggiunto di sensibilità e qualità nella nostra tanto cara rete equosolidale. Gli ordini del cioccolato per consegne fino all’Aprile 2013 potranno essere inviati a: comunicazione@equoland.it Listino, modalità e condizioni invariate rispetto alla stagione 2011. Anche per questa stagione vorremo essere presenti con il Ciocador su tutta la catena delle botteghe del commercio equosolidale; è indispensabile la vostra preziosa partecipazione per poter recuperare l’equilibrio economico necessario per la sostenibilità della fabbrica del cioccolato equosolidale e di tutto quello che ci ruota intorno (sensibilizzazione, attività formative e didattiche, visite di scolaresche, ecc.), perciò ci aspettiamo di ricevere, come sempre, richieste importanti dei nostri prodotti della linea Ciocador ed altri vari del listino Equoland. Grazie Per ora, i più cari saluti.

tratto dal sito internet di Equoland

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32 thoughts on “Diamo una mano ad Equoland: compriamo il cioccolato Ciocador.

  1. Ti faccio un sacco di auguri per la tua salute!
    Accidenti come è tutto diventato difficile…anche per dei bollini.
    Mi annoto le info quì scritte. Grazie mille e mi raccomando riprenditi che ci piace leggere delle tue grandi camminate!

    • Guarda, sui bollini non ci credevo nemmeno io… Mi hanno fatto vedere che per far parte delle associazioni del commercio equo (e quindi mettere il bollino sui prodotti) c’è da pagare una percentuale sui ricavi, anche se sei in crisi…

  2. Ciao, mi permetto di entrare nel merito poiché lavoro per Il Villaggio dei Popoli, una delle cooperative fiorentine che ha deciso di non avere più rapporti commerciali con Equoland.
    Le certificazioni, possono apparire inutili, discutibili, sgradevoli… sono nate, però, come garanzia per i consumatori. Chiunque aderisca ad Agices, Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo E Solidale, si impegna a fare da garante, verso soci e clienti, relativamente al fatto che i prodotti distribuiti siano effettivamente prodotti di filiera equa, una filiera, cioè, dove ogni soggetto della catena è tenuto al rispetto dei criteri contenuti nella Carta dei Valori.
    La mia cooperativa è un soggetto certificato come distributore del commercio equo e solidale: se non rispetta gli impegni sottoscritti con Agices, che riguardano anche il controllo dei fornitori, commette un imbroglio. Coloro che, pur operando nel comes, non ci danno valide garanzie rispetto alla loro attività (Commercio Alternativo e Equoland) sono dovuti uscire dal giro poiché Agices chiede questo.
    Ora, volendo approfondire nel dettaglio la materia, ci sono molte altre cose di cui potremmo parlare, ma non mi pare questa la sede. Ci vorrebbero pagine e pagine… Se vuoi approfondire vis a vis vieni a trovarmi in via Modigliani 51! sarò lieta di continuare la chiacchierata a voce.

    • Ciao Chiara e grazie per il tuo commento.

      La tua posizione e quella del Villaggio dei Popoli la conosco e ne abbiamo già parlato vis à vis io e te, alcuni anni fa, in occasione dell’apertura del Bottegotto e di un incontro con i gruppi d’acquisto del quartiere 4 di Firenze. In estrema sintesi voi avete deciso di vendere soltanto i prodotti di chi è in regola al 100% con tutte le certificazioni. Con la conseguenza che chi non è in regola, o si mette in regola, oppure si arrangi… In tutta franchezza penso che la vostra sia una posizione un po’ troppo da “duri e puri”. E’ una posizione coerente e legittima, che capisco ma che purtroppo non riesco a condividere, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale.

      Scusa se la mia risposta è un po’ stringata e semplicistica. Se mi dai un paio di giorni, ti rispondo con un post un po’ più articolato. Grazie.

      • Il punto è che non è la singola realtà cooperativa, come ad esempio Il Villaggio dei Popoli, a dettare certi criteri, bensì Agices. Detto questo, è legittimo che tu non condivida i criteri scelti da Agices, ma vorrei fosse chiaro che per aderire ad Agices bisogna garantire la certificazione dei propri fornitori.

        • Commercio Alternativo e Equoland, che sono entrambe cooperative in crisi e in liquidazione, sono dovute uscire da Agices (mi immagino anche per i costi che la partecipazione ad Agices e le certificazioni comportano). Ora se da Agices esce Commercio Alternativo, che ne è stato uno dei fondatori e se Equoland viene salvata da un’azienda esterna al mondo del commercio equo e solidale, credo che in Agices e più in generale nel pianeta del commercio equo e solidale ci sia qualcosa che non va… e magari qualcuno dovrebbe riflettere.

          Quando leggo di queste diatribe, io che sono un banale consumatore di prodotti equi e solidali, rimango allibito. Come persona esterna alle vicende del commercio equo e solidale ho la sensazione (del tutto personale ed opinabile) che per salvare la “Carta dei valori” si buttino a mare progetti di solidarietà, lavoratori e lavoratrici nel nord e nel sud del mondo, solo perchè …non hanno un bollino.

          Vorrei sbagliarmi ma ho la sensazione che gli “ultimi” del sud del mondo, proprio quegli “ultimi” che il commercio equo vorrebbe salvare, nel momento in cui sono in maggiori difficoltà economiche e perciò non possono permettersi le certificazioni, vengano abbandonati al loro destino da chi, nello stesso mondo, si trova in situazioni economiche leggermente un po’ più fortunate…

          Mi auguro di sbagliarmi ma giuro che quando leggo queste cose mi viene proprio la voglia di andare a comprare una cioccolata… si ma della Nestlè!

          • La faccenda è molto complicata e certamente nessuno è il detentore della verità assoluta. Io non dico che Agices non sia una realtà da mettere in discussione, tutt’altro… Personalmente penso che nel comes ci siano molte cose che non vanno.
            Ad ogni modo, i motivi per cui la collaborazione con Equoland è terminata, almeno per noi, sono molteplici e vanno anche al di là di quantyo detto in questa sede.

            • Che la situazione sia complicata non lo metto in dubbio… se lo è per tutti voi che ci lavorate dentro immagina come può apparire agli occhi di un semplice consumatore come me.

              Io credo nel commercio equo e solidale, in tutto il commercio equo e solidale (anche in quello a “specchietto per le allodole” dei supermercati), però per mia indole e per mia formazione culturale, quando vedo qualcuno in difficoltà, ho un moto di empatia verso chi è “ultimo tra gli ultimi”. Sarà per questo che mi ritrovo sempre fra le minoranze di questo mondo…

              Detto questo, in tutta confidenza e in sincerità… posso farti una domanda? Me lo dico da solo, è una domanda bastarda, stronza, cattiva… quindi puoi non rispondere o anche mandarmi a quel paese…

              Se un giorno Equoland dovesse chiudere, mandando a casa le operaie e lasciando i produttori di cacao dell’Ecuador in difficoltà, voi che cosa farete?

              a) vi dispiace.
              b) non ve ne importa un fico secco.
              c) stappate una delle bottiglie migliori e brindate.

              • La tua è una domanda provocatoria. Per affrontare seriamente, al di là delle provocazioni, la tematica di cui tu parli, bisognerebbe vedersi un pomeriggio e imbastire una bella tavola rotonda.
                Se mi stai chiedendo se sono felice che Equoland fallisca la risposta è no, non sono felice. Se mi stai chiedendo, invece, se penso che Equoland sia una realtà che lavora in modo limpido, onesto, trasparente e che come tale vada appoggiata la risposta è: sulla base di quanto ho potuto capire ho diversi dubbi. Infatti, quando ho chiesto alla responsabile degli acquisti del VdP come mai non tenessimo più Equoland le sue risposte, in merito alla dubbia eticità della cooperativa, mi hanno piuttosto convinto.
                I criteri imposti da Agices, come si diceva, sono passibili di elasticità. Ogni soggetto di comes può decidere, sulla base della propria esperienza personale, con chi applicare questa elasticità e con chi non applicarla. Io posso chiudere un occhio davanti alla mancanza della certificazione se sono convinta che tu lavori con serietà. Nel caso del caffè tatawelo, ad esempio, avviene proprio questa cosa qui. In caso contrario ho tutto il diritto di non essere elastica.
                Detto questo, lo ribadisco, nessuno detiene la verità assoluta. Io riconosco mille limiti, non soltanto alla cooperativa di cui faccio parte, ma al consorzio Ctm, di cui essa è socia, e ad Agices stesso.
                Mi preme solo far capire che la questione va al di là del problema “certificazione”, problema che pure, lo ripeto, per noi ha un certo valore.

              • Nei prossimi giorni dovrei passare dalla bottega… ho il buono sconto di altromercato da spendere… Se quando passo ti trovo sarò ben contento di fare due chiacchiere… Intanto grazie per questa chicchierata sul blog.

                p.s. Pur non bevendo il caffè, conosco bene tutta la storia del Tatawelo. E’ un’esperienza davvero esemplare e Clara (che è l’anima del Tatawelo) è una persona deliziosa che ammiro molto.

  3. sono da lungo tempo sostenitore di una economia equa e solidale. Sono infatti socio sostenitore di altreconomia e di Banca Etica. Ho aderito al progetto ciocador che prevedeva il finanziamento di una piantagione di cacao come forma di investimento. Credendo ad un’economia alternativa ho pensato fosse meglio aderire a tale investimento nella proposta massima( 1025 €) anzichè investire i miei pochi risparmi in BOT.
    Di tale somma non sono più riuscito ad avere notizia nè è stata mantenuto l’impegno di un interesse annuo sotto forma di cioccolato equivalente.Mi sento truffato e ritengo che se il mondo del mercato equo solidale non è in grado di garantire quell’eticità che tanto denunciamo nell’economia prevalente, è una tragedia immane. Fate qualcosa , se crolla la fiducia, qui crolla tutto.

    • Ciao Enrico,

      della campagna a favore della piantagione di cacao ne avevo parlato anche su questo blog e a suo tempo, nel Gruppo d’Acquisto Solidale di cui facevo parte, avevamo affrontato questa situazione. Il cuore e la passione ci dicevano che l’opera era meritoria, la razionalità, visto che Equoland era già in crisi ed era una cosa abbastanza nota, ci diceva che si trattava di un investimento ad alto rischio.

      E’ una situazione abbastanza comune anche nell’ambito dei Gruppi d’Acquisto Solidale, andare in soccorso di fornitori in difficoltà, in particolare di quelli strangolati dalle banche. Chi negli ultimi anni ha frequentato il mondo dei Gruppi d’Acquisto Solidali Fiorentini conosce il caso emblematico e drammatico dell’azienda agricola “I due falcetti”. Dal poco che conosco ho avuto la sensazione che si trattasse di due fratelli, bravissimi come agricoltori e allevatori ma talmente sprovveduti dal lato finanziario tanto da essere finiti in una spirale di debiti con le banche da fare paura. In questo caso e in quello di Equoland tanti hanno deciso di rischiare finanziando queste persone. Il mio gruppo d’acquisto dell’epoca e io, come singolo, abbiamo prudentemente deciso di sostenere queste aziende semplicemente comprando i loro prodotti, senza rischiare i nostri risparmi familiari. Per chi ha deciso di rischiare di più, in nome della solidarietà… tanto di cappello!

      Avendo tu aderito al finanziamento della piantagione di cacao, hai dovuto prima diventare socio della Cooperativa di Equoland. Quindi come socio credo che tu abbia tutti i diritti di essere informato sul bilancio e di partecipare alle riunioni in cui viene deciso il futuro della cooperativa e dei finanziamenti fatti dai soci. Fatti sentire da Equoland, chiedi informazioni e cerca di far valere i tuoi diritti di finanziatore e di socio della Cooperativa. Come nel circuito dell’economia prevalente, anche in quello etico i nostri investimenti vanno seguiti con cura…

      Credo che alcune persone di Equoland leggano questo blog: spero che qui o in altri modi ti contattino per farti avere le giuste informazioni sul tuo investimento e sul futuro di Equoland….

      • Ti ringrazio per la risposta. Purtroppo non mi è stato proposto di diventare socio della cooperativa,ne, tantomeno ,il loro programma lo prevedeva. L’iniziativa veniva presentata come una forma di investimento etico con tanto di interessi che raddoppiavano se forniti in cioccolato equivalente.Ancora oggi nel loro sito viene proposto in alternativa addirittura ai bot. Considera inoltre che ho impiegato quasi 1 anno, dopo numerose richieste e solleciti, per avere una semplice e-mail che dichiarava la somma ricevuta (1025,80€) cifra, per il mio bilancio, considerevole.

        • Caro Enrico, del prestito sul cioccolato ne ho parlato in questo mio post del 29/09/2010 http://unpodimondo.wordpress.com/2010/09/29/investimenti-bot-cct-fondi-comuni-azioni-no-cioccolata-equa-e-solidale/ e sempre qui puoi ancora scaricare il file pdf della brochure “S.o.s. Cacao” (http://unpodimondo.files.wordpress.com/2010/09/brochure-sos-cacao.pdf). Se leggi la brochure ad un certo punto c’è scritto:

          Non è una donazione a fondo perduto E’ un prestito fruttifero di interessi di legge (Legge 17 Febbraio 1971 n. 127, Art. 13 e 14 DPR 29/9/73 n. 601 e relative modifiche) [...]I Soci sovventori potranno inoltre usufruire di altre agevolazioni nell’acquisto di tutti i prodotti del commercio equo dalle nostre botteghe di Firenze e Calenzano.

          La Legge 17 Febbraio 1971 n. 127, è quella che ha modificato il diritto delle società cooperative e del rapporto con i soci, mentre gli Art. 13 e 14 del DPR 29/9/73 n. 601 regolano le imposte sui prestiti che i soci persone fisiche versano alle cooperative di cui sono soci. Prestiti in aggiunta alle quote di capitale sociale che i soci devono obbligatoriamente possedere. Se cerchi su internet troverai molto materiale su queste normative. Quindi, per sottoscrivere il prestito devi per forza prima aver firmato una domanda per diventare socio, versando anche una piccola quota di capitale sociale. Insomma è impossibile che tu non abbia firmato nessun foglio o domanda di ammissione come socio e nessun foglio di sottoscrizione del prestito. Abbi pazienza ma non ci credo.

          p.s. Enrico, guardando la tua cifra (1025,80€) mi viene in mente che forse i 25,80€ potrebbero essere la quota con cui sei diventato socio di Equoland, mentre i 1.000€ siano il finanziamento a SOS Cacao… E’ solo una mia ipotesi… cerca di informarti.

          • Purtropponon sono un esperto di leggi e non conoscevo nè la legge 17.2.1971 nè il DPR29.9.1973. Se avrai la pazienza di leggere le e-mails intrattenute nel corso del 2011 potrai vedere che nessuno parla di adesione alla loro cooperativa. Vi è quindi anche una inadempienza di legge. Il mio sconcerto per questa vicenda aumenta. Stò valutando se non sia il caso di segnalare il caso alle riviste ALTRECOMIA, di cui sono socio sostenitore e Valori a cui sono abbonato, affinchè facciano un’inchiesta giornalistica sullo stato del mercato equo -solidale
            Ringrazio vivamente per il grazioso omaggio che presenterò ,con orgoglio ai miei nipotini il giorno di Natale. Non ho invece notizie, a distanza di un mese, della scheda contabile. Evidentemente le poste sono ritornate decisamente inaffidabili. Mi accontenterei quindi anche di una copia via e-mail.
            Nel formularvi i migliori auguri di buon Natale e proficuo nuovo anno, resto in attesa di ricevere gli interessi maturati al 4.1.2012 sotto forma di cioccolato equivalente nella misura da voi proposta.
            Cordialmente
            Enrico

            From: EQUOLAND – Rossana
            Sent: Monday, November 14, 2011 6:49 PM
            To: Enrico Carabelli
            Subject: Re: Campagna Sos Cacao

            Buonasera,
            Ho provveduto a inoltrare in amministrazione la tua richiesta per la scheda contabile, mi è stato assicurato che ti verrà inviata prontamente nei prossimi giorni.
            Per quanto riguarda l’omaggio, mi sono occupata personalmente della sua spedizione a mezzo posta prioritaria in data 09/02/11.
            A quanto pare non ci si può fidare nemmeno delle Poste!
            Sarà mia cura inviarlo nuovamente, e mi scuso infinitamente per il disguido.
            Cordiali Saluti
            Rossana

            Il 07/11/2011 10.51, Enrico Carabelli ha scritto:
            ritrovo questa vs del 30 maggio per comunicarvi di non aver ancora ricevuto la mia scheda contabile sotto citata, relativa al mio versamento di 1026,00 € del 4.1.2011 e come dovrebbe essere redatta in base al vs regolamento prestiti.
            Rilevando altresì di non aver mai ricevuto l’omaggio promesso di un vs prodotto,la fiducia in voi riposta comincia a traballare.
            Spero in un deplorevole disguido ed attendo gli interessi pattuiti in cioccolato per le prossime festività natalizie.
            La fiducia proprio in questi tempi è il vero problema dell’Italia. Se dovesse mancare all’appello anche il terzo settore sarebbe la fine di ogni speranza.
            Attendo con fiducia un vs riscontro.
            Enrico
            cell. 329.8860251

            From: EQUOLAND – Rossana
            Sent: Monday, May 30, 2011 11:49 AM
            To: Enrico Carabelli
            Subject: Campagna Sos Cacao

            Buongiorno Enrico

            Ti ringraziamo nuovamente per aver aderito alla campagna di salvaguardia del cacao autoctono dell’Ecuador con il tuo versamento, e ci scusiamo per il ritardo con cui diamo notizie (che peraltro ci sono, e anche buone).
            Allegati alla presente trovate statuto e regolamento dei prestiti sociali della nostra cooperativa.
            Inoltro la tua email in amministrazione affinché ti sia inviata la scheda contabile aggiornata inerente la tua posizione.

            Colgo l’occasione per allegare le copie delle contabili bancarie per il prefinanziamento del cacao già effettuato:
            – Minagua 20.000 usd
            – Minagua 19.000 usd
            – Apov 20.000 usd

            Grazie anche ai contributi ricevuti per la campagna di salvaguardia del cacao naturale, è stato infatti possibile effettuare il prefinanziamento per l’acquisto di due container di cacao raccolto da Apov di Vinces e Minagua di Empalme, in Ecuador.

            Gli agricoltori di Minagua hanno già ricevuto anticipazioni per 39.000 usd e Apov per altri 20.000 = 59.000 usd = oltre il 60% del valore di due containers di cacao naturale Sabor Arriba fino de Aroma.

            Da Empalme ci hanno fatto sapere che venerdì scorso, alla partenza del loro primo container di cacao venduto senza intermediazioni, in tutto il paese c’è stata festa grande.
            Per loro è bel passo avanti verso l’autonomia e l’affrancamento dalla speculazione da parte dei commercianti locali!

            Resto a disposizione per qualsiasi altro chiarimento.

            Cordiali Saluti
            Rossana

            Rossana Guasti
            Ufficio Comunicazione

            EQUOLAND Soc. Coop. a R. L.
            Via delle Bartoline, 41 – 50041 Calenzano (Firenze) – ITALY
            Tel. +39 055 8878480 – Fax +39 055 8876631
            comunicazione@equoland.ithttp://www.equoland.ithttp://www.ciocador.it
            _________________________________________________________________
            AVVERTENZA: Il contenuto di questa e-mail e degli eventuali allegati è strettamente confidenziale e destinato alla/e persona/e a cui è indirizzato. Se avete ricevuto per errore questa e-mail, Vi preghiamo di segnalarcelo immediatamente e di cancellarla dal vostro computer. E’ fatto divieto di copiare e divulgare il contenuto di questa e-mail. Ogni utilizzo abusivo delle informazioni qui contenute da parte di persone terze o comunque non indicate nella presente e-mail, potrà essere perseguito ai sensi di legge.
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            Nel rispetto di quanto disposto dal D.Lgs 196/2003 Le comunichiamo che i suoi dati sono stati inseriti nel nostro database per acquisizione diretta o per tramite di terzi e saranno usati esclusivamente per comunicarLe le nostre iniziative.
            Qualora non intendesse ricevere ulteriori comunicazioni la preghiamo di inviare una e-mail di risposta con oggetto: CANCELLA

            • Caro Enrico,

              capisco il tuo stato d’animo e la tua pressante esigenza di giustizia. Per correttezza, in qualità di proprietario e moderatore del blog, ho approvato il tuo commento al quale non ho fatto alcuna modifica. Logicamente io, se fossi stato nel tuo caso, avrei evitato di mettere e-mail complete con numeri di cellulare e nomi di persone in questo commento in rete, giusto per problemi di privacy. Come già scritto nella pagina delle note, come autore del blog e moderatore dei commenti lasciati sul blog, non mi assumo nessuna responsabilità sul contenuto dei commenti postati dai visitatori del blog. Ogni visitatore che lascia un commento, si assume la piena responsabilità di tutto quello che ha scritto.

              Detto questo, hai tutte le ragioni per chiedere un’inchiesta giornalistica sul caso specifico. Se fossi in te io comincerei anche a informarmi su quali strade sono possibili per recuperare il tuo investimento. Prova a parlarne con un’associazione di tutela dei consumatori, oppure con un avvocato o in alternativa con qualcuno delle forze dell’ordine… Senti cosa ti consigliano, poi in base a cosa ti dicono prova a scrivere ad Equoland, ma non un’e-mail, proprio una bella raccomandata con ricevuta di ritorno…

              Anch’io sono rimasto esterrefatto da questa situazione che non conoscevo…

  4. Ciao Enrico, comprendo la delusione e il rammarico per quanto ti è accaduto. Pur riconoscendo io per prima i molti limiti del comes e delle tante realtà italiane che ne costituiscono la filiera (importatori e distributori), ti invito a non cadere nell’errore di generalizzare.
    Capisco che venga spontaneao quando, come te, ci si sente truffati, traditidi nella fiducia; al tempo stesso ritengo sia molto pericoloso. Non posso entrare nel merito di quello che hai raccontato tu: non so perché Equoland non si sia più fatto vivo con te e non ho quindi alcun elemento per valutare. Ti dico solo questo, però: in Italia ci sono tante cooperative e associazioni che si occupano di commercio equo. Ci sono molte persone che operano, a titolo di volontariato e non solo, affinché il comes venga diffuso il più possibile: molte persone che si impegnano per costruire un’economia diversa e che in quell’economia diversa ci credono davvero. Nessuna di queste realtà è perfetta, ma sicuramente molte di esse lavorano in buona fede, cercando di garantire ai clienti la trasparenza dovuta. Se per colpa di poche “mele marce” deve essere rovinata la reputazione anche di tutte quelle realtà in cui ci si impegna in modo onesto… be’, tutto ciò è veramente avvilente.

  5. Per continuare il dibattito copio e incollo qui una mail su Equoland che è passata pochi minuti fa nella lista dei Gruppi d’Acquisto Fiorentini, dove si sta sviluppando un dibattito analogo a questo qui… Spero che da qualche parte, qualcuno di Equoland si faccia vivo per chiarire la situazione….

    Da: simolenz@[...]
    Data: 19/11/2012 8.27

    Ogg: Re: [GasFi] R: Situazione Equoland

    Salve a tutti,
    Noi di Equobaleno siamo anche soci di Equoland e abbiamo finanziato il progetto S.o.s. Cacao con 1.000 euro, ad oggi di questi soldi non sappiamo più nulla e niente ci è stato detto in merito ai programmi della coop, come soci non abbiamo avuto alcuna informazione in merito alla liquidazione e attualmente stiamo cercando un contatto con Valter Forti x capire meglio le cose.
    Non aggiungo altro, valutate voi.

    • Ti ringrazio di cuore per l’attenzione che mi hai dedicato. Ciò mi rincuora perchè l’interpreto come un atto di solidarietà. Accetto l’appunto sui nomi in chiaro, ma sai sono anziano e quindi un po’ maldestro con questi strumenti informatici.
      Seguirò comunque il tuo consiglio ed ancora grazie

  6. Lo scrivo all’ultimo minuto ma spero che Enrico o le altre persone interessate possano leggere questo commento e magari partecipare all’incontro:

    Stasera alle 21.30 presso la sede di Calenzano di Equoland, su richiesta del Gruppo d’Acquisto Solidale “Equobaleno”, è stato organizzato un incontro con Valter Forti di Equoland e con coloro che hanno preso in affitto di azienda l’attività della coop (ormai in fase di liquidazione).

  7. VORREI FARE LE DOMANDE che per me sono centrali in tutto questo e visto che ormai Equoland dipende da L’officina Alimentare Italiana, porrei anche a loro questo elenco:

    Ho conosciuto Equoland nel 96 (le fedi del nostro matrimonio le ho comprate a loro, così come il regalo per il matrimonio di mia sorella). Fino a poco fa nel sito si leggeva chiaramente che Equoland è una cooperativa che IMPORTA prodotti dal Sud del Mondo e che si auto-dichiara rispettoso dei diritti dei lavoratori … Quindi pare siano attività di acquisto nel Sud-trasporto-distribuzione e vendita nel Nord di prodotti “esotici” più che cooperazione allo sviluppo attraverso un commercio equo. Tra l’altro vedo che Equoland compra anche da un’associazione di cittadini fiorentini che sono andati a vivere in Guatemala e hanno messo in piedi una associazione là (Flores del Guatemala)

    Per ciò vi chiederei di rivolgere a VALTER (e a Officina Alimentare Italiana) le seguenti domande:

    CON CHE CRITERI SCELGONO LE controparti locali? CHI possiede e gestisce le terre, chi coltiva, chi trasforma, chi possiede i macchinari e infine chi possiede le produzioni risultanti delle piantagioni di cacao in Equador?
    Come vengono monitorate le condizioni contrattuali e di sicurezza dei lavoratori locali, compreso l’utilizzo di strumenti o prodotti chimici ?
    Con chi stabilisce Equoland gli accordi sul prezzo / quantità / data di consegna della massa del cacao?
    In caso di disastri naturali, come vengono gestite le perdite? chi si fa carico del rischio? in che percentuali?
    Come reagisce Equalonad nel caso gli accordi non vengano rispettati? ci sono delle penali?

    INFINE PERCHÉ’ E’ STATO ESPULSO DA AGISCE (l’assemblea generale italiana del commercio equo e solidale). ?

    E che accordi hanno con Officina Alimentare Italiana?

    Montse, Sangergas

    • Ciao Montse,

      ci conosciamo di vista (per capirsi sono Marco ex-Mondogas ed ex-referente dei frolloni). Anch’io vorrei conoscere le risposte alle tue domande. Per quello che riguarda il fatto che non facciano più parte di Agices io ho sentito due campane ma non ho capito chi dice la verità o se la verità sta nel mezzo…

      1) Secondo Equoland loro sono usciti da Agices perchè erano in crisi e non si potevano permettere di pagare le quote che Agices chiede ai soci (la scusa era preferiamo rinunciare ad Agices piuttosto che licenziare un/una dipendente)
      2) Secondo altre Cooperative che fanno parte di Agices Equoland sarebbe stata espulsa perchè non sufficentemente trasparente nei rapporti con i produttori del Sud del mondo.

      Purtroppo io non ho gli strumenti per capire come stanno veramente le cose.

      L’unica cosa che posso dire è che, dopo che ho scritto questo post e che si sono susseguiti tutti i commenti, ho chiesto ad Equoland con più di una mail di venire qui sul blog e di chiarire i dubbi segnalati nei commenti dalle varie persone (o almeno di scrivere in privato ad Enrico Carabelli). Dopo un paio di risposte generiche che ho ricevuto da Rossana (ne parlo con Valter, vi faccio scrivere, vi faremo sapere) hanno smesso perfino di rispondere alle mie e-mail…

      Su questo blog è dall’inizio di Novembre che aspettiamo delle risposte… mi dispiace molto non poter andare stasera a Calenzano a domandare e a sentire con le mie orecchie… Spero che qualche risposta arrivi dalla riunione di stasera…

      Grazie

      Marco

      • Carissimi, sono contento che si stia aprendo un dibattito sul caso Equoland e devo dire che le domande poste da Montse è da tempo che mi frullano in testa e che meriterebbero una risposta.. Già nel passato ebbi modo di calcolare, analizzando i dati di un articolo del settimanale” Vita” il valore del miele pagato ai produttori di una comunità del Centro America. Ebbene, con sgomento, mi accorsi che tale prezzo corrispondeva né più né meno che al prezzo di mercato internazionale. Scrissi al marchio Fair Trade ma la risposta non fu affatto soddisfacente. Ora, non si tratta di buttare a mare tutto ma mi sembra necessario vigilare per una maggiore trasparenza soprattutto nei confronti delle società di certificazione e non solo.Nel lontano passato mi ricordo che sulla confezione di caffè veniva riportata sia lo specifico produttore che il dettaglio di tutti i costi supportati per consegnare la confezione al consumatore finale. Forse era eccessivo, ma qualcosa occorre fare. Io sono ormai anziano. Spero che chi ha maggiori energie delle mie operi per non lasciare cadere il problema. Un augurio affettuoso, a voi che leggete e che considero amici, di un sereno S. Natale.
        enrico

        • Ciao Enrico,
          tanti cari auguri di Buon Natale anche a te! Sul caso di Equoland sto cercando di raccogliere in rete qualche resoconto della riunione. Magari ti scrivo nei prossimi giorni… ma la cosa mi sembra ormai senza futuro…
          Di nuovo auguri!

  8. Sono Angela, amica di Enrico ed ambedue volontari dell’Associazione Porto Alegre di Abbiategrasso. La scorsa settimana ho inviato una mail al Liquidatore di Equoland anticipando che sarebbe arrivata regolare RACCOMANDATA ove si chiedeva delucidazioni sulla 2fine” delle sovvenzioni per il cioccolato. Per ora …silenzio, ma è ancora presto per ricevere una risposta. Gli avvocati hanno tempi lunghi. Se a qualcuno interessa l’indirizzo del liquidatore, basta chiederlo alla Società che per ora “gestisce” Equoland.
    Vi farò sapere se avrò riscontri.

    • Ciao e grazie mille. Come potrà dirti Enrico gli ho scritto in privato su quello che ho appreso dai rappresentanti dei gas fiorentini che hanno avuto più di un incontro con Valter di Equoland. In questo momento credo tutti stiano aspettando i tempi di legge… Non ci resta che attendere…

  9. Attesa vana. Il liquidatore mi ha detto che non ci sarà nulla da ripartire. Le banche e i dipendenti passano come creditori privilegiati e tutti gli altri come chirografari. E’ risaputo che ai chirografari restano le briciole…se ci sono…e qui non c’è nulla.
    Io ho fatto di tutto, scritto, telefonato, inviato raccomandate ma oramai “lasciate ogni speranza…..”

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