Il Decoro dell’Italia è solo un problema di mutande.

Nei carrugi

foto "Nei carrugi" by bob.sor - flickr

Sabato scorso (05/02/2011) a pagina 22 del “Corriere della Sera” è apparso un interessante articolo di Francesco Cevasco intitolato  “Se Genova vieta i panni stesi e un pezzo della nostra storia”, dedicato alla salvaguardia del decoro italico… Vi metto alcuni stralci…

Se Genova vieta i panni stesi e un pezzo della nostra storia di Francesco Cevasco.

«Belin, se ci togli i panni stesi a questi carrugi è come se ci togli la luce a Caravaggio… Io sui panni ci ho fatto anche dei quadri…». Giovanni Musso è un pittore molto dilettante che abita in vico del Fieno, nell’ombelico del centro storico genovese. Però ha le idee chiare su arte e colori. E non gli va giù l’idea che stia per entrare in vigore un nuovo regolamento comunale che, di fatto, vieta di stendere lenzuola e mutande – soprattutto se sgocciolanti e visibili – fuori dalle finestre e sui terrazzi delle vie principali. [... ]

Ma davvero si salva il decoro di una città abolendo i panni stesi? E’ una vecchia idea di Silvio Berlusconi che, proprio a Genova, alla vigilia del G8 nel 2001, in nome del «decoro», chiese e ottenne un’ordinanza municipale perché non voleva che i suoi colleghi Blair, Putin eccetera vedessero, lungo la strada che sfiorava il centro storico e li portava a Palazzo Ducale, «le mutande appese alle finestre». Naturalmente i genovesi di via Gramsci si guardarono bene dal cambiare abitudini. E nessuno restò turbato. Da queste parti i panni stesi sono come incollati alla storia dei carrugi e spesso le corde per appendere la biancheria congiungono un palazzo a quello di fronte: così quel poco sole  che arriva perchè le case sono troppo vicine si sfrutta meglio. [...]

Ma quando mai qualche cosa di pulito, come il bucato appunto,  ha mai offeso qualcuno? I panni puliti  fanno parte della storia per immagini che la nostra cultura ha saputo far viaggiare per il mondo.[...]

E poi, senza quei panni al sole, non avremmo avuto un capolavoro come «Una giornata particolare» di Ettore Scola. Non ci fossero state lenzuola e biancheria stese sui tetti di Roma, Sofia Loren e Marcello Mastroianni non si sarebbero incontrati proprio quel giorno del 1938 in cui arrivò il treno di Hitler, giorno in cui Mussolini «abolì» canottiere e mutande stese per non correre il rischio di  turbare la sensibilità estetica del suo ospite.

tratto dall’articolo “Se Genova vieta i panni stesi e un pezzo della nostra storia” di Francesco Cevasco pubblicato a pag. 22 del Corriere della Sera di Sabato 5 Febbraio 2011.

Ora io mi domando: in un paese attraversato dalla corruzione, dalla mancanza di legalità e  messo in ridicolo agli occhi del mondo da un premier di 75 anni, che a quanto riportato dalla stampa, farebbe il  “bunga bunga” con delle ragazzine minorenni, il decoro della nazione sarebbe messo in pericolo da qualche paio di  mutande o di calzini stesi al sole ad asciugare?

La vicenda, secondo me, è abbastanza ridicola e credo che non servano ulteriori commenti, però, per semplice curiosità personale, sono andato a vedere chi amministra Genova. Ho scoperto che  è guidata dal centrosinistra. Mentre il paese è in rovina  voi continuate ad occuparvi del decoro e delle braghe stese ad asciugare… Bene, Bravi! E poi all’estero si domandano come mai dopo 17 anni noi italiani ci teniamo dobbiamo sopportare ancora Berlusconi…

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