Boicottiamo la Bialetti che licenzia in Italia e sposta la produzione nell’Europa dell’Est

Bialetti Robot

foto "Bialetti Robot" by _Zeta_ flickr

Lo scorso 25 Febbraio ho pubblicato un articolo dedicato alla lotta delle operaie di Faenza dal titolo “Boicottiamo Omsa, Golden Lady e altre marche di calze e collant per difendere 320 posti di lavoro…”.

Purtroppo un’altra azienda storica, la Bialetti, come la Golden Lady chiude gli stabilimenti italiani per trasferire la produzione nei paesi dell’Est, lasciando a casa 118 dipendenti.  Vi metto uno stralcio dell’articolo di Vincenzo Amato Pietro Benacchio  su “La Stampa”.

L’omino con i baffi non sorride più e il Piemonte perde uno dei suoi simboli nel «made in Italy». Bialetti, da oltre mezzo secolo sinonimo di caffettiere, ha deciso di chiudere lo storico stabilimento a Crusinallo di Omegna (Verbano Cusio Ossola) e avviato la procedura di mobilità per i 118 dipendenti.

La produzione della Moka express verrà spostata nei Paesi dell’Est.[...]Un doccia fredda, durata appena 4 minuti. Alcuni operai si sono messi a piangere alla relazione dei sindacalisti, poi hanno dato vita a presidi della fabbrica e si sono riuniti in assemblea permamente.

tratto dall’articolo “Addio moka, il caffè si fa con la cialda”  di Vincenzo Amato Pietro Benacchio  su “La Stampa” l’8/4/2010.

Aggiungo un altro stralcio da un articolo apparso su “Leggo”.

Le organizzazioni sindacali hanno confermato il loro no al piano della Bialetti Industrie Spa, che ieri ha annunciato la decisione di chiudere lo stabilimento di Crusinallo, dove si producono le famose Moka Espresso.[...]

Chiude la fabbrica dove nel 1919 fu fondata la Bialetti, per decenni sinonimo di caffettiere. L’annuncio è stato dato oggi dall’azienda che ha ventilato la possibilità di trasferire l’intera produzione italiana di moka express dallo stabilimento di Crusinallo, vicino ad Omegna, a un paese dell’est europeo. [...]

Oggi la Bialetti Industrie, nata dalla fusione di Alfonso Bialetti & C. con Rondine Italia, è impegnata in più settori produttivi. Sotto il marchio Bialetti ce ne stanno altri non meno importanti e con una lunga tradizione: oltre a Rondine, Girmi, Aeternum e CEM che immettono sul mercato accessori da cucina, piccoli elettrodomestici, caffettiere non elettriche. Dal luglio 2007, Bialetti Industrie è quotata sul MTA di Borsa Italiana. Il Gruppo, con circa 1000 collaboratori, copre tutti i principali mercati geografici. Cinque le filiali all’estero (Francia, Germania, Spagna, Turchia, India) e 5 gli stabilimenti produttivi di cui uno, quello di Crusinallo, finora specifico nella produzione delle moka.

tratto dall’articolo “Crisi Bialetti, la Cisl “No alla chiusura stabilimento”, pubblicato su Leggo l’8/4/2010

Come nel caso della Golden Lady abbiamo una ditta italiana che, in nome del profitto, chiude in Italia e trasferisce la produzione nell’Europa dell’Est. Vorrà dire che in solidarietà con i 118 operai piemontesi, dopo le calze, boicotteremo anche i prodotti delle marche Bialetti, Rondine, Girmi, Aeternum e CEM.

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9 pensieri su “Boicottiamo la Bialetti che licenzia in Italia e sposta la produzione nell’Europa dell’Est

  1. ….da boicottare sono anche quelle catene della GDO (come Panorama e gruppo PAM) che, nonostante sia stato loro fatto presente che la vendita di prodotti di aziende come la Bialetti che impoveriscono il potere d’acquisto e creano insicurezza ai lavoratori italiani continuano a voler vendere (solo perche’ allettati da contribuzioni fuori da ogni logica del mercato….e ricavate da chissa’ quali tasche….forse dai contributi degli italiani che gli pagano la cassa integrazione perche’ poi loro vadano a produrre all’estero…).
    Perche’ poi non vengono premiate quelle aziende produttrici degli stessi articoli ma interamente fatte in Italia (e con tutela della qualita’………ma si sa infatti cosa fondono in Cina per ottenere l’alluminio di cui sono fatte la padelle Bialetti??).
    E poi quelle stesse catene della GDO SI LAMENTANO CHE CROLLANO I CONSUMI…. ma se siete per primi voi che impoverite gli italiani permettendo che avvenga questo scempio.
    Un pensiero di calorosa solidarieta’ ai lavoratori Bialetti e di tutte le altre aziende simili.
    Roberto

    • Roberto, ti ringrazio per il tuo messaggio e per le preziose informazioni su Pam e Panorama, che aggiungo alla mia personale lista dei boicottaggi…

      Credo che in questi casi il passaparola della rete sia un’opportunità ottima per orientare i nostri consumi…

      Ad esempio mi piacerebbe sapere chi sono le ditte produttrici di articoli analoghi (caffettiere, padelle e simili) che producono tutto in Italia… E’ doveroso boicottare chi si comporta male ma è ancora più doveroso premiare chi produce in Italia rispettando i lavoratori…

      Mi piacerebbe ricevere questa informazione in modo da condividerla con i miei lettori…

      Grazie

  2. brutta notizia: come fai a boicottare? le aziende made in italy non esistono, ci mettono solo il marchio made in italy.
    Se queste aziende (Bialetti, Golden Lady non vanno all’estero falliscono, i famosi profitti sono ridicoli, 5-10 % al lordo delle tasse)
    Chiudere le frontiere ai prodotti esteri? L’europa non vuole, tutto viene deciso a Bruxelles a noi suddeti certo non viene detto.
    Che fare? stop agli acquisti in genere, macchine, eletrodomestici, vestiti, scarpe, cibo (ritornare al vecchio orto con anche le galline e il maialino).
    Succeddera quel che succedera, mi sembra che tutto questo stia succedendo
    Alessandro il borghese

    • 118 famiglie di dipendenti della Bialetti senza lavoro, altre 320 famiglie Omsa senza lavoro. In totale 438 famiglie che non conosco ma che immagino siano molto simili alla mia: con bollette da pagare, con figli da mandare a scuola, con anziani da accudire, medicinali da comprare, affitti, mutui e spese varie. Guardo negli occhi mia figlia e mi immagino gli sguardi dei figli di queste persone.

      Cosa provo in questi casi? mi viene da piangere e da arrabbiarmi. L’ultima cosa a cui penso sono i profitti, che tu definisci ridicoli, ma in nome dei quali vengono calpestati i diritti e la dignità di centinaia di esseri umani…

      Come singolo cittadino mi pongo il problema di come posso dare una mano a queste persone. Faccio un articolo sul blog, mando qualche mail e poi decido di boicottare… perchè come persona e lavoratore io non conto niente ma come consumatore penso di contare ancora un pochino…

      Basta vedere la pubblicità in tv, le buche delle lettere intasate dai volantini pubblicitari, le telefonate continue di chi vuole venderti qualsiasi cosa… Potranno fare le macchinette da caffè da tutte le parti del mondo ma alla fine vorranno o dovranno venderle agli italiani… (pensi che gli eschimesi dell’Alaska o i masai del Kenya usino la moka?).

      Ecco, io come consumatore uso il mio portafoglio per fare degli acquisti critici… Lo chiudo boicottando chi non rispetta gli altri esseri umani e lo apro con chi ha comportamenti caratterizzati da maggiore giustizia, equità e rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.

      Ti lascio un paio di domande:

      1) In un periodo di crisi, col calo generalizzato dei consumi, c’è un settore che cresce con numeri a due cifre… Sai qual’è? E’ il commercio equo e solidale.

      2) Nella mia regione, a fronte del calo di vendite di generi alimentari nella grande distribuzione, c’è un proliferare di fierucole, farmer markets, gruppi di acquisto solidale che nascono come funghi. E se si andasse verso un nuovo modo di produrre e consumare?

      Comunque sono d’accordo con te sull’idea di rifarsi l’orticello… io per ora ho cominciato con quello che posso permettermi: qualche vaso in terrazza!

  3. il problema è più complesso perchè se la bialetti produce in italia il prezzo di vendite è più elevato della concorrenza e la conseguenza inevitabile è la chiusura….vi siete chiesti perchè paesi come cina e india possono condurre una concorrenza sleale senza che l’occidente possa dire no .il perchè si spiega con i sindacati che fino a poc’anzi si occupavano di aumentare il loro potere e non il benessere delle imprese che è il bene comune.sindacati è ora che andate là dove i lavoratori sono veramente sfruttati e lasciate in pace le nostre imprese per lo meno quelle rimaste.

    • Il bene comune è una cosa molto diversa dal benessere delle imprese e i referendum sull’acqua e sul nucleare hanno ben dimostrato che il bene comune non sta dove si trova la massimizzazione del profitto ad ogni costo (economico e umano).

      Il vostro è un profitto ottenuto a scapito dei lavoratori dipendenti e ormai anche dei ceti medi che si stanno tutti impoverendo mentre pochi, pochissimi industriali continuano ad arricchirsi sempre di più. Avete svenduto il futuro dei giovani precari per massimizzare i vostri profitti!!!

      Il problema è semplicissimo: vanno aumentati i diritti dei lavoratori ovunque nel mondo, a partire dalla Cina e dall’India. In realtà le imprese vogliono togliere i diritti ai nostri lavoratori per farci diventare tutti come gli indiani e i cinesi e col precariato e i licenziamenti purtroppo ci stanno riuscendo.

      E’ una Vergogna!

  4. Il Gruppo è stato anche socio promotore, di Symbola-Fondazione per le Qualità Italiane: ……………..Per Bialetti Industrie, dunque, tutto concorre al concetto di qualità d’impresa e responsabilità etica e sociale. Il rilascio della Certificazione Etica secondo lo standard internazionale SA8000 ne è un’autorevole ratifica. Le azioni a tutela dei suoi dipendenti e della loro salute ne sono le espressioni più visibili.

    Questo c’è scritto sul sito della Bialetti……..comunque a proposito di GDO la COOP vende le classiche “moka” con il proprio marchio ma se le rifornisce proprio dalla Bialetti………………basta leggere le etichette …..

  5. scritta in grande sula confezione :pentole aeternum, gruppo bilaletti .
    scritta in piccolo “made in china”
    Prese per errore , riportate il giorno dopo dal rivenditore .

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