Alcune settimane fa ho avuto l’occasione di rivedere lo splendido film di David Fincher del 1999 che ha fra i suoi protagonisti Brad Pitt, Helena Bonham Carter ed Edward Norton. Rimane intatto il mio giudizio positivo sulla regia, sui tempi del film e sull’ottima recitazione dei protagonisti ma devo dire che soprattutto, a quasi 10 anni dalla sua uscita, il film mantiene tutta la sua attualità nella critica alla nostra società capitalistica, consumistica e alienante che tratta gli esseri umani soltanto come ingranaggi del meccanismo nasci-produci-compra-crepa dove coloro che non si adattano a questo modello sono considerati dalla nostra società come rifiuti o come pericolosi eversori terroristi.
Avete notato che negli ultimi tempi chi si oppone alle scelte del potere (dalla TAV, agli inceneritori e alle basi militari USA) viene bollato dai media come un pericoloso estremista anche se si tratta di un tranquillo pensionato centenario che vorrebbe trascorrere in santa pace i suoi ultimi giorni?
Logicamente il film rimane un film e la realtà è un po’ diversa e nel mio caso, mentre condivido al 100% l’analisi della nostra società, non condivido per niente la via di uscita proposta dalla pellicola ovvero la violenza e la lotta. Personalmente preferisco il “non acquisto”, la “decrescita felice”, il commercio equo e solidale e altre soluzioni meno spettacolari e allo stesso tempo incisive. D’altra parte un film e un romanzo sono un’opera d’arte e di fantasia e devono perciò anche essere spettacolari e avvincenti e in questo senso la scelta della violenza individuale come risposta alla violenza del sistema capitalistico-industriale serve al film ed è perciò giustificata dalla storia.
Vi lascio ad alcune frasi tratte dalla pellicola che vi faranno capire il senso del film (logicamente non vi svelerò la trama).
Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.
Siamo consumatori. Siamo sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona. Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste. La televisione con 500 canali. Il nome di un tizio sulle mie mutande. I farmaci per capelli. Il viagra. O le calorie.
La pubblicità ci mette nell’invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto…
È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa.
Sa perché mettono le maschere di ossigeno sull’ aereo?
Per poter respirare…
L’ ossigeno ti fa sballare. In un’ emergenza catastrofica uno fa grandi respiri di paura. A un tratto diventi euforico. Docile. Accetti il tuo destino.Infilarti le penne nel culo non fa di te una gallina!
“Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste” detto da Brad Pitt è veramente esilarante!!!







Una lettura del film:
http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/02/07/fight-club/
ciao
!!
Attilio
Come potete vedere dal sito di Attilio, di un’opera d’arte si possono dare diverse letture e/o interpretazioni in base alle sensazioni che essa ci stimola, alla nostra formazione e alle sensazioni del momento…
Partiamo tutti dalla critica a questa società e al consumismo e poi ognuno elabora una sua visione del problema e una sua probabile soluzione per affrontarlo (ognuno nel suo piccolo).
Benvengano questi film che oltre a divertirci stimolano ancora quei tre o quattro neuroni liberi che ci sono rimasti…
Grazie Attilio.