Delitto perfetto.

Foto "grecia-italia" by unpodimondo

Foto "grecia-italia" by unpodimondo

Nel mese di Aprile la rivista di Emergency (E il mensile) compie un anno: un anno di servizi fotografici, reportages, notizie che non appaiono in tv e nemmeno nella carta stampata dei grandi gruppi editoriali. Ad ogni articolo sarebbe da  dedicarci un post, da quanto sono interessanti. Per festeggiare questo compleanno ho scelto un pezzo dedicato all’economia e alla finanza di Stefano Squarcina. Credo che in poche righe ci sia il ritratto della situazione economica attuale.

DELITTO PERFETTO  di Stefano Squarcina.

Non è vero, come dice in sostanza il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi in un’intervista al Wall Street Journal del 23 Febbraio scorso, che il modello sociale europeo è semplicemente morto. E’ stato invece “assassinato” dalle politiche europee di austerità e rigore di bilancio che hanno preferito salvare un sistema bancario e finanziario sconnesso dalla realtà industriale e produttiva, invece di puntare  sul rilancio della crescita e dell’occupazione per uscire dalla drammatica crisi economica e sociale in cui l’Unione europea si trova.

In tre anni e mezzo di crisi, le banche europee hanno incassato 6.100 miliardi di euro in aiuti governativi, soldi dei contribuenti; lo dice il presidente della Commissione, José Manuel Barroso.

Con la stessa cifra avremmo potuto comprarci per ben diciassette volte tutto il debito pubblico della Grecia o, se vogliamo, i debiti di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Irlanda e Grecia messi insieme, senza bisogno di riforme antisociali, e ancora ne avanzerebbero. La crisi greca è stata utilizzata per imporre una più generalizzata riforma del modello sociale europeo, per imporre tagli ai sistemi pensionistici pubblici, per riformare il mercato del lavoro, per ridurre al lumicino il finanziamento dello stato sociale, per aprire ulteriormente i sistemi economici a un modello di competitività mondiale sregolata.

L’unica prospettiva  che l’Unione europea ci propone oggi è quella di condizioni salariali e dei diritti allineate a quelle dei cinesi o dei vietnamiti – non il contrario – complice una globalizzazione dei mercati che spinge verso il basso la redistribuzione della ricchezza. Dobbiamo fare i conti con la nuova realtà economica  del mondo, ci spiegano, mentre – guarda caso – dimenticano di spiegarci che questa è il frutto di scelte politiche ed economiche ben precise, ispirate dalla nuova teologia dell’austerità. La governance è la nostra nuova Bibbia , i regolamenti europei in materia i nuovi Atti degli Apostoli.

Poco importa se l’Unione europea e la zona euro saranno, nel 2012, le uniche regioni del mondo in recessione economica,  a dimostrazione dell’assurdità delle politiche pro-cicliche di Commissione e Consiglio UE.

Non contenti, lo scorso 2 Marzo i leader europei hanno firmato a Bruxelles un nuovo trattato sulla governance rafforzata: con l’imposizione della costituzionalizzazione  del principio del pareggio di bilancio, mettono fuori legge quella di Keynes e altre importanti teorie di politica economica sulla crescita e l’espansione della produzione industriale. A Bruxelles, è pronto anche un secondo pacchetto d’iniziative legislative sulla governance, da perfezionare entro giugno, che insiste sulla strada dell’austerità.

Il modello sociale europeo, caro Draghi, non è morto di morte naturale. L’avete ucciso voi con le vostre politiche: 6100 miliardi di euro per le banche e non una lira per finanziare il rilancio industriale e dell’occupazione in Europa; vorrà ben dire qualche cosa tutto ciò, o come al solito non è colpa di nessuno?

tratto da “Delitto Perfetto” di Stefano Squarcina, pubblicato a pag. 41 di E- il mensile di Aprile 2012