E ora parliamo di Danza sportiva…

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Nel precedente articolo vi ho parlato della Maratona di Firenze e per par condicio familiare torno a parlarvi anche di Ballo, giusto per raccontarvi le imprese dell’altra sportiva di casa ovvero di mia figlia.  Nel periodo in cui non ho fatto podismo per piccoli malanni di stagione, ne ho approfittato per accompagnare mia figlia a due gare di ballo del circuito Danze Artistiche , Jazz e Freestyle della Federazione Italiana Danza Sportiva: la  Supercoppa Danze Jazz & Freestyle di Foligno (valida per la Coppa Italia) del 16 Novembre e il Campionato interprovinciale (Toscana) di Montelupo Fiorentino del 23 Novembre. Due fine settimana divertenti e un po’ freschini (ma voi l’avete mai trovato un Palasport con un impianto di riscaldamento un minimo decente?) ma scaldati dalla partecipazione del pubblico e dallo spettacolo degli atleti….

La mia ballerina di casa a Foligno ha lottato nelle prime batterie ma, a parte un passaggio di batteria nella Disco Dance, è stata surclassata dalla superiorità delle sue avversarie… Migliore sorte ha avuto al Campionato interprovinciale di Montelupo che raccoglieva atleti da tutta la Toscana. Nell’Hip Hop, la ragazza ha passato le batterie, la semifinale e per la prima volta nella sua carriera… è riuscita ad accedere ad una finale piazzandosi al 5° posto, contro ogni previsione e con sommo stupore di familiari e allenatori… Inutile dire che l’atleta ha camminato a dieci metri d’altezza per almeno 3 giorni e che ha ricevuto i complimenti di parenti, amici e compagni di squadra…

Dopo questo breve momento di gloria, mia figlia si è rimessa di nuovo al lavoro perché a Gennaio riprende il calendario delle gare italiane e nel frattempo si preannunciano altre manifestazioni di ballo non competitive, ma allo stesso modo interessanti.

*** foto IMG_0155.JPG by jon gos – flickr

La mia Maratona di Firenze

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E’ un bel po’ di tempo che non vi parlo di podismo, semplicemente perché avendo avuto qualche piccolo acciacco di stagione, mi sono preso una pausa dalle corse. La scorsa settimana ho ripreso gli allenamenti e spero di esser pronto per partecipare alle gare di Dicembre…

Intanto Domenica scorsa ho partecipato alla Maratona di Firenze… non come podista ma come volontario, uno dei circa 1700 volontari che erano sul percorso e perciò vi racconterò una Maratona diversa, vista e vissuta dal ristoro del 20 km.

La giornata del volontario inizia prestissimo, sveglia alle 6.00, un quarto d’ora accademico prima di alzarsi e poi via a prepararsi per uscire… Dato che è previsto un tempo inclemente mi vesto pesante, mi metto il giubbino dei volontari e parto con la bici verso la sede della mia società sportiva dove ci ritroviamo per partire con le auto che hanno i permessi per circolare in questa Domenica ecologica… (la Domenica ecologica è bella ma ai volontari della maratona crea dei problemi aggiuntivi a quelli della gara podistica). Arrivo alla sede che sono già partiti tutti, per fortuna c’è ancora una macchina con 3 miei compagni che mi fanno salire e mi portano al nostro ristoro al 20 km. Alle 7.15 siamo sul posto e troviamo i nostri compagni in frenetica attesa… Stanno ancora aspettando i due camion dei corrieri che dovrebbero portarci i materiali per allestire il ristoro… Al loro arrivo cominciamo a scaricare tutto il materiale che ci serve ed iniziamo a montare tutti i tavoli e a predisporre i ristori… inizalmente mi reco presso i tavoli di distribuzione dell’acqua ed inizio ad aprire le bottigliette e a riempire i bicchieri… ad un certo punto il nostro responsabile viene a cercare un paio di volontari per i tavoli del the e accolgo l’invito a braccia aperte… i tavoli del the erano gli unici coperti con un gazebo e stava già iniziando a piovere…

Allestiamo la bombola del gas, i fornelli e mettiamo sul fuoco i primi pentoloni di the,  che si scatena il temporale. Diamo un’occhiata all’orologio e ci accorgiamo che i maratoneti sono appena partiti. Iniziamo a stendere i bicchieri sui nostri tavoli e a riempirli di the fino a fare tre pile… Date le condizioni climatiche cercheremo di offrire a tutti un the il più caldo possibile. Sappiamo però che ci sarà un momento critico, quando arriverà la masnada di quelli che prevedono di terminare la maratona tra le 3 ore e le 3 e 30: in quel momento ci sarà un assalto ai tavoli e perciò prepariamo in anticipo un po’ di bicchieri per non farci trovare sguarniti di the. Durante il passaggio degli atleti, continuiamo imperterriti a bollire pentoloni e pentoloni di the cercando di offrire a tutti una bevanda calda e ristoratrice…

Dal punto di vista di coloro che stanno ai ristori potremo dividere i maratoneti in tre gruppi:

  • I top runner: sono coloro che sono candidati alla vittoria. Hanno i ristori personalizzati con boccette multicolori dal contenuto misterioso… Non si fermano ai ristori dei “comuni mortali” e perciò gli addetti al ristoro si prendono una pausa di qualche secondo per applaudirli e vederli sparire all’orizzonte.
  • Il gruppone dei competitivi a bestia. Hanno preparato la maratona da mesi e sono lì come alla guerra… Non arriveranno primi, ma devono migliorare il proprio tempo e poi hanno sicuramente fatto un duello o una scommessa con qualche altro compagno di squadra… Sono accreditati di tempi tra le 3 e le 4 ore, arrivano tutti insieme e, come una mandria di bufali, travolgono tutto quello che trovano sul loro cammino… Non si possono fermare e perciò tentano di prendere il bicchiere al volo. Alcuni lo sbagliano e ti rovesciano addosso tutto il the: continuano a correre imprecando e mandandoti a quel paese… Gli addetti al ristori sono in un lavoro frenetico e riforniscono continuamente i bicchieri che spariscono a vista d’occhio. I volontari accettano con somma pazienza di essere innaffiati di acqua, sali o the, perchè sono anch’essi podisti e sanno che alla prossima maratona saranno loro a lanciare l’assalto ai tavoli del rifornimento.
  • I pacifici. I pacifici sono quelli che corrono nelle retrovie  e non si pongono problemi di tempi e prestazioni. Sanno che arriveranno tra gli ultimi, ma loro corrono per divertimento e per godersi le strade e i monumenti di Firenze, una delle città più belle del mondo. Mi scusino gli altri podisti, ma questi sono i più belli da vedere: arrivano al ristoro stanchi ma sorridenti, prendono il loro thè caldo con calma e spesso si fermano a fare due chiacchiere o a ringraziare gentilmente. Gli stranieri ringraziano nelle loro lingue e obbligano i volontari a rispolverare le lingue studiate a scuola per scambiare un saluto veloce ma cordiale.

A mezzogiorno e un quarto sono passati ormai quasi tutti dal ristoro del 20km e mentre qualcuno già inizia a ripulire e a smontare i tavoli, io continuo a porgere bicchieri e saluti… Ad un certo momento prendo un bel bicchiere, lo riempio di the fumante e mi incammino verso un signore che sta arrivando con passo lento ma non affaticato: è l’ultimo podista e anche lui ha diritto ad una bevanda calda che lo accompagni nei prossimi 5 km fino al ristoro successivo…

Dopo aver smontato tutto e aver ripulito la strada, ripartiamo per tornare a casa,  e passando vicino alle Cascine diamo un’ultima occhiata ai podisti che ancora stanno correndo…

In cuor mio spero di essere tra di voi il prossimo anno e di ricevere anch’io il mio meritato the caldo dalle mani di qualcun’altro!

*** Foto DSCN4662 by tericee – flickr