A Prato… come giocava i’ nonno…

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Da domani 13 Dicembre e fino al prossimo 6 Gennaio si terrà  a Prato nel chiostro della chiesa di San Domenico una mostra di vecchi giocattoli intitolata “Come giocava i’ nonno” che comprenderà una vasta gamma di giocattoli d’epoca tra cui molti balocchi in legno o ferro, autocostruiti con materiali di recupero come facevano i nostri nonni che spesso erano bambini poveri. La mostra sarà aperta dalle ore 10.00 alle 18.00 tutti i giorni tranne il 24, 25 e 31 Dicembre e il 1 Gennaio. Durante l’inaugurazione di domani  saranno presenti le Poste Italiane con uno speciale annullo filatelico creato per  questo evento.

Durante il periodo della mostra alcuni anziani faranno delle visite guidate in cui illustreranno come si giocava una volta. Per i bambini sono previsti una serie di laboratori dedicati alla costruzione di  giocattoli, alla pasta di mais, al modellismo, agli aquiloni, agli origami e alla carta pesta.

Nel chiostro che ospita la mostra sarà presente un punto incontro curato dal comitato provinciale di Prato dell’Unicef. Le offerte raccolte in questa manifestazione saranno devolute al Progetto Unicef  “Diritto alla scuola e al gioco in Kirghizistan” che prevede un intervento nella regione meridionale di Batken, in assoluto la più povera del paese, il cui scopo è quello di  garantire il diritto all’istruzione di base e a crescere come bambini, sottraendo i bimbi alle minacce del lavoro minorile e dello sfruttamento.

Per leggere la scheda completa dell’intervento potete cliccare su questo link:  Kirghizistan – Progetto: “Diritto alla scuola e al gioco”

*** foto Naschmarkt The Lost Puppets by Sepperer Markus – Flickr

Ci risiamo… adesso tocca al pesce avariato…

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Non so se vi ricordate i post che ho fatto nei mesi scorsi sugli articoli di Paolo Berizzi... il giornalista di  “Repubblica” che ha svelato la truffa dei formaggi adulterati ( post del4 Luglio 2008 e post del 16 ottobre 2008)  e il caso di presunto razzismo alla ditta Vismara (post del 17 Settembre 2008).

Ebbene Paolo Berizzi ha colpito un’altra volta…  con un articolo pubblicato oggi su Repubblica e intitolato “Lo scandalo del pesce congelato: è del 2005, venduto come fresco”. Per capire di cosa si tratta vi metto uno stralcio dell’articolo… Leggetelo tutto…

Il pesce puzza dalla cesta. È lì dal 2005, nell’angolo in fondo a destra di questa cella frigorifera con le stalattiti sulle pareti. Il fetore stenderebbe un pinguino. “Filetti di persico africano” è scritto sulle casse di polistirolo a meno venti. […] “Congelano e scongelano, congelano e scongelano. Mano a mano mischiano con il fresco, che ormai è solo un’idea, e vendono”, dice l’ufficiale della Guardia costiera.
Le quattro di notte. Bisceglie, zona industriale. Le ultime sei tonnellate di pesce “pirata” le hanno sequestrate mercoledì, quaggiù nella pancia di un deposito ittico da fare invidia ai tonnari giapponesi.[…] Una tonnellata di pesce scaduto, di grande varietà (nome dell’operazione “Pesce fritto”). Scaduto tra il 2005 e il 2008. Altre cinque tonnellate di cui è impossibile ricostruire la tracciabilità, e in più conservate in celle non a norma. Tutto quanto doveva finire nei ristoranti, nelle mense, nei supermercati. […]
Nell’Italia delle truffe alimentari l’oro azzurro lo mischiano, lo taroccano, lo tengono in vita o lo vendono morto. I pirati della tavola infiltrano la filiera in uno dei suoi anelli, alla fonte o alla foce non importa. Dal peschereccio al ristorante, dal mercato alla nostra tavola, quel che conta è riuscire a camuffare.[…]

Già, e in tavola cosa troviamo? Il problema, oltre ai prodotti scaduti, sono i taroccamenti fatti e finiti. Il pangasio, di questa vetrina, è il re. E’ un pesce d’acqua dolce che vive nel delta del Mekong (Vietnam), uno dei più inquinati dell’Asia, infestato da metalli pesanti e veleni. Con 3,50 euro compri due filetti. Lo spacciano per merluzzo, addirittura per ricciola.

Dipende da come lo tagliano. A Milano e Chioggia se ne vende a quintalate. Arriva coi container dall’Asia. Viaggia assieme ai tranci di squalo delle Mauritius spacciati per pesce spada, al persico africano (nasce nel Nilo) venduto come pesce persico, al blue marlin che “diventa” anch’esso spada siciliano, al pesce ghiaccio piazzato come bianchetto (il novellame di sardina), allo squalo manzo venduto come palombo, alla platessa rifilata come sogliola. Ricarichi del trecento o quattrocento per cento. Bastimenti enormi e incontrollati che partono dal Corno d’Africa e si “perdono” nelle vie infinite dei porti di Napoli e Salerno, e che poi proseguono per Genova e Chioggia e invadono il mercato. I polpetti dell’indopacifico (valore commerciale al dettaglio 3-4 euro al kg), nei supermercati di Orbetello e Castiglione della Pescaia li vendevano come moscardini (20-25 euro al kg). Un mese fa la Guardia costiera ne ha sequestrati una tonnellata.

tratto dall’ articolo di Paolo Berizzi  “Lo scandalo del pesce congelato: è del 2005, venduto come fresco”.

Ringrazio Paolo Berizzi che, con le sue inchieste sulle truffe alimentari,  sta diventando il “Marco Travaglio” della nostra tavola, ma sul Pangasio devo ammettere che questo blog ne aveva già parlato lo scorso 21 Novembre 2008 (ricordate il post Novità alla mensa e in cucina… Pangasio al veleno…?).

E poi, tra gli addetti ai lavori c’è ancora qualcuno che si meraviglia del fatto che tanti consumatori non si fidano più dei supermercati e dei cibi industriali e cercano altri canali distributivi che avvicinino la gente ai produttori locali (leggi Gas, farmer markets etc…)? E’ triste dirlo ma purtroppo siamo come in guerra:  dobbiamo combattere tutti i giorni per riuscire a mangiare cibo sano senza farci avvelenare!

Per le prossime feste mi raccomando… niente pesci di pregio… solo alici, sardine e sgombri!!!!

*** foto Fillet by Timmy Toucan – Flickr