Un libro: “Il cacciatore di aquiloni”

Il cacciatore di aquiloni

foto "Il cacciatore di aquiloni" by carla.alleoni - flickr

Sono ormai più di trenta anni che l’Afghanistan è presente tutte le sere nei nostri telegiornali… Dall’invasione sovietica del 1978 (uno dei miei primi ricordi di questa vicenda fu il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca 1980)  questo popolo è vissuto in una perenne guerra dovuta prima ai sovietici, poi ai talebani e infine agli invasori occidentali che, con strumenti di guerra e morte, vorrebbero portare la pace in questa terra martoriata…

In tutti questi anni di cronache abbiamo avuto notizie di sparatorie, morti, bombe, attentati e così via, ma nessuno ci ha mai parlato degli afgani: di come vivono, delle loro storie, della loro cultura e delle loro tradizioni.  Per assurdo, abbiamo l’Afghanistan tutti i giorni in tv,  ma il popolo e la gente afgana rimangono sfumati,  sullo sfondo degli ormai quotidiani bollettini di guerra.

Khaled Hosseini, in questo bellissimo romanzo,  ci racconta gli afgani partendo dalla storia di due bambini nell’Afghanistan pre-sovietico del 1975 per poi seguire le tristi e drammatiche vite di questi ragazzi fino ad arrivare ai giorni nostri. Amir è un ragazzo afghano di etnia Pashtun, figlio Baba, un ricco uomo d’affari, mentre Hassan, suo coetaneo, è povero, analfabeta e di etnia Hazara. I due ragazzi crescono insieme perchè  Ali, padre di Hassan, presta servizio nella villa di Amir. I due amici sono molto bravi nelle battaglie di aquiloni che si tengono annualmente a Kabul, dove il vincitore deve abbattere tutti gli aquiloni avversari e recuperare l’ultimo aquilone caduto a terra.  La coppia è perfetta:  Amir è abile nel combattere con l’aquilone mentre Hassan è imbattibile nel recupero degli aquiloni caduti. Purtroppo quando arriva la tanto agognata vittoria della coppia, è Hassan che paga un prezzo troppo alto per recuperare l’aquilone abbattuto: viene violentato e Amir non ha il coraggio di difendere l’amico. Questo episodio segnerà per sempre la vita di Amir, anche dopo l’invasione  sovietica, quando i destini dei due ragazzi si separeranno: Amir fuggirà negli Stati Uniti, mentre Hassan resterà nell’inferno afgano.  Dopo decenni sarà una telefonata a richiamare Amir in Afghanistan per farlo tornare sulle tracce dell’amico d’infanzia…

Il libro è bellissimo, scorre velocemente e si legge tutto d’un fiato… Più di una sera ho fatto le ore piccole per sapere come andava a finire, perchè non riuscivo a staccarmi dalle pagine. La storia è drammatica ma allo stesso tempo commuovente e  toccante. Al termine della lettura, nonostante le emozioni forti e le vicende tristi, il romanzo si conclude con un flebile filo di speranza, che appare come un piccolo raggio di sole che si fa largo in un orizzonte di pressanti nubi nere.

Il libro può piacere o non piacere, ma alla fine  ha un suo effetto: apre uno squarcio su un paese lontano da noi e offre una visione dell’Afghanistan diversa da quella dei TG… Da leggere per capire (e far capire ) quanto possono essere difficili l’infanzia e l’adolescenza se non sei nato nel ricco Occidente…

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3 pensieri su “Un libro: “Il cacciatore di aquiloni”

    • Il film non l’ho ancora visto (volutamente) perchè aspettavo di aver finito di leggere il libro prima di vederlo, per cui non posso giudicare…

      Da quello che ho letto su internet mi sembra di capire che alcuni personaggi di contorno siano trattati dal film in modo più superficiale rispetto al libro.

  1. Pingback: Un libro: “Nel mare ci sono i coccodrilli”. « Un po' di mondo

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